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Coi grandi di Orléans

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Amplificare l’importanza dell’anticipo di Coupe de la Ligue di questa sera tra US Orléans e Paris Saint Germain potrebbe sembrare esagerato e quantomeno inopportuno vista la differenza di caratura tra le due compagini: eppure, chi pensa che quest’ottavo di finale possa essere una semplice scampagnata fuoriporta tutta cattedrali ed architettura potrebbe subito ricredersi quanto agli avversari di Mbappé e compagnia. Vincere o morire sarebbe meritevole di blasfemia, se non fosse che tocca togliere la polvere dai libri di storia e ripercorrere alcune tappe fondamentali della città prima, e della squadra nelle coppe nazionali poi. Ad Orléans hanno vinto due simboli diametralmente opposti come Giulio Cesare e Giovanna D’Arco: il primo sconfisse qui, nell’antica capitale di Cenabum, i Carnuti, durante la conquista della Gallia nel 52 a.C, mentre la pulzella d’Orléans sconfisse gli inglesi nel 1429 dando di fatto una sferzata storica alla Guerra dei cent’anni. Ecco perché vincere allo Stade de la Source, dall’omonimo quartiere che prende il nome da una sorgente della Loira, potrebbe essere più storico di quanto si possa pensare.

ORLEANS – COPPE, UN RAPPORTO PARTICOLARE

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1980: la finale Orléans-Monaco 1-3

Per una squadra che non ha mai disputato la Ligue 1, il palmarès nelle coppe nazionali è di tutto rispetto, soprattutto contro le avversarie parigine: ricordiamo in particolare la campagna 1980 e quella 1989 di Coupe de France, quando la squadra militava in seconda divisione. Nel 1980 fu storico il raggiungimento della finale contro il Monaco di Roger Milla, persa poi per 3-1, dopo una cavalcata iniziata dal primo turno (32esimi contro Noeux-les-Mines) dove ciò che si ricorda maggiormente è la semifinale contro i vicini del Paris FC (3-1 andata, 1-2 ritorno), nella quale il piccolo impianto orléanais si attestò sui 12.000 spettatori quando la struttura poteva contenerne a malapena 5000.

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Valéry Giscard d’Estaing, presidente della repubblica, nel classico saluto alle partecipanti della finale di Coupe de France.

Anche nel 1989 gli orléanais furono sconfitti dal Monaco dell’allora Arsène Wenger e del promettente George Weah, questa volta nei quarti di finale, dopo aver battuto proprio il Paris Saint Germain negli ottavi con il risultato complessivo di 7-3: è proprio lo 0-4 dell’andata, al Parco dei Principi, ad essere ricordato come uno dei match più memorabili della storia del club. Dopo quasi 30 anni, sarà compito del figlio di Weah, Timothy, vendicare il Paris Saint Germain e spezzare ancora una volta i sogni a tinte giallorosse.

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Parc des Princes, 1989: l’Orléans s’impone 0-4 negli ottavi di finale di Coupe de France.

ED OGGI?

La squadra di oggi è priva dello spirito della compagine di Ligue 2 che spaventava le grandi trent’anni fa, visti soprattutto gli anni di stenti che ha dovuto vivere: dal 2010 è stabilmente tra National (terza divisione) e Ligue 2, con una promozione avvenuta prima nel 2014 e poi nel 2016: dopo un anno di stabilizzazione, l’obiettivo è certamente quello di confermarsi in seconda divisione per ambire successivamente a qualche traguardo più grosso. Ma se quella di Didier Olle-Nicolle può apparire come una squadra nella norma e demotivata dal lottare con gli extraterrestri, ci sono un paio di aspetti che non vanno trascurati e si chiamano Karim Ziani ed Anthony Le Tallec, due enfants prodiges che non hanno mai effettuato il vero “salto di qualità” e che si ritrovano qui a fine carriera dopo un lungo girovagare.

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L’algerino Ziani, considerato l’eroe della risalita orléanais e dello stupendo mondiale 2010 con la propria nazionale, fu uno dei migliori giocatori del Sochaux, con la quale vinse la Coppa di Francia nel 2006 battendo, tra le altre, proprio il Paris Saint Germain in semifinale. Si è poi perso tra Marsiglia e Wolfsburg ed è dovuto ripartire da Turchia, Romania ed Emirati Arabi. “Sono fiero delle esperienze estere, anche se adesso, a 34 anni, l’obiettivo è quello di vedere questa come una bellissima gara con sé stessi!” dichiarava a Football365 qualche anno fa. Le Tallec invece, dopo aver lasciato Le Havre per Liverpool nel 2003 per ben 2 milioni e mezzo, non riuscì quasi mai a ritrovare i suoi livelli da ragazzo, e dopo tanto girovagare per l’Europa, finendo a giocare in Grecia, è tornato in Francia quest’estate.

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“Vogliamo iniziare il match senza angosce, sarà bello confrontarsi con questo tipo di giocatori, vogliamo realizzare l’exploit. Da quando c’è stato il sorteggio abbiamo parlato molto di questa partita, spetterà a noi fare bella figura in campo” affermava ieri in un’intervista per L’Equipe.

Credere in un exploit sarebbe pura follia, quella che in momenti come questi serve per immaginare l’impossibile ed indicibile: a ciò bisogna aggiungere un rapporto particolare dell’Orléans con le coppe ed una sconfitta lunga ventinove anni che il Paris Saint-Germain vorrà sicuramente vendicare. Alle 21:00 lo Stade de la Source inizierà ad emettere la propria sentenza.

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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Turris-Avellino 1-3, le pagelle del match: Fabio Tito devastante!

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Modena

L’Avellino passa 1-3 contro la Turris e ottiene il terzo risultato utile consecutivo. I lupi, cinici e compatti, giocano una buona gara, trascinati da un devastante Fabio Tito, autore di una doppietta. Nel primo tempo meglio la Turris, che però all’intervallo si trova sotto 1-2. Tito apre le danze al ventottesimo, con un sinistro chirurgico da fuori area. Pochi minuti dopo, Gambale raddoppia di testa. I padroni di casa non mollano e al 37esimo Maniero accorcia le distanze con un colpo di testa che si insacca alle spalle di Pane. Nella ripresa l’Avellino addormenta la partita e colpisce al momento giusto; al 64′ Tito realizza un gol fotocopia del primo. I lupi sorpassano i corallini in classifica e si avvicinano alla zona playoff.

TURRIS

Perina 6: Incolpevole sui gol subiti. Compie delle parate importanti che evitano un passivo più pesante.

Manzi 5: I due gol di Tito arrivano sulla sua fascia. Non riesce a contenere Russo e sul terzo gol dei lupi è a dir poco disastroso.

Boccia 4,5: Il peggiore dei suoi. Mai in partita, si addormenta sul gol di Gambale e, insieme al sopraccitato Manzi, combina un pasticcio in occasione della terza rete dell’Avellino.

Frascatore 5: Nella giornata disastrosa della difesa corallina, non si salva neanche lui.

Contessa 5: Beccato dai suoi stessi tifosi, gioca male, tanto da apparire svogliato. Lo si nota dalle innumerevoli palle perse e dai primi controlli quasi sempre sbagliati.

Vitiello 5,5: Poco attento e quasi mai coinvolto nella costruzione del gioco. Nel primo tempo svirgola all’interno dell’area di rigore sprecando una buona occasione da rete. (Dal 57′ Haoudi 6: entra bene in partita e si mette in mostra con qualche dribbling e giocate interessanti).

Acquadro 6,5: Centrocampista totale. Corre, imposta, recupera palloni ed è sempre in partita. Realizza l’assist per la rete di Maniero. (Dal 82′ Ardizzone s.v.)

Gallo 6: A centrocampo fa quel che può. Nulla di più, nulla di meno. Sufficiente. (Dal 75′ Longo 6: prova a dare vitalità al reparto offensivo, ma il tempo a disposizione è davvero poco).

Ercolano 6: Disputa una gara discreta. Corre tanto ed effettua qualche percussione interessante. (Dal 57′

Giannone 6: Entra e prova a dar manforte a Maniero. Si fa vedere al limite dell’area con un paio di conclusioni dal limite).

Maniero 7,5: In questa categoria conta l’esperienza. E lui ne ha da vendere. Da ex di turno gioca una gara perfetta; difende e spazia su tutto il fronte offensivo creando non pochi pericoli alla retroguardia avellinese. Il gol è la ciliegina sulla torta.

Leonetti 5: Sbaglia un gol clamoroso che, a 5 minuti dall’inizio del match, avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Anche a fine partita spreca la palla del 2-3 calciando addosso a Pane.

AVELLINO

Pane 6,5: Sempre attento nelle uscite, incolpevole sul gol subito. Compie un grande intervento su Leonetti a tempo quasi scaduto.

Rizzo 6: Attento in fase difensiva, non si sbilancia più di tanto perché alla fase offenisiva ci pensa Fabio Tito.

Moretti 6,5: Compie un miracoloso salvataggio sulla linea a inizio partita, per il resto normale amministrazione.

Auriletto 5,5: Il peggiore dell’Avellino. Nel complesso non gioca male ma si fa sovrastare da Maniero in occasione del gol.

Tito 8: Attento in difesa, letale nella trequarti avversaria. Due conclusioni a incrociare sulle quali Perina non può nulla. Devastante. (Dal 73′ Zanandrea 6: Normale amministrazione, come è normale che sia al rientro dall’infortunio).

Maisto 6: Il classe 2003 gioca una buona gara. Sempre attento in fase di copertura, ogni tanto rischia anche giocate dal più elevato coefficiente di difficoltà. (Dal 77′ Illanes s.v.)

Matera 6,5: Anche lui interpreta benissimo le due fasi. Ottimi i tempi di inserimento e soprattutto le cavalcate palla al piede. (Dal 83′ Franco s.v.)

Casarini 6,5: Ottimo sia in fase di costruzione sia in fase di non possesso. Si conferma ancora una volta il faro del centrocampo dei lupi. (Dal 73′ Garetto 6: normale amministrazione).

Russo 7: Ancora una volta, dimostra di essere, qualitativamente parlando, il migliore dell’Avellino. Gli stop a seguire, così come i passaggi per i compagni, sono giocate sopraffine. Spazia su tutto il fronte d’attacco e serve a Gambale l’assist per lo 0-2.

Trotta 6: Non segna ma si sacrifica per la squadra. Sempre il primo a difendere, ottimo nel pressing.

Gambale 6,5: Ciò che tocca, diventa oro. Alla prima occasione è cinico e con un colpo di testa manda il pallone alle spalle di Perina. Re Mida.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Bayern Monaco, De Ligt chiarisce: “Mai vicino al Chelsea”

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de Ligt

Mattijs De Ligt, ex della Juventus, ora in forza al Bayern Monaco, ha parlato dai Mondiali in Qatar delle voci circolate circa un possibile interessamento in estate da parte del Chelsea:

LE DICHIARAZIONI DEL DIFENSORE

Il difensore olandese conferma di essere concentrato sul Bayern Monaco e respinge altre voci:

“Sapevo che il Chelsea era interessato ma con me non hanno mai parlato. Io stavo pensando al Bayern. Non sono mai stati vicini, forse si sono parlati con la Juventus. Onestamente non ho mai avuto contatti con loro in via personale”.

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Inghilterra – Senegal: Sterling fuori a sorpresa

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Pronostico Inghilterra-Senegal

Il Mondiale entra nel vivo e dopo la vittoria contro la Polonia per 3-1, stasera la Francia conoscerà chi tra Inghilterra e Senegal sarà la propria avversaria ai quarti. A sorpresa sarà assente Raheem Sterling che, come spiegato dalla FA, non sarà a disposizione per motivi familiari.

Di seguito le formazioni ufficiali.

Inghilterra: Pickford, Walker, Stones, Maguire, Shaw; Bellingham, Rice, Henderson; Saka, Kane, Foden.

Senegal: Edouard Mendy, Sabaly, Koulibaly, Diallo, Jakobs, Ciss, Nampalys Mendy, Ndiaye, Diatta, Ismaila Sarr, Dia.

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