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Pagelle Mondiali - Messico 5: senza un vero bomber, El Tricolor non ingrana

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Pagelle Mondiali – Messico 5: senza un vero bomber, El Tricolor non ingrana

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Pagelle Messico

PAGELLE MESSICO – Archiviati i Campionati del Mondo in Qatar, le nazionali coinvolte nel torneo sono chiamate a tirare le somme su quanto dimostrato sul campo. Come in ogni contesto, alcuni festeggiano, altri meditano sulle lacune da colmare, altri ancora preferiscono leccarsi le ferite in silenzio. Le riflessioni interne e la ricerca della soluzione ai problemi dimostrati fanno parte del gioco. Tuttavia tra tutte le partecipanti ai Mondiali 2022 ce ne sono alcune che, pur presentandosi ai nastri di partenza con presupposti tutto sommato positivi, hanno ampiamente deluso ogni aspettativa. Una di queste nazionali è indubbiamente il Messico, che ha chiuso la propria spedizione nell’Emirato già dopo tre partite con un terzo posto dal sapore amaro.

È ovvio, nel calcio nulla è scontato e le previsioni servono a ben poco. Allo stesso tempo, al netto di un girone composto dall’Argentina di Leo Messi, dalla Polonia di Lewandowski e dalla sorpresa Arabia Saudita, ai ragazzi del Tata Martino non si chiedevano di certo tre vittorie. Ciò che è veramente mancato alla formazione nordamericana è stata la concretezza sotto porta: due gol in tre partite sono un bottino veramente magro, ancor di più se si pensa che fino alla terza giornata lo score del Tricolor era fermo a zero. Troppo poco per una squadra che, nonostante diverse mancanze nell’organico, partiva con grandi possibilità di passare il proprio gruppo.

IL PRELUDIO MONDIALE DEL MESSICO, TRA STORIA E STATISTICHE

Il Messico è storicamente una nazionale che ha sempre avuto le capacità di dire la sua nelle competizioni internazionali. Nonostante non abbia mai raggiunto risultati esaltanti, la presenza del Tricolor ai Mondiali non è mai stata da semplice comparsa. Basti pensare al fatto che la qualificazione agli ottavi di finale dei campionati mondiali è arrivata per ben sette edizioni consecutive, da USA ’94 fino agli scorsi Mondiali di Russia 2018. Un grandissimo risultato, se solo si pensa al fatto che una squadra nordamericana si trova spesso sfavorita nella composizione dei gironi vista la potenziale presenza di una big europea o sudamericana.

Il sorteggio di quest’anno era difficile, ma non di certo proibitivo. Fin dal giorno dell’ufficializzazione dei raggruppamenti, appariva – sulla carta – chiaro che l’Argentina avrebbe agevolmente prevalso sulle altre e che l’Arabia Saudita sarebbe stata la cenerentola del girone. Ultimo slot per il passaggio del turno dunque compreso tra i messicani e la Polonia che, nonostante il peso calcistico e psicologico regalato da un campione del calibro di Robert Lewandowski ed un gruppetto piuttosto consistente di calciatori militanti nei principali campionati europei, non appariva come un ostacolo invalicabile. Scontro pressoché alla pari per le due nazionali che da calendario si affrontavano già alla prima gara. Il match, terminato con un anonimo pareggio a reti bianche, ha definitivamente provato uno dei principali punti interrogativi riguardanti la composizione della rosa messicana: l’assenza di un bomber di razza.

PROBLEMA CENTRAVANTI

Il terzetto offensivo titolare mandato in campo da Martino nel match di esordio era infatti costituito da Hirving Lozano, Alexis VegaHenry Martin. L’unico dei tre arrivato ai Mondiali dopo una stagione ad alti numeri era proprio Martin, autore di 10 gol in 17 presenze nel torneo di Apertura 2022/23 con il Club America. Media gol interessante, ma da pesare in relazione alla differenza di competitività tra il campionato messicano e quelli del Vecchio Continente. Certo che il Messico era chiamato a sopperire alla mancanza del suo miglior marcatore di sempre, lasciato a casa dal ct: Chicharito Hernandez.

L’ex attaccante del Manchester United, che vanta il primato nazionale con 52 reti, si è perfettamente integrato alla nuova realtà della Major League Soccer americana. Il suo LA Galaxy ha trovato in lui l’uomo giusto per ritornare a competere ad alti livelli in ambito nazionale, dopo un periodo di calo rispetto agli standard del passato. Tuttavia le scelte dell’allenatore non hanno premiato gli sforzi del Chicharito, costretto a seguire la propria nazionale dallo schermo del televisore. La decisione di lasciare a casa il miglior goleador della storia messicana nasce dallo scandalo generato dallo stesso calciatore.

I fatti risalgono al 2019: il Chicharito avrebbe mandato delle prostitute nello spogliatoio della propria nazionale, per – secondo la propria opinione – dare un’ulteriore “carica” ai compagni. Il gesto ha scatenato l’ira del gruppo squadra, specialmente dei calciatori sposati impauriti da possibili risvolti negativi nella vita privata. Da quel momento i vertici del calcio messicano hanno deciso di troncare i rapporti con il calciatore, che ha dunque concluso anzitempo la sua esperienza internazionale. Una decisione pesante, ma dovuta: la salute dello spogliatoio viene prima di ogni altro record.

INCONSISTENZA E RAMMARICO

Terminati i Mondiali, è ora di fare le dovute valutazioni su quanto dimostrato sul campo di gioco. La prima partita contro la Polonia ha visto un Messico propositivo, capace di creare varie situazioni interessanti davanti la porta difesa da Szczesny. La nazionale nordamericana ha avuto la possibilità di sbloccarsi soprattutto con VegaMartin, ma l’occasione più ghiotta dei 90 minuti capita ai polacchi: Hector Moreno atterra Lewandowski che otterrà l’assegnazione del penalty dopo un consulto arbitrale al Var. Il bomber del Barcellona prova dagli undici metri, ma viene ipnotizzato dal sempreverde Guillermo Ochoa alla sua quinta convocazione ai campionati mondiali. La palla non entra e non oltrepasserà la linea di porta per tutto il resto del match: un punto per parte, che lascia scontente entrambe le formazioni.

La seconda giornata vede lo scontro tra il Messico e quell’Argentina che, partita con il favore dei pronostici, è rovinosamente caduta sotto i colpi dell’Arabia Saudita nella gara inaugurale. Stavolta però l’undici di Lionel Scaloni non ripete il passo falso e, seppur con un po’ di sofferenza in alcuni momenti del match, riesce a portare a casa i tre punti. Per il Messico si fa estremamente dura: adesso non basteranno le proprie forze, ma sarà necessario dare un’occhiata su quel che accade sull’altro campo del gruppo C.

FINE DEI GIOCHI

L’ultima partita prevede infatti lo scontro tra la Polonia capolista e l’Argentina non ancora certa di qualificazione. Il Messico dovrà dunque confidare in un un trionfo polacco, che permetterebbe ai nordamericani – ovviamente in caso di vittoria – di volare al secondo posto. In caso di vittoria di Messi e compagni, ogni discorso sarebbe dipeso dalla differenza reti. Ma prima di fare ogni calcolo teorico possibile bisogna battere l’Arabia Saudita. Effettivamente il Messico crea tantissime occasioni, arrivando a calciare parecchie volte, ma tutto ciò non basterà.

L’Argentina batterà la Polonia assicurandosi il primato del girone, ma nonostante ciò ad andare avanti saranno proprio i polacchi in virtù di una migliore differenza reti. Ad un certo punto si è arrivati ad una parità paranormale nei dati di MessicoPolonia, che come da regolamento avrebbe portato alla verifica del numero dei cartellini accumulati dalle due compagini nelle tre gare della fase a gironi. Ma la rete di Al-Dossari al 95′ ha spazzato via questo ipotetico scenario e al contempo i sogni di gloria del Tricolor. In una partita in cui era chiamato a segnare il maggior numero di gol possibile, il Messico ha fallito miseramente. Il gol saudita in pieno recupero poi è stata la pietra tombale per le speranze messicane, ma è il perfetto emblema di quanto dimostrato a Qatar2022.

MARTINO AI SALUTI: ADESSO SARÀ RICOSTRUZIONE

Il ct Martino si farà carico della disfatta, assumendosi tutte le responsabilità del mancato passaggio del turno e rassegnando le dimissioni già durante la conferenza stampa post-gara. Le colpe non possono però essere interamente affibbiate all’allenatore, di certo co-responsabile ma non unica causa dell’uscita anticipata dai campionati mondiali.

Innanzitutto si poteva fare di più nel match contro la Polonia: esordire con una vittoria avrebbe causato una drastica virata delle chances di qualificazione in direzione messicana. La sconfitta contro l’Argentina potrebbe essere giustificata dalla differenza di valori delle due rose e dal fatto che al termine della competizione l’Albiceleste è salita sul tetto del mondo: non si potevano domandare i tre punti contro una sfidante così attrezata ed affiatata. Ma la vera disfatta è stata proprio nel match conclusivo contro l’Arabia Saudita. Contro una nazionale che seppur vittoriosa contro l’Argentina aveva una rosa di livello inferiore a quelle delle altre compagini del girone C, bisognava segnare il più possibile. Al netto delle tante conclusioni del Messico e dalla necessità di segnare il più possibile per allontanare la Polonia, appare inconcepibile aver trovato appena due reti, tra l’altro entrambe da calcio piazzato.

Adesso il Tricolor dovrà ricostruirsi, dovrà trovare le soluzioni adatte ad evitare analoghe disfatte in futuro: una nazionale come quella messicana, per la sua storia internazionale, se lo merita.

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Europa League

Le possibili avversarie della Roma in Europa League

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in foto: Pellegrini, Mancini, Paredes - Roma - Serie A - Europa League - Coppa Italia

LE POSSIBILI AVVERSARIE DELLA ROMA IN EUROPA LEAGUE – Dopo aver superato i play-off, è tempo di ottavi per la Roma. Dopo aver vinto, sudando fino ai rigori, per i giallorossi è tempo di resettare. La gioia della vittoria va subito messa da parte, per ritornare concentrati per il proseguo della stagione. L’obiettivo 4° posto in campionato e l’andare più avanti possibile in Europa League sono la base per un futuro roseo, magari proprio con De Rossi sulla panchina. La situazione della Roma non è stata però così felice in precedenza, con ancora Mourinho in panchina. Il girone, contro Slavia Praga, Servette e Sheriff, non vide i giallorossi vincere, arrivando al secondo posto, sotto i cechi, e costretti dunque ai playoff. Adesso è tempo di ottavi: di seguito vi riportiamo le possibili avversarie della Roma in Europa League.

LE POSSIBILI AVVERSARIE

Cammino fin qui abbordabile per la squadra di Daniele De Rossi, che adesso però avrà a che fare con avversarie ben più dure da affrontare. La possibilità migliore sarebbe quella di rivedere affrontare una recente conoscenza, lo Slavia Praga, già affrontato ai gironi, forse chance migliore per passare il turno. Di seguito vi riportiamo tutte le possibile avversarie dei giallorossi agli ottavi.

  • West Ham (Ing)
  • Brighton (Ing)
  • Glasgow Rangers (Sco)
  • Liverpool (Ing)
  • Villareal (Spa)
  • Bayer Leverkusen (Ger)
  • Slavia Praga (Cec)

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Europa League

Le possibili avversarie dell’Atalanta in Europa League

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in foto Zappacosta, Djimsiti, Pasalic, Ruggeri, Kolasinac - Serie A - UEFA Europa League - Coppa Italia

LE POSSIBILI AVVERSARIE DELL’ATALANTA IN EUROPA LEAGUE – Alle ore 12 verranno sorteggiati gli ottavi di Europa League. Per l’Atalanta, dopo un girone passato al primo posto senza troppi problemi, è l’ora di ritornare in campo. I play-off della competizione sono infatti terminati, con i bergamaschi che hanno saltato quest’ultimi grazie al primato nel proprio girone. In particolare, sono state 4 le vittorie e 2 i pareggi nell’Europa League 2023/24 dei nerazzurri, di fatto ancora imbattuti in questa competizione, con, inoltre, 12 gol fatti e solo 4 subiti in 6 partite. Cammino di tutto rispetto, che adesso entra nel vivo. I bergamaschi saranno sorteggiati nell’urna assieme alle altre vincitrice dei rispettivi gironi, e coloro che hanno superato i play-off. Di seguito, vi riportiamo le possibili avversarie dell’Atalanta in Europa League.

LE POSSIBILI AVVERSARIE

Dopo i gironi, in cui l’Atalanta ha affrontato Sporting Lisbona, Sturm Graz e Rakow, tra le possibili avversarie vi è una recente conoscenza. Tra le papabili potrebbe infatti tornare lo Sporting Lisbona, affrontati durante il girone. Di seguito vi riportiamo tutte le possibili avversarie dei bergamaschi:

  • Qarabag (Aze)
  • Friburgo (Ger)
  • Benfica (Por)
  • Marsiglia (Fra)
  • Sporting Lisbona (Por)
  • Sparta Praga (Cec)

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Europa League

Le possibili avversarie del Milan agli ottavi di Europa League

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Loftus-Cheek Milan-Rennes

POSSIBILI AVVERSARIE MILAN – Il Milan ha strappato la qualificazione per gli ottavi di finale di UEFA Europa League. In seguito al doppio confronto contro il Rennes, i rossoneri hanno ottenuto un risultato complessivo che ha permesso agli uomini di Pioli di battere i transalpini in occasione degli spareggi preliminari, grazie soprattutto alla messa in cassaforte del risultato in occasione del match d’andata. Il match di ritorno, disputatosi questa sera, si è trattato di una vera e propria formalità, in cui l’unico obbligo era correre meno rischi possibili in modo da non mettere in discussione il divario formatosi in precedenza.

Dunque, dopo la semi-fallimentare esperienza nel girone di Champions League, il Milan avrà l’opportunità di sognare la conquista dell’unico trofeo internazionale che manca nella bacheca rossonera. Si tratta di un grande paradosso, visto che, al contrario, i lombardi sono degli esperti sul tema trionfi in UCL.

LE POSSIBILI AVVERSARIE DEL MILAN AGLI OTTAVI DI EUROPA LEAGUE

Per il Milan saranno giorni d’attesa, in cui non sarà ancora possibile scoprire l’avversaria che li fronteggerà nella prossima fase della competizione. In attesa dei sorteggi, in programma domani, 23 febbraio, a Nyon, quel che vi è di certo è che il Diavolo affronterà una fra le compagini classificatesi in prima posizione nel proprio girone di EL. Fra le possibili avversarie, tuttavia, non saranno possibili accoppiamenti con l’Atalanta, a causa della regola che impedisce l’incrocio fra due formazioni appartenenti allo stesso campionato a questo punto del tabellone.

Pertanto, le palpabili squadre che potrebbero disputare il doppio confronto con i rossoneri sono: West HamBrightonGlasgow RangersLiverpoolVillarreal (prima classificata del girone del Rennes), Slavia Praga Bayern Leverkusen.

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Le curiosità sulla 26ª giornata di Serie A

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Tommaso Baldanzi, calciatore della Roma e della nazionale italiana (Italia). Romelu Lukaku, calciatore della Roma e del Belgio - Serie A, Europa League, Coppa Italia, EURO2024

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – Sta per cominciare la 26 giornata di Serie A, e come di consueto torna il nostro approfondimento sulle curiosità e le statistiche più interessanti del prossimo turno. Scopriamo le curiosità della 26ª giornata di Serie A.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – BOLOGNA-VERONA

Il Verona non ha perso nessuna delle ultime quattro sfide contro il Bologna in Serie A (2V, 2N), anche se, più in generale, ben cinque degli ultimi nove incroci tra queste due formazioni sono terminati in parità. Completano il parziale due successi a testa.
 
Il Bologna è imbattuto da cinque incontri interni consecutivi contro l’ Hellas Verona in Serie A (3V, 2N), anche se nei quattro più recenti ha realizzato appena un centro a partita. L’ultimo successo esterno dei gialloblù sui rossoblù nella competizione risale al 4 aprile 2016, un 1-0 firmato da Samir.
 
Il Verona ha vinto solo due delle sei gare giocate in Serie A di venerdì (4P), proprio nelle due occasioni in cui ha affrontato in questo giorno della settimana il Bologna: 2-1 sia il 21 gennaio 2022, che il 21 aprile 2023.
 
Il Bologna ha vinto ciascuna delle ultime quattro gare di campionato. L’ultima volta che ha registrato una serie più lunga di successi consecutivi in Serie A risale al maggio 1967 (6).

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – SASSUOLO-EMPOLI

L’Empoli ha perso ciascuna delle ultime due sfide di Serie A contro il Sassuolo, dopo che aveva vinto tre delle quattro precedenti (1P). In particolare, dopo il ko per 3-4 nella gara d’andata di questo campionato, i toscani potrebbero trovare la sconfitta in entrambe le gare stagionali nel torneo contro i neroverdi per la prima volta dal 2016/17.
 
Quella tra Empoli e Sassuolo è la sfida che si è verificata più volte nella storia della Serie A senza mai vedere un pareggio. In 13 precedenti sono otto i successi per i neroverdi contro cinque a favore degli azzurri.
 
L’Empoli ha perso solo due delle ultime sette trasferte di Serie A (2V, 3N) e in particolare ha vinto la più recente, contro la Salernitana. L’ultima volta in cui i toscani hanno trovato il successo in due gare esterne di fila nella competizione risale a ottobre 2021.
 
Nessuna squadra ha ottenuto meno punti in Serie A rispetto al Sassuolo da inizio dicembre ad oggi: appena cinque (come Frosinone e Salernitana). Tuttavia, considerando solo gli incontri casalinghi, i neroverdi hanno evitato la sconfitta in quattro delle ultime sei gare di campionato (1V, 3N).

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – SALERNITANA-MONZA

Il Monza ha vinto ben quattro delle ultime cinque gare di campionato contro la Salernitana (1P) e in ognuno di questi successi ha realizzato esattamente tre reti. Tuttavia, il successo dei granata in questo parziale è arrivato proprio nell’unica gara esterna disputata dai brianzoli in Serie A contro i campani.
 
Il Monza ha vinto contro la Salernitana sia in Serie A, in Serie B che in Serie C. In particolare, con un successo, quella campana può diventare la prima avversaria contro cui i brianzoli registrano almeno tre vittorie sia nel massimo campionato che in cadetteria.
 
La Salernitana non ha vinto nessuna delle ultime sei gare casalinghe di campionato (1N, 5P) e nel parziale ha subito sempre almeno due reti. Nella sua storia nella Serie A, non ha mai incassato più di una rete in più incontri consecutivi in casa.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – GENOA-UDINESE

L’Udinese è rimasta imbattuta nelle ultime 13 gare contro il Genoa nel massimo campionato (6V, 7N). Si tratta della striscia di imbattibilità più lunga in assoluto per i friulani contro una singola avversaria in Serie A.
 
Il Genoa non ha vinto nessuna delle ultime 13 sfide di Serie A contro l’Udinese (7N, 6P), pareggiando tutte le quattro più recenti. L’ultima serie più lunga di incontri consecutivi per il Grifone senza trovare il successo è stata contro la Roma, tra il 2014 e il 2022 (16). Non pareggia cinque gare di fila contro una singola avversaria nella dal 1990, contro la Fiorentina.
 
L’Udinese non ha vinto nessuna delle ultime cinque trasferte giocate in Serie A contro avversarie nel lato destro della classifica a inizio giornata (3N, 2P). L’ultimo successo fuori casa contro queste squadre risale all’11 marzo 2023, 1-0 contro l’Empoli, grazie a una rete di Rodrigo Becão.
 
Il Genoa ha perso solo una delle ultime 10 gare di campionato (3V, 6N). Si tratta dell’1-4 contro l’Atalanta lo scorso 11 febbraio.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – JUVENTUS-FROSINONE

Il Frosinone ha perso tutte le nove gare di Serie A giocate contro avversarie presenti nelle prime due posizioni in classifica a inizio giornata di campionato, con un punteggio aggregato di 25-1.
 
Dopo una serie di cinque successi consecutivi, la Juventus non ha vinto nessuna delle ultime quattro gare di campionato (2N, 2P). Solo una volta i bianconeri hanno giocato cinque partite di fila in Serie A senza trovare alcun successo negli ultimi 14 anni: tra aprile e maggio 2019, a Scudetto già vinto.
 
Il Frosinone ha ottenuto 23 punti in questo campionato (6V, 5N, 14P), due in meno rispetto a tutta la sua precedente stagione giocata in Serie A (25 nel 2018/19). Tuttavia, da inizio dicembre, quella ciociara è la formazione che ha perso più partite (9) e quella che ha incassato più reti (31).
 
La Juventus ha subito 7 reti su 17 con tiri da fuori area quest’anno: il 41% del totale, la percentuale più alta nel torneo in corso. Dall’altro lato, due degli ultimi sei gol del Frosinone nella competizione sono arrivati proprio dalla distanza, entrambi su calcio di punizione diretto.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – CAGLIARI-NAPOLI

Il Napoli conta 29 punti in meno rispetto allo stesso punto dello scorso campionato. Nessuna squadra campione in carica aveva mai avuto una tale differenza negativa dopo 24 gare giocate rispetto alla stagione precedente nella storia della Serie A a girone unico. Il record apparteneva al Milan 1957/58 (-26 punti, contando 3 punti a vittoria da sempre).
 
Cagliari e Napoli hanno entrambe segnato solo un gol nei primi 15 minuti di gioco in questa Serie A, record negativo al pari del Monza.
 
Il Cagliari ha guadagnato 11 punti da situazione di svantaggio. Solo il Bologna e lo stesso Napoli (12) hanno fatto meglio in questo campionato.
 
Francesco Calzona è il terzo allenatore a guidare il Napoli nel 2023/24. La squadra partenopea non aveva tre diversi tecnici nella stessa stagione dal 1997/98, quando si alternarono sulla panchina Bortolo Mutti, Carlo Mazzone, Giovanni Galeone e Vincenzo Montefusco. Inoltre non era mai successo che tre allenatori diversi sedessero sulla panchina della squadra campione in carica in Serie A in una singola stagione.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – LECCE-INTER

Il Lecce è rimasto imbattuto in tre delle ultime quattro gare casalinghe contro l’Inter in Serie A (1V, 2N), anche se la sconfitta è arrivata nell’ultimo incrocio al Via del Mare, perso le 2-1 nella prima giornata dello scorso campionato.

L’Inter ha vinto le ultime due partite in Serie A segnando quattro reti. I nerazzurri non realizzano almeno quattro gol per tre match di fila in campionato da gennaio 1972. Inoltre non lo fanno abbinando la vittoria dal periodo tra settembre e ottobre 1947 (in quel caso successi contro Alessandria, Sampdoria e Juventus).
 
L’Inter vanta 63 punti in classifica, con soli 12 gol subiti e 15 clean sheet. Dopo 24 gare giocate in una stagione di Serie A, solo nel 2006/07 ha raccolto più punti (66), mentre l’unica annata migliore sia sotto l’aspetto delle reti incassate che dei clean sheet è stata la 1988/89 (rispettivamente 11 e 16).
 
L’Inter ha trovato la rete per 19 trasferta di fila in Serie A (come era già successo solo tra febbraio e dicembre 2021) e nella sua storia non è mai arrivata a 20 gare fuori casa consecutive a segno nella competizione.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – MILAN-ATALANTA

L’Atalanta ha vinto tre delle ultime nove sfide contro il Milan in Serie A (2N, 4P), inclusa la gara di andata (3-2). Durante la gestione di Stefano Pioli, solo l’Inter (quattro) ha battuto più volte i rossoneri rispetto alla Dea nella competizione.
Il Milan ha perso la gara di andata contro l’Atalanta (3-2). Non perde entrambe le sfide stagionali contro la Dea in Serie A dal 2007/08.
 
Il Milan ha vinto le ultime due gare casalinghe contro l’Atalanta in Serie A, senza subire gol, e solo una volta ha ottenuto tre successi in casa di fila contro i bergamaschi con annessi clean sheet sotto la guida dello stesso allenatore, riuscendoci tra il 1992 e il 1995 con Fabio Capello.
 
Nonostante la sconfitta nell’ultimo turno, il Milan ha conquistato almeno 52 punti dopo 25 gare giocate per la terza volta nelle ultime quattro stagioni. Tante volte quante nelle precedenti 16 partecipazioni dei rossoneri al torneo dopo altrettante partite disputate.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – ROMA-TORINO

La Roma ha segnato almeno due reti in ciascuna delle cinque gare di campionato con Daniele De Rossi in panchina. Un solo allenatore nella storia della Serie A ci era riuscito: Rudi Garcia nel 2013 (8/8 nel suo caso).
 
Il Torino è una delle tre squadre (al pari di Inter e Atalanta) a non avere perso alcuna partita di campionato nel 2024 (3V, 3P). Nel nuovo millennio, soltanto una volta la squadra piemontese è rimasta imbattuta nelle prime sette sfide di un anno solare in Serie A. Successe nel 2015, con Giampiero Ventura, quando la sconfitta arrivò alla 10ª gara, sul campo del’Udinese (3-2).
 
Il Torino ha collezionato 12 clean sheet in questo campionato (al pari della Juventus e meno soltanto dell’Inter, a quota 15). L’ultima volta in cui la squadra granata ha tenuto più volte la porta inviolata dopo le prime 25 sfide giocate di un campionato di Serie A risale al 1991/92. In quell’occasione, furono 14 le gare senza subire gol.

LE CURIOSITÀ SULLA 26ª GIORNATA DI SERIE A – FIORENTINA-LAZIO

Nessuna squadra conta tanti marcatori diversi in questo campionato quanti può vantarne la Fiorentina (15).

La Lazio è la squadra che ha segnato meno gol di testa in questo campionato. La compagine biancoceleste è a quota uno, realizzato da Valentín Castellanos contro il Frosinone. Nei cinque maggiori tornei europei in corso, solo il Rayo Vallecano ha fatto peggio dei biancocelesti con questo fondamentale (0).

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