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L’eterna promessa che rischia di non sbocciare mai

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Che fine ha fatto Angelo Ogbonna? Il difensore centrale classe ’88, adattabile anche a terzino sinistro, sembra essere uscito dai radar del calcio che conta. Ha tentato la fortuna, due anni fa, partendo per l’Inghilterra, direzione Londra, più precisamente distretto di Newham. E′ il 10 luglio 2015 quando Ogbonna decide di lasciare l’Italia alla volta del Regno Unito pensando di dare una svolta alla sua carriera, ma con il senno di poi, forse, non è stato un grande affare né per lui né per gli Hammers, che si sono ritrovati un giocatore che reputavano diverso, di un altro spessore. Andiamo con ordine, però, e cerchiamo di ripercorrere a grandi linee la carriera di Ogbonna dagli esordi fino alla soglia dei trent’anni.

 

UN DECENNIO AL TORINO E, POI, IL PASSAGGIO AI RIVALI DELLA JUVENTUS

3000 euro. Questo è il prezzo che il Torino ha sborsato, nel 2002, per aggiudicarsi l’allora quattordicenne Ogbonna, in forza in una squadra giovanile di Cassino, suo paese natale. Il giovane Angelo viene subito inserito nel settore giovanile e lo stesso Antonio Comi, ex bandiera granata e all’epoca coordinatore tecnico del settore giovanile, capisce di avere trovato un giocatore con enormi prospettive di crescita e gli anni seguenti, infatti, confermano le sue sensazioni. L’11 febbraio 2007, ad appena diciotto anni, debutta in serie A, da titolare, in Torino – Reggina, su scelta di Alberto Zaccheroni.

Al termine di quella stagione totalizzerà 4 presenze e l’anno seguente verrà girato in prestito al Crotone, militante in serie C1, per fare esperienza. Tornerà ad indossare la maglia granata la stagione seguente, 2008/2009, con la quale giocherà oltre 20 partite, tra campionato e Coppa Italia, ma retrocederà nella serie cadetta. La serie B sarà il palcoscenico giusto per la sua crescita e già nel 2010, il 15 agosto, nel secondo turno di Coppa Italia, indossa per la prima volta la fascia di capitano. La formazione granata punta molto sul giovane Angelo che, con il passare delle stagioni, acquisisce sempre maggiore esperienza. Sarà il trascinatore di questa squadra negli anni seguenti e nel 2012, da vero leader, contribuirà alla promozione in serie A. La fine, però, della storia d’amore tra il Torino e Ogbonna si avvicina sempre di più, pur non essendoci stati grandi segnali che potevano fare presagire un addio imminente e, per di più, con una destinazione così poco gradita, per usare un eufemismo, ai tifosi granata. Il difensore di Cassino, infatti, nell’estate del 2013 passa alla Juventus, scatenando l’ira dei suoi ex tifosi. Ogbonna, a detta dei sostenitori del Torino, aveva tradito i suoi compagni, la società e tutto il popolo granata e, per di più, lo aveva fatto con la fascia da capitano al braccio e dopo essere cresciuto nelle giovanili granata. Un trasferimento così ricco di intrecci, sotto la Mole, non c’era mai stato. I due anni alla Juventus di Ogbonna non sono così entusiasmanti. Le sue presenze, 41 in due anni, spesso da subentrante, contribuiscono alla vittoria dei due scudetti bianconeri, ma non lasciano il segno. Il passaggio dal Torino alla Juventus non solo non è apprezzato dai suoi vecchi sostenitori, ma il suo approdo allo Juventus Stadium non è ben visto neppure dagli stessi tifosi della Vecchia Signora, che non dimostrano grandi manifestazioni di affetto al classe ’88. Possiamo dire che il trasferimento di Ogbonna sia stato più un boomerang per lo stesso giocatore piuttosto che un vero e proprio trampolino di lancio, pur essendo arrivata due anni più tardi la chiamata dall’estero, proprio da Londra.

 

L’ESORDIO DA INCUBO CON IL WEST HAM

L’aria inglese, però, non si rivela curatrice miracolosa per il senso di torpore che avvolgeva Ogbonna al momento del suo approdo al West Ham. Il giocatore decide di dare una svolta alla sua carriera venendo a giocare in quello che si ritiene essere il campionato più spettacolare in ambito europeo, la Premier League, ma non si sa bene cosa, probabilmente la paura di fallire o le scorie di un’esperienza juventina vincente, ma non vissuta da protagonista, trasformano il suo esordio con la maglia degli Hammers in un vero e proprio incubo sportivo.

Il 30 luglio 2015 esordisce nel terzo turno preliminare, in casa, contro i romeni dell’Astra Giurgiu, ma la sua prima partita viene ricordata, soltanto, per il suo rocambolesco autogol che fissa il punteggio sul 2-2 finale, condannando gli inglesi a non giocare l’Europa League e incrinando, immediatamente, il suo rapporto con i suoi neo tifosi. La carriera di Ogbonna, fino a questo momento, non è sicuramente quella che sognava di intraprendere. Sono i fatti che parlano per il giocatore. Dopo avere lasciato il Torino, per lui, si prospettava un futuro radioso alla Juventus, ma la scintilla con la Vecchia Signora non è mai scattata e lo stesso è successo al West Ham dove Ogbonna si trova tuttora. La sua ultima stagione inglese è stata anche condizionata da un infortunio al ginocchio che non gli ha permesso di essere al top nella prima metà della stagione e che l’ha costretto ad operarsi e a rientrare giusto in tempo per l’ultima gara del West Ham in campionato, contro il Burnley e, forse, la sua ultima partita, in generale, con la maglia degli Hammers. Una cosa è certa: Angelo Ogbonna, per sperare in una seconda chiamata di Ventura in vista delle qualificazioni al Mondiale in Russia del 2018 (la prima convocazione da parte del CT Ventura c’è stata in occasione del match giocato in Israele e vinto 3-1 dagli azzurri), dovrà tornare a giocare con continuità e ciò non succede da troppo tempo a questa parte, sia a causa dell’infortunio sia a causa di scelte tecniche che l’hanno visto partire spesso e volentieri dalla panchina, al West Ham così come alla Juventus. La soluzione più semplice in questo momento sarebbe tornare in Italia e cercare una squadra che gli permetta continuità, in modo da potere dimostrare le sue qualità che, dopo l’addio al Torino, non si sono più viste se non a sprazzi. Sirene di mercato fanno presagire che il suo ritorno nel Bel Paese non sia così utopistico.

 

TORNARE IN ITALIA PER RIPRENDERSI LA NAZIONALE

E′ inutile girarci intorno. A meno di casi eccezionali, per un giocatore italiano che milita all’estero è difficile convincere il tecnico della Nazionale a convocarlo. Sono solo 3, infatti, gli atleti convocati da Ventura per l’ultima gara disputata dall’Italia contro l’Olanda: Darmian, Verratti e Sansone. Non è facile farsi notare, ma soprattutto non è facile convincere il selezionatore della Nazionale non militando nel campionato italiano. Il primo consiglio, dunque, che ci sentiamo di dare ad Angelo Ogbonna è proprio quello di fare ritorno alla base, in Italia, dove la sua carriera è iniziata. L’esperienza all’estero dovrà rimanere una parentesi, soltanto, della sua carriera. Voci di mercato lo accostano, per la prossima stagione, al Bologna e ci sentiamo di dire che la squadra gialloblu possa essere la piazza giusta per riprendere quella fiducia che ha perso strada facendo, proprio nel momento in cui gli avrebbe, sicuramente, fatto comodo. La squadra emiliana potrebbe essere l’oasi felice per il giocatore, che potrebbe ritrovare la giusta serenità e sorprendere in positivo lo stesso Ventura. In questo momento Angelo Ogbonna ha grande bisogno dell’Italia, per tornare il giocatore che guidava con coraggio ed esperienza la difesa granata. Le avventure post Torino, però, gli saranno servite per capire, forse, quanto netto fosse stato il salto fatto passando alla Juventus e, poi, dai bianconeri e più in generale dal campionato italiano ai ritmi, folli, della Premier League. Sono state esperienze che l’hanno formato, l’hanno fatto crescere, ma adesso non è più il momento di sbagliare. Ogbonna è chiamato alla riscossa, in tempi brevi, soprattutto se vorrà provare a riconquistarsi la maglia della Nazionale azzurra e se non vorrà essere catalogato come l’ennesima promessa mai sbocciata.

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Olanda, Van Gaal non si pone limiti: “Possiamo vincere il Mondiale”

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Livakovic

Louis Van Gaal, ct dell’Olanda, ha parlato in vista della sfida contro l’Argentina, partita valida per i quarti di finale di Qatar 2022. Van Gaal in conferenza stampa ha caricato la sua squadra coinvolgendo tutto il gruppo Oranje, ecco le sue parole: “Ho sentito che molte squadre hanno diverse individualità. Noi non ce l’abbiamo ma ho appena spiegato che credo che potremmo vincere comunque perché il valore è la squadra e il suo spirito. Siamo in giro da tre settimane e l’atmosfera è sempre fantastica. Credo nelle squadre, non nei singoli. Spero che possano dimostrare questo”.

L’ex allenatore del Barcellona e Man Utd ha anche parlato della possibilità di vincere la Coppa: Ho detto che possiamo diventare campioni del mondo con questa Nazionale, non ho detto che lo diventeremo ma che possiamo. E se alla fine non vinceremo, è perché vince solo una squadra e non credo che si potrà parlare di fallimento”. 

Van Gaal ha poi concentrato i discorsi sull’avversario e più precisamente su Leo Messi: “Ovviamente è il giocatore più importante per l’Argentina, il più creativo. Otto anni fa nel nostro ultimo incrocio non ha toccato palla, ma alla fine abbiamo perso ai rigori”.

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Dove vedere Parma-Benevento in tv e streaming

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DOVE VEDERE PARMA-BENEVENTO IN TV E STREAMING – Il campionato di Serie B entra nel vivo: dopo 15 giornate, le squadre iniziano a tirare le somme per valutare la prima parte di stagione. La classifica è molto “corta”: escluse Reggina e Frosinone, dal terzo al quattrodicesimo posto ci sono soltanto cinque punti. Un campionato equilibratissimo e al contempo davvero difficile da prevedere. Un filotto positivo può spedirti in paradiso, ma al contempo una serie di sconfitte rischia di condannarti ai playout. L’imminente turno infrasettimanale è di fondamentale importanza: le squadre hanno occasione di racimolare gli ultimi punti prima della prossima sosta. Il Benevento di Fabio Cannavaro naviga in piena zona playout: giovedì le streghe faranno visita al Parma, quinto in classifica e coinvolto nella lotta playoff. Sembra una partita dall’esito scontato, ma come sottolineato in precedenza le insidie possono celarsi dietro qualsiasi partita. 

PARMA-BENEVENTO: STATO DI FORMA E CONDIZIONE MENTALE

DOVE VEDERE PARMA-BENEVENTO IN TV E STREAMING – Finora il Parma si è reso protagonista di un campionato altalenante. Nelle ultime otto gare disputate, la squadra di Pecchia ha collezionato tre vittorie, altrettante sconfitte e due pareggi. I crociati danno sempre l’impressione di poter spiccare il volo, per poi cadere bruscamente nel match successivo. In primis, il limite di questo Parma sembra essere proprio la costanza: sono troppi i punti persi in modo ingenuo, sia a causa dell’atteggiamento che per lo scarso cinismo (come visto nella partita casalinga con il Modena). Nonostante la discontinuità nei risultati, alcuni giocatori hanno ingranato la marcia giusta. Roberto Inglese, Del Prato e Man sono i giocatori attorno ai quali si costruiscono le manovre gialloblù. Tutti e tre sono andati a segno, in modo più o meno costante: Inglese ha realizzato 4 gol, Del Prato e Man sono a quota 3.

Lato Benevento, il periodo di crisi non è una novità. I ragazzi di Cannavaro hanno perso l’incrocio da dentro o fuori contro il Palermo. La vittoria sul campo della SPAL e il punto strappato alla Reggina sembravano un buon auspicio in vista della partita con i rosanero, ma ancora una volta le Streghe hanno fallito il match-point. Sono solo 15 i punti raccolti in altrettante partite, decisamente pochi per i ritmi della Serie B e per le aspettative iniziali sulla squadra di Cannavaro. Il Benevento ai nastri di partenza era una delle squadre favorite: reduce dall’eliminazione in semifinale playoff per opera del Pisa, i giallorossi sembravano in grado di potersi giocare le proprie carte. Invece, adesso il Benevento naviga in acque basse e pericolose. Ma come affermato nell’incipit, la Serie B è un campionato veramente imprevedibile. In fin dei conti, i punti dai playoff sono “solo” sette: non è un divario incolmabile.

DOVE VEDERE PARMA-BENEVENTO IN TV E STREAMING

La partita andrà in scena al “Tardini” giovedì, a un orario insolito per la Serie B: le 12.30. Il match sarà visibile in tv su vari canali: DAZN, Sky Sport ed Helbiz Live. In streaming, oltre alle relative piattaforme delle pay tv citate in precedenza, la visione sarà permessa anche su One Football. 

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Rigore con stile di Hakimi, la profezia di Conte all’Inter è stata annullata

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Conte

Achraf Hakimi ha smentito con grande stile Antonio Conte segnando il rigore decisivo con un “cucchiaio”, regalando il passaggio del turno ai quarti di finale della Coppa del Mondo al suo Marocco. Con la rete che ha eliminato la Spagna dal Mondiale, l’esterno del PSG ha cancellato la profezia del suo ex allenatore ai tempi dell’Inter.

PROFEZIA CANCELLATA

Nell’aprile del 2021, dopo che l’Inter batté il Verona con una rete di Darmian, in una sfida che praticamente stava per consegnare lo scudetto ai nerazzurriConte si lasciò andare a una presa in giro verso il marocchino nel post partita, ecco come commentò: “Da lontano Hakimi tira bene, ma l’importante è che non tiri i calci di rigore. I rigori non li tirerà mai, devono morire tutti gli altri prima di farlo tirare a lui. É veramente una pippa peggio di me quando giocavo”.

Una frase che dopo il rigore di oggi pomeriggio suona strano e chissà se dopo questo Mondiale, Antonio Conte si sarà ricreduto su di lui.

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Luis Enrique dopo la sconfitta: “Prossima settimana parleremo del futuro”

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Luis Enrique

Dopo la clamorosa sconfitta ai calci di rigori c0ntro il Marocco, la Spagna è stata eliminata da Qatar 2022. Il commissario tecnico delle furie rosse, Luis Enrique, ha commentato così in conferenza stampa tutta la propria amarezza. Ecco le sue parole:

Noi siamo la Spagna e la rappresentiamo, quindi dobbiamo complimentarci con il Marocco. Sono stati migliori di noi nella lotteria dei rigori. Il calcio è uno sport meraviglioso, però poco chiaro visto che una squadra può vincere senza attaccare. Abbiamo dominato completamente, però i rigori ci sono stati fatali. Sono molto orgoglioso dei nostri giocatori, gli faccio i complimenti. Ho scelto i primi tre tiratori, gli altri li hanno decisi loro. Bono è un portiere spettacolare e oggi è stato superbo. Abbiamo dato il 100% e dovremo aspettare un’altra opportunità. Mi dispiace tantissimo per i tifosi, ci abbiamo provato”.

L’ex allenatore di Roma e Barcellona si è espresso anche sul suo futuro: “Questo non è il momento di parlarne. Ora voglio solo andare a casa e vedere le mie persone. La prossima settimana parleremo del futuro, devo assimilare questa sconfitta“.

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