Nella notte fra domenica e lunedì il Brasile si è laureato per la quarta volta nella sua storia campione del mondo U17. Un’onorificenza storica, dato che la nazionale carioca è, dopo la Nigeria, il Paese a vantare più titoli. Come in semifinale con la Francia, anche in finale contro il Messico la squadra è riuscita a rimontare l’iniziare svantaggio. Il Brasile stava infatti perdendo 1-0 ma, nel finale, il destino della gara ha scelto di prendere una piega differente. A sei minuti dal 90′ infatti la squadra sudamericana si è guadagnata un calcio di rigore poi trasformato da Kaio Jorge. La seconda marcatura è stata invece realizzata ad una manciata di secondi dal triplice fischio finale da Lazaro, eroe già della semifinale contro la Francia.

L’edizione di quest’anno ha regalato al grande pubblico un decoroso spettacolo, con l’affermazione progressiva di individualità ad oggi rimaste ignote. Starà adesso a questi elementi cercare di trovare una definitiva consacrazione anche nel calcio professionistico e non finire nel dimenticatoio come tanti prima di loro.

(Fonte: profilo Instagram ufficiale della Federcalcio brasiliana)

DAL 2009 AL 2015

Analizzando solamente i vincitori del Pallone d’Oro Under-17 negli ultimi dieci anni della competizione (che è a edizione biennale), pochi sono stati i nomi che affermatisi al mondiale sono riusciti ad ottenere una carriera valida anche nelle stagioni seguenti. Nell’edizione del 2009 vinse, un po’ a sorpresa, la Svizzera, compagine formata dai vari Seferovic, Ricardo Rodriguez e Granit Xhaka. Vinse riuscendo a battere in finale 1-0 la Nigeria, padrona di casa. Nigeria che si affidava a Sani Emmanuel, proveniente proprio da un piccolo club nigeriano, il My People. A seguito della competizione il giocatore si trasferì nel Boden, in Svezia, e successivamente nelle giovanili della Lazio. Tuttavia la sua carriera non è mai riuscita a spiccare il volo, finendo per giocare con le maglie di Biel-Bienne, l’Oskarshamns AIK e il Beitar Gerusalemme. A 26 anni, oramai, il giocatore si è ritirato dal calcio professionistico.

Nel 2011 la competizione fu vinta dagli organizzatori di casa del Messico. Il Pallone d’Oro della competizione venne assegnato a Julio Gómez un difensore messicano ai tempi militante nel Pachuca. Il difensore si aggiudicò il premio anche grazie al suo incredibile bottino di 3 gol. Il giocatore ha proseguito poi la propria carriera in vari club messicani, anche non di massima importanza, non riuscendo mai a compiere quel definitivo salto di qualità valevole per il salto nel grande calcio.

(Fonte: profilo Instagram ufficiale di Kelechi Iheanacho)

Nel 2013, con la competizione che ha la sua collocazione negli Emirati Arabi, è stata la Nigeria a prevalere. La nazionale africana può vantare ben 5 vittorie nella competizione giovanile. Ciò probabilmente per un prematuro sviluppo corporeo dei ragazzi, che già a 17 anni presentano una fisicità decisamente rara da riscontrare in un pari età. Mattatore di quella competizione fu Kelechi Iheanacho, autore di ben 6 reti. Il giocatore nel 2013 era senza dubbio uno dei migliori prospetti delle giovanili del Manchester City. Proprio con i citizens è riuscito ad esordire in Premier, realizzando 21 reti in 64 presenze. Nell’estate del 2017 il giocatore è passato al Leicester, dove milita attualmente.

DAL 2015 AD OGGI

La Nigeria riuscì a ripetersi anche nell’edizione del 2015, tenutasi questa volta in Cile. La squadra venne trascinata soprattutto grazie al duo d’attacco NwakaliOsimhen. Nwakali in particolare era capitano dell’allora rosa africana e con la maglia della Nigeria, in quella competizione, riuscì a siglare ben 3 reti. Attualmente Nwakali fa parte dell’organico dell’Huesca, club di serie B spagnola. Dopo uno sviluppo giovanile compiuto all’Arsenal, il giocatore non è mai riuscito a trovare un suo sviluppo definitivo, passando prima per l’Olanda con le maglie di VVV-Venlo e MVV Maastricht e successivamente per il Portogallo, con la squadra B del Porto.

(Fonte: profilo Instagram ufficiale di Phil Foden)

Nel 2017 si è assistito invece ad una netta imposizione dell’Inghilterra in un torneo disputatosi in India. La squadra inglese apparve, per distacco, la migliore della competizione intercontinentale, riuscendo a concludere la finale con un 5-2 ai danni della Spagna. Senza dubbio quello del 2017 è stato il Mondiale di Phil Foden, giocatore del Manchester City che in quell’edizione, per la prima volta, attirò i riflettori su di sé. Foden, giocatore profondamente stimato da Pep Guardiola, di certo non ha bisogno di ampie presentazioni. Per il classe 2000 sono già 45 le apparizioni con la prima squadra e presenta, senza alcun dubbio, le caratteristiche di un potenziale campione.

Quest’anno è stato il Brasile (padrone di casa) a vincere il trofeo, regalando un calcio spettacolare a tutti gli appassionati. Una nazionale che è riuscita a conquistare il titolo vincendo tutte le sfide del torneo. A vincere il Pallone d’Oro del mondiale è stato proprio il carioca Gabriel Veron, giocatore attualmente in forza al Palmeiras. Il nome di Gabriel, tuttavia, appare come quello di un predestinato. Già quest’estate ha disputato la massima competizione intercontinentale con la maglia dell’U20 ed il paragone con Gabriel Jesus (anche lui cresciuto al Palmeiras), in patria, impazza. Ala sinistra di piede destro, Veron è già pronto a consacrarsi nel calcio europeo.

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Questa la sua meravigliosa rete nella terza partita della fase a gironi contro l’Angola

VINCITORI E CAMPIONI DEL PASSATO

Tra promesse non mantenute e talenti in via di sviluppo, c’è stato anche qualche grande campione che si è contraddistinto nella competizione giovanile Under-17 risultando esser il miglior giocatore del torneo. Ad esempio Toni Kross, centrocampista del Real Madrid ed uno dei calciatori più performanti dell’intero globo, il quale si è fatto notare in Corea del Sud nel 2007, portando, con 5 reti, il proprio Paese al terzo posto. Altro grande campione passato è Landon Donovan, stella assoluta del calcio statunitense che nel 1999, in Nuova Zelanda, ha guidato i suoi al 4° posto nel tabellone finale. Per chiudere non si può non citare Cesc Fàbregas, attualmente in una fase involutiva della propria carriera ma che per tanti anni si è reso uno dei centrocampisti più forti al mondo con le maglie di Arsenal, Barcellona e – soprattutto – con la maglia della nazionale spagnola. Per lui 5 reti, per la Spagna un 2° posto nell’edizione del 2003 in Finlandia, edizione in cui peraltro si è messo in grande luce anche David Silva, attuale colonna del Manchester City.

(Fonte immagine copertina: profilo Instagram ufficiale della federcalcio brasiliana)