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Ospina spedisce la Colombia in semifinale: ora c'è Messi!

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Ospina spedisce la Colombia in semifinale: ora c’è Messi!

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Questa notte si sono disputati gli ultimi due quarti di finale della Copa América. A scendere in campo per primi sono stati Uruguay e Colombia, con questi ultimi che hanno acciuffato l’accesso alle semifinali grazie alla vittoria ai rigori (Ospina grande protagonista). L’altra semifinalista si è definita qualche ora dopo, questa volta senza grosse sorprese: l’Argentina ha agilmente superato l’ostacolo Ecuador, grazie anche a un Messi sempre decisivo.

Si delinea, quindi, il quadro completo: martedì notte, all’una, si affronteranno Brasile e Perù, mentre alle tre di mercoledì si scontreranno proprio Colombia e Argentina. Facciamo ora un passo indietro per riepilogare quanto accaduto questa notte, tra protagonisti tanto attesi e qualche piacevole sorpresa.

 

OSPINA È UN MURO, LA COLOMBIA ELIMINA L’URUGUAY

Nel penultimo quarto di finale in programma è la tensione a farla da padrone. Nel primo tempo Colombia e Uruguay creano poche palle gol, in una partita che lascia poco spazio allo spettacolo. Allo scadere della prima frazione si verificano le migliori occasioni della gara fino a quel momento.

Zapata si invola sulla fascia sinistra, entra in area di prepotenza e – con i piedi praticamente sulla linea di fondo – calcia in porta. Muslera è attento in uscita, ma sulla respinta si fionda Muriel, che non riesce a ribadire in rete con il mancino da buona posizione. Si va dunque al riposo sullo 0-0.

(dal profilo Twitter ufficiale @CopaAmerica)

Anche la ripresa è avara di grandi emozioni. I portieri diventano protagonisti con un intervento importante per parte: prima Ospina sventa un insidioso tiro-cross Nández, quindi Muslera è prodigioso su un colpo di testa ravvicinato di uno scatenato Zapata. Tuttavia, né i novanta minuti né i tempi supplementari bastano a decidere il terzo semifinalista, dopo il Brasile e la favola del Perù. Si va ai calci di rigore.

I primi tre rigori vanno tutti a bersaglio, siglati da Zapata, Cavani e Davinson Sánchez. Il primo errore dal dischetto porta la firma di Giménez: il suo tiro è rasoterra e incrociato, ma Ospina ci arriva e conserva il vantaggio dei Cafeteros. Vanno poi in rete Mina e Borja per la Colombia, Suárez per la Nazionale di Tabárez. L’errore che condanna la Celeste è di Viña, ipnotizzato ancora da uno straordinario Ospina. Il portiere del Napolialla presenza numero 112 con la Colombia, primatista assoluto da ieri notte – trascina così i suoi in semifinale.

 

ARGENTINA TRASCINATA DA MESSI (NEL SEGNO DEL QUATTRO)

Per abbattere la resistenza di questo Ospina servirà una delle migliori performance di Leo Messi, la cui versione ammirata contro l’Ecuador potrebbe essere sufficiente. Il fantasista argentino trascina infatti la sua Nazionale con un’altra super prestazione, che gli vale il premo di MVP della partita. È la quarta volta che l’attaccante del Barcellona riceve questo riconoscimento nell’arco del torneo, così come quattro sono anche i suoi gol e i suoi assist nella competizione. Straordinario.

L’Argentina parte subito forte: in avvio di gara Lautaro Martínez evita Galíndez, ma non riesce a sbloccare il risultato. È il preludio di una partita a senso unico. Al 22′ Messi viene servito da un retropassaggio sciagurato di Gruezo, ma solo davanti a Galíndez incrocia troppo il mancino, centrando in pieno il palo destro.

(dal profilo Twitter ufficiale @CopaAmerica)

Al 40′ arriva il primo gol dell’Albiceleste: Galíndez non esce benissimo, la sfera arriva tra i piedi di Messi che alza lo sguardo, serve de Paul a centro area che, a porta vuota, deposita in rete.

I ritmi nella ripresa calano e, nel finale, l’Ecuador si consegna. All’84’ regala un altro pallone a Messi, che serve un liberissimo Lautaro: 2-0 e partita in ghiaccio. Nel recupero, invece, Di María viene steso al limite dell’area: per il direttore di gara è rigore e ammonizione per Hincapie. Richiamato dal VAR, tuttavia, l’arbitro torna sui suoi passi, concedendo una punizione dal limite per l’Argentina ed espellendo il difensore ecuadoregno.

Con uno come Messi sul punto di battuta, tuttavia, la sostanza è più o meno la stessa. Sinistro secco sul palo del portiere, 3-0 e game-over.

 

(Immagine in evidenza da www.sportskeeda.com)

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Scoppia il caos a Valencia: Bellingham segna al 98′, ma Gil Manzano aveva fischiato la fine un istante prima

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Ancelotti

Finale folle a Valencia. Dopo una partita combattuta e tesissima, l’ultimo secondo di gara ha regalato un episodio incredibile. Il Real Madrid aveva segnato il 3-2 con Bellingham al 98′, ma l’arbitro Gil Manzano non ha convalidato la rete. Il motivo? Il triplice fischio del direttore di gara, arrivato al momento del cross in area di rigore di Brahim Diaz. Ovviamente scoppia il caos, con Gil Manzano costretto a estrarre vari cartellini rossi. Uno dei quali, direttamente verso Bellingham. Ancelotti interviene e in campo si scatena un parapiglia, quasi una caccia all’uomo.

La gara è dunque finita 2-2, con il Valencia che ha sciupato il doppio vantaggio. La rimonta del Real Madrid ha portato la firma di Vinicius, lesto nel ribadire in rete due tap-in e poi “provocatore” nei confronti nel pubblico del “Mestalla” dopo i vergognosi atteggiamenti del pubblico dell’anno scorso. Al 91′, tolto con il VAR anche un rigore al Valencia.

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[VIDEO] L’esultanza di Vinicius dopo i fischi razzisti dei tifosi del Valencia

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Dove vedere Lipsia-Real Madrid in tv e streaming

Ancora una volta, si è verificato un increscioso e ingiustificabile episodio di razzismo ai danni di Vinicius. L’attaccante brasiliano, nel corso del match di Liga Valencia-Real Madrid, è nuovamente ricoperto di fischi razzisti.

Quando la partita si trovava sul punteggio di 2-0 in favore dei padroni di casa, al quinto minuto di recupero del primo tempo Vinicius è riuscito ad accorciare le distanze tra le due compagini, capitalizzando un’azione partita con il cross effettuato da Carvajal. Dopo aver siglato la rete del 2-1, il brasiliano ha esultato con il pugno chiuso rivolto verso i tifosi avversari, gesto simbolico della lotta contro il razzismo.

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Di Maria si lamenta ancora con gli arbitri: rischio squalifica

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Angel Di Maria, attaccante del Benfica si appresta a rinnovare il contratto con i portoghesi

DI MARIA – Le polemiche arbitrali sono all’ordine del giorno in Serie A, ma non solo. L’Associazione degli Arbitri portoghesi (APAF) ha avviato un procedimento disciplinare contro Angel Di Maria. Le azioni dell’argentino sono state al centro dell’attenzione dopo le sue critiche alla squadra arbitrale guidata da Fabio Verissimo. Tutto questo è avvenuto in seguito alla sconfitta 2-1 del Benfica contro lo Sporting nella semifinale di andata della Coppa del Portogallo. Le dichiarazioni di Di Maria hanno suscitato polemiche e ora l’APAF si prepara ad affrontare la questione in modo disciplinare.

POLEMICA – “Quello che è successo ieri sera è stato visibile a tutti. Continueremo a lavorare per raggiungere i nostri obiettivi. Soli contro tutti”.

Di Maria ha espresso il suo dissenso per una rete annullata al 76′ per presunto fuorigioco di Tengstedt, chiedendo spiegazioni all’arbitro al termine del match. È la seconda volta in meno di un mese che l’Associazione degli Arbitri portoghesi indaga sul Fideo, aumentando le sue possibilità di una possibile squalifica. Di Maria è tornato al Benfica dopo quattordici anni e ha già segnato quattordici gol. Inoltre, ha fornito nove assist cruciali che hanno contribuito al successo del club di Lisbona in varie competizioni, sia a livello nazionale che europeo.

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Il retroscena di Singo: “Mi volevano Inter, Milan e Atalanta”

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Monaco-PSG, Kylian Mbappé, Wilfried Singo, Ligue 1, Champions League

IL RETROSCENA DI SINGO – Dopo ben 4 stagioni nel calcio italiano, trascorse indossando la maglia del Torino, la scorsa estate ha rappresentato un grosso cambiamento per Wilfried Singo, trasferitosi in Ligue 1 al Monaco. Per l’ex laterale granata, quella in corso si sta rivelando un’annata piena di soddisfazioni, sia con il proprio club, con cui insegue la qualificazione alla prossima Champions League, che con la propria nazionale. Giocando nella Costa d’Avorio, infatti, Singo si è laureato campione d’Africa poco meno di un mese fa, al termine di un torneo pieno di sorprese. In un’intervista a Marca, il terzino ivoriano ha rivelato alcuni aneddoti di mercato risalenti alla scorsa estate.

IL RETROSCENA DI SINGO

SCELTA DIFFICILE – “C’erano diversi club italiani interessati a me, tra cui Inter, Milan ed Atalanta, ma alla fine ho preferito andare al Monaco. Ho maturato questa decisione consultandomi con il mio agente Maxime Nana e col mio amico Nicolas Nkoulou. Anche lui ha giocato qui a inizio carriera, e me ne ha parlato come un posto dove poter crescere e migliorare. Sono felice di essere in un club che da fiducia ai giovani e con infrastrutture di alto livello”.

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