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Operazione Pamplona: ritrovare il vero Sirigu

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Il ruolo del portiere è il più complicato per acquisire consapevolezza e farsi amare dal pubblico: nel calcio che conta, quello equilibrato e molto tattico, ogni team ha tra i tre ed i cinque tiri nello specchio a partita, quindi di conseguenza un estremo difensore ha un minuto per mettersi in mostra sui novanta totali. La considerazione di tutto ciò? Se andiamo a rispolverare le carriere di alcuni portieri noti, potremmo subito carpire come essi siano diventati “qualcuno” o siano sprofondati nella melma a causa di una sola partita. L’esempio lampante è Keylor Navas, di cui non discutiamo le doti innate, che con una coppa del mondo perfetta, nel 2014, è riuscito a “dieciplicare” il suo ingaggio passando dal Levante al Real Madrid (da 200.000 euro circa a 2 milioni), per poi prendersi di fatto il posto da titolare. Guardando in casa nostra invece, ciò che succede a Salvatore Sirigu, secondo portiere della nazionale ad Euro 2016, è paradossale: in un anno è passato dal dover difendere la porta di una delle squadre più forti e glamour d’Europa come il Paris Saint Germain al dover subire goleade ad ogni giornata di Liga con l’Osasuna. Senza dimenticare l’anonima parentesi andalusa di Siviglia, un’esperienza senza mezzi termini a tinte molto scure.

RIORDINIAMO I TASSELLI

Più che evidenziare dal punto di vista tecnico il rendimento del sardo in queste ultime stagioni vorremmo cercare di capire che cosa è scricchiolato, soprattutto a livello morale, tanto da far perdere tranquillità e fiducia nei propri mezzi. Avevamo paura che il drastico cambio ambientale, da Palermo a Parigi, avrebbe potuto giocare un ruolo chiave per la carriera dell’azzurro, che ci ha invece stupito positivamente dimostrando una rapida capacità d’adattamento, non solo sul campo ma anche a livello linguistico e di background.

In realtà il nuorese non ha mostrato alcun timore reverenziale dovuto dall’essere il primo estremo difensore su cui la gestione qatariota aveva deciso di puntare per 3 milioni e mezzo: il primo anno non è eccezionale a livello di gol subiti(in media 1,1 a partita), con una squadra in piena fase di assestamento che finirà per farsi beffare dal Montpellier di Giroud. Ma la svolta è dietro l’angolo: il 2012/2013 si rivelerà un anno ottimo in cui oltre ad i pochissimi gol subiti Salvatore inizia ad essere amato dal pubblico parigino essendo l’unico a rilasciare interviste con un ottimo francese. <<L’ho imparato dal mio smartphone>> afferma in un intervista a JDD, <<mi fa piacere ampliare il mio bagaglio culturale, e poi sono arrivato qui da single..>>  

Viene pizzicato al cinema e va a visitare il Louvre e chiude l’annata con 24 gol subiti e un ottimo 0,5 di media con il PSG che valgono il titolo di Ligue 1 e il trofeo di miglior portiere del campionato. È ormai una sicurezza e si afferma come icona del calcio parigino senza scendere mai sotto il muro delle 40 presenze stagionali, sia nel 2013/2014 che nel 2014/2015 .

SCRICCHIOLAMENTI

Dopo tre stagioni ottime, fatte di buoni interventi e grandi prestazioni pur non rivelandosi mai la chiave di volta della riuscita parigina, Sirigu si ritrova ostacolato da un perfetto sconosciuto come Kevin Trapp, richiesto a gran voce e pagato ben 9.5 milioni: un pieno fulmine a ciel sereno che nessuno si sarebbe mai aspettato, soprattutto dopo gli stenti di inizio stagione del tedesco, che regala al Bordeaux un punto al Parco dei Principi grazie ad un suo errore madornale. A Parigi si inizia a rumoreggiare, forse meglio un portiere costante e sicuro che un buon atleta palla al piede, anche se il calcio moderno esige un portiere che faccia parte del gioco collettivo di squadra.

Ma il nativo di Merzig non viene mai messo in discussione e a Sirigu restano le briciole, ovvero qualche presenza in coppa e in Ligue 1. E qui qualcosa viene meno, perché quando senti di essere sostituito da qualcuno che non avverti come più forte di te inizi a chiederti qualcosa, entri in un’auto-introspezione personale che risulta complicata da risolvere quando in allenamento devi saper dimostrare di poter proteggere i tre pali meglio di chiunque altro. Ma nonostante tutto, quantomeno per il 2015/2016, Sirigu continua ad affermare di volersi giocarsi il posto con il compagno di squadra. Sceso poi in campo nel match valevole per gli ottavi di finale di Coupe de la Ligue, il portiere viene ovazionato dal suo pubblico e commenterà:

“Certo che mi fa piacere avere il loro sostegno, anche se non è la prima volta. Non conosco un giocatore che non voglia giocare, al PSG hanno detto che non sono forte, ma mai che non sono professionale rifiutandomi di giocare. Rispetto tutti qui e finché sarò un giocatore del PSG difenderò la mia squadra quando me lo chiederanno. Se qualcuno ha qualcosa da dirmi, preferirei lo facesse in faccia e non sui giornali.”

Siamo a Dicembre 2015, e nonostante queste affermazioni continuerà a giocare la Coupe de la Ligue e la Coupe de France, ma in campionato lo si vede solo altre due volte.  Il rapporto si deteriora ulteriormente e il rientro alla base di Areola, dopo anni di prestiti in cui il franco-filippino si mette in mostra, dalla Corsica passando per Vila-réal, è un segnale chiaro: per Sirigu non c’è più spazio a Parigi, l’idillio nella città magica, tra l’Arco di Trionfo, Avenue Montaigne e la Tour Eiffel, è finito.

IL CONTE D’ALMAVIVA

Nella famosissima opera “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, scritta da Cesare Sterbini, il  il protagonista dell’opera, ovvero il Conte di Almaviva, ha delle sfaccettature comuni al nuorese: al contrario di quest’ultimo però, Salvatore non riuscirà mai a conquistare la sua Rosina, in questo caso il Siviglia FC. Il motivo? Un inizio di stagione turbolento in cui Sergio Rico, sfruttando il cartellino rosso dell’azzurro, preso a Bilbao e valso due giornate, sfodera delle parate poderose diventando uno dei migliori portieri del campionato spagnolo e non solo, perché si fa notare anche in Champions League. Questione di attimi dicevamo? A Sirigu è bastato un cartellino rosso nell’ultimo minuto di gioco del San Mames per perdere sei mesi. Prima della sciagurata prestazione nei paesi baschi, l’esclusione per il derby, visto soltanto dalla panchina, aveva già fatto squillare le prime campane d’emergenza. Ma era il 20 Settembre e in una caldissima Siviglia, dove si sfioravano i 25 gradi notturni, è sempre difficile imporsi sin da subito. Ma per un ragazzo evolutosi atleticamente a Parigi, città che nonostante militi in Ligue 1 è sempre sottopressione, l’esclusione poteva apparire già come una prima bocciatura, proprio quando avrebbe avuto bisogno di un allenatore pienamente fiducioso. Se Sergio Rico è stato un po’  il Don Bartolo di quest’opera 2.0 made in Nervion, ovvero colui che mette i bastoni tra le ruote per evitare le nozze di Rosina e del Conte, in questo caso Sirigu e Siviglia, Sampaoli è stato sicuramente il Barbiere: ha fatto credere al nostro portierone di poter corteggiare la ragazza, la divisa arancio dei portieri del Siviglia, per poi non dargli mai l’occasione di mettersi in mostra. Novanta minuti il 30 Novembre in occasione dell’incontro di Copa contro il Formentera e un’intero Trofeo Puerta giocato contro il Boca Juniors di Tevez e Benedetto, che ne hanno messo in luce tutti i tentennamenti posizionali.

A PAMPLONA

Perse totalmente le speranze di poter diventare una pedina importante dei sevillisti, come Monchi e co. avevano sperato in passato, Sirigu si ritrova davanti ad un bivio che più che altro risulta essere un vicolo cieco: restare a Siviglia e fare da panchinaro altri 6 mesi oppure partire. Le voci che si sono susseguite sono tante: ritornare a Parigi a fare il terzo oppure andare in una big per continuare ad essere il secondo portiere. Ma stavolta no, il sardo spiazza davvero tutti: sceglie l’ultima squadra di Spagna, classifiche alla mano, per mettersi in mostra. Firma così per 6 mesi in prestito all’Osasuna, squadra dal budget limitato che ne ha per l’appunto condizionato tutta la stagione dopo la risalita dalla Segunda Division. E qui si scatenano le critiche, perché in molti considereranno questa scelta come quella della disperazione.

Bisogna invece analizzarla in maniera più oculata: cosa fai quando vorresti giocare? Scegli una squadra meno blasonata in cui poter essere un leader e mettersi in mostra. L’Osasuna subiva un notevole numero di gol ad ogni partita, quindi il fatto di provare a limitare quest’emorragia è di fatto un punto di forza. All’ingaggio ci pensa il PSG, perché i navarri non avrebbero mai potuto coprire determinate cifre. Ed in effetti parare per i rossoblu è equivalso all’Encierro, la contestatissima tradizione della città dove ogni giorno per una settimana i Sanfermines, coloro che festeggiano il santo patrono San Firmino, corrono per 800 metri inseguiti dai tori. Non saranno tori, ma ogni weekend i tiri nello specchio subiti dall’Osasuna superavano i dieci: Sirigu è stato bravo a dimezzare i danni nonostante i tantissimi gol subiti, facendo sfoggio di coraggio e oggettive qualità tecniche, con la squadra che aveva provato a sognare la salvezza tra la 30esima e 31esima giornata grazie a due vittorie consecutive contro Alavès e Leganès. Ma il divario era troppo e l’Osasuna si ritrova matematicamente retrocesso dopo 36 giornate dopo il 4-1 subito da Zaza e compagni con il Valencia. L’ennesima goleada.

A Sirigu però quest’esperienza è servita per recuperare minuti importanti e mettersi in mostra contro compagini importanti come le madrilene: al Sadar, contro il Real Madrid, era stato bravo a mantenere il risultato sullo 0-0 per 24 minuti con delle ottime parate, mentre al Vicente Calderon, nonostante la sconfitta per 3-0, aveva neutralizzato due rigori nel finale. San Firmino sarà un po’ meno gioiosa per i Pamploneses, ma Sirigu, che farà temporaneamente il suo ritorno a Parigi, potrà dormire sonni tranquilli.

SWEET DREAMS

Ora l’obiettivo numero uno sarà mettere a tacere le tante bocche di fuoco che in questi anni hanno etichettato Salvatore come l’ennesimo futuro che non arriva mai: in un paragone con De Rossi, il fatto che sia quasi una sfortuna essere una solida certezza sin da giovani, come se ci si aspetti sempre di più. Per non farsi bastare nulla, nell’attesa che Buffon si tolga le ultime soddisfazioni di carriera, ci ha pensato Donnarumma a togliergli le prime pagine come prossimo numero 1 della nazionale. Pamplona è stata una scuola dura e formatrice, perché anche a 30 anni, dai bassifondi della classifica, si può imparare. Il futuro potrebbe essere roseo per l’azzurro, soprattutto perché in Italia lo cercano in tanti: Fiorentina, Inter e non solo.. anche se la voce più certa è quella che lo riporterebbe da Carlo Ancelotti come vice-Neuer al Bayern Monaco: cosa vorrebbe dire accettare il Bayern? Lasciamo al mercato l’ardua sentenza.

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Calcio e dintorni

Luis Enrique rassicura i tifosi: “Abbiamo già giocato contro Mbappè”

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Domani si terrà il tanto atteso ottavo di finale tra la Spagna e la rivelazione di questo Mondiale, ovvero il Marocco di Hakimi e Ziyech. Intanto, Luis Enrique, il ct degli spegnoli, ormai diventato celebre insieme alle sue streaming su Twitch ha toccato l’argomento riguardante la possibile semi-finale contro i campioni in carica della Francia, e ha rilasciato qualche parola anche su Mbappè, reduce dalla bellissima e decisiva doppietta contro la Polonia.

Queste lesue parole sul giocatore del PSG:

Abbiamo già giocato contro di lui in Nations League ed ha segnato un gol in fuorigioco. Spero di giocarci ancora contro.”

Intanto la Francia si è già qualificata ai quarti di finale, dove incontrerà la forte di Inghilterra di Harry Kane e compagni.

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Flash News

Neymar come Ronaldo e Pelè, lo dice una statistica!

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Brasile, Vinicius si espone su Neymar

Questa sera il Brasile ha schiacciato la Corea del Sud con il rotondo punteggio di 4-1. A siglare la grande vittoria ci hanno pensato: Vinicius, Neymar su rigore, Richarlison e Paquetà. I verdeoro affronteranno tuttavia la Croazia di Modric nei quarti di finale del Mondiale.

Neymar oltre alla grande vittoria, ha raggiunto un obiettivo che prima d’ora era riuscito solo a mostri sacri del calibro di Ronaldo “il fenomeno” e a Pelè, ovvero, l’attaccante in forza al PSG con il rigore trasformato stasera è riuscito a fare gol in ben 3 Mondiali diversi, eguagliando dunque le suddette leggende.

Ricordiamo che 0’Ney non ha giocato nemmeno per gran parte dei gironi a causa dell’ormai celebre infortunio alla caviglia che lo ha tenuto ai box.

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Flash News

Croazia, parla Perisic: “Giappone squadra forte ma secondo me abbiamo meritato”

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Perisic

Durante questa serata dedicata agli ottavi di finale del Mondiale, la Croazia ha passato il turno dopo una soffertissima vittoria ai rigori contro il Giappone, dove il portiere Livakovic ne ha parati ben 3.

Negli quarti di finale Modric e compagni affronteranno il Brasile che ha appena dominato la Corea del Sud con un 4-1 finale.

Tuttavia, l’ex-Inter Perisic è intervenuto ai microfoni di Rai Sport per parlare della vittoria della sua squadra:

Era importante fare il gol dell’1-1 dopo dieci minuti del secondo tempo. Secondo me abbiamo meritato perchè sapevamo che sarebbe stata una battaglia contro una squadra forte. Lo hanno dimostrato contro Spagna e Germania. Eravamo preparati e alla fine siamo noi che passiamo ai quarti”.

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Calciomercato

Leao rassicura i tifosi: “Arriveranno altri gol”

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Leao

I tifosi del Milan sono impazienti di scoprire il futuro del loro gioiello Rafael Leao. Ovviamente tutti sperano in un rinnovo del forte giocatore portoghese, che attualmente è impegnato con la propria Nazionale nei Mondiali in Qatar, dove ha già segnato il suo primo gol.

Di recente c’è stata una frase molto positiva per l’ambiente rossonero dello stesso giocatore rispondendo ad un video pubblicato dal Milan via Twitter, dove vengono mostrati proprio i gol di Leao.

Ne arriveranno altri”. Questa è la frase che rassicura il Milan su un probabile rinnovo del calciatore.

Tuttavia, tale trattativa andrà avanti alla fine del Mondiale, dove entrambe le parti si siederanno a tavolino per discuterne.

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