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Pagelle Napoli-Lazio: Lorenzo è magnifico, Leiva indecente

Al “Diego Armando Maradona” di Napoli, andava di scena un autentico spareggio per la Champions League: da un lato il Napoli, dall’altro la Lazio. Finisce 5-2 per i partenopei: Lorenzo (Insigne) è magnifico e sigla una doppietta. A completare la festa napoletana ci pensano Politano, Mertens e Osimhen. I biancocelesti, la cui prestazione grigia è caratterizzata da un Leiva indecente, vanno a segno con un volitivo Immobile e la gemma di Milinkovic-Savic.

Di seguito le pagelle di Napoli-Lazio, match che ci dice come i primi siano molto più vicini alla zona Champions rispetto ai secondi:

NAPOLI

Meret 6: Le pagelle di Napoli-Lazio cominciano con il prendere in esame un portiere praticamente inoperoso. Non è costretto ad alcun intervento straordinario, nemmeno quando Correa decide di sferrare il sinistro, che fa fare toc al suo palo. Poi Milinkovic gli ricorda che di mestiere fa il portiere sia nel bene, sia nel male: prima con un grande riflesso, tra l’altro, inutile, visto che il serbo era in fuorigioco. Quindi, quando gli tocca entrare con la sfera nella propria porta. Responsabilità zero per lui, però.

Di Lorenzo 6: 90 minuti più dediti alla spinta che alla preoccupazione rispetto a ciò che non deve accadere alle proprie spalle; una delle due realizzazioni ospiti è frutto di una sua disattenzione. Una diagonale sbagliata spiana la strada al 17° centro in campionato di Immobile. Sul quale, in seguito, si arrangia in maniera efficace a due passi da Meret. Attento il giusto.

Manolas 7: Un Manolas da battaglia. L’Oscar dell’uomo più picchiato del turno infrasettimanale di Serie A se lo porta a casa lui; sono botte ben accette, però. Perché, al 3° del primo tempo, procura il rigore trasformato da Insigne. Al 2° della ripresa si immola in estirada su Immobile, che, con l’intento di calciare in porta a botta sicura, prende solo il 44. Rrahmani: (71′): s.v.

Koulibaly 6: del duo centrale partenopeo impressiona di meno. Tutto sommato regge bene l’urto degli attacchi romani, facendoli risultare sterili.

Hysaj 6: ordinaria amministrazione.  

Fabián Ruiz-Bakayoko 7: per la prima volta nell’annata sono dominanti. Lo spagnolo imperversa centralmente con quantità e qualità. L’ivoriano si prende il reparto affidandosi ai muscoli. Un equilibrio perfetto. Lobotka (89′): s.v. 

Politano 7,5: Napoli-Lazio si decide nei primissimi attimi della partita. E gran parte del merito è suo. Ogni volta che deve puntare il suo diretto avversario, riesce sempre a saltarlo e a vedere il bersaglio grosso. È una spina nel fianco costante e maledettamente pungente. Come quando gonfia la rete di Reina al 12°. Lozano (71′) 7: non fa rimpiangere chi gli lascia il testimone. Subentra in contemporanea ad Osimhen e con quest’ultimo instaura la cooperativa del definitivo pokerissimo.

Zielinski 7,5: è la testimonianza più fedele del calcio di Gattuso: una mezz’ala dai grandi polmoni, di grande generosità e di grande intelligenza tattica sia nel contenere, che nell’offendere. Tutte qualità che gli consentono di fungere da elastico tra la sua zolla di campo e il settore di destra. Tale chiave riproduce una quaterna, a cui contribuisce con un assist. Elmas (82′): s.v.  

Insigne 8: Lorenzo è magnifico. Le speranze di centrare L’El Dorado europeo della Champions passano dal suo sinistro caldo e letale. Prima spiazza Reina dagli 11 metri, poi dipinge una conclusione a giro. Ah, nel mezzo si mette a fare anche il primo regista della formazione di Gattuso. Il fendente, a cercare Mertens, permette ai campani di tessere la tela, nella quale la Lazio cade per la seconda volta.

Mertens 7: Insigne è il primo regista della compagine vesuviana. Lui è il secondo. Insigne inventa, lui rifinisce. E segna. Il piattone, con cui infilza Reina per il poker, è il coronamento di un ottimo match. Osimhen (72′) 7: in questo momento nelle gerarchie è dietro  rispetto a Mertens, ma il 5-2, da lui griffato, è un messaggio in cui convogliano determinazione e fatti. Importanti per il finale di stagione.

Gattuso 7,5: Chiamatelo pure stratega. Il suo Napoli vince, convince e sta bene. Una sintesi perfetta che non muta nemmeno quando cambiano i fattori. Questa valutazione va a premiare il suo lavoro e quello del suo gruppo. E fa calare il sipario sulle pagelle di Napoli-Lazio, sponda Napoli.

LAZIO

Reina 5: Cambiano direzione le pagelle di Napoli-Lazio. E mettono sotto accusa lo spagnolo. È l’insolito prototipo dell’ex senza rancore e dal cuore d’oro. Il più esperto della truppa di Inzaghi commette leggerezze da principiante: 5 goal sul groppone fanno male. Fa più male essere consapevole che la corsa alla Champions League dei laziali potrebbe compromettersi per il grave errore commesso in occasione del 2-0.

Marusic-Acerbi-Radu 4,5: un disastro. Non è tutta colpa loro, ma sono dei difensori e 3 dei 5 squilli napoletani sono attribuibili a tale trittico. In raddoppio di marcatura con Fares, Radu fa passare il rasoterra non troppo angolato di Politano; mentre Acerbi e Marusic, che non ci pensano nemmeno ad essere da meno al proprio collega, decidono di confezionare la cinquina partenopea così: il primo con un errore in fase di impostazione, il secondo con un’errata diagonale su Osimhen. E pensare che questi sono i migliori…

Lazzari 6: non è un motorino. É una MotoGp, quando al 4° brucia Hysaj sullo scatto, creando i presupposti per un rigore non assegnato ai suoi. Peccato che a rovinare il possibile vantaggio biancoceleste ci pensa… la Lazio stessa ad inizio del capovolgimento di fronte. Con il passare del tempo, però, si spegne, ma non a causa sua.

Milinkovic-Savic 6,5: Se la Lazio non può beneficiare di un penalty a proprio favore, il demerito è del 21, scomposto nell’intervenire a gamba alta su Manolas in piena area di rigore. L’episodio, però, non lo scompone più di tanto e, approfittando della scarsa verve costruttiva dei propri compagni di reparto, costituisce l’anello di congiunzione tra metà campo e attacco: è un duello di forza vinto contro Koulibaly che gli permette di trainare lo sfortunato rimorchio di Correa. Stupenda l’esecuzione su calcio piazzato. Un grandissimo gesto tecnico. Akpa-Akpro (83′): s.v.  

Leiva 4: Il peggiore di queste pagelle relative a Napoli-Lazio. Leiva indecente. I capitolini giocano con un uomo in meno a centrocampo. La “lavatrice” di Inzaghi diventa l’autostrada senza limiti di velocità per Fabián Ruiz. E il ghiaccio grazie al quale Insigne serra la fila con il momentaneo 3-0. Cataldi (58′) 6,5: gioca poco più di una mezz’ora, donando alla zona nevralgica biancoceleste quel brio, mancato nell’ora precedente.

Luis Alberto 5: la sua personalissima gita a Fuorigrotta comincia in sordina. Inizialmente patisce il forcing del Napoli. Quando il risultato è in bilico, Bakayoko lo sovrasta fisicamente e atleticamente. E, come se non bastasse, non riesce mai a creare la giusta ampiezza per evitare le scorribande di Di Lorenzo. Si fa notare in zone più nobili del campo, ma non incide per via della sua poca intraprendenza e della sua poca reattività di pensiero. Andreas Pereira (64′) 6,5: tocca un pallone fondamentalmente. È quello che propizia la prima delle due sinfonie dello spartito degli aquilotti.

Fares 4,5: Fares è spento e impacciato. Arrivato dalla Spal per ripetere la traiettoria ferrarese, si sta rivelando un flop. La notte del “Diego Armando Maradona” lo rivela ampiamente: la corsia da coprire lo mette di fronte a un cliente difficile come Politano, ma gli fa fare quello che vuole. Come creare in collaborazione con Radu un corridoio utile a far cominciare la festa per il raddoppio napoletano. Inesistente in fase di transazione attiva. Lulic (65′): s.v.

Correa 5,5: palo a parte, purtroppo è costretto ad una partita in cui gira al largo… e si sa che se non accentri il tuo raggio d’azione, la porta è difficile beccarla.

Immobile 6,5: nel grigiore espresso dagli aquilotti, il capitano è l’unico che non si dà per vinto. Purtroppo per lui, predica in solitaria nel deserto. Quello stesso deserto che lo premia in occasione del 4-1, quando si premia con una gioia più utile a livello statistico che per gli interessi di gruppo. Muriqi (83′): s.v.

Inzaghi 4,5: è il voto che merita di chiudere le pagelle di Napoli-Lazio, sponda Lazio. Complessivamente non si può dire che la sua Lazio sia superiore ai singoli del Napoli. Si può dire altrettanto che un allenatore ci può mettere del suo per cercare di bilanciare: a dire la verità, non lo fa. Anzi gli riesce il contrario: sbilancia ancor di più la situazione, schierando un centrocampo stanco e privo di idee.

Fonte foto copertina: profilo Twitter @SoyCalcio_

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