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Nonostante tutto

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Focus sul capitano dell’Inter, Mauro Icardi. 

CHI BEN COMINCIA…

È già a metà dell’opera; ne sa qualcosa il capitano nerazzurroMauro Icardi – che durante la prima giornata di campionato ha avuto modo di punire con una doppietta gli avversari della viola, affondati in quel di San Siro insieme al loro direttore d’orchestra, l’ex di turno, Stefano Pioli. La compagine milanese ha difatti meritato ampiamente la vittoria, disputando oltre un tempo di grande qualità ed intensità che le hanno permesso di indirizzare con immediatezza la gara su binari favorevoli; la squadra condotta da Luciano Spalletti è sembrata solida e cinica quanto basta ed ha trovato nel suo cannoniere argentino il trascinatore e finalizzatore ideale. Perchè chiunque sieda sulla panchina dell’Inter e qualunque si riveli il suo piazzamento finale, tra le trame nerazzurre v’è una costante che non sbiadisce mai: l’incisività di capitan Maurito.

IN CRESCENDO

L’attaccante argentino fu prelevato nell’estate del 2013 quando il ragazzo si ritrovò prepotentemente tra i radar di Napoli e Juventus; tra le due big mosse i passi l’Inter che, di soppiatto, soffiò il ragazzo alle due contendenti per 15 milioni più bonus. L’ex-Barcellona, sino a quel momento, aveva siglato 10 reti e 4 assist e lasciava intravedere tutte le grandi qualità che un bomber di livello deve possedere per lasciare il proprio marchio: fiuto del gol, freddezza sotto porta e punto di riferimento in attacco. In quest’ultima, a dire la verità, il ragazzo ha sempre peccato, dimostrandosi, di tanto in tanto, un corpo estraneo alla manovra offensiva; ne parleremo, comunque, più avanti.

Sbarcato alla corte di Walter Mazzarri, l’argentino non ha modo di vedere il campo con costanza, sia per scelta tecnica, sia per una pubalgia non indiscreta che gli costa quasi una decina di partite di campionato. È nell’annata immediatamente successiva (2014/2015) che, però, il centravanti ex-Sampdoria compie quella che, a conti fatti, si rivelerà l’esplosione del suo talento e che lo porterà al lungo percorso della costanza e consacrazione di sé.

MI9 segna 27 reti, divise tra l’allenatore toscano ed il suo successore – Roberto Mancini – che  gli varranno la vetta della classifica capocannonieri: lì il giovane fuoriclasse dell’albiceleste spiccherà il volo ai danni dei più blasonati connazionali Carlos Tevez (20 goal) e Gonzalo Higuain (18 goal). Una presentazione scoppiettante che, di fatto, si rivelerà il trampolino di lancio di una carriera – sin qui – costellata da pochi successi collettivi ma colma di soddisfazioni personali; come, ad esempio, il titolo innegabile di ‘Killer della Juventus‘ che, per un tifoso interista soprattutto, possiede un sapore dolcemente intenso ed appagante: ben 7 le marcature contro i rivali bianconeri in 10 gare, divise tra Sampdoria e nerazzurri. Uno smacco vero e proprio per i bianconeri i quali, probabilmente, avrebbero dovuto fare carte false per accaparrarsi il ragazzo; ci penseranno nuovamente qualche anno dopo, quando la moglie-agente del 24enne di Rosario dichiarerà:

Non si sa a quanti soldi, tantissimi, ha rinunciato Mauro per restare all’Inter. La Juve ha cercato di prenderlo fino a due minuti dalla mezzanotte del giorno in cui, poi, ha concluso con Higuain. Lui, però, sogna di essere una bandiera per l’Inter come Totti lo è per la Roma.

LA CONFERMA

In Inghilterra li chiamano ‘one-season wonders‘ e, a tale gruppo, appartengono quella cerchia di giocatori i quali, dopo una stagione ad alti livelli, vedono il loro rendimento personale crollare per svariati motivi: psicologici, ambientali o checchessia. Avrebbe potuto essere anche il caso di Mauro Icardi, ma non lo è stato; anzi, è proprio insieme al tecnico jesino che il puntero sudamericano raggiunge il maggior score di goal della propria carriera all’interno di una singola stagione: saranno 32 le marcature (e 8 assist) che trascineranno la formazione di Roberto Mancini sino al quarto posto percepito, tuttavia, come una colossale delusione collettiva: dopo un inizio di stagione idilliaco, infatti, il momentaneo secondo posto si tramuterà in quarto – con conseguente addio alla UCL – a causa degli scarsi risultati accumulati nel girone di ritorno.

VASO DI PANDORA

La situazione della società meneghina durante l’annata successiva si rivela disastrosa, frutto di un management sconsiderato ed autore di scelte poco ponderate che porteranno la società all’ennesimo anno consecutivo di insuccessi. Sulla panchina dell’Inter, infatti, si alterneranno ben quattro allenatori diversi, andando a contribuire con crescente forza al disordine ed al caos creatosi in precedenza: a Mancini succederà De Boer, all’olandese succederà Pioli che infine verrà esonerato e sostituito da Vecchi. Senza i presupposti per un’annata trionfale, l’Inter chiude un’infame stagione lontana dall’Europa, collocandosi settima ed abbandonando l’Europa League già nella fase a gironi, in seguito allo scarso impegno protratto alla causa. In questo marasma emergerà, ancora una volta, un giocatore su tutti che, con 26 marcature e 7 assist, contribuirà al mantenimento a galla della propria squadra, quell’amato club in cui ha sempre desiderato rimanere.

“Giocherò la Champions con questi colori. Perché questa è la squadra che mi ha fatto crescere e arrivare dove ho sempre sognato, perché è la squadra che mi ha dato la responsabilità di essere capitano e onorarla con orgoglio e onore, nei momenti belli ma soprattutto in momenti brutti”.

NONOSTANTE…

Nonostante nulla. In seguito alle numerose annate no, sono terminate le scusanti da mettere in gioco e, nonostante il capitano dell’Inter sia sempre disposto a metterci la faccia in caso di sconfitte, questa volta, quest’anno, non bisognerà costruire alibi: la società ha messo a disposizione della squadra un tecnico vincente, professionale e preparato e, a completare il quadro, ha aggiunto numerosi elementi di qualità che potranno contribuire con efficacia al bene collettivo. Quel ‘nonostante‘ che significa ‘Icardi (segna) nonostante l’Inter‘ dovrà essere rimpiazzato: ‘Icardi segna grazie all’Inter‘ non sarebbe uno slogan decisamente più appropriato, appagante e gradito?

Nel frattempo, intanto, la stagione in casa Inter parte in maniera grandiosa, ed è proprio il suddetto a rivelarsi il miglior interprete della gara, grazie ad una doppietta che regala un inizio coi fiocchi ai propri tifosi. Ora la squadra lavora per bissare il successo della prima giornata e tutti gli interpreti di casa Inter dovranno fornire qualcosa in più alla causa, a partire dallo stesso Icardi, spesso pizzicato, come affermato in precedenza, per il suo modo di giocare che, di tanto in tanto, lo rende estraneo alla costruzione della manovra; ad ognuno, dunque, il proprio compito. Ai nerazzurri quello di crescere ed al loro capitano, quello di migliorarsi costantemente, per essere pronto a portare il suo club a livelli ben più alti.

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Svizzera, Yakin si gode la qualificazione: “È stato molto emozionante”

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Svizzera

Dopo la vittoria nella partita decisiva contro la Serbia, che ha qualificato la sua Svizzera agli ottavi di finale dei Mondiali in Qatar, il commissario tecnico elvetico Murat Yakin ha esternato i suoi sentimenti alla stampa:

È stato molto emozionante. Nei primi minuti siamo stati protagonisti in campo, con un forcing molto organizzato, poi però ci siamo fatti sorprendere e siamo andati addirittura in svantaggio. La squadra però ha reagito e dopo il match ho sentito dentro di me un enorme senso di soddisfazione per quanto fatto dai ragazzi: mi sono seduto nello spogliatoio, mi sono goduto il momento e ho lasciato soli i giocatori“.

Ora gli elvetici, martedì sera, affronteranno il Portogallo di Cristiano Ronaldo per sognare i quarti di finale.

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Il ct della Serbia Stojkovic sul suo futuro: “Certo che resto”

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Nel post-partita della gara contro la Svizzera, il commissario tecnico della Nazionale della Serbia, Dragan Stojkovic, è intervenuto ai microfoni di Sportal.rs:

“Prima di tutto vorrei congratularmi con la Svizzera per la vittoria, che direi è meritata. Noi non siamo ovviamente soddisfatti del nostro cammino, ma dobbiamo considerare tutti i problemi che abbiamo avuto da quando siamo arrivati ​​qui, tenendo conto della preparazione fisica e dei vari infortuni rimediati dai nostri giocatori chiave. I ragazzi però hanno lottato, hanno dato il massimo, anche se non basta per questo livello”.

In seguito, il selezionatore ha tenuto a sottolineare che proseguirà l’impegno con la Nazionale delle Aquile bianche:

“Certo che resto. A marzo inizieremo le qualificazioni per Euro 2024 e abbiamo una grande voglia di battagliare: sarò molto soddisfatto se i miei giocatori saranno sani e al top della forma in quel momento”. 

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Juve, approvato un nuovo progetto di bilancio: la perdita è di 239 milioni

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Chi è Gianluca Ferrero, il prossimo presidente della Juventus

Si aggiungono ulteriori dati che delineano la complicata situazione finanziaria della Juventus: come riportato nel comunicato pubblicato sui canali ufficiali del club, il dimissionario Consiglio d’Amministrazione della società bianconera ha approvato un nuovo progetto di bilancio d’esercizio e un nuovo bilancio consolidato al 30 giugno scorso, in cui emerge una perdita di 239,3 milioni di euro (226,8 al 30 giugno 2021).

Il bilancio d’esercizio sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti del 27 dicembre.

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Di Michele avverte l’Avellino: “La Turris vuole portare i tre punti a casa”

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È un momento delicato per la Turris, ma nelle ultime due settimane stanno iniziando a vedersi dei piccoli progressi. Mister Di Michele, con i mezzi a sua disposizione, sta provando a tirare fuori il massimo dai giocatori a sua disposizione, anche perché diversi elementi importanti della rosa sono fermi ai box per infortunio.

Ma l’allenatore dei Corallini, nonostante le difficoltà, ai microfoni e in campo si mostra sempre ottimista circa il futuro della sua squadra.

LA CONFERENZA STAMPA DI DI MICHELE PRE TURRIS-AVELLINO

La Turris si appresta ad affrontare in un derby accesissimo l’Avellino. I giocatori dovranno mettere il doppio delle energie in campo per provare a ottenere la vittoria. Sicuramente sarà un match dalla tensione altissima, complice anche i fischi piovuti verso i Corallini dopo l’ultimo pareggio contro la Fidelis Andria. Di Michele come sempre si è mostrato fiducioso verso la gara di domenica. Queste le sue dichiarazioni in conferenza stampa:

Come sta la squadra dopo due partite intense dal punto di vista fisico?

“La squadra sta bene, anche perché due risultati positivi aiutano ad accantonare un po’ di fatica. Dobbiamo stare attenti, anche perché tre partite in una settimana di tale importanza devono essere gestite. A me comunque interessa l’aspetto mentale perché è la mente che fa andare il fisico, e a livello mentale stiamo bene”.

Continuerà a inserire Manzi come terzino destro e Boccia centrale oppure potranno cambiare ruolo entrambi in alcune situazioni?

“Ho tutti difensori che possono giocare in tutti i ruoli e giocare con qualsiasi modulo. Alla fine la decisione spetta a me, e vedrò soprattutto chi sta bene e chi meno”.

Che avversario sarà l’Avellino per la Turris?

“Sicuramente non mi aspettavo che avessero questa classifica perché i valori sono alti, quindi sicuramente vorranno tirarsi fuori da questa situazione il prima possibile. Ci aspettiamo una squadra che verrà qui per portare a casa i tre punti, ma dall’altra parte troverà una squadra che vorrà rifarsi dopo la non vittoria con l’Andria e vorrà mettere in atto in campo tutto quello che sta provando, per portare a casa i tre punti che darebbero un po’ più di tranquillità”.

Manzi e Leonetti sono in scadenza, ha avuto rassicurazioni dalla società sulle loro situazioni contrattuali?

I rinnovi di contratto sono cose della società. Per adesso posso solo dire che i calciatori mi stanno dando grande disponibilità, al di la che siano con più anni di contratto o in scadenza a giugno. Devono fare il loro lavoro, essere professionisti, ma soprattutto perché se non dovesse esserci un rinnovo con la Turris, cosa che non mi auguro, dovranno mettersi in evidenza per fare bene e dimostrare. Ed è inevitabile che in questo modo ne traiamo tutti in vantaggio. Insomma, sono cose societarie, con i loro procuratori ed entourage troveranno la soluzione migliore per entrambi”.

Quali insidie può nascondere questo Derby?

Come insidia può esserci la stanchezza perché purtroppo abbiamo parecchi infortunati e quindi siamo un po’ corti. Però non ci lamentiamo, anche perché i ragazzi stanno facendo veramente grandissime cose e questo è importantissimo. Sarà una Turris che vorrà vincere la partita, che farà di tutto per portare a casa i tre punti e risalire la china perché non siamo squadra da quella posizione di classifica, possiamo ambire anche ad una posizione più alta”.

È d’accordo con la posizione di alcuni tifosi, che affermano che in questo momento bisogna pensare in primis alla salvezza?

Il primo obiettivo è sempre la salvezza, perché si deve partire sempre dalla posizione più bassa. La tranquillità di una salvezza ti darebbe poi la serenità e soprattutto l’entusiasmo per ambire ai playoff. Oggi dobbiamo essere concentrati e soprattutto veritieri perché in questo momento è facile andare sotto, ma anche facilissimo andare sopra. Perdere una partita ti proietta in zona playout, vincerla in zona playoff, bisogna stare sempre molto attenti”.

Infine è stato fatto un punto da Di Michele sulla situazione infortunati:

“Due o tre possono rientrare nella lista dei convocati. Monitoriamo tutti e speriamo di recuperarne il più possibile per far sì che ci diano una mano anche domenica pomeriggio”.

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