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Pallone d'Oro: ecco le edizioni più discusse della storia!

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Pallone d’Oro: ecco le edizioni più discusse della storia!

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Nella serata parigina di ieri, un “glitterato” Messi ha vinto il suo settimo pallone d’oro. La pulce ha infranto l’ennesimo record della sua carriera, confermandosi il giocatore ad aver vinto più volte il premio nella storia del calcio. L’assegnazione di ieri, comunque, è stata molto criticata: sedeva a qualche sedile di distanza dall’argentino, infatti, il signor Robert Lewandowski. Il polacco ha vissuto un 2021 fantastico, ma, nonostante questo, a trionfare è stato l’alieno del Psg. L’ultimo pallone d’oro, ad ogni modo, non è stato l’unico ad essere discusso, la storia calcistica straborda di esempi di questo tipo e, in questo articolo, ne vedremo cinque.

UN PO’ DI STORIA

Il premio “pallone d’oro” viene istituito nel 1956 dalla rivista francese France Football, su idea del giornalista ed ex calciatore Gabriel Hanot. I criteri per l’assegnazione si leggono nell’articolo 10 del regolamento del premio:

  • Insieme delle prestazioni individuali e di squadra nell’anno preso in considerazione
  • valore del giocatore (talento e FairPlay)
  • carriera
  • personalità e carisma

Fino al 1994 il premio veniva assegnato al miglior calciatore europeo militante in una squadra europea. Dall’edizione del 1995 il Pallone d’Oro si estende ai calciatori di qualsiasi nazionalità, sempre a patto che militino in una squadra europea. Dal 2007 in poi vengono presi in considerazione tutti i calciatori del mondo. Il premio viene assegnato via elezioni, con una “giuria” di 30 componenti di diverse nazionalità ad esprimere le proprie preferenze.

2021 – LIONEL MESSI

Iniziamo dalla fine e procediamo con la cronaca dell’ultimo pallone d’oro assegnato. A vincerlo, come detto, è stato Lionel Messi ma il grande deluso è stato Robert Lewandowski. La punta del Bayern Monaco ha vissuto un 2021 sensazionale, dove, tra le altre cose, ha infranto lo storico record di marcature in una singola edizione di Bundesliga detenuto dal leggendario Gerd Müller. Soprattutto, però, a lasciare l’amaro in bocca è stata la mancata assegnazione del premio del 2020 che, per ammissione dello stesso Leo Messi (oltre che di tutto il mondo del calcio), sarebbe spettato di diritto all’attaccante polacco.

È DAVVERO UNO SCANDALO?

Voglio però fare una precisazione: Lewandowski è una punta straordinaria e il suo 2021 (anno che è stato preso in considerazione per quest’edizione) è stato sensazionale, Messi, però, è uno dei migliori tre calciatori della storia e la sua stagione è stata tutt’altro che normale o mediocre. La pulce si è classificata, tanto per cominciare, terza nella Liga con una squadra, il Barcellona, che ora senza Messi vive uno dei periodi più bui della sua storia, l’argentino, tra l’altro, con trenta gol si è laureato capocannoniere del campionato. Soprattutto, il giocatore del Psg è riuscito finalmente a sfatare il più grande tabù della sua carriera vincendo il primo titolo con la sua Argentina.

Il trionfo in Copa America, infatti, è tutt’altro che banale come in molti lo vogliono far passare. Il trofeo, anzi, è probabilmente il più ambito da Messi che lo ha conquistato da assoluto trascinatore, diventando miglior cannoniere e miglior assistman della competizione. Ah, tanto per non farsi mancare nulla Leo ha anche vinto la Coppa del Rey.

In sostanza dunque, dire che questo Pallone d’Oro è stata una “pagliacciata” o un “furto” a mio parere è un’inesattezza. Per questa edizione, Lewa e Messi se la giocavano ad armi pari, anche se probabilmente sarebbe stato più giusto darlo al polacco, soprattutto in virtù dello straordinario 2020 da lui vissuto e che non sarà mai ricompensato con un premio individuale di livello.

1956 – STANLEY MATTHEWS

La prima edizione del Pallone d’Oro la vince Stanley Matthews, ala quarantenne di proprietà del Blackpool. Il calciatore inglese, pur terminando la stagione senza alcun trofeo, si porta a casa il premio con 47 punti. Il vero fuoriclasse di allora, però, conclude secondo in classifica a quota 44 punti. Il suo nome è Alfredo Di Stefano, il quale vive un anno decisamente migliore di quello del calciatore inglese. L’argentino infatti, vince nel 1956 la prima Coppa Dei Campioni della storia del Real Madrid e si laurea capocannoniere della Liga. Nonostante questo, però, la giuria (che all’epoca era composta solo da 16 elettori) gli preferisce Matthews, attirandosi le critiche degli esperti di allora.

1996 – MATTHIAS SAMMER

Quarant’anni dopo Matthews vince il Pallone d’Oro un altro “underdog” che scatena le polemiche di milioni di tifosi. L’edizione inglese degli Europei 1996 vede il trionfo della Germania che sconfigge in semifinale i padroni di casa dell’Inghilterra, mandando in frantumi i sogni dei tifosi britannici uniti dal canto “Football is coming home”. A spiccare su tutti nella competizione, per carisma, leadership e prestazioni, fu Matthias Sammer, difensore tedesco in forze al Borussia Dortmund. Proprio il grande europeo da lui disputato gli valse un clamoroso Pallone d’Oro. Ora, il premio, per carità, sarebbe anche meritato, ma nel 1996 calpestava i campi europei anche un certo Luis Nazario Da Lima, al secolo semplicemente Ronaldo.

Il brasiliano all’epoca aveva solo vent’anni, ma era già un’autentica ira di Dio. Anche se giovanissimo, l’attaccante era già considerato da molti il più forte in circolazione e in quell’anno passa dal modesto PSV al Barcellona, primo top team della sua carriera. A dire che l’edizione fu una delle più combattute della storia non sono io ma sono i numeri. Sammer vinse il premio a quota 144 punti, Ronaldo arrivò secondo a 143, a solo una lunghezza dal calciatore tedesco. Le polemiche si protrassero per mesi ma il fenomeno riuscirà a vincere il meritato premio solo nell’edizione successiva.

2003 – PAVEL NEDVED

Il 2003 è l’anno della finale di Champions tutta Italiana tra Milan e Juventus. La “Coppa dalle grandi orecchie” venne conquistata dai rossoneri, ma a vincere il Pallone d’Oro fu un giocatore bianconero, Pavel Nedved. In quell’anno il calciatore ceco fu un protagonista assoluto e, a suon di gol ed ottime prestazioni, si laureò campione d’Italia e vicecampione d’Europa. Nedved vinse il premio senza troppe discussioni, collezionando ben 65 punti in più di Thierry Henry secondo in classifica.

Le più grandi polemiche vorticavano, però, attorno al terzo piazzamento del podio, occupato da Paolo Maldini. Il capitano del Milan visse l’ennesima grande stagione della sua carriera, vincendo, come detto, la Champions League oltre che la Coppa Italia. Proprio quell’anno, secondo molti, sarebbe dovuto essere l’anno buono per consegnare a Paolo il meritato premio per la sua gloriosa carriera. Per questo motivo la terza posizione, attenta poi a quasi ottanta punti di distanza dalla prima, fece storcere il naso a molti.

2010 – LEO MESSI

Scusami Leo, giuro che non ce l’ho con te. Nell’anno del Triplete Interista e del mondiale cannibalizzato dalla Spagna, il Pallone d’Oro lo vince clamorosamente Messi, che, malgrado il talento divino, quel premio non se lo meritava proprio. Il 2010, infatti, non è affatto l’anno migliore della carriera della pulce: certo, i numeri dei gol e degli assist sono ovviamente da capogiro, ma viene eliminato in semifinale di Champions dall’Inter ed esce di scena ai quarti di finale del mondiale Sudafricano per mano della Germania. I grandi delusi, però, stavolta non si trovano al secondo posto, a dire la verità nemmeno sul podio e, addirittura, uno di questi nemmeno in top 30. L’edizione 2010 viene monopolizzata dal Barcellona, sul podio concludono, nell’ordine, Messi, Iniesta e Xavi, tutti e tre di proprietà del club catalano.

GLI INTERISTI

Il vincitore morale dell’edizione, però, è Wesley Snejider. L’olandese, in quell’anno, trascina la sua nazionale fino alla finale dei mondiali e si rivela uomo chiave dell’Inter di Mourinho vincitrice di tutto. Nonostante questo, però, il centrocampista chiude solo al quarto posto aggiudicandosi una, per niente meritocratica, medaglia di legno. Ancor più scandalosa, se possibile, è la situazione di Diego Milito. Il principe, come Sneijder, era un giocatore dell’Inter e per questo motivo anche lui vince tutto il vincibile con il club e lo fa da protagonista assoluto. Diego vive la miglior stagione in carriera e consegna nelle mani dell’Inter tre trofei: segna nella gara decisiva per lo scudetto contro il Siena, segna in finale di Coppa Italia contro la Roma e realizza una doppietta nella storica finale di Champions contro il Bayern.

Una stagione del genere normalmente varrebbe l’accesso obbligato al podio o quantomeno in top five, e invece Milito finì clamorosamente per non essere compreso nel listone dei trenta giocatori candidati alla vittoria finale, scatenando polemiche ed indignazione. Dal 2010 in poi, non a caso, il pallone d’oro perderà progressivamente di credibilità.

 

 

 

 

 

 

 

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Contatto tra Zhang e Sala per San Siro: l’Inter attende garanzie

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Nella giornata di oggi c’è stata una telefonata tra Steven Zhang, presidente dell’Inter, e Giuseppe Sala, sindaco di Milano, per trattare il tema San Siro. In questo contatto, Zhang ha confermato l’idea proposta dal sindaco di Milano e l’AD Alessandro Antonello che optano per la ristrutturazione dello stadio, ma vuole chiarezza. Infatti l’Inter, stando a quanto riporta ANSA, attende dal sindaco meneghino delle garanzie rispetto al piano, proposto da WeBuild, di ristrutturazione della Scala del calcio. In particolare chiede chiarezza riguardo al costo e alle condizioni necessarie, come per esempio l’entità del restauro, se soft o seria, oppure la possibilità di giocare al Meazza anche durante il rifacimento. Inoltre, i nerazzurri vogliono sapere di chi sarà la proprietà dello stadio dopo il restauro, dal momento che non si sa ancora se sarà dell’Inter o del Milan.

Proprio per queste incertezze i nerazzurri stanno portando avanti il progetto di costruire un nuovo stadio a Rozzano, più precisamente nell’area Cabassi. Infatti, qualora questo progetto andasse a buon fine, certamente lo stadio sarebbe di proprietà dell’Inter e, durante la costruzione, potrebbe giocare a San Siro senza complicazioni o restrizioni in termini di pubblico. Tuttavia, molto probabilmente, l’opzione di costruire un nuovo stadio da zero sarebbe più dispendiosa in termini monetari e, per questo, l’Inter Zhang non avrebbero abbandonato l’idea di rimanere a San Siro.

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Curva Nord dell’Inter coinvolta nell’ultimo album di Kanye West

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La Curva Nord, tifo organizzato dell’Inter, è presente nell’ultimo album rilasciato da Kanye West, noto rapper statunitense, insieme a Ty Dolla $ign. In particolare la “voce” della curva della Beneamata compare all’interno della dodicesima traccia, intitolata “Carnival” dell’album “Vultures 1″, uscito il 9 febbraio.

Come si può osservare nei crediti di “Carnival” su Genius, sito web dedicato alla musica di tutto il mondo, la Curva Nord è citata sotto la voce “choir vocals”. Infatti i tifosi dell’Inter hanno registrato dei veri e propri cori per questa canzone di Kanye West. Il particolare interessante è che per registrare questa “melodia”, la quale accompagna la voce dei cantanti per tutta la canzone, i due rapper hanno invitato degli esponenti della Curva Nord in studio con loro. Inoltre hanno registrato insieme ai tifosi nerazzurri anche un videoclip.

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adidas presenta l’UCL Pro Ball London, il pallone della fase ad eliminazione diretta della Champions League 2023/24

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La Champions League si appresta ad entrare nel vivo con l’inizio della fase ad eliminazione diretta. A tal proposito, adidas ha svelato il pallone da gioco ufficiale che verrà utilizzato durante questa importantissima fase della competizione. Si tratta dell’UCL Pro Ball London, che farà il proprio debutto a partire dalle gare di andata degli ottavi di finale e verrà poi utilizzato fino alla finalissima di Wembley del prossimo 1º giugno.

Il pallone celebra l’anfitrione della finale, la città di Londra, con una grafica vibrante che raffigura due leoni ruggenti che combattono tra le stelle. Il leone è il simbolo della ricca storia e cultura dell’Inghilterra e della sua capitale, ma rappresenta anche il coraggio e la forza dei calciatori oltre che la maestosità del trofeo più ambito del panorama calcistico europeo.

Oltre al nuovo design grafico, il pallone è dotato di una serie di tecnologie adidas a elevate prestazioni, studiate per fornire ai calciatori una precisione millimetrica. Infatti, l’innovativa texture della superficie PRISMA offre ai migliori talenti del calcio europeo una tenuta di palla ancora più precisa. Il rivestimento esterno, invece, garantisce un grip sicuro e il controllo completo, mentre la decorazione termosigillata è sinonimo di prestazioni d’eccellenza.

Proseguendo la partnership con Common Goal, adidas devolverà l’1% delle vendite nette globali di palloni da calcio a iniziative di cambiamento sociale duraturo in comunità svantaggiate, contribuendo con questo sport a creare un futuro migliore e più inclusivo.

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Ibrahimovic a sorpresa a Sanremo, Amadeus lo pungola: “Sei in prima fila, ma non primo in classifica”

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ibrahimovic sanremo

IBRAHIMOVIC SANREMO – Durante la prima serata della 74esima edizione del Festival di Sanremo si attendeva un ospite a sorpresa, che poi si è rivelato essere Zlatan Ibrahimovic, già all’Ariston durante il Festival del 2021.

IBRAHIMOVIC A SANREMO: LO SCAMBIO DI BATTUTE CON AMADEUS

L’ormai ex attaccante svedese, che da metà dicembre ricopre un ruolo nella dirigenza del Milan come “Senior Advisor della proprietà RedBird“, è sbucato direttamente dalla platea e distribuendo “santini” con la sua foto al pubblico presente. Poi è salito sul palco e ha iniziato un divertente siparietto con il conduttore dell’evento, Amadeus: “Che ci fai qui? Quanti anni hai?“, la domanda di Ibra. “61“, la risposta del conduttore del Festival. “Io 42 e ho smesso, perché ho ascoltato il mio corpo… Sono venuto qui per proteggerti, ti ricordi i casini che hai combinato l’anno scorso?“, le replica dello stesso Ibrahimovic.

Il dialogo tra i due continua, con Ibrahimovic che chiede se può andare a occupare il palco d’onore: “Ci si è seduto solo Mattarella“, sottolinea Amadeus. “E quanti gol ha fatto?“, la battuta pronta di Ibra. Poi, a conclusione, la frecciata di Amadeus (noto tifoso dell’Inter, ndr): “Ti ho riservato un posto in prima fila anche se non sei primo in classifica…“, a cui sono seguite le risate del pubblico presente all’interno del teatro.

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