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Pagelle Roma: Pau López dalle due facce, Ibañez da horror

Pazza Roma. No, non è la rivisitazione dell’inno dell’Inter, bensì la descrizione coincisa della gita romanista ad Amsterdam. I capitolini si impongono di rimonta per 1-2 nell’andata dei quarti di finale di Europa League: al 40° Klaassen porta in vantaggio i lancieri, che subiscono il pareggio di un opaco Pellegrini al 57°. Solo un Pau López dalle due facce, riesce a mantenere in partita la squadra di Fonseca. La cui esultanza può esplodere grazie al gol vittoria firmato all’87° da un Ibañez da horror. Qui di seguito le pagelle Roma.

PAGELLE ROMA

Pau López 7: la sensazione è che il match di questa sera sia lo specchio del Pau López dalle due facce di questo biennio italiano. Se ad inizio ripresa quasi gioca a fare il regista avanzato dell’Ajax e a metà tempo si fa sfuggire dalle mani un sinistro non particolarmente insidioso di Tagliafico, è miracoloso in almeno tre occasioni: l’uscita a valanga su Brobbey, la parata di ginocchio sul tacco ravvicinato di Antony e il colpo di reni sulla conclusione di Tadic sono decisive ai fini del risultato finale.

Fonte foto: profilo Twitter AS Roma

Mancini 6: la consueta mansione di braccetto di destra della difesa a 3 non presenta particolari sbavature. Tranne una: preoccupato di non sguarnire lo specchio della porta, non accorcia su Klaassen, il quale entra in area di rigore senza subire opposizione; l’1-0 è servito. Bene ma non benissimo.

Cristante 6: ok, non aveva la fascia al braccio come a Kiev contro lo Shakhtar Donetsk. Ma la prima frazione di gioco disputata vela un senso non troppo celato di leadership: tiene alta la linea difensiva, creando compattezza e densità con il centrocampo in fase di non possesso; si esalta in fase d’impostazione e di finalizzazione, con una sventagliata meravigliosa per Spinazzola e con un destro dalla distanza che Scherpen devia in corner. Nei secondi quarantacinque minuti va un po’ in affanno, ma non commette errori.

Ibañez 5: non è offensivo dire che abbiamo visto un Ibañez da horror: è il principale responsabile della rete presa dall’Ajax, perchè coordina male il pressing difensivo e, dopo aver ripiegato sulla linea mediana centrale, lascia scorrere distrattamente il retropassaggio di Diawara. Il concorso di colpe non gli corre in soccorso quando al 53° commette un fallo da rigore sciocco su Tadic. Ma il credito di errori si ripiana parzialmente con la volée mancina vincente che, all’87°, rende la sua prestazione quantomeno chiaroscura.

Bruno Peres 6: più preso dal guardarsi alle spalle che dall’offendere: la cooperativa che crea con Mancini sull’out di destra è efficace. Laddove non arriva il 23, c’è lui pronto a coprire con delle buone diagonali. Attento.

Diawara 5: Ibañez fa il frittatone, ma lui ci mette le uova: il suo tentativo di scarico all’indietro è la fotografia di una prestazione molle e svogliata, oltre che dannosa; il traino agonistico-muscolare di Veretout lo supporta più nella prima parte di gara. Finita la benzina del francese, il guineano non supplisce. Le azioni più pericolose degli olandesi provengono dalla sua zolla di competenza.

Veretout 6,5: alla prima da titolare dopo un mese di stop, il transalpino dà sfoggio di tutto ciò che manca alla Roma: dinamicità, schermo, muscoli e anche discreta gestione nell’uscita palla piede a far partire le transazioni offensive. Filtra poco dalle sue parti e giostra Spinazzola e Pedro con un ottimo timing nelle sortite a sinistra. É vero che il tempo “sporca” la sua performance, ma complessivamente i suoi 77′ sono davvero sostanziosi. Villar (77°): s.v.

Spinazzola 6,5: il suo quarto d’andata dura ufficialmente 29′, anche se ufficiosamente ne mette in cascina solo 23′: in un lasso di tempo limitato dimostra di essere il leitmotiv di questa compagine: due accelerazioni degne di nota. La prima arriva al 16° e produce la botta di Cristante, la seconda premia Dzeko in allungo: un allungo che lo mette K.O. Che si spera non sia troppo duraturo. Calafiori (29°) 6: fuori Spinazzola, la Roma si ridimensiona nelle aspettative d’attacco; spinge poco il classe 2002, ma tiene bene la posizione e interpreta altrettanto i momenti della sfida: l’ammonizione patita per perdita di tempo, in pieno recupero, ne è pieno segnale.

Pellegrini 6- : è una prova incolore quella del 7. Poco incisivo tra le linee, manovra poco e male e, come se non bastasse, perde molti tempi di gioco. Il gentile omaggio, concessogli su calcio di punizione dal generosissimo Scherpen, in occasione dell’1-1, è una delle poche note liete della sua serata. E che nota lieta verrebbe da dire.

Pedro 6: partita un po’ di sacrificio la sua. Inizialmente illumina il possesso romanista con delle belle imbeccate in verticale a sfruttare la rapidità di Spinazzola. Con la sua uscita, si dedica più a fare densità a centrocampo, talvolta dando man forte anche a Calafiori. Prezioso. Carles Pérez (88°): s.v.

Dzeko 6,5: 35 anni e non sentirli. È dappertutto! Svaria sul fronte d’attacco e riesce ad accentrare il suo raggio d’azione. All’appello è mancato solo il gol, sfiorato al 55°, su trama da lui sviluppata, attraverso un cambio campo preciso, da destra a sinistra, verso Bruno Peres . Quel colpo di testa terminato sull’esterno della rete avrebbe coronato una prestazione, a quel punto, di grande dispendio energetico ma anche di qualità. Mayoral (77°): s.v.

Fonseca 6: la pazza Roma di ieri sera non incanta, ma sorprende: produce anche abbastanza, rischia altrettanto, ma non si scioglie: grandi meriti vanno principalmente a un Pau López dalle due facce e ad una rinnovata e ritrovata capacità di soffrire, che il tecnico portoghese è riuscito ad infondere appena in tempo per questi appuntamenti.

Fonte immagine di copertina: profilo Twitter Pedro Rodriguez

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