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Papu Gomez sul suo passato: "Abbiamo dominato per 5 anni"

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Papu Gomez sul suo passato: “Abbiamo dominato per 5 anni”

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Intervista ai microfoni di Corner (Eco di Bergamo) per l’ex capitano della dea Papu Gomez che ha raccontato ricordi ed emozioni vissute a Bergamo.

IL RITORNO IN EUROPA «Ci sentivamo forti che a volte non entravamo subito in partita in campo, prendevamo gol in apertura, consapevoli poi che saremmo stati in grado ugualmente di vincere. L’Atalanta più bella è stata quella del 2019/20 e quella del 2016/17, col tempo divenne sempre sempre più un gruppo formidabile. Dopo tanti anni portammo l’Atalanta nuovamente in Europa, ai tempi la Serie A mandava in Champions tre squadre, altrimenti ci saremmo arrivati il primo anno»

MOMENTI PIU’ BELLI«La vittoria di Kharkiv con lo Shakhtar, avevamo fatto tanto per arrivare fin lì in Champions che non potevamo di certo uscire. Anche la sfida con la Dinamo Zagabria a San Siro resterà nel mio cuore».

L’ARRIVO ALLA DEA – «Ricordo nell’estate 2014, venivo da una stagione in Ucraina e arrivai in Italia, a Milano, nell’ultima settimana di agosto e aspettavo con la mia famiglia cosa riservasse per me il mercato, mi allenavo da solo in Argentina a quel tempo. Mi volevano l’Atalanta e il Verona, ma decisi di venire a Bergamo proprio quando Bonaventura fu ceduto al Milan. Ricordo ancora quell’attimo, perché ero negli uffici dei Percassi, aspettammo l’ultimo minuto perché c’erano i documenti da tradurre scritti in russo. Fui felice della scelta, perché l’Atalanta ha sempre rappresentato un club molto serio, e poi ci giocavano Denis e Moralez, che conoscevo».

L’UNICO RIMPIANTO – «L’unico rimpianto con l’Atalanta è quello di non aver portato a casa nessun trofeo. Abbiamo dominato per 5 anni dove facevamo una valanga di goal a tutti, ma è stato un peccato non aver vinto nulla».

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Juan Jesus e Napoli trattano il rinnovo: accordo ancora lontano

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Juan Jesus

Con la chiusura del mercato invernale è tempo, adesso, di pensare alle situazioni legate ai rinnovi di contratto in scadenza il prossimo giugno. Uno dei discorsi che tiene banco, in casa Napoli, è il prolungamento di Juan Jesus.

L’ex difensore di Inter e Roma nel club partenopeo ha ritrovato quella serenità che non aveva mai avuto complice, anche, lo splendido lavoro di Spalletti. Il difensore brasiliano rappresenta un’ottima alternativa al reparto arretrato motivo per il quale il club di Aurelio De Laurentiis non vorrebbe perderlo a parametro zero. Dal canto suo il centrale mancino, come riporta il Corriere dello Sport, vorrebbe un biennale alle stesse cifre. Il club, invece, per gli ultra trentenni segue una politica ben precisa: rinnovo di un anno, con opzione per la stagione successiva.

Al momento non c’è nessuna apertura da parte di Juan Jesus ma i discorsi riprenderanno nei mesi successivi. Il giocatore ha parecchie richieste sul mercato, sia da club italiani che esteri. Il suo nome infatti è finito sul taccuino dei dirigenti del Milan, del Siviglia e del Lione, pronte ad affondare il colpo qualora fosse possibile.

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Gaffe social dell’Atalanta: il Sassuolo diventa JuveSassuolontus

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Atalanta

La Dea, prossima avversaria del Sassuolo al Mapei Stadium, tramite i suoi profili social ha twittato un post relativo alle cinque curiosità su SassuoloAtalanta. Niente di eclatante direbbero molti. In realtà il tweet della società bergamasca ha fatto infuriare moltissimo la tifoseria della Juventus.

All’origine del caos ci sarebbe la citazione inerente al match: in modo particolare Sassuolo si trasforma in JuveSassuolontus, un mix delle due squadre molto spesso artefici di intrecci di mercato. Sicuramente questo post era evitabilissimo e inopportuno, considerando anche la situazione che grava, al momento, sulla società bianconera.

Quello che si chiedono in molti è se fosse uno sfottò volontario o un semplice errore ma, al momento, non è dato sapersi. Dopo molti accorgimenti, al fine di evitare altre polemiche, la società lombarda ha rimosso il post.

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Inzaghi: “Skriniar molto probabilmente sarà della partita”

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Inzaghi

Domani alle 20:45, a San Siro, andrà in scena il big match della 21ª giornata di Serie A, Inter-Milan. Sarà un Derby della Madonnina al quale la squadra di Simone Inzaghi arriverà certamente con più consapevolezza dei propri mezzi e, con un Lukaku sulla via del rientro definitivo la squadra sembra essere nettamente più forte di quella rossonera.

La squadra di Pioli arriva da un momento no, dove tutto sembra andare nella direzione sbagliata. Certamente si parla di uno dei momenti più bui della recente storia rossonera, ma il derby è una partita diversa, più sentita e sicuramente più combattuta, per il benessere dei tifosi delle squadre meneghine. Alla vigilia del match, l’allenatore dei nerazzurri, Simone Inzaghi, ha parlato ai microfoni della stampa. Di seguito le sue parole.

COME ARRIVA L’INTER AL DERBY – Il derby è una partita sentitissima da tutti noi. Serviranno testa e cuore. Ci arriviamo pronti a dare tutto sul campo e contenti della qualificazione alla semifinale di Coppa Italia a cui penseremo ad aprile. I punti sono importantissimi per ogni obiettivo in questa fase”.

SU SKRINIAR – “Per quel che riguarda Skriniar non giudico le scelte ma l’uomo e il giocatore che sono unici. Un ragazzo splendido che lavora sempre benissimo. Manca l’allenamento di oggi e domani mattina ma molto probabilmente sarà della partita. Non sarà più il capitano ma se n’è parlato col ragazzo e la società tranquillamente. Il capitano è Handanovic, poi si scalerà in base alle presenze. A me preme la partita”.

SU LUKAKU – È in crescita, così come è in crescita Correa e spero di recuperare pure Brozovic e Handanovic. Poi sono l’allenatore e cercherò di fare scelte funzionali alla partita. Il ragazzo è molto dispiaciuto perché non è riuscito a dare l’apporto che serviva. Non è dipeso da lui ma da un infortunio mai avuto in carriera. Sta lavorando per essere al pari e l’obiettivo è portarlo al pari con gli altri senza più rallentamenti”.

SUL RIENTRO DI BROZOVIC – Brozovic è molto importante. Abbiamo avuto fuori Lukaku e Brozovic e in determinati momenti siamo stati bravissimi a sopperire. In quel ruolo ha fatto molto bene Calhanoglu, abbiamo Asllani che cresce subentrando in partite importanti e delicate come a Cremona o con l’Atalanta. Sono contento di lui e del rientro di Brozovic”.

SUL DERBY – “I dati sono chiari. L’anno scorso ci sono stati due punti di differenza e due ce ne sono quest’anno. L’anno scorso il derby è stato deciso da un episodio. Domani dovremo prestare attenzione perchè il Milan avrà voglia di rivalsa. Si affrontano le due squadre che lo scorso anno hanno lottato fino alla fine per lo scudetto e che pochi giorni fa si sono affrontate in finale di Supercoppa”.

SULLO SCUDETTO – “Non cambia niente. Sappiamo che c’è questo distacco. L’ho detto prima che ogni punto è importantissimo per ogni obiettivo. Guardiamo solo ciò che accade all’Inter”.

SU LAUTARO MARTINEZ –È un anno abbondante che gioca su altissimi livelli, al di là del Mondiale. Negli ultimi dodici mesi ha avuto rendimento costante ed elevato. Se l’è meritato per come lavora. I primi tre mesi l’anno scorso non era in quella condizione smagliante ma capita a tutti i giocatori. Dalla ripresa dell’anno scorso in poi è un anno che tiene grandissimi livelli e speriamo continui così. Con le problematiche di Lukaku e Correa ha giocato tantissimo ma questo lo ha anche aiutato a tenere la condizione”.

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Cellino valuta gli svincolati per rinforzare il Brescia: Zaza tra i nomi

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Cellino

Massimo Cellino, presidente del Brescia, club attualmente quattordicesimo in Serie B, sta valutando vari profili di calciatori svincolati per rinforzare la rosa. Infatti, stando a quanto riporta BresciaOggi, le Rondinelle starebbero osservando vari giocatori senza contratto per provare a risalire in classifica e puntare alla zona Play-off. Tra i nomi spiccano il norvegese Ola Kamara, attaccante classe ’89 ex D.C. United, Marco Sau e Simone Zaza.

La dirigenza lombarda in particolare sta monitorando con molta attenzione la situazione dell’ex-Torino, il quale sarebbe molto gradito dall’ambiente Brescia.

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