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Novità sulle condizioni fisiche di Mattia Caldara

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Novità sulle condizioni fisiche di Mattia Caldara

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Finalmente la luce in fondo al tunnel. Come riportato da Tuttosport questa mattina, Mattia Caldara sarebbe sulla via del definitivo recupero e nelle prossime settimane potrebbe già rientrare in gruppo. Mattia proviene da due infortuni di grave entità: dapprima il problema di inizio della scorsa stagione al tendine d’Achille e, successivamente, ad aprile, la rottura del crociato. Ad oggi l’ex Atalanta continua comunque un lavoro differenziato, per ultimare il recupero generale. Queste prossime settimane rimangono comunque delicate da un punto di vista fisico e cercare di bruciare le tappe appare come un qualcosa di illogico.

Finalmente Giampaolo potrebbe quindi schierare quella che nella mente di allenatore e dirigenza è la coppia centrale titolare del Milan: Romagnoli-Caldara. Una coppia di sicuro affidamento che tanto bene lascia sperare soprattutto in ottica futura. Nonostante ciò, il progressivo inserimento in squadra di Mattia sarà comunque lento. Si tratta difatti di un calciatore che la scorsa stagione ha disputato la miseria di due scontri, uno in Europa League contro il Dudelange ed il rimanente in Coppa Italia contro la Lazio. Manca di conseguenza del ritmo partita. Probabile assistere ad un Caldara nelle migliori condizioni possibili solamente a dicembre inoltrato, una volta appresi anche i dettami tattici del proprio mister.

 

(Fonte immagine copertina: profilo Instagram ufficiale di Mattia Caldara)

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De Rossi polemico sul mercato: “L’allenatore va ascoltato”

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De Rossi

L’attuale tecnico della SPAL, Daniele De Rossi, è intervenuto nella conferenza stampa di viglia per rispondere alle domande dei giornalisti. La squadra di Ferrara, oggi pomeriggio, è impegnata in un match molto difficile contro il Bari. Tra i vari quesiti posti, spicca una domanda sul calciomercato. L’ex capitano giallorosso è entrato a gamba tesa chiarendo una situazione molto delicata.

IL CALCIOMERCATO – “La prima esperienza col mercato è stata traumatica. Ho letto che il ds Lupo ha detto che sono soddisfatto ma, in realtà, non è vero. Sono soddisfatto dei giocatori che ho, ma secondo me in un rapporto di collaborazione bisognerebbe ascoltare le indicazioni dell’allenatore sulle caratteristiche. Purtroppo da due mesi a questa parte questo non è mai successo.  Questa è una situazione che mi è dispiaciuta tanto: lo sa Tacopina e lo sanno i dirigenti perché gliel’ho detto in faccia. Fortunatamente il calcio mercato è finito. 

Sembra, quindi, che la situazione in casa SPAL non sia delle migliori. Il tecnico, oltre all’arrivo di Nainggolan, si aspetta qualche rinforzo in più per andare a caccia dei playoff.

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Carnevale non ha dubbi: “Questo Napoli è più forte del mio”

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Napoli

Andrea Carnevale, ex giocatore del Napoli ai tempi di Maradona, è stato intervistato ai microfoni del Corriere dello Sport parlando della sua ex squadra e affrontando qualche tema in ottica calciomercato. L’ex attaccante partenopeo ha militato in Campania dal 1986 al 1990, collezionando 152 presenze condite da ben 47 reti. Adesso è l’attuale osservatore dell’Udinese e fu proprio lui a portare Beto in Italia.

Di seguito riportiamo la sua intervista

IL NAPOLI DI OGGI – “E’ migliore di quello nostro, ma non per i record. Il Napoli entra in campo con grandissima sicurezza e determinazione, facendo la differenza in qualsiasi partita. Inoltre anche la rosa con la sua compattezza è migliore rispetto alla nostra. “

BETO DELL’UDINESE – “Secondo me Beto è un ottimo giocatore ed ha le caratteristiche molti simili ad Osimhen. Il nigeriano, al momento, è una vera iradiddio.”

UN FUTURO IN CAMPANIA PER BETO – “Potrebbe esserlo secondo me. Al momento, però, non c’è stato alcun contatto tra le società.”

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Spezia-Napoli, Spalletti:”Gara difficile, ognuno deve fare la propria parte, sia noi che i tifosi”

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Domani alle 12:30 al Picco andrà in scena Spezia-Napoli, gara valida per la 21esima giornata di Serie A. Gli azzurri dovranno mantenere la solidità mostrata fino a questo momento per iniziare a cucire sulla maglia un pezzo di scudetto, mentre i bianconeri dovranno cercare di fare risultato contro la squadra più in forma del nostro campionato. Sarà sicuramente un compito difficile per la squadra di Gotti, ma c’è bisogno di fare punti perché la zona retrocessione dista solo 5 lunghezze. Alla vigilia del match, il tecnico degli azzurri, Luciano Spalletti, ha parlato alla stampa nella sala conferenze del Training Center di Castel Volturno. Di seguito le sue parole.

SULLO SPEZIA- “La partita trappola esiste se facciamo discorsi che riguardano vittorie facili, proiettandoci già ad un finale scoppiettante. Allo Spezia interessa dei punti salvezza che merita per la storia del club e della città. Io ci sono stato e so quanto tempo dedicano alla squadra di calcio. Noi dobbiamo concentrarci su un match importantissimo, sarà una gara difficile in un campo difficile, solo l’attenzione e la dedizione, l’applicazione ci permetterà di andare a sfruttare l’occasione”.

SUL RAPPORTO DIRETTO CON I TIFOSI – A me sembra che ci sia sempre, visto l’affetto che raccogliamo per le strade e nei pensieri dei tifosi, quello a cui fa riferimento lei necessita di strutture e regole a cui attenersi. Credo però ci sia l’impegno di essere insieme, è fondamentale, è indispensabile che ognuno di noi faccia la propria parte, sia noi che i tifosi, senza mollare di un centimetro. I calciatori hanno orecchio alle indicazioni dell’allenatore, l’altro all’incitamento della Curva, se manca qualche componente è difficile, lo stesso che dicevamo della personalità a volte si passa da coglioni per guadagnarci dopo, anche quando devi avere una reazione per forza altrimenti sei considerato meno di quello che sei in realtà. Quello è il momento in cui bisogna star zitti, ingoiare ed andare avanti. Se stiamo insieme, se avessimo avuto la Curva a la Spezia come l’anno scorso, saremmo stati più forti”.

SUL POSSIBILE CALO DI GENNAIO – Quando dicevano che sarebbe stata dura a gennaio, l’attenzione era rivolta ad allenarci bene, a far venire bene gli allenamenti, con ritmo, un pallone che gira a duemila con una qualità e precisione tale per evidenziare il nostro livello. Il risultato per me era difficile poterlo dire, ma l’attenzione a quei particolari che lo potevano determinare è stata massimale e la risposta dei giocatori sul comportamento da avere è stata totale”.

SUL +13, IL PENSIERO – “Se ci voltiamo insieme, vediamo tante cose che non si sono realizzate. Si diceva all’inizio che non potevamo fare questo percorso, c’erano dubbi. Poi è stato segnato da eventi e risultati totalmente diversi. Ora pensiamo allo stesso modo che gli altri non possano fare questo percorso che noi abbiamo fatto, è la stessa cosa! Perché una di quelle 6 squadre non può fare ciò che abbiamo fatto noi? A noi ci resta l’obbligo di fare risultati, in modo da non farli venire vicini per crearci difficoltà. Serve la consapevolezza che i fatti, i risultati, sono capaci di scrivere la storia. Bisogna continuare a farli, ci sono squadre forti, in grande salute tipo l’Atalanta, anche se sono a distanza”.

SU RASPADORI – In allenamento è una roba incredibile per serietà, forza, applicazione, per un allenatore… si dice tutti sono uguali, ma io sono più disponibile verso chi si allena in un certo modo. Chi si comporta in un certo modo, chi pensa in un certo modo, chi viene al campo un’ora prima e lo prepara, non chi viene gli ultimi 2 minuti. È una difficoltà di questo lavoro dover tenere fuori calciatori che fanno questo, però bisogna tener presente tutto e lui è uno di quelli che poi lo chiami e riesce subito ad entrare nel contesto giusto, come nell’ultima gara”.

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L’assessore Onorato commenta le parole di Lotito sul Flaminio

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Lotito

I discorsi sullo stadio Flaminio sono terminati ieri, con le parole di Lotito a RadioSei. Infatti, il presidente della Lazio ha affermato: “Io non sono abituato a vendere cose che non posso realizzare”.

IL FLAMINIO HA 16000 SPETTATORI MASSIMI“Per noi è inadeguato, ci serve minimo da 45.000 spettatori. Questo è il primo problema, poi c’è la copertura. Terza cosa, i parcheggi e la viabilità in generale. Il problema sono le autorizzazioni e qui ci scontriamo con posizioni non in linea con le nostre aspettative. Se so in partenza che un progetto verrà bocciato, che lo presento a fare?”.

IL PIANO B“Il Comune non è disponibile, siamo prigionieri di questa situazione. Potevamo avere uno stadio avveniristico da tanti anni, ma Veltroni rifiutò parlando di speculazione. L’ho ringraziato però, perché avrei snaturato la proprietà sulla Tiberina, che adesso ha un valore affettivo e non un interesse materiale. Per Tor di Valle invece alcuni ostacoli furono superati”.

Ma pronta la risposta politica alle parole di Lotito, con l’assessore dello Sport del Comune di Roma Onorato:

LA SOLUZIONE NON VUOLE ESSERE TROVATA“Ci dispiace perché i tifosi della Lazio avevano creduto nello stadio Flaminio. E noi con loro. Il presidente sa benissimo che l’emendamento ‘sblocca stadi’ del Decreto Semplificazioni fa in modo che determinati vincoli possano essere superati. Alternative? Non ci ha mai parlato di altre aree ma se l’obiettivo di Lotito è costruire uno Stadio altrove è liberissimo di proporlo. Tutto finito? Questo lo ha detto lui. Noi abbiamo aspettato la proposta della Lazio per rispetto della società e dei tifosi”

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