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Ounas, l’inconcludenza di un talento cristallino

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“Suo figlio è bravo, ma non si applica abbastanza”.

Milioni e milioni di ragazzi, sparsi in ogni angolo del globo, hanno avuto il “piacere” di ascoltare queste parole almeno una volta nella loro vita. L’incontro scuola-famiglia ha terrorizzato intere generazioni: assistere al colloquio fra genitori e professori era un vero e proprio incubo, soprattutto per chi ha ricevuto una formazione molto severa. In particolare, chi non dormiva sogni tranquilli era lo studente che galleggiava appeso ad una risicatissima media del 6. L’intelligenza e le capacità non sempre vengono sottoposte all’impegno e la dedizione che più si confanno a chi potrebbe ambire al massimo dei voti.

Il mondo del calcio, così come quello scolastico, ha i suoi esami, i suoi colloqui con i professori, e non sempre le cose vanno bene. Lo sa perfettamente Adam Ounas, uno che negli ultimi tempi ha fatto cilecca proprio nel momento clou. Sbagliare completamente il compito di matematica a fine anno è indubitabilmente più grave che farlo a settembre. I treni passano una volta sola e la scuola non è di certo un luogo in cui  fermarsi più del dovuto per aspettarne un altro. Le occasioni vanno colte, il talento sfruttato, l’impegno profuso.

ALLE SCUOLE MEDIE

Dopo essersi formato calcisticamente prima nel Tours e nello Châteauroux, e poi nel Bourdeaux, il calciatore algerino – nato a Chambray-lès-Tour, l’11 novembre 1996 – fa il suo esordio nel calcio professionistico proprio con la maglia dei girondini. Nel giorno del debutto assoluto, trova subito la rete in Lorient-Bordeaux (3-2), valevole per la nona giornata di Ligue 1 2015-16. Le stigmati del grande talento ci sono e l’allenatore dell’epoca, Willy Sagnol, ben presto se ne rende conto. Tant’è che pian piano Adam trova sempre più spazio, sino a diventare un titolare inamovibile.

Adam Ounas

Nei suoi primi due anni nel calcio dei grandi, Ounas veste la maglia bleu ben 62 volte, andando in rete in 10 occasioni. Gli addetti ai lavori gli riconoscono un’innata dote di giocare il pallone, mixata ad una prestanza atletica che spaventa se comparata alla stazza che lo caratterizza (172 cm x 65 kg). Gli scout di mezza Europa sono sulle sue tracce: si parla di Spagna, di Inghilterra, ma soprattutto di Italia. Il famigerato scovatore di talenti Monchi, all’epoca DS della Roma, farebbe carte false per portarlo nella capitale. Cionostante a spuntarla è il Napoli, che versa ben 10 milioni nelle casse del club francese.

L’IMPATTO CON LE SUPERIORI

Adam arriva nella penisola nell’estate del 2017. Ad accoglierlo c’è Maurizio Sarri, un allenatore che ha fatto una lunga gavetta prima di arrivare a sedersi sulla scottante panchina di una delle società più importanti del calcio italiano. Il suo modo di vedere il pallone è quanto di più lontano possa esistere dalla sregolatezza con cui Ounas mette piede sul campo. Il tecnico toscano si approccia al calcio con un fierissimo integralismo, nato dallo studio spassionato dell’Olanda di Johan Cruijff e del Milan di Arrigo Sacchi.

Il talento franco-algerino non riesce ad adattarsi per nulla nel 4-3-3 che tanta fortuna porterà al Napoli: la panchina diventa, purtroppo, una seconda casa. Difatti, sono rarissime le occasioni in cui mettersi in mostra e per lo più a partita in corso. La sua capacità di spezzare in due la difesa avversaria quando le squadre sono lunghe, non convincono comunque Sarri, capace di concedergli solo 334 minuti nell’arco della prima stagione italiana.

Adam Ounas

L’impatto con il ferreo tatticismo della scuola di pensiero tricolore non si sposa con l’anarchia di un’ala cresciuta nell’indisciplinato campionato francese. Nonostante il livello generale delle due competizioni non sia poi così dissimile, ciò che più le distingue è la differente capacità di sottomettere lo spettacolo alla mera e cruda attenzione ai particolari. In questo senso, non ci si può aspettare che il talentino ex Bordeaux riesca ad amalgamarsi rapidamente in un habitat così lontano dai suoi standard.

AFFRONTARE LA MATURITÀ

L’addio di Maurizio Sarri – salutato come un professore che più svolgere il suo lavoro con amore, preferisce tarpare le ali agli studenti più talentuosi – potrebbe rappresentare una svolta decisiva nella sua carriera. All’ombra del Vesuvio, infatti, arriva un allenatore dal profilo internazionale, capace di valorizzare chiunque abbia la possibilità di essere sottoposto ai suoi allenamenti: Carlo Ancelotti. Il tecnico di Reggiolo rispetta – e non poco – il lavoro svolto precedentemente da Sarri, tant’è che, anzichè stravolgere quelle che sono delle idee ben sedimentate nella rosa, provvede ad un restyling dello schieramento tattico: si passa dal 4-3-3 ad un più dinamico 4-4-2.

Nella nuova disposizione tattica, Adam non riesce a trovare ancora la titolarità, complice la presenza di rivali più esperti e più pronti per il calcio del “re di coppe”. A differenza di quanto accaduto nella precedente stagione, ad Ounas viene concesso maggiore spazio: ad inizio aprile sono 762 i minuti spesi in campo, più del doppio rispetto alla gestione Sarri. Eppure, nonostante siano diverse le occasioni in cui è tra gli undici designati a scendere sul terreno di gioco sin dall’inizio, Ounas non riesce a convincere del tutto.

Adam Ounas Ancelotti

Le quattro reti, a cui va aggiunto anche un assist, sono dati che non forniscono un prospetto chiaro delle prestazioni offerte dallo scapigliato esterno destro. Che giochi sulla fascia o da seconda punta, sembra sempre che manchi qualcosa per conquistare la fiducia di Ancelotti e un pubblico desideroso di ammirarlo in tutta la sua bravura. Il ragazzo ha un talento di una purezza infinita, a cui si aggiunge una capacità di strappare fuori dal comune. Ciò non basta, soprattutto in una stagione in cui il turnover è stato svolto molto più ampiamente che prima e gli altri attaccanti hanno vissuto a più riprese periodi bui.

RIMANDATO A SETTEMBRE

A questo punto ci si aspetta che Adam Ounas si guardi allo specchio e capisca che non si può essere bravi per sempre senza applicarsi. A 23 anni, in un calcio che corre a ritmi sempre più frenetici, c’è la necessità che venga a compimento un definitivo balzo in avanti. La maturità arriva col tempo e Adam ne ha comunque molto dinanzi a sè. Ma non bisogna giocare troppo col fuoco, perchè poi si finisce col bruciarsi.

Chissà, allora, che l’anno prossimo non staremo di nuovo qui a parlare della sacrosanta fioritura di un talento, anarchico e al tempo stesso limpido come pochi.

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Calciomercato

Salernitana-Bakayoko, affare complicato: la situazione

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Bakayoko

Molte squadre stanno approfittando della sosta Mondiali per sondare il terreno in vista della sessione invernale di calciomercato; la Salernitana starebbe pensando a Bakayoko, in partenza dal Milan.

Quello del centrocampista francese sarebbe il primo nome in cima alla lista degli esuberi e il club rossonero starebbe cercando di piazzarlo. A tal proposito, ci sarebbe stata una prima chiacchierata informativa con il ds dei granata Morgan De Sanctis. Le intenzioni della Salernitana sono chiare: la trattativa può andare in porto soltanto con un’eventuale cessione di Coulibaly o con l’ingaggio del centrocampista a carico del Milan. 

Bakayoko, quest’anno, non è mai sceso in campo. Il club campano rifletterà sulla proposta ma al momento sembrano non sussistere le condizioni necessarie affinchè la trattativa si concretizzi.

 

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Flash News

Dida a 360 gradi: “Con l’Ajax la parata più bella; Ibra e Vieri gli attaccanti più forti mai sfidati”

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Ibrahimovic

Nelson Dida, ex portiere del Milan e attuale preparatore dei portieri, si è raccontato ai canali ufficiali della società durante la Milano Games Week.

L’ex portiere brasiliano si è espresso a 360 gradi, cominciando dagli attaccanti più forti affrontati:

Vieri e Ibra sono fra gli attaccanti più forti che ho affrontato, giocatori che possono risolvere una partita da soli”.

Poi su Maignan:

Mike è un amico ed è venuto al Milan con l’idea di vincere, e ha vinto subito. Faceva di tutto per migliorarsi in allenamento ed è cresciuto veramente tanto. Può crescere tanto e su tutto. Non aveva fatto tanto in senso di preparazione, ma il Milan ha tutto può far crescere questi ragazzi”.

Dida ha poi fatto un salto nel passato:

“Ho avuto una bellissima storia nel Milan, ho vinto due Champions e un campionato. Ho fatto tanto e sono soddisfatto. Serginho era mio amico, lui abita qua a Milano e quindi siamo sempre assieme. Abbiamo questa amicizia da quasi 20 anni”.

Infine sulla parata più bella:

Quella con l’Ajax, me la ricordo tanto, mi sono anche fatto male. Ho fatto il massimo che potevo e mi sono strappato un muscolo della schiena”.

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Calcio Internazionale

Rodri commenta il suo nuovo ruolo: “Da centrale mi trovo bene”

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Delph

Al termine del match contro la Germania, il centrocampista spagnolo Rodri ha parlato ai microfoni di La1.

Il calciatore del Manchester City si è soffermato sul suo nuovo ruolo di difensore centrale:

“Cerco di imparare ogni giorno, è un ruolo diverso ma mi trovo bene con i miei compagni. Capisco il ruolo e l’importanza che devo dare alla squadra”.

Poi, sulla partita:

Sul gol potevamo fare meglio, ma Musiala è stato anche fortunato sul rimbalzo. Sapevamo che sarebbe stato complicato: i tedeschi sono molto forti, ma abbiamo giocato bene e preso un punto che ci permette di arrivare alla sfida col Giappone con le massime garanzie”.

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Calcio Internazionale

Luis Enrique post Spagna-Germania: “Abbiamo cercato di fare il nostro gioco”

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Luis Enrique

Al termine di Spagna-Germania, il tecnico spagnolo Luis Enrique ha analizzato il match ai microfoni della RAI, commentando il pareggio maturato tra le due Nazionali.

L’ex allenatore di Barcellona e Roma ha dichiarato:

“Oggi è stata una partita molto difficile, i tedeschi giocano bene e pressano forte. Abbiamo cercato di fare il nostro gioco, abbiamo fatto degli errori sul risultato di 1-0. Siamo contenti perché siamo primi nel girone ma non abbiamo ancora fatto nulla”.

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