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Chi è Onana, il centrocampista box to box vicinissimo allo Spezia

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Chi è Onana

CHI È ONANA – Lo Spezia si avvicina sempre di più all’acquisizione delle prestazioni di Jean Onana del Bordeaux, a titolo definitivo. I liguri hanno soffiato il centrocampista camerunense al Milan, che aveva trovato l’accordo con il giocatore e con il club francese. Uno sgambetto nei confronti dei rossoneri, con l’Inter complice. Riccardo Pecini, direttore sportivo dei liguri è, infatti, in contatto con Piero Ausilio da qualche giorno.

Lo Spezia sembrerebbe aver battuto la concorrenza, oltre che del Milan, anche di Schalke 04, Porto e Galatasaray.

CHI È ONANA – LA SUA CARRIERA

Jean Emile Junior Onana, nasce a Yaoundé, capitale del Camerun, l’8 gennaio 2000. Muove i primi passi nella scuola calcio camerunense Nkufo Academy, creata dall’ex attaccante Blaise Nkufo, bandiera e miglior realizzatore della storia del Twente, con 128 gol all’attivo.

All’età di 19 anni, approda in Europa grazie al trasferimento ai portoghesi del Leixões. Debutta tra i professionisti il 3 marzo 2019, nel match contro l’Academico de Viseu, terminato con una sconfitta per 2-0.

Un anno dopo il suo passaggio in Portogallo, arriva la chiamata del Lille, che lo acquista per  2 milioni di euro. Viene aggregato alla primavera dei francesi, per poi fare il proprio esordio direttamente da titolare il 16 febbraio 2020 contro il Marsiglia, gara poi terminata con una sconfitta per 2-1. Viene mandato in prestito al Mouscron, in Belgio, la successiva estate. Segna il suo primo gol in carriera contro il Beerschot VA.

La scorsa estate, il Bordeaux decide di acquistarlo per 2 milioni di euro, con cui registra 3 gol e 2 assist in 23 presenze nel 2021-22.

Per Onana, gol all’esordio nella gara persa per 2-3 contro il Lens, con una zampata al volo sotto porta dopo il liscio di un compagno. Il secondo gol arriva 10 giorni dopo contro il Montpellier, con una rete stupenda: un potentissimo tiro da fuori area finito all’angolino di destra. Il terzo gol, invece, arriva ad aprile contro il Saint-Etienne, grazie ad un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

CARATTERISTICHE DI ONANA

Onana è un centrocampista completo. Riesce a fornire diversi assist ai compagni e ha ottimi tempi di inserimento. Un giocatore robusto, grazie ai suoi 90kg e 189 cm, che lo rendono anche un pericolo nelle palle inattive. Piede destro, ottime doti nei passaggi e bravo ad aggredire l’avversario. Viene spesso paragonato a Ryan Gravenberch, suo coetaneo. Ha la fisicità adatta che manca al centrocampo del Milan, quella fisicità che fin ora aveva dato Franck Kessie.

Il giovane, figura anche nel giro della nazionale maggiore camerunense, con cui ha debuttato nel 2020 e conta per il momento 9 presenze.

 

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Dove vedere Juventus Next Gen-Mantova in tv e in streaming

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Dove vedere Juvnetus Next Gen-Mantova

DOVE VEDERE JUVENTUS NEXT GEN MANTOVA – I giovani bianconeri vogliono continuare l’ottimo rullino di marcia: nelle ultime sette partite, tra campionato di Serie C e della Coppa Italia di categoria, la Juventus Next Gen ha raccolto sei vittorie e un pareggio. Un percorso simile alla prima squadra, guidata da Max Allegri, che prima della sosta per il Mondiale ha portato a casa sei vittorie consecutive, senza subire gol.

Domani, domenica 27 novembre, ore 14.30, la squadra di Brambilla affronterà all’Allianz Stadium di Torino il Mantova, reduce da due vittorie, un pareggio e due sconfitte nelle ultime cinque partite, e alla ricerca di punti per uscire dalla zona che li vede nei playout.

Davanti alla Juventus, quota 22 punti, a due lunghezze di distanza ci sono sette squadre: eccezion fatta per il Pordenone, abbastanza lontano a 29 punti, le altre sei sono racchiuse tutte in un punto. Un fatto che giustifica un campionato molto equilibrato.

PROBABILI FORMAZIONI

A livello di potenziali titolari, Brambilla dovrebbe schierare il 4-4-2, ritrovando Barrenechea, reduce dalla squalifica, e dovrebbe dare fiducia al talento Soulé. Davanti la coppia d’attacco Pecorino-Gudric. Per i lombardi, l’allenatore Corrent, che deve rinunciare a Iotti, espulso contro la Feralpisalò, è intenzionato a schierare il trio d’attacco composto da Guccione, Yeboah, Mensah.

JUVENTUS NEXT GEN (4-4-2): Raina; Barbieri, Riccio, Poli, Verduci; Soulé, Barrenechea, Besaggio, Iocolano; Pecorino, Cudrig. All. Brambilla

MANTOVA (4-3-3): Chiorra; Pinton, Matteucci, Ingegneri, Ceresoli; Gerbaudo, De Francesco, Messori; Guccione, Yeboah, Mensah. All. Corrent

DOVE VEDERE JUVENTUS NEXT GEN MANTOVA IN TV E IN STREAMING

Il match sarà trasmesso su Eleven Sports scaricando l’app su smart tv compatibile. Inoltre, sarà possibile vederlo su Sky al canale Sky Sport (259 del satellite). Gli abbonati Sky potranno anche ricorrere al servizio di Sky Go. L’alternativa è rappresentata da NOW, il servizio streaming on demand di Sky: servirà acquistare il ticket Sport prima di selezionare la diretta del match.

 

 

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Flash News

L’Italia deve ripartire da Giacomo Raspadori

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Raspadori

La sosta dettata dallo svolgimento dei mondiali in Qatar e la coincidente assenza della nazionale italiana alla suddetta competizione forniscono al movimento calcistico nostrano tempo e spazio per riflettere. Riflettere su ciò che è stato (o meglio, su ciò che non è stato), su come gestire il fallimento e come ripartire. Il 24 marzo 2022, precisamente alle 22:36, il diagonale fatale di Trajkovski riportava indietro di 4 anni le lancette del Belpaese, costringendoci a vivere nuovamente l’angosciosa pena dell’esclusione

Nel buio pesto in cui siamo sprofondati è difficile trovare spiragli di luce, è vero. In un momento storico dove la selezione italiana sembra faticare a cambiare pelle è allora imperativo puntare su quei giocatori che, nei difficili mesi successivi alla debacle, sono stati capaci di riaccendere l’entusiasmo di una nazionale ferita, ma mai morta. Tra questi c’è sicuramente Giacomo Raspadori.  

IL GIOCATORE

L’approdo di Raspadori al Napoli è stato il colpo più sottovalutato dell’ultima finestra di calciomercato. De Laurentiis in estate ha approfittato delle disattenzioni delle big italiane e ha prelevato, per l’importante cifra di 35 milioni, uno dei talenti più cristallini del nostro panorama calcistico. All’ombra del Vesuvio Raspa ha trovato molta concorrenza, ma si è sempre fatto trovare pronto. In Champions League il classe 2000 registra numeri tutt’altro che banali: 4 reti in 5 partite ed una media realizzativa di un gol ogni 53 minuti che supera quelle dei vari Haaland, Mbappè e Lewandowski. 

In campo l’ex Sassuolo ha le idee chiare. Il modus operandi di Raspadori, nel bene o nel male, è volto al successo collettivo. Il ragazzo si mette a servizio dei compagni, e alla giocata che impressiona preferisce quella che funziona. L’umiltà che il calciatore rasenta in campo non è frutto di una mancanza di estro, ma della capacità di integrarsi in un organico. Questa dote fa sì che sul rettangolo da gioco l’attaccante possa essere utilizzato sia come punta di riferimento che come jolly offensivo a sostegno di un centravanti di peso (uno Scamacca, per intenderci).

Attaccante centrale, ala destra o trequartista: in ogni posizione in cui è stato impiegato Raspadori ha risposto presente.

ATTITUDINE

A rendere il classe 2000 uno dei profili su cui l’Italia dovrebbe puntare è, oltre alla sua versatilità tecnica, la sua professionalità. Il suo trasferimento al Napoli è stato etichettato da molti come uno spreco di soldi ed il valore del giocatore è stato sin da subito messo in discussione. Tutt’oggi le poche titolarità conquistate da Raspadori, spesso relegato in panchina da un Osimhen in stato di grazia, fanno storcere il naso ai suoi detrattori.

Alle critiche ed alle pressioni il giocatore ha risposto con i fatti, e non con le parole. A differenza di altri giocatori, anche paragonabili a lui a livello di talento, il ragazzo non ha mai manifestato il suo scontento. O meglio, lo ha fatto attraverso prestazioni agonisticamente rabbiose e assetate di gratificazioni. Il modo di reagire alle pressioni dice molto di un calciatore: Tonali, ad esempio, in un solo anno ha trasformato le critiche in applausi ed è diventato un perno tanto del Milan quanto degli Azzurri

Non è un caso che la valutazione di Raspadori, dopo solo tre mesi (e pochi minuti giocati) si sia già alzata. Le potenzialità del numero 81 sono sotto gli occhi di tutti e in caso di una futura cessione di Osimhen (molto apprezzato all’estero) la sua figura potrebbe acquistare centralità nella rosa del Napoli.

Intanto, però, Giacomo continua a lavorare con la testa bassa, senza fiatare, perchè a parlare saranno i fatti. 

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I Nostri Approfondimenti

Richarlison, “Al Mondiale Ogni Storia Vale”

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Richarlison

RICHARLISON Richarlison de Andrade, noto semplicemente come Richarlison, ha trascinato il Brasile nella prima giornata giocata al Mondiale 2022 in Qatar con una doppietta.

Il secondo gol è stato segnato con una mezza rovesciata pazzesca: controllo perfetto col piede sinistro, che alza il pallone oltre la sua testa. Il resto è magia, perché l’attaccante aspetta che la sfera scenda sul piede destro, per poi girarsi verso la porta e calciarla con potenza.

Una rete da fuoriclasse che consegna al suo Brasile il record di nazionale con più reti (3, ndr) in rovesciata o semirovesciata nella storia dei Mondiali.

LA STORIA DI RICHARLISON

L’ala brasiliana, classe ’97, nasce a Nova Venécia, nello stato dell’Espirito Santo, nell’Est del Brasile, da una famiglia molto povera. Non ha avuto un’infanzia semplice: suo padre era uno scalpellino, mentre sua madre faceva due lavori, la donna delle pulizie e la gelataia.

I suoi genitori, nonostante tutto, lo hanno cresciuto con sani princìpi per non fargli fare una brutta fine. Per racimolare qualche soldo e aiutare sua madre, Richarlison vendeva gelati e cioccolato, e non la droga come i suoi amici:

C’erano tutti i presupposti per diventare un delinquente. Ma un mio vecchio allenatore, Fidel, mi diceva che avevo talento. E il calcio mi ha salvato” (Richarlison).

Non teme niente e nessuno, soprattutto dopo che gli è stata puntata per scambio di persona una pistola alle tempie. Credevano fosse un trafficante e che il calcio fosse una copertura. Ma dopo che l’uomo ha abbassato la pistola, si è voltato ed è fuggito via, salvandosi.

LA CARRIERA CALCISTICA DI RICHARLISON

Richarlison cresce calcisticamente nel settore giovanile dell’América-MG di Belo Horizonte, esordendo in prima squadra il 4 luglio 2015 nella vittoria per 3-1 contro il Mogi Mirim. Entra nell’ultimo quarto d’ora della finale di Copa America e nel recupero, con grande tranquillità, segna l’ultimo gol della partita su rigore, vincendo la competizione.

L’APPRODO IN PREMIER LEAGUE

Nel gennaio del 2016 viene acquistato dal Fluminense per 10 milioni, firmando un contratto di cinque anni. In 42 presenze segna 8 gol facendosi notare dal Watford, che lo porta in Premier League l’anno successivo. L’Everton fiuta l’affare e lo acquista per 50 milioni, diventando così l’acquisto più costoso nella storia del club. In quattro anni coi Toffees gioca 135 partite mettendo a segno 43 gol.

Il 1° luglio 2022 si trasferisce al Tottenham di Antonio Conte a titolo definitivo per circa 58 milioni di euro, firmando un contratto di cinque anni valido fino al 30 giugno 2027.

L’ESPERIENZA DI RICHARLISON COL BRASILE

Nel 2017, Richarlison viene convocato dal Brasile U20 per giocare il campionato sudamericano, mentre l’anno successivo esordisce con il Brasile nell’amichevole vinta per 2-0 contro gli Stati Uniti.

Nel maggio 2019 viene convocato per Copa América 2019. Nella finale contro il Perù, Richarlison subentra nel secondo tempo segnando su rigore il gol del 3-1. Viene poi convocato per la Copa América 2021 e per le Olimpiadi dello stesso anno.

Infine viene convocato per i Mondiali 2022 in Qatar, dove ha già dimostrato tutte le sue qualità all’esordio nella rassegna iridata.

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Calciomercato

Cosa serve alla… Samp: quattro nomi per il mercato di gennaio

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Stankovic

L’arrivo di Dejan Stankovic sulla rovente panchina della Sampdoria sembra non aver ancora dato gli effetti sperati. La squadra infatti si mostra ancora spenta e tremendamente malinconica, senza una vera identità e con pochissime idee.

Premono, sulla già preoccupante situazione tattica della Samp, anche errori legati alla concentrazione, indice di una condizione psicologica precaria e di uno stato emotivo da ritrovare alla svelta. Si aggiunge (come se le difficoltà non fossero abbastanza) una circostanza societaria instabile e confusionaria, che chiaramente influisce nel delicato status in cui vertono rosa, staff e allenatore.

La Sampdoria di oggi è una squadra praticamente inesistente, bloccata in un pantano da cui deve uscire rapidamente, e la sosta per il mondiale può rivelarsi una grande occasione per ritrovare la forza e la concentrazione, oltre che per lavorare sul campo e trovare i meccanismi che ai blucerchiati sono mancati per tutta la stagione. In questo sarà fondamentale chiaramente lo sforzo di Stankovic, che dovrà prendere per mano la squadra e lavorare anche come psicologo, oltre che come tecnico.

L’ex Stella Rossa ha sempre dimostrato di essere un allenatore malleabile ed in grado di adattarsi ai giocatori a disposizione, cambiando più volte modulo ma concentrandosi prevalentemente sulla difesa a 3.  Propone un gioco fisico e roccioso, con ripartenze ben collaudate ma senza rinunciare alla costruzione e al possesso.

Per far sì che le idee del tecnico serbo possano poi riversarsi sul rettangolo di gioco è fondamentale che arrivino dei rinforzi a gennaio, proprio per questo nel seguente articolo proverò ad immaginare dei colpi per la prossima sessione di mercato economicamente fattibili, plausibili per un ambiente come la Sampdoria, ed integrabili nei moduli dell’allenatore.

Dati i paletti dell‘indice di liquidità imposti dalla società, per far sì che possano arrivare dei giocatori a gennaio è purtroppo imprescindibile il sacrificio di Sabiri, talento marocchino richiesto sia in Italia che all’estero.

Via il dente, via il dolore.

DIFESA

Come precedentemente detto, Stankovic predilige la difesa a 3. Nonostante alcuni nomi interessanti nella retroguardia sampdoriana come Colley e Murillo, è comunque necessario un colpo importante, che dia esperienza e solidità al reparto difensivo.

Il nome è Tuanzebe, classe ’97 duttile e roccioso di proprietà del Manchester United, che ha tra l’altro già un po’ di esperienza in A (seppur marginale), avendo vestito la maglia del Napoli nella seconda parte della scorsa stagione. Data la sua poca utilità nella squadra di Ten Hag, gli inglesi potrebbero cedere il difensore in prestito secco con condizioni economiche anche abbastanza favorevoli, per far sì che possa rivalorizzarsi e trovare spazio.

CENTROCAMPO

Il settore del campo probabilmente più problematico è il centrocampo. Giocatori importanti e d’esperienza come Winks, Villar o Djuricic, che avrebbero dovuto portare qualità e numeri ai blucerchiati, in realtà hanno sottoreso o sono risultati indisponibili.

Il centrocampo della Samp ad oggi pare spesso sfilacciato, poco armonioso e disequilibrato, pecca nella costruzione di gioco ed è poco incisivo dal punto di vista fisico. Servono quindi dei rinforzi, e il primo nome che tornerebbe utile nella cabina di regia blucerchiata sarebbe quello di Erick Pulgar.

Il cileno milita oggi nel Flamengo dopo l’altalenante esperienza alla Fiorentina, e potrebbe essere interessato a tornare in Europa per rivalorizzarsi e rimettersi in discussione in un campionato di livello. Parliamo di un centrocampista fisico e in grado di fare più ruoli, ma che risulterebbe perfetto come regista, sia per la sua buona qualità coi piedi che per le sue ottime doti da interditore.

Stankovic ricerca giocatori muscolari e in grado di far girare la palla, e il classe ’94 potrebbe dimostrarsi una soluzione economica e congeniale.

 

Un altro colpo per popolare il reparto e regalare un’alternativa in più sulla trequarti al neo-allenatore sampdoriano potrebbe essere Yacine Adli. Il centrocampo milanista risulta un po’ troppo intasato e il trequartista francese avrebbe bisogno di minuti e spazio per dimostrare tutto il suo talento.

Un prestito semestrale sarebbe un’operazione che favorirebbe entrambe le compagini, al Milan tornerebbe a giugno un giocatore con più esperienza e minuti nelle gambe, la Samp invece avrebbe a disposizione fino alla fine del campionato un talento comprovato, dotato di estro e duttilità, che andrebbe a creare competitività nel reparto con un Djuricic che spesso pare sopito e assente.

 

Un tridente di centrocampo con un ritrovato Winks, Pulgar nel ruolo di regista e interditore e Adli più avanzato a galleggiare nella trequarti avversaria sarebbe un grande passo in avanti sotto tutti i punti di vista, e costerebbe relativamente poco.

ATTACCO

La Samp non segna più e i dati relativi alle volte in cui la squadra ha gonfiato le reti avversarie iniziano ad essere seriamente preoccupanti. L’ultimo gol risale alla vittoria in casa della Cremonese per 1 a 0 del 24 ottobre, e a segnare fu Colley, un difensore.

Le statistiche dell’attacco blucerchiato sono da film dell’orrore. Caputo è la brutta copia del giocatore visto negli ultimi anni, Quagliarella non può più garantire numeri da Serie A e Gabbiadini mostra la solita discontinuità, è quindi imperativo un intervento dal mercato.

Un nome plausibile potrebbe essere quello di Eldor Shomurodov. L’uzbeco, pagato tra l’altro svariate decine di milioni dalla Roma, è eclissato dalla presenza di Belotti e Abraham e all’ex Genoa Mourinho sembra spesso preferire attaccanti della Primavera.

 

È quindi indispensabile per la squadra capitolina rigenerare il classe ’95 magari con la solita opzione del prestito secco o con diritto di riscatto, e la Samp potrebbe essere una destinazione interessante.

Una delle sue caratteristiche principali è la gran duttilità, ha le doti sia da rifinitore che da prima punta classica, e nel modulo che Stankovic sembra prediligere (ovvero il 3-5-2) Shomurodov potrebbe rivelarsi perfetto in coppia con un altro attaccante, sia nel ruolo di attacco alla profondità coadiuvato a un giocatore più dinamico come Gabbiadini, sia da seconda punta insieme a giocatori più statici come Quagliarella o Caputo.

Per la Sampdoria sarà importantissimo il modo in cui si affronterà questa sosta, è fondamentale si restauri sia dal punto di vista del gioco che mentale, ed è di vitale importanza che già da adesso si chiarisca la situazione societaria, oggi dominata dal caos e dall’ ambiguità.

Stankovic ha chiaramente bisogno di nuove pedine nel suo scacchiere, e in questo articolo abbiamo cercato delle soluzioni economiche e congeniali.

A buon rendere.

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