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Pagelle Mondiali - Ghana 5.5: percorso senza infamia e senza lode

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Pagelle Mondiali – Ghana 5.5: percorso senza infamia e senza lode

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PAGELLE MONDIALI – GHANA 5.5: PERCORSO SENZA INFAMIA E SENZA LODE – Percorso senza infamia e senza lode quello del Ghana nel Mondiale in Qatar. Le Black Stars avevano strappato il pass per la competizione più prestigiosa al mondo delle nazionali, in seguito al playoff contro la Nigeria. Dopo il pareggio a reti bianche nel match d’andata, nel ritorno ad Abuja, in Nigeria, la partita è finita 1-1. Dopo pochi minuti di gioco il Ghana ha trovato il vantaggio con Thomas Partey, per poi essere raggiunta a metà prima frazione dal rigore di William Troost-Ekong. La valenza dei gol segnati in trasferta era maggiore, pertanto il Ghana ha conquistato la partecipazione a Qatar 2022. Dopo la mancata partecipazione a Russia 2018, si tratta della quarta partecipazione delle Black Stars ad un Mondiale.

LE ASPETTATIVE

Il Ghana è stato sorteggiato nel Girone H, con Portogallo, Uruguay e Corea del Sud. Indubbiamente, il passaggio del turno sarebbe stato molto difficile, tuttavia la selezione guidata dal CT Otto Addo aveva tutte le caratteristiche per mettere in difficoltà gli avversari di turno.

Otto Addo, a febbraio 2022 è divenuto il commissario tecnico del Ghana; precedentemente, era il vice di Milovan Rajevac, allontanato dopo l’esperienza in Coppa d’Africa. Durante la sua carriera da calciatore, ha vestito le maglie di Magonza, Borussia Dortmund ed Amburgo. Nel 2006 faceva parte della formazione ghanese che affrontò l’Italia nel primo match della gloriosa spedizione azzurra al Mondiale. Alla vigilia di Qatar 2022, Addo ricopriva un duplice ruolo: oltre ad essere il CT del Ghana, era il capo-scout del Borussia Dortmund. Dunque, la valorizzazione del rappresentava indubbiamente una delle prerogative del tecnico delle Black Stars.

Tra i convocati del Ghana al Mondiale vi erano alcuni calciatori affermati nel panorama calcistico europeo, ma la maggior parte era privo di esperienza internazionale. Tra questi vi era Lawrence Ati, portiere ventiseienne in forza al St. Gallen. Per quanto riguarda la coppia di centrali difensivi, formata da Amartey del Leicester e Salisu del Southampton, garantiva esperienza ed affidabilità. La spina dorsale della squadra era sicuramente il centrocampo, con Thomas Partey, mediano fondamentale nell’Arsenal di Arteta che guida la Premier League, e Mohamed Kudus, talento assoluto dell’Ajax. Nel reparto offensivo, oltre ad Inaki Williams, star della squadra, Addo poteva contare sull’esperienza dei fratelli Ayew: André, in forza all’Al-Sadd, e Jordan, calciatore del Crystal Palace.

LE ALTRE SQUADRE

Il Portogallo era tra le squadre favorite per arrivare nelle fasi finali della competizione. Il fattore Cristiano Ronaldo, al suo ultimo Mondiale, avrebbe certamente inciso, nel bene o nel male. Oltre al cinque volte pallone d’oro, la rosa a disposizione del CT Santos aveva talento ed esperienza in ogni settore di campo.

L’altra squadra favorita al passaggio del turno era l’Uruguay. Il percorso nelle qualificazioni della compagine sudamericana è stato tutt’altro che esaltante. Tra gli elementi a disposizione del CT Alonso, risultavano calciatori giunti nella fase finale della propria carriera calcistica (Godin, Caceres, Cavani, Suarez), talenti interessanti ma poco abituati a palcoscenici tanto prestigiosi (Pellistri, de la Cruz, Facundo Torres, De Arrascaeta), oltre ai vari Gimenez, Valverde, Darwin Nunez e Bentancur.

Sulla carta, la Corea del Sud era la squadra meno accreditata al passaggio del turno, con il Ghana. Heung-min Son, il suo calciatore maggiormente simbolico, era arrivato al Mondiale in condizioni fisiche non eccezionali. La Corea del Sud appariva certamente come una squadra compatta ed organizzata, ma dal tasso tecnico notevolmente inferiore. Tuttavia, molto spesso al Mondiale i pronostici non vengono rispettati.

Il Ghana appariva sicuramente inferiore a Portogallo ed Uruguay. Secondo il ranking FIFA, era la più debole del torneo, in quanto si trovava al 61esimo posto, a quota 1393 punti. Secondo tale classifica, la Corea del Sud si trovava al 28esimo posto, con 1530 punti.

IL PERCORSO

Nella prima partita in Qatar, il Ghana è stato sconfitto dal Portogallo per 3-2. La prestazione è stata sicuramente positiva, in quanto la squadra del CT Addo ha messo in difficoltà i più forti avversari, non riuscendo a strappare il pareggio per una questione di centimetri. Dopo una prima frazione di gioco a reti bianche, il Portogallo ha sbloccato il match con un penalty dubbio trasformato da Cristiano Ronaldo. Una combinazione tra Kudus ed André Ayew, accompagnato da un atteggiamento non troppo attento della difesa portoghese, ha permesso al Ghana di pareggiare. Le reti di Joao Felix e di Leao sembravano aver chiuso il match, ma un colpo di testa di Bukari nei minuti finali ha riaperto la sfida. A pochi secondi dal triplice fischio, Inaki Williams stava per sfruttare un errore imperdonabile di Diogo Costa, ma nel momento decisivo è scivolato, ed il Portogallo si è salvato.

La seconda sfida contro la Corea del Sud è stata altrettanto avvincente. Il Ghana si è imposto per 3-2, conquistando i primi tre punti (che saranno poi gli unici) del Mondiale. Il mattatore del match è stato Mohamed Kudus. Il primo tempo si è concluso con i ghanesi in vantaggio di due reti: dopo il vantaggio iniziale siglato da Salisu, sugli sviluppi di una palla inattiva, il talentino dell’Ajax ha raddoppiato con un colpo di testa. Nel secondo tempo, in tre minuti la Corea del Sud ha raddrizzato il match con la doppietta di Gue-sung Cho. Tuttavia, dopo pochi minuti, ci pensa nuovamente il classe 2000 a riportare i suoi in vantaggio, battendo il portiere avversario con una precisa conclusione di mancino: la doppietta di Kudus  regala la vittoria al Ghana.

Alla vigilia della sfida contro l’Uruguay trapelava fiducia nell’ambiente ghanese. Il Portogallo guidava la classifica a punteggio pieno, il Ghana si trovava al secondo posto a quota tre punti, davanti ad Uruguay e Corea del Sud a quota uno. I favori del pronostico tendevano verso l’Uruguay, ma l’atteggiamento mostrato dalle Black Stars nelle due precedenti uscite non dava tranquillità ai sudamericani. Tuttavia, nel match decisivo la prestazione della compagine africana non è stata all’altezza delle aspettative.

Il rigore sbagliato da André Ayew, dopo 20 minuti di gioco, rappresenta la sliding doors del destino del Ghana al Mondiale. Nei minuti successivi la doppietta di De Arrascaeta ha deciso il match: la squadra di Addo non è riuscita a reagire. Le notizie provenienti dall’altra sfida, con la Corea del Sud che sorprendentemente stava battendo il Portogallo, ha offerto dei minuti finali al cardiopalma. Uruguay e Corea del Sud avevano gli stessi punti, ma gli uruguagi necessitavano di un’altra rete per superarli in classifica, in virtù della differenza reti. Contro un avversario nervoso, nei minuti finali il Ghana ha cercato la rete per rientrare nel discorso qualificazione, ma i vari tentativi non sono andati a buon fine. La sfida è terminata 2-0 per l’Uruguay, risultato che ha reso entrambe le squadre scontente.

Al termine dell’esperienza in Qatar, le strade del CT Addo e della federazione ghanese si sono separate. Al di là del risultato finale, il percorso del Ghana al Mondiale avrà indubbiamente emozionato i propri tifosi. Nel complesso resta un percorso senza infamia e senza lode, che avrebbe potuto avere un esito diverso con un miglior atteggiamento nell’ultimo match del girone.

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Le curiosità della 21ª giornata di Serie A

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LE CURIOSITÀ SULLA 21ª GIORNATA DI SERIE A – Ci siamo, ancora poche ore e la Serie A ritornerà in campo. A partire dalle ore 15 di sabato 4 febbraio andrà in scena la 21ª giornata di campionato.

Tanti match ricchi di spunti interessanti ci aspettano in questa giornata: uno su tutti il Derby della Madonnina tra Milan e Inter, in programma domenica. Inoltre, assisteremo anche allo scontro diretto per la Conference League Torino-Udinese.

Ad aprire le danze sarà Cremonese-Lecce, in programma sabato alle 15. Il posticipo di martedì Salernitana-Juventus, invece, chiuderà definitivamente le ostilità.

 CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: CREMONESE-LECCE

Sono cinque i precedenti in Serie A tra Cremonese e Lecce: una vittoria giallorossa e due successi grigiorossi e due pareggi. La Cremonese non ha ancora vinto nelle prime venti giornate di campionato: solo l’Ancona è riuscita in questo record negativo, che nelle stagione 2003/04 ha totalizzato sei pareggi e quindici sconfitte nelle prime venti partite. Il Lecce è l’unica squadra di Serie A che nel 2023 non ha ancora segnato un gol fuori casa: l’ultima rete dei giallorossi risale allo scorso 12 novembre nel 2-0 contro la Sampdoria, gol firmato da Lameck Banda.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: ROMA-EMPOLI

La Roma non perde contro l’Empoli in Serie A dal 17 febbraio 2007 (1-0 al Castellani con rete di Pozzi): da allora sono arrivati tre pareggi e 10 vittorie giallorosse.

Paolo Zanetti, fino ad ora, ha una media punti di 1.30 da quando si trova sulla panchina dell’Empoli: è la seconda miglior media per un tecnico dei toscani, dietro solo a Gigi Cagni a quota 1.32 a match. Inoltre, i toscani hanno rifilato sei risultati utili consecutivi: l’ultimo ad esserci riuscito è Maurizio Sarri nella stagione 2014/15, che addirittura rimase imbattuto per otto partite.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: SASSUOLO-ATALANTA

Il Sassuolo ha perso le ultime due gare in casa e non colleziona tre sconfitte di fila in casa da ottobre 2019 con De Zerbi in panchina (una di quelle tre sconfitte proprio contro l’Atalanta).

L’Atalanta ha vinto 11 partite finora. Con una vittoria contro i neroverdi può eguagliare il suo record di successi nelle prime 21 partite disputate in Serie A: 12 nel 2016/17 e 12 nel 2021/22.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: SPEZIA-NAPOLI

Da quando Luciano Spalletti allena il Napoli, gli azzurri hanno raccolto 24 clean sheets in Serie A (solo la Juventus con 25 ha fatto meglio). Questo potrebbe essere un problema per lo Spezia, che non è andato a bersaglio in tre delle ultime quattro gare di campionato disputate.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: TORINO-UDINESE

Nessuna squadra conta più pareggi dell’Udinese in questa Serie A: otto. Sette degli pareggi dei friulani sono però racchiusi nelle ultime 12 giornate di campionato. Situazione simile anche per quanto riguarda il Torino, che ha pareggiato quattro delle ultime sei gare di campionato. La squadra granata non ha ancora vinto in casa nel 2023.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: FIORENTINA-BOLOGNA

Il Bologna è la squadra contro cui la Fiorentina ha vinto più partite nella sua storia in Serie A: 56 su 141 match disputati. Le vittorie dei rossoblù sono 39, mentre i pareggi 46. La Fiorentina, però, ha registrato un solo clean sheet nelle ultime 13 partite di campionato: nessuna squadra ha fatto peggio in Serie A da inizio ottobre.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: INTER-MILAN

Quello di domenica sarà il 178° Derby della Madonnina in Serie A: i nerazzurri conducono per 67 vittorie a 54, poi 56 pareggi. L’Inter ha perso gli ultimi due derby casalinghi contro il Milan in campionato, entrambi 1-2. Inoltre, i rossoneri non conquistano più successi di fila contro i nerazzurri in Serie A dal periodo novembre 2002-febbraio 2004.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: HELLAS VERONA-LAZIO

Nel 2023 nessun club ha subito meno reti del Verona in Serie A: tre in cinque giornate. Dopo il successo per 2-0 nella gara d’andata, la Lazio potrebbe vincere entrambe le sfide stagionali contro gli scaligeri in Serie A: sarebbe per la prima volta dal 2017/18.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: MONZA-SAMPDORIA

Quando il Monza gioca alle 15 si trasforma: le sette vittorie conquistate, infatti, sono arrivate proprio in questa fascia oraria. Nel match d’andata, il 2 ottobre, proprio contro la Sampdoria è arrivata una delle due vittorie con il punteggio più largo del Monza in Serie A, 3-0.

CURIOSITÀ 21ª GIORNATA: SALERNITANA-JUVENTUS

La Salernitana è la vittima preferita di Bremer in Serie A: il brasiliano ha segnato due gol contro i granata e contro nessuna squadra ha fatto meglio. La Salernitana ha vinto solo una delle sette sfide contro la Juventus in Serie A : 1-0 all’Arechi il 2 maggio 1999 grazie al gol di Marco Di Vaio . Dopo il pareggio per 2-2 nel match d’andata , le due compagini potrebbero pareggiare sfide di fila per la prima volta in campionato.

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Serie A Back To The Future: Giornata 21

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Un altro weekend lungo in compagnia della nostra amata Serie A, che ha in programma il Derby della Madonnina, sempre scenograficamente splendido e alcune sfide interessanti nella parte medio-bassa della graduatoria.
In Back To The Future, invece, torneremo allo storico Scudetto dell’Hellas Verona, ad una sfida ricca di gol tra Roma ed Empoli e alla prima esperienza in Serie A del Sassuolo.

CREMONESE-LECCE 2-1 07/11/1993

Le classifiche musicali vedono saldamente in vetta le 4 Non Blondes, con la loro hit “What’s Up”, che segna un’epoca.
Il campionato di Serie A 1993/94, intanto, vede una super Cremonese ospitare allo Zini il Lecce, che si barcamena nelle zone basse della classifica.
I grigiorossi partono fortissimo e dominano, ma sono i salentini a passare in vantaggio con Russo, che alla mezz’ora mette dentro su cross di Baldieri.
Il Lecce, ancora a secco di punti in trasferta, regge appena dieci minuti, visto che Trentalange concede un rigore decisamente inesistente ai padroni di casa, che Dezotti si fa parare da Gatta, mettendo dentro la ribattuta.
La ripresa, più equilibrata, vede una Cremonese meno arrembante, che trova ugualmente il gol vittoria a dieci minuti dalla fine, con Tentoni rapace a sfruttare un errore della difesa salentina.

ROMA-EMPOLI 4-3 01/02/1998

Il 3 febbraio 1998 i Pearl Jam rilasciano il loro quinto album, “Yeld”, punto di svolta per la band di Seattle e contenente alcuni brani clamorosi (se non avete mai sentito “Wishlist” rimediate immediatamente).
Due giorni prima all’Olimpico di Roma è andata in scena una partita pazza, tra i giallorossi di Zeman e l’Empoli di Spalletti.
Dopo un primo tempo dominato dai padroni di casa, che chiudono sull’1-0 grazie al gol di Balbo, dopo sponda di Tommasi, la ripresa vede un Empoli completamente diverso in campo.
Nonostante l’espulsione di Fusco, gli azzurri pareggiano grazie a Bonomi, che mette dentro su assist di Esposito.
I fuochi d’artificio, però, iniziano dal 73’, quando Aldair sfrutta una mischia in area e trova il nuovo vantaggio per i suoi, che un minuto dopo sembrano chiudere i giochi ancora con Balbo, ispirato da Gautieri.
A cinque minuti dalla fine, però, l’Empoli torna in partita, a sorpresa, grazie ad un super gol di Cappellini al volo in corsa.
La tripletta di Balbo, che arriva su rigore all’87’, rimette sul +2 la Roma, ma è ancora Cappellini a mettere pepe sul finale, questa volta con una grande incornata.
Finisce 4-3, in pieno stile zemaniano, una delle partite più belle della stagione 1997/98.

SASSUOLO-ATALANTA 2-0 24/11/2013

Uno delle canzoni simbolo del periodo è “Royals”, di Lorde, che domina incontrastata nelle classifiche.
Intanto, in Serie A, il Sassuolo inizia a prendere confidenza con il torneo e batte l’Atalanta a domicilio.
In una sfida tutto sommato equilibrata, i neroverdi chiudono la pratica in 3 minuti, tra il 64’ e il 67’. Ad aprire le marcature è Zaza, che mette dentro dopo la respinta di Consigli su una punizione di Berardi, mentre il 2-0 è siglato dallo stesso numero 25, dopo una grande giocata di Marrone.

SPEZIA-NAPOLI 0-1 30/09/2006

Ad appena 10 giorni dall’uscita di “Welcome To The Black Parade”, brano simbolo dei My Chemical Romance, parte la Serie B 2006/07, quella che vede ai blocchi di partenza anche la Juventus dei Campioni del Mondo. Tra le inseguitrici, il Napoli parte con l’obiettivo di tornare in massima serie, magari intralciando i piani della Vecchia Signora.
Alla quinta giornata, nell’insidiosa trasferta di La Spezia, i partenopei non riescono a sfondare il muro eretto dagli aquilotti, almeno fino al 70’, quando Paolo Cannavaro mette dentro su corner il gol che regala tre punti pesanti ai suoi.

TORINO-UDINESE 3-1 13/01/2002

Nel primo mese del 2002 resta saldamente in vetta alle classifiche musicali il duetto tra Robbie Williams e Nicole Kidman, “Something Stupid”.
Intanto, nella prima di ritorno della Serie A 2001/02, Udinese e Torino si sfidano, alla ricerca di punti salvezza.
Dopo meno di mezz’ora i padroni di casa passano in vantaggio grazie ad un rigore di Cristiano Lucarelli, ma vengono raggiunti nel recupero della prima frazione da Iaquinta, bravo a spedire in rete il passaggio di Martinez.
nella ripresa è il Toro a fare la voce grossa, prima con Maspero, in tuffo di testa su cross di Lucarelli, poi con lo stesso bomber toscano, che mette dentro dopo una giocatona di Scarchilli.

FIORENTINA-BOLOGNA 3-2 09/03/1997

Il 3 marzo 1997 esce il nono album degli U2, “Pop”, ricordato come uno dei rari passi falsi della band irlandese.
Sei giorni dopo la Fiorentina riceve il Bologna al Franchi, in un match che regala molte emozioni.
Dopo appena due minuti Andersson gela il pubblico viola, andando a contendere un pallone alto a Toldo e siglando l’1-0.
Il vantaggio ospite dura poco più di un quarto d’ora, quanto basta a Baiano per realizzare il calcio di rigore del pareggio, concesso per fallo di mano di Marchi.
Anche in questo caso, il punteggio cambia dopo pochi minuti, con Nervo che conclude dal limite, trovando la decisiva deviazione di Firicano, che spiazza Toldo.
All’intervallo l’atmosfera in casa Fiorentina è pesante, visto che la vittoria manca da più di due mesi.
A togliere le castagne dal fuoco ci pensa, come al solito, Gabriel Batistuta, che realizza con una punizione magistrale il gol del 2-2.
È un’altra punizione perfetta, questa volta di Robbiati, a regalare la vittoria alla Fiorentina e a far tornare a casa a mani vuote un buon Bologna.

INTER-MILAN 1-1 01/12/1991

Mentre Michael Jackson rilascia “Black Or White”, brano simbolo della lotta al razzismo del periodo, la Serie A propone il Derby della Madonnina.
L’Inter, dopo un avvio ad handicap sotto la guida di Orrico, è chiamata al colpo contro i cugini, lanciatissimi verso lo Scudetto.
Dopo 18 minuti di dominio rossonero, arriva il gol di Marco Van Basten, che chiude un’azione in contropiede splendida e rapida.
Il gol subito sveglia l’Inter, che tenta di reagire da subito, senza troppa fortuna.
Il pareggio arriva al 54’, con Klinsmann reattivo a girare in rete, in acrobazia, un pallone vagante in area.
Il punto finale accontenta più il Milan dell’Inter, che vede allontanarsi sempre più le zone alte della classifica.

HELLAS VERONA-LAZIO 1-0 28/04/1985

Nel marzo del 1985 i Tears For Fears rilasciano “Everybody Wants To Rule The World”, uno dei pezzi più significativi del gruppo inglese.
Il brano può essere benissimo associato alla Serie A 1984/85, che vede ai blocchi di partenza alcuni dei più forti calciatori dell’epoca, a partire da Diego Maradona, appena sbarcato al Napoli, passando per Rummenigge all’Inter e Socrates alla Fiorentina.
Tra tutte, però, a spuntarla è la sorpresa Hellas Verona, che si regala una stagione da favola, conclusa con lo storico Scudetto.
Il 28 aprile 1985, i gialloblu di Osvaldo Bagnoli sono davvero vicini al traguardo, quando mancano quattro turni alla fine delle ostilità.
La sfida casalinga contro la Lazio, però, rischia di essere una trappola, vista la voglia dei biancocelesti di racimolare punti salvezza.
La prestazione del Verona, però, è senza errori e con un cinismo da grande squadra. Dopo 23 minuti Galderisi fallisce un rigore, ben respinto da Orsi, ma la forza psicologica degli uomini di Bagnoli è tale da farlo sembrare un banale incidente di percorso.
Il gol vittoria arriva ad un quarto d’ora dalla fine, con un pregevole inserimento in area di Fanna, che avvicina sensibilmente l’Hellas allo Scudetto.

MONZA-SAMPDORIA 0-4 14/01/2001

Gli Shivaree continuano a far emozionare il pubblico con la loro “Goodnight Moon” brano riproposto in diversi film e show televisivi.
Nella Serie B 2000/01, intanto, la Sampdoria di Gigi Cagni cerca l’allungo per rimanere agganciata alle prime posizioni.
Al Brianteo di Monza la partita è senza storia, segnano Vergassola, Vasari e Flachi, con una doppietta, che demoliscono una squadra già in stato confusionale e ormai proiettata verso la retrocessione in C1.

SALERNITANA-JUVENTUS 1-0 02/05/1999

Sulla cresta dell’onda ci sono le TLC, il trio americano che sfonda con “No Scrubs”, in vetta alle classifiche da febbraio.
La Salernitana, intanto, cerca una clamorosa rimonta salvezza e attende la Juventus all’Arechi.
Nonostante una Juventus in buona forma, i granata continuano la loro corsa e vincono, grazie ad un tap in di Marco Di Vaio, su gran giocata di David Di Michele, che salta Iuliano sulla linea di fondo e mette a rimorchio un pallone perfetto per il compagno.

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Calcio Internazionale

Chi è Doué, il gioiello 2005 del Rennes

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CHI E’ DOUE’, IL GIOIELLO 2005 DEL RENNES – Sta nascendo una nuova stella in Ligue 1? In un campionato pieno di giovani talenti una delle squadre che da più spazio ai giovani è sicuramente lo Stade Rennais, che negli ultimi anni ha fatto emergere giocatori come Ousmane Dembélé, Eduardo Camavinga, Mathys Tel, Raphinha, Armand Laurienté, Edouard Mendy, Kamaldeen Sulemana e tanti altri.

Negli ultimi mesi al Rennes sta prendendo sempre più spazio il classe 2005 Désiré Doué, che ha incantato tutti nell’ultimo match di campionato, giocato contro lo Stasburgo, servendo l’assist a Gouiri per il gol del 2-0 e siglando il terzo gol del match, che ha chiuso definitivamente la partita.

CHI E’ DOUE’ – CARATTERISTICHE DEL GIOCATORE

Si tratta di un trequartista, che può svariare in tutti i ruoli della trequarti: a destra, a sinistra, al centro; in questo momento sta giocando come Ala Destra nel 433 di Bruno Génésio. Abbina buona tecnica a velocità e ottima capacità di inserimento a visione di gioco, insomma ha tutte le carte in regola per diventare uno dei futuri craque del calcio mondiale. All’occorrenza può essere impiegato anche come centrocampista centrale, ovviamente con caratteristiche offensive. Il suo piede preferito è il destro, anche se ha comunque buona padronanza del sinistro.

Benjamin Bourigeaud, uno dei leader del Rennes, ha parlato del giovane compagno in un’intervista a Téléfoot: “Ha l’abilità di tenere la palla e farsi spazio con il proprio dribbling. Buona capacità nei piedi, è robusto per la sua età: ha un gran futuro, quindi cerchiamo di guidarlo il più possibile”.

Anche l’allenatore Bruno Génésio si è espresso sul suo gioiellino dopo la partita con la Dinamo Kiev, nella quale Doué ha trovato il primo gol in una competizione europea. Ecco le parole del mister: “Ha carattere e sicurezza nei suoi mezzi, che gli permette di segnare gol così. Doué è molto giovane, ma quello che sta facendo quest’anno alla sua età dimostra che c’è un potenziale già a questo livello così alto“.

CHI E’ DOUE’ – LA CARRIERA

Ha già 21 presenze in questa stagione, di cui 15 in Ligue 1, 5 in Europa League e 1 in Coppa di Francia, con 4 gol e 1 assist all’attivo.

Con la rete segnata al Nantes il 9 ottobre scorso è diventato il primo 2005 a segnare un gol nei top 5 campionati europei.

Ha già diverse presenze anche con la nazionale francese, prima nell’under 17 poi nell’under 19, con 8 gol in 21 partite.

Da segnalare la vittoria (da protagonista e con la 10 sulle spalle) del campionato europeo under-17 nell’edizione dell’estate 2022, con una doppietta nella fase a gironi e un assist nella finale.

Dall’età di 5 anni il giocatore fa parte del vivaio del Rennes, e dopo 11 anni passati tra le varie squadre giovanili ora è stabilmente impiegato in prima squadra.

CHI E’ DOUE’ – IL FUTURO

Il calciatore ha firmato, il 2 novembre 2022, il contratto da professionista con il Rennes che lo terrà legato ai rossoneri fino a giugno 2025, ma il 17enne è già attenzionato da diverse big europee, chissà quindi se nei prossimi mesi arriverà un’offerta importante da parte di un top club europeo per anticipare la concorrenza e assicurarsi uno dei prospetti più interessanti del calcio mondiale?

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Serie A, i cinque migliori gol del mese di gennaio 2023

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Uno dei più grandi dibattiti della storia della filosofia ha riguardato il bello. Diversi pensatori e scrittori, a partire da Platone fino ad arrivare a Nietzsche, hanno elaborato teorie e formulato ipotesi sull’argomento. L’interrogativo principale riguardava l’oggettività della bellezza: il bello può essere ritenuto oggettivo oppure ognuno di noi lo percepisce a suo modo?

La risposta, ancora oggi, non ce l’abbiamo. Alcuni sostenevano che fosse una caratteristica già presente negli oggetti presi in considerazione, altri che, senza un soggetto in grado di giudicare, il concetto di bellezza fosse svuotato di significato. È chiaro, però, che quando si tratta di gol, non si possa essere assolutamente oggettivi.

La risposta alla domanda estetica difficilmente si potrà estrapolare da questo testo, ma senza dubbio i cinque gol più belli del mese di gennaio in Serie A saranno una valida alternativa. Le perle arrivano tutte dalle ultime due giornate, come se fosse stato necessario un po’ di tempo prima di riprendere le buone abitudini dopo lo stop per il Mondiale.

5°: ALEKSEJ MIRANCHUK (0-1 vs FIORENTINA)

L’incrocio è molto importante per sgusciare via dalla parte centrale della classifica e avvicinarsi alla zona Europa. Fiorentina e Torino partono entrambe da 24 pt, ma sono i granata a scamparla grazie alla perla di Aleksej Miranchuk. Stagione non fortunatissima per il fantasista russo, in prestito dall’Atalanta.

Il suo gol al Franchi, però, è la dimostrazione del suo importante talento. Controllo con il destro al limite dell’area, pallone sistemato sul mancino e depositato in rete con una semplicità non scontata. Terracciano può solo accompagnare con lo sguardo la sfera, che termina la sua corsa in porta. Gol decisivo, perché di fatto apre e chiude l’incontro.

4°: VICTOR OSIMHEN (1-0 vs ROMA)

Ne ha segnati talmente tanti quest’anno, che era inevitabile che qualcuno uscisse anche particolarmente bene. Non è il primo che rientra nella classifica dei più belli del mese e, se dovesse continuare così, non sarà nemmeno l’ultimo. Il suo strapotere fisico, coadiuvato quest’anno da un netto miglioramento tecnico, gli permettono di trovare gol di altissima caratura.

Contro la Roma, in particolare, si esalta. Già all’andata una sua sassata aveva deciso l’incontro. Il ritorno ha deciso di aprirlo così dopo 17′. Azione perfetta, assist al bacio del solito Kvara e poi c’è il gioco di prestigio: controllo di petto, poi di coscia e missile che Rui Patricio neanche vede partire. La potenza surreale della conclusione sembra dovuta a una mossa speciale stile Inazuma Eleven.

3°: ARKADIUSZ MILIK (2-1 vs ATALANTA)

Arrivato per fare il vice-Vlahovic, si è preso la scena in uno dei periodi più difficili della storia recente della Juventus. Arkadiusz Milik incarna perfettamente cosa voglia dire fare l’attaccante ai giorni nostri. Presenza fisica, intelligenza e quel pizzico di furbizia che serve ad anticipare il difensore meno agile.

L’azione per il gol del 2-1 sull’Atalanta è davvero molto bella: Di Maria di tacco per Fagioli, a cui bastano un tocco e uno sguardo per sentire che la sua punta arriverà su quel pallone messo in mezzo. È proprio così: zampata vincente di Milik di controbalzo, che regala il momentaneo vantaggio ai bianconeri. Un gol importante, pesante, ma anche di pregevole fattura. Non sarà affascinante come un sinistro a giro da fuori area, ma chi conosce il calcio sa apprezzare l’importanza di questo gesto.

2°: DIVOCK ORIGI (2-5 vs SASSUOLO)

Da un periodo difficile a uno tenebroso. Nietzsche torna ancora una volta: la vita è caratterizzata da uno spirito di luce e ordinatore (apollineo) e da uno molto più oscuro e imprevedibile (dionisiaco). Il Milan, dopo aver imboccato negli ultimi tre anni la strada tracciata da Apollo, ha iniziato il suo 2023 sotto l’ombra di Dioniso.

Fin dal suo arrivo in rossonero, Divock Origi non è mai riuscito a trovare la luce, se non per un gran destro contro il Monza, in una partita già praticamente chiusa. Stesso discorso anche in questo caso, ma a parti invertite. Il secondo gol al Milan del belga è servito solo per le statistiche e, magari, per dare un po’ di fiducia a un giocatore che sembra essersi perso.

Un colpaccio da fuori area, con tre avversari davanti. Il bacio alla traversa rende il tutto più spettacolare, anche se serve a poco nel computo finale.

1°: DAVID OKEREKE (1-0 vs INTER)

Se il gol di Origi era valido per il secondo posto, quello di David Okereke non può che vincere questa classifica. Se la Cremonese si è regalata qualche speranza di giocarsela con l’Inter, lo deve soprattutto a questa giocata spaziale dell’attaccante nigeriano.

Controllo orientato per liberarsi dell’avversario e girarsi verso la porta è tutto ciò che gli serve per pescare il jolly. Onana prova a volare sul palo lontano, ma qualcuno dall’alto ha voluto che quel pallone finisse proprio all’interno della rete. Nonostante questo shock iniziale, l’Inter ha poi ripreso terreno e vinto la partita, ma la magia di Okereke vince il premio di miglior gol di gennaio 2023.

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