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Olise, il giocatore più desiderato al mondo: il motivo!

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Olise, il giocatore più desiderato al mondo: il motivo!

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Olise

Michael Olise, giovane classe 2001, è uno dei giocatori più ambiti in ottica Mondiali Qatar 2022. Questo ragazzo molto versatile, può giocare trequartista, ala o seconda punta, è nell’ottica di 4 nazionali in vista dei Mondiali, come riporta Marca. Il gioiellino del Crystal Palace, arrivato dal Reading per circa 9 milioni di euro in estate, sta stupendo tutti in Inghilterra. In 24 presenze, di cui solo 12 da titolare, ha messo a segno 4 gol e servito 8 assist, e proprio per questo motivo è ambito dalle 4 nazionali che possono averlo.

LE NAZIONALI TRA CUI DECIDERE

Questo ragazzo, come abbiamo già anticipato, è ambito da 4 nazionali, ma andiamo con ordine. Il gioiellino degli Eagles è nato e cresciuto in Inghilterra, passando anche dalle giovanili di Chelsea Manchester City, stesso percorso del fratellino più piccolo (milita nelle giovanili dei Blues).

Nonostante ciò il ragazzo, a livello di nazionali giovanili, ha giocato con la Francia under 18 per via della nazionalità della madre. I francesi ai tempi gli fecero un’offerta irrinunciabile, ma il trequartista ha poi giocato soli 2 match.

Le sue radici culturali, però, non finiscono qui! Il ragazzo infatti può scegliere anche tra Nigeria, per via del padre, e Algeria, nazionalità che può scegliere sempre per le origini della madre. Il giocatore è stato convocato come riserva dalla Nigeria per la Coppa d’Africa, ma non ha mai esordito con le super aquile, ed è quindi ancora selezionabile da tutte queste nazionali. L’Algeria ancora non si è mossa per il giocatore, ma i Mondiali sono dietro l’angolo e Michael Olise potrebbe essere un ottimo ‘acquisto’.

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Il Genoa blinda Frendrup: accordo per il rinnovo fino al 2028

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Genoa Bologna Zirkzee Frendrup Badelj

Sono pochi in questo momento gli ambienti a trasudare più serenità di quello del Genoa, protagonista di un campionato di alto profilo, e capace di creare una pressoché totale identificazione con il proprio pubblico. Osservando la classifica, oltre che le partite, si tende quasi a dimenticare che i rossoblù sono una neopromossa, e le ambizioni della proprietà americana fanno sognare i tifosi.

Il club ha infatti tutta l’intenzione di blindare contrattualmente uno dei propri gioielli più luminosi, ossia Morten Frendrup. Il ventiduenne danese si sta infatti consacrando come una delle mezzali più interessanti del nostro campionato, in cui ha già messo a segno un gol e fornito 4 assist, oltre a una quantità indefinibile di palloni strappati agli avversari (tutte doti di cui si è accorto Cristiano Giuntoli).

Secondo quanto riporta Sky Sport dunque, Frendrup ha messo la firma su un nuovo contratto che lo legherà al Genoa fino al 2028; manca dunque solo l’annuncio ufficiale da parte del club calcistico più antico d’Italia, che del resto non intende limitarsi unicamente a quest’operazione.

A far da contraltare al giovane Frendrup c’è infatti il suo anziano socio di centrocampo Milan Badelj, il cui contratto scadrà al termine di questa stagione. Il Genoa tuttavia non intende privarsene a cuor leggero, e sarebbero dunque partite le trattative per un’estensione annuale.

 

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Dimarco: “Dobbiamo fare pochi calcoli. Sul rigore di Lautaro Inzaghi mi ha detto questo”

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Dimarco

C’è gloria anche per Federico Dimarco nell’ennesima dimostrazione di forza di un’Inter straripante. Quella contro l’Atalanta è infatti la terza vittoria consecutiva per 4-0, dopo quelle ai danni di SalernitanaLecce, e testimonia un momento di condizione fisica e mentale quasi surreale per una squadra che, oltre a uno scudetto sempre più vicino, potrà mettere nel mirino anche la Champions League, sfuggita di poco l’anno scorso. Nel postpartita, Dimarco ha dunque rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di DAZN.

LE PAROLE DI DIMARCO

NIENTE CALCOLI – “Noi pensiamo a preparare una partita alla volta, non si sa mai quando potremmo approcciare male una gara. Meglio fare pochi calcoli, visto che c’è un bel clima, stiamo andando bene e dobbiamo continuare così. Quest’Inter è davvero bella da veder giocare”.

INZAGHI E LAUTARO – “In occasione del mio gol, quando Lautaro è andato sul dischetto, Inzaghi mi ha detto di partire laterale, e la palla mi è arrivata proprio lì. Sui rigori ho sempre fiducia nei miei compagni, ma quando il mister parla occorre ascoltarlo, poiché accade sempre qualcosa”.

DOPO ISTANBUL – “Stiamo bene e ci divertiamo; di fatto, è stato dopo la finale di Champions della scorsa stagione che ci siamo resi conto di essere così squadra”.

Le parole di Dimarco confermano dunque l’impressione generale di un gruppo sereno e perfettamente consapevole della propria forza, che si identifica al meglio nella figura del proprio allenatore, giunto alla definitiva maturazione nella sua terza stagione nerazzurra.

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Dionigi: “Mi aspettavo di più dalla Sampdoria, sarà una stagione di transizione”

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Sampdoria report allenamento

Sta arrivando il momento caldo anche per quanto riguarda il campionato di Serie B. Si iniziano a tirare le somme e a capire qualcosa in più sugli obiettivi delle varie squadre. L’ex calciatore della Sampdoria, ora allenatore senza squadra, Davide Dionigi, intervenuto a TvPlay, ha parlato del momento dei blucerchiati, che stanno vivendo una stagione deludente visti gli obiettivi della vigilia.

La squadra di Andrea Pirlo paga un brutto inizio, al quale ha fatto seguito un periodo florido per poi ripiombare in risultati non all’altezza. La classifica è preoccupante visto che la Sampdoria, sulla quale grava il peso dei due punti di penalizzazione, si trova ad appena due punti di distacco dalla zona playout, rappresentata da Ternana e Ascoli dopo la sconfitta dello Spezia contro la Feralpisalò.

LE PAROLE DI DIONIGI

SULLA LOTTA RETROCESSIONE – “La vittoria della Ternana ieri sera a Palermo ha scombussolato le carte in tavola per la lotta alla salvezza. Dal Cosenza in giù sono tutte coinvolte per un eventuale play-out o addirittura retrocessione diretta”.

LA STAGIONE DELLA SAMPDORIA – “Mi aspettavo di più dalla Sampdoria. È vero che hanno avuto tanti infortuni e probabilmente quest’anno sarà una stagione di transizione, ma l’organico è importante e almeno provare a centrare i play-off era il minimo. Trovarsi oggi a rischiare la retrocessione non è sicuramente una situazione semplice. Abbiamo avuto esempi come il Benevento l’anno scorso: ora si va verso le ultime giornate e tempo di recuperare non ce n’è più, quindi chi sbaglia paga, e la zona retrocessione è molto delicata”.

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Il figlio di Sarri: “Fiorentina? Possibilità a fine carriera per mio padre”

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Maurizio Sarri, Lazio CHampions League Lotito Serie A

In casa Lazio continua a tenere banco la questione legata al futuro di Maurizio Sarri. Un tema delicato, quello della permanenza dell’allenatore toscano sulla panchina dei biancocelesti, tornato in auge negli scorsi giorni in seguito a un alterco avvenuto con il presidente Claudio Lotito. Riguardo a ciò (e a molti altri argomenti) si è soffermato Nicolè Sarri, figlio del tecnico della Lazio, nel corso di un’intervista concessa a FirenzeViola.it.

Nicolè ha da poco assunto la carica di presidente dell’ASD Figline 1965, club militante nel girone E di Serie D. La squadra gialloblù è attualmente situata in ottava posizione in campionato, a quota 36 punti. Di seguito riportiamo le sue parole.

SARRI ALLA FIORENTINA“Questo dovremmo chiederlo a lui. Secondo me a fine carriera può essere una possibilità, anche se devo dire che fare il profeta in patria è sempre problematico”.

FIGLINE“Conosco gran parte dei ragazzi che ci sostengono e li voglio ringraziare. Avere anche un piccolo seguito di 50 ultras è tanta roba. Questo ci dà grande mano, ci seguono un po’ ovunque ed è un valore aggiunto. Preferisco andare avanti per fatti. Non prometto niente se non massimo sacrificio e serietà. La richiesta che ho da fare ai tifosi è quella di darci una mano, anche solo venendo allo stadio. La Serie D per una piazza come Figline non è banale”.

TIFO PER LA FIORENTINA DURANTE L’INFANZIA? – “No, non ho mai tifato per la Fiorentina. Ma non ho mai tifato nessuna squadra di calcio, anche perché lo seguivo pochissimo fino a che mio padre non è entrato nei professionisti. Poi diciamo che tendenzialmente ho seguito lui, ma non ho mai avuto una squadra del cuore”.

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