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Porto-Inter 0-0, le pagelle: Darmian monumentale, Porto con tanta grinta ma poche idee

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Porto-Inter 0-0, le pagelle: Darmian monumentale, Porto con tanta grinta ma poche idee

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Taremi Milan

PORTO-INTER 0-0, LE PAGELLE – L’Inter passa ai quarti di finale di Champions League pareggiando in Portogallo contro il Porto, in virtù della vittoria di San Siro. Primo quarto d’ora favorevole almeno sul piano dell’approccio ai portoghesi, che come da pronostico aggrediscono la partita cercando di tenere il pallino del gioco e di recuperare il pallone il prima possibile quando è tra i piedi dei nerazzurri. Il resto del primo tempo è più equilibrato con l’Inter che prova a sfruttare qualche ripartenza negli spazi lasciati dal Porto riversato in avanti alla ricerca del gol che riaprirebbe la partita. Il secondo tempo comincia seguendo il canovaccio del primo, con il Porto che aggredisce e l’Inter che agisce in contropiede. Finale da brividi con il Porto che colpisce un palo, una traversa e si vede negare il gol da Dumfries in pieno recupero. Dopo il Milan, anche l’Inter entra nelle migliori otto squadre d’Europa.

LE PAGELLE DEL PORTO

Diogo Costa 6: regista aggiunto alla manovra del Porto, sempre molto preciso in impostazione sia sul corto che sul lungo quando cerca Salisu alla propria sinistra, pronto anche appena chiamato in causa su Dzeko in diagonale.

Pepê 6: gioca fuori ruolo per l’infortunio del suo quasi omonimo Pepe ma solo sulla carta, perché quando il Porto è in possesso rimane altissimo e molto largo per offrire una soluzione ai suoi compagni; paga il posizionamento così spregiudicato quando Dimarco trova campo per poter avanzare ma per sua fortuna da quella parte i nerazzurri non creano presupposti troppo pericolosi. Viene espulso nel finale per doppia ammonizione.

Fábio Cardoso 6.5: annulla Lautaro per quasi tutto il primo tempo, almeno fino a che il Toro si sveglia; molto preciso e puntuale quando chiamato in causa.

Marcano 6: il suo compito è uno ed è preciso, ovvero non consentire a Dzeko di avere vita facile negli scontri aerei: missione compiuta, tanto che nel finale di primo tempo, per avere un po’ più di libertà, il bosniaco si sposta dal lato dove non agisce l’ex Roma.

Zaidu 6.5: stravince il duello dalla sua parte di campo contro Dumfries che non è per niente in giornata, anche se da quella parte rimanendo alto concede qualche spazio in ripartenza all’Inter. (dall’85’ Wendell s.v.)

Grujic 5: il regista dei portoghesi sparisce un po’ nella battaglia totale del centrocampo, lui che fa della qualità il proprio punto forte viene penalizzato dal tipo di partita.

Uribe 5.5: pronti via spaventa l’Inter con un super tiro che mette i brividi ad Onana, poi come Grujic non riesce a trovare spazio nella zona centrale del campo. (dall’85’ Namaso s.v.)

Eustáquio 5: qualche sprazzo di qualità ma poca concretezza, per fortuna dell’Inter. (dal 71′ André Franco 5: porta davvero poco ai suoi, toccando forse un paio di palloni)

Galeno 6.5: un fulmine quando prende velocità, porta molta apprensione nella retroguardia dell’Inter anche se le preoccupazioni che crea non vengono poi trasformate in pericoli reali, anche grazie ad un super intervento in chiusura di Darmian al 65′, ma il suo coefficente di pericolosità è sempre molto alto.

Taremi 6: il centravanti iraniano deve svolgere una partita tutt’altro che semplice contro i difensori dell’Inter, ma riesce a rendersi utile comunque venendo incontro per legare la manovra dei suoi svolgendo la funzione di innesco più che di finalizzatore.

Evanilson 5.5: sembrava dovesse uscire ad inizio partita ma rimane in campo e si vede negare da Dimarco il gol che avrebbe potuto riaprire i giochi, anche se probabilmente il suo tiro dopo un’azione di tecnica ad alta frequenza dei suoi compagni sarebbe finito fuori; per il resto mette in mostra poco altro. (dal 71′ Toni Martinez 5: come Franco, non porta nulla di costruttivo per i suoi compagni anche se cerca l’eurogol in rovesciata in pieno recupero)

All. Conceição 5: l’approccio dei suoi è quello giusto, ma per fortuna dell’Inter in avanti il Porto ha bisogno di altro per rendersi davvero pericoloso, tanto che gli unici tiri verso la porta di Onana arrivano dopo situazioni quasi casuali; si affida a invenzioni individuali più che a manovre ragionate e costruite, non andando mai davvero vicino alla qualificazione ai quarti.

LE PAGELLE DELL’INTER

Onana 7.5: sfiora sul tiro pericolosissimo di Uribe ad inizio partita mandandolo definitivamente in calcio d’angolo, ed evita così un avvio in salita per i suoi; sulle successive palle alte si fa trovare pronto a respingere trasmettendo sicurezza al reparto arretrato, blocca a terra un paio di conclusioni dal limite e raffredda i giri del motore del match. Spegne le speranze del Porto mandando sul palo un colpo di testa al quarto minuto di recupero, e una grossa fetta di qualificazione è nei suoi guantoni.

Darmian 7: parte un po’ con il freno a mano tirato sbagliando qualche pallone di troppo, poi sembra sciogliersi ma è costretto ad azzoppare la propria partita per farsi ammonire dopo un fallo tattico per un errore banale di Barella; nel secondo tempo porta un cuore che vale per dieci, anche se stravolto dai crampi e trasmette ai suoi compagni la voglia e la compattezza di cui l’Inter ha bisogno. (dall’80’ Skriniar s.v.)

Acerbi 6.5: guida con ordine il reparto arretrato di Inzaghi e specie nel secondo tempo sale in cattedra e si rende autore di più di una grande chiusura difensiva.

Bastoni 6.5: molto sollecitato nel primo quarto d’ora di partita, si fa trovare sempre presente e amministra con ordine la sua zona. (dal 74′ De Vrij 6: entra per spegnere i bollenti spiriti nel finale di partita, e quando bisogna sparare il pallone fuori dallo stadio lo fa senza troppi fronzoli)

Dumfries 6: quando i suoi compagni sono già in partita lui è con la testa ancora negli spogliatoi, sbagliando un controllo elementare facendosi fischiare un controfallo per una rimessa laterale battuta troppo avanti rispetto al punto di battuta; per tutta la partita è impreciso quando ha palla e arriva in ritardo quando deve contrastare, nettamente il peggiore dei suoi, ma merita la sufficienza per un salvataggio sulla linea in pieno recupero.

Barella 5.5: porta la sua fisicità in una partita maschia contro i centrocampisti del Porto e fa bella figura, oggi serviva molta più quantità che qualità in quella fascia di campo ma costringe Darmian a spendere il giallo dopo un passaggio in orizzontale da censura; troppi palloni persi in modo banale e troppi rischi corsi in modo inutile in zone pericolose, tanto che Acerbi lo riprende platealmente a inizio secondo tempo. (dall’80’ Brozovic s.v.)

Calhanoglu 6.5: assieme a Mkhitaryan è lui a portare qualità nelle trame di gioco, si rende protagonista anche di un paio di entrate decise ma pulite che stroncano qualche potenziale azione pericolosa del Porto.

Mkhitaryan 7: parte bene con un paio di palloni interessanti, poi per circa un quarto d’ora sparisce prima di salire in cattedra di nuovo e tornare a far girare il pallone con qualità; palleggia, costruisce, fa interdizione, fa tutto e lo fa bene.

Dimarco 6: spinge bene sulla sinistra sfruttando la posizione alta di Pepê, ma i cross non sono precisi come al solito; salva in spaccata su un tiro di Evanilson dopo un’azione da Playstation del Porto che poteva costare carissimo e giustamente esulta come se avesse segnato. (dal 70′ D’Ambrosio 6.5: prende due o tre falli di importanza capitale per i nerazzurri, che servono a smorzare gli entusiasmi nel finale di partita del Porto, utilissimo)

Dzeko 6.5: lotta tra pesi massimi con Marcano che finisce in parità, fa molto lavoro sporco per cercare di alzare il baricentro dei nerazzurri ma le idee offensive dell’Inter sono un po’ spente questa sera. (dal 70′ Lukaku 6.5: entra con uno scopo ben preciso, ossia quello di alzare il baricentro dell’Inter che stava subendo un po’ troppo e fa bene quello che deve)

Lautaro 6: primo tempo da fantasma, per i primi quaranta minuti tocca forse un paio di palloni, ma poco prima di rientrare negli spogliatoi tira fuori la classe di cui dispone e crea più di un grattacapo ai difensori del Porto; nel secondo tempo ha poche occasioni e non riesce a rendersi utile ai suoi.

All. Inzaghi 6.5: dopo la sconfitta con lo Spezia, la partita di questa sera è di difficoltà aumentata; il primo pensiero è non prendere gol, per sfruttare gli spazi in ripartenza lasciati dal Porto. Poteva essere fatto qualcosa in più in attacco, ma la serata di Lautaro non è delle migliori e il potenziale offensivo dell’Inter ne risente enormemente. Ma la sua squadra è ai quarti di finale di Champions League, ed è solo questo che conta.

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La Serie A vola nel ranking UEFA: staccata la Bundesliga di 1000 punti

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Le squadre italiane continuano il loro percorso nelle competizioni europee e fanno guadagnare punti alla Serie A nel Ranking UEFA. Nella serata di ieri, sia il Milan che la Roma si sono qualificate per gli ottavi di finale di Europa League, battendo rispettivamente Rennes e Feyenoord. Entrambi sono stati match sofferti: i rossoneri, forti del 3 a 0 all’andata, passano nonostante la sconfitta per 3 a 2. I giallorossi, invece, dopo aver replicato l’1 a 1 della gara di andata hanno raggiunto gli ottavi solo ai calci di rigore.

IL RECAP SUI VARI PAESI

Mentre succedeva tutto questo, la Spagna perdeva una squadra: il Betis Siviglia è stato eliminato dalla Conference League per mano della Dinamo Zagabria. Stessa cosa per la Germania, la quale ha perso l’Eintracht Francoforte, uscito sconfitto dal doppio confronto con l’Union Saint-Gilloise. Discorso ancora peggiore per la Francia, con 3 squadre eliminate dall’Europa League: Rennes, Lens e Tolosa.

L’IMPORTANZA DEL RANKING UEFA

Fare un buon cammino europeo avrà, soprattutto quest’anno, conseguenze importanti per le prossima stagione: la Champions League, infatti, avrà enormi novità. Non ci sarà più la fase a gironi, si passerà da 32 a 36 squadre nel turno principale e la qualificazione alla competizione non arriverà solo tramite il piazzamento nel proprio campionato. Due squadre si qualificheranno in base all’andamento di questa stagione delle varie nazioni.

Il Ranking UEFA, insomma, guadagna importanza. L’Italia guadagna ancora terreno ed è in testa, motivo per il quale la Serie A, ad oggi, manderebbe 5 squadre in Champions.

IL RANKING UEFA AGGIORNATO

1. Italia 15.571 (7 squadre partecipanti su 7)
2. Germania 14.500 (5 squadre partecipanti su 7)
3. Inghilterra 13.875 (6 squadre partecipanti su 8)
4. Spagna 13.187 (5 squadre partecipanti su 8)
5. Francia 13.250 (3 squadre partecipanti su 6)

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“Milan serve di più” – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi internazionali per la giornata di oggi.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

CORRIERE DELLO SPORT

TUTTOSPORT

L’EQUIPE

SUN

MIRROR SPORT

DAILY EXPRESS SPORT

MARCA

SUPERDEPORTE

SPORT

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Il record di Luis Alberto, Dani Alves in carcere – La Rassegna Social del Diez

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Punto d’informazione, di impressioni e passioni condivise, i social network oggi più che mai raccontano le emozioni dei tifosi. Numero Diez vi presenta la rassegna dedicata ai più importanti messaggi della giornata di ieri.

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Roma – Feyenoord 5-3 d.c.r, le pagelle: la Roma agli ottavi di Europa League!

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in foto: Pellegrini, Mancini, Paredes - Roma - Serie A - Europa League - Coppa Italia

Stessa storia, stesso posto, stesso risultato. La Roma vince il suo terzo scontro ravvicinato con gli olandesi del Feyenoord e stacca il pass per gli ottavi di finale della Uefa Europa League. Protagonista assoluto del match Mile Svilar, autore di due parate fondamentali nella lotteria dei calci di rigore.

Ecco le pagelle del match offerte da Numero Diez direttamente dalla tribuna stampa dello Stadio Olimpico.

LE PAGELLE DELLA ROMA

Svilar 9: Mile Svilar, l’uomo ragno giallorosso. Il capello educato e lo sguardo furbo non sono le uniche cose che lo accomunano all’eroe Marvel: il serbo nella lotteria finale tira fuori dei riflessi istantanei da vero Spider Man che salvano la Roma e consentono il passaggio del turno. Dopo due anni passati in panchina, all’ombra di un altro, il serbo coglie al volo l’occasione di emergere e si prende il palcoscenico nella serata più importante. CARPE DIEM.

Karsdorp 6: Alterna buone giocate a leggerezze evitabili, sul bilancio generale le due direzioni si annullano. CHIAROSCURO. (dal 66’ Celik 5.5: confuso e affaticato, non un ingresso felice).

Mancini 7: Leader. Sbaglia poco o nulla e garantisce una copertura attenta ed efficace fino all’ultimo minuto. Il passaggio del turno porta scritta la sua firma a caratteri cubitali. IMPONENTE.

Llorente 6: Bravo a coadiuvare il compagno di reparto nella marcatura dell’unico centravanti ospite, chiude bene gli spazi quando Mancini tenta l’anticipo. Lo scontro che lo costringe ad uscire in  barella dal campo è davvero inquietante, la speranza è che non sia nulla di grave. (Dall’84’ Ndicka 6: entra in un momento delicato del match e non fa rimpiangere il predecessore. ATTENTO).

Spinazzola 6.5: De Rossi, almeno fino ad ora, non sta sbagliando una singola scelta di formazione. L’esterno italiano, lanciato titolare dal 1’, spinge e convince. Geertruida non regge il confronto di cilindrata e arranca spesso, i cross che partono dalla sua fascia sono davvero tanti. L’avversario, l’atmosfera, chissà: oggi in campo sembrava di vedere lo Spinazzola dei tempi di Tirana. RITROVATO. (Dal 106’ Angelino sv)

Cristante 5: Nel centrocampo della Roma è quello che gioca peggio. Troppe imprecisioni e letture sbagliate nella scelta dei filtranti, fornisce un buon apporto solo in fase di non possesso. A METÀ.

Paredes 6.5: La cura De Rossi non smette di funzionare, il paziente mostra continui segni di miglioramento. Sempre ben posizionato, serafico gestisce la manovra ed elargisce sventagliate ben calibrate: il ‘nuovo’ Leandro non è un fuoco di paglia. COMPASSO.

Pellegrini 7: Nella burrasca, quando la nave vacilla, è nel capitano che sono riposte le speranze e la fiducia della ciurma. Il gol di Gimenez fa calare un’atmosfera spettrale all’Olimpico, lui raddrizza il timone: l tiro è un raggio di luce che schiarisce le anime e le idee della squadra giallorossa, una perla assoluta. APRITI CIELO. (Dal 70’ Aouar 6: questo Houssem può dire la sua nella Roma. Ottimo ingresso in campo. BENE).

Dybala 6.5: Ha voglia di incidere, si vede. Si giostra bene sulla trequarti e traghetta la sfera da un lato all’altro del campo, offre una qualità calcistica che non ha eguali tra i 22 in campo. Abbandona il prato verde solo al 100’, quando le sue gambe non rispondono più. (Dal 101’ Baldanzi sv)

Lukaku 5: È il grande assente della notte europea giallorossa. Il 4-3-3 scelto da De Rossi attira su di lui tutte le attenzioni dei centrali difensivi avversari, vero, ma un grande attaccante come lui ha il compito di fare meglio. Il suo primo tiro in porta arriva al 120’, quando Wellenreuther si supera con una parata in allungo e nega al belga una rete davvero importante. L’errore dal dischetto poteva costare tanto, troppo a lui e alla squadra. INESPLOSO.

El Shaarawy 6: Garantisce corsa e qualità all’attacco della Roma, la buona reazione dei padroni di casa dopo lo svantaggio incassato lo vede tra i protagonisti. Confeziona l’assist per Pellegrini e spinge sul gas per tutta la durata dei 90’. A RITMO. (Dal 91’ Zalewski 6: entra in campo e sbaglia lo sbagliabile, poi il rigore. Una respiro, due passi e l’esplosione di gioia: il ragazzo sta vivendo un momento particolare, la pressione su di lui è molta, gli serviva invertire la rotta per tornare a giocare in maniera spensierata. DECISIVO).

All. De Rossi 7: La Roma passa il turno. Dopo 90 minuti di tensione in cui la sua famosa vena rischia di esondare, ecco l’urlo di gioia finale. Con grinta e carattere i giallorossi staccano il pass per gli ottavi di finale e mantengono vivo l’obiettivo stagionale. DDR.

LE PAGELLE DEL FEYENOORD

Wellenreuther 7: Il portiere che tante belle cose aveva mostrato nel match di andata ha replicato: sicuro nelle uscite e ordinario nel resto. Non si perde in errori e salva su Lukaku nel finale. OTTIMO

Geertruida 5: Cade succube di uno Spinazzola ispirato. Vive da ammonito buona parte della gara, quando è puntato sembra correre sul sapone. INSUFFICIENTE

Beelen 6.5: Duro e spigoloso, si stampa a colori su Lukaku e cerca in ogni modo di arginare le sue mosse. Non è sicuramente il giocatore più elegante in campo ma il suo compito lo svolge attentamente. MEGLIO L’OMONIMA.

Hancko 5: Slot gli affida la guida della linea difensiva, nel complesso non disputa una brutta gara.L’errore dal dischetto pesa come un macigno. ONESTO.

Hartman 6: Nel primo tempo Dybala gli provoca un’acuta labirintite, poi aggiusta il tiro nella ripresa scegliendo una strategia molto più difensiva. ANNEBBIATO.

Wieffer 5: Il centrocampo è il reparto più deficitario dell’organico di Rotterdam. Nel primo tempo non tocca la palla, poi i ritmi calano e il centrale emerge. Comunque troppo poco. ASSENTE. (Dal 119’ Jahanbakhsk 5: sbaglia dagli 11 metri)

Timber 5: Lo stesso discorso fatto nei confronti di Wieffer vale per lui. Va in difficolta troppo facilmente e si perde nella fitta rete di passaggi romanista. Meglio nei tempi supplementari. SOLO DOPO.

Stengs 5: Si trova in campo solo fisicamente. Non viene chiamato mai in causa dai suoi, rimane completamente avulso dalle dinamiche del match. TRASPARENTE. (Dal 59’ Zerrouki 5: sbaglia il rigore).

Nieuwkoop 5.5: Propizia il gol di Gimenez con un tiro cross abbastanza casuale, poi combina poco o nulla. UN LAMPO E POI? (Dal 70’ Minteh 6: non viene mai servito sul lungo, in una partita così chiusa fatica ad impattare. FRENATO).

Gimenez 6.5: Si presenta all’Olimpico in qualità di nemico pubblico numero uno, ci mette pochi minuti a confermare i timori giallorossi. La deviazione di spalla denota un ottimo senso del gol: non sarà una rete da Puskas ma porta il Feyenoord in vantaggio. OCCASIONISTA. (Dal 77’ Ueda 6: cerca di creare problemi e realizza il calcio di rigore).

Paixao 6: L’autore del gol di Rotterdam non incide. Cerca di scardinare la serratura difensiva della Roma con giocate nello stretto, di fatto non vince quasi mai il duello uno contro uno. PREVEDIBILE. (Dal 59’ Ivanusec 6: alimenta con muscoli e polmoni la crescita del Feyenoord registrata nei supplementari. TORO).

All. Slot 6: Roma non è un bel posto per l’allenatore. L’incubo della Lupa continua, questa volta in maniera amarissima. Il Feyenoord segna un po’ per caso, poi regge pochi minuti in vantaggio. I rigori sono un aspetto che trascende le capacità del tecnico, ma la Roma nei 120’ ha meritato il turno. DESOLATO.

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