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Il paradosso di Marcus Rashford

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Il paradosso di Marcus Rashford

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Nato e cresciuto nelle giovanili del Manchester United, Marcus Rashford si può definire, senza troppi giri di parole, uno dei talenti più promettenti del panorama calcistico europeo. In pochi anni ha dimostrato tanto agli addetti ai lavori: fiuto del gol, ottima accelerazione e buon gioco aereo. Un classico attaccante moderno. Fu Van Gaal che lo fece esordire con la maglia dei Red Devils nel febbraio del 2016, in Europa League. Marcus ripagò la sua fiducia siglando una doppietta. A soli 20 anni, Rashford ha già totalizzato 130 presenze con la casacca dello United, siglando 33 reti. Un giocatore di sicuro affidamento quindi, che quando viene chiamato in causa dal mister risponde sempre con prestazioni eccelse. Sembrerebbe tutto perfetto, ma i problemi, per la giovane punta inglese, non mancano. Sono difatti risaputi gli screzi avuti negli ultimi tempi con il suo attuale allenatore, José Mourinho, che tende ad utilizzarlo con il contagocce, preferendogli nella maggior parte dei casi l’attaccante belga Romelu Lukaku.

RAPPORTO CON MOURINHO

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Non so cosa sia successo, direi che è stato ingenuo, era un bambino contro un uomo molto esperto, Bardsley gioca da 20 anni e Marcus è un ragazzo ingenuo

Queste le parole dell’allenatore portoghese a seguito dell’espulsione di Marcus nella partita, vinta per 2-0 dallo United, contro il Burnley. Parole dure che vanno ad unirsi ad un contesto già difficile da sé. Rashford gioca gran poco con la casacca del Manchester, 5 quest’anno le presenze in Premier League per lui, di cui solo 2 da titolare. Cambiando spesso modulo, Mourinho fa ruotare molti giocatori nella zona offensiva. Sanchez, Mata, Martial, Lingard e lo stesso Rashford. Solo Lukaku è sicuro della titolarità. Cambiando spesso uomini si crea una rivalità interna che può fare solo che bene, spingendo i vari atleti a dare il massimo. Ma si potrebbero creare delle dinamiche tali che un giocatore si ritroverebbe scontento del proprio ruolo in squadra, volendo magari un posto da titolare indiscusso. Spesso lo Special One ha giocato con un 3-5-2 che vedeva come terminali offensivi Martial e Lukaku. Rashford, ad oggi, è più decisivo di Martial ed agendo accanto ad una punta statica, potrebbe creare dei movimenti che favorirebbero solo il gioco offensivo dello United.

Lukaku inoltre non sempre è impeccabile. Quasi ogni giornata, prima di realizzare una rete, ne sbaglia almeno due, peccando un po’ nella finalizzazione. Ecco perché mettere in discussione anche lui non sarebbe un’idea tanto negativa. Sentendosi messo sotto pressione, l’attaccante nato ad Anversa potrebbe sensibilmente alzare il target delle sue prestazioni.

MOMENTO CON L’INGHILTERRA

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Rashford, in questo periodo, pur non giocando eccessivamente con il club, sta brillando con la casacca della sua Nazionale. Nelle ultime 4 partite difatti ha siglato 3 reti contro avversari di una certa rilevanza tecnica quali Svizzera e Spagna. Inoltre è un perno centrale della propria compagine. Titolare inamovibile, Gareth Southgate sembra quasi non volersi mai privare di lui. Il suo Mondiale non è stato di certo eccelso: sono state tante le prestazioni opache che non gli hanno permesso di sopraelevarsi agli altri. Dal Mondiale in poi, però, l’allenatore inglese gli ha trovato la giusta collocazione in campo, vale a dire l’ala sinistra, e Rashford lo sta ripagando a suon di gol. Nell’ultimo match disputato dagli inglesi, contro la Spagna, vinto con il risultato di 3-2, Rashford ha realizzato un gol e fornito un assist a Raheem Sterling, evidenziando quindi quanto sia dentro il gioco della formazione britannica.

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Tutto ciò si può definire un grande paradosso. Come può un calciatore che gioca poco nel proprio club, brillare in nazionale? Di sicuro il maggior carico di colpe sono da affibbiare a Mourinho. Non si può avere a disposizione un gioiello del genere e rilegarlo in panchina. Oltre a danneggiare la tua squadra, fai un torto ai tifosi, che vorrebbero un minutaggio maggiore per il ragazzo. A maggior ragione che in questo periodo lo United non sta di certo brillando in campionato. Su 8 partite disputate, solo 4 le vittorie, poi 3 sconfitte ed un pareggio. Sconfitte accorse non contro corazzate, eccezion fatta per il Tottenham. Brighton, West Ham e Wolverhampton sono club che un team come il Manchester dovrebbe battere agevolmente.

COSA FARE?

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Marcus è molto legato alla città. Manchester è la città che gli ha regalato i suoi natali, sia calcistici che personali. Il rapporto con i tifosi è quasi viscerale. Rashford rappresenta il classico profilo uscito dall’accademy, riuscito a farsi un nome anche tra i professionisti ma, in questo momento, si trova davanti un punto di svolta. Scegliere di restare, magari a seguito di un’esonero dell’allenatore portoghese o cambiare casacca in cerca di nuovi stimoli? Per il ragazzo si parla di un forte interessamento da parte di Paratici, che lo vorrebbe portare già nella prossima finestra di mercato a Torino. Anche il Real Madrid lo scorso anno aveva sondato il terreno. Quest’estate lo United aveva rifiutato offerte di prestito da parte di Everton, Leicester e Newcastle. Le pretendenti non mancano. Deve decidere Rashford se cercare di esplodere in una squadra dal livello inferiore che gli garantirebbe un minutaggio più basso o se andare a giocarsi il posto in qualche altra grande piazza europea. La scelta più sensata sarebbe probabilmente la prima. Rashford si trova già in una grande piazza ed il suo estro non riesce a spiccare il volo. Perché non provare a fare come aveva fatto a suo tempo Lukaku, suo attuale compagno di squadra? Resosi conto del fatto che al Chelsea non c’era spazio per lui, è andato all’Everton dove ha iniziato a segnare con una certa continuità e ancora non ha terminato. Attuare un percorso del genere non aiuterebbe solo una maturazione calcistica di Markus, ma, soprattutto, una sua maturazione personale.

Delle volte è forse meglio eccedere in umiltà che peccare di arroganza

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Dai Transformers alle Tartarughe Ninja: Paramount+ annuncia la novità sulle maglie dell’Inter

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maglia inter

Piccola novità in vista per l’Inter nella maglia che indosserà contro il Genoa. I nerazzurri scenderanno in campo con una divisa diversa dalla solita in cui, al posto del consueto logo del main sponsor Paramount+, comparirà quello delle Tartarughe Ninja. Una chiara pubblicità rispetto al film Tartarughe Ninja – Caos Mutante, in uscita domani in esclusiva sulla piattaforma di streaming Paramount. Un’iniziativa che ricorda ai più l’operazione che venne già fatta a dicembre per sponsorizzare il nuovo film dei Transformers, durante la gara contro l’Udinese. Per l’occasione, lunedì, saranno presenti allo stadio San Siro i quattro protagonisti del film in uscita il primo marzo. Donatello, Leonardo, Raffaello e Michelangelo infatti intratterranno il pubblico presente sugli spalti nel prepartita a bordocampo. I tifosi nerazzurri potranno inoltre acquistare la maglia speciale in versione Home, Away e Third online o nello Store di Corso Vittorio Emanuele. Qui sotto il comunicato dell’Inter.

COMUNICATO – Dopo la jersey dedicata alla saga Transformers, Inter e Paramount+ tornano a celebrare l’unione tra calcio ed intrattenimento con una nuova collezione di maglie (Home, Away e Third) ispirata all’iconica serie Teenage Mutant Ninja Turtles. La maglia home dedicata alle Ninja Turtles verrà indossata dai giocatori nerazzurri per Inter-Genoa e per l’occasione a San Siro saranno presenti quattro ospiti d’eccezione: i personaggi di Leo, Raph, Donnie e Mikey animeranno infatti il prepartita da bordocampo, nelle sale hospitality e accoglieranno i giocatori all’ingresso in campo per il riscaldamento. Per questa iniziativa verranno inoltre pubblicati dei contenuti esclusivi sui canali ufficiali del Club”.

https://x.com/numerodiez_10/status/1763192007890010579?s=46&t=rYHcxYmUMOtTLszTO2drOA

 

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I tifosi del Lecce alzano la voce: “Cacciate fuori gli attributi, pretendiamo vittorie”

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Lecce

Appena 4 punti conquistati nelle ultime dieci partite di Serie A dal Lecce che, nonostante ciò occupa la 14ª posizione in classifica. Numeri che la rendono la peggior squadra al pari del Frosinone, un periodo di forma a dir poco negativo.

La sconfitta rimediata contro l’Inter – avversario di assoluto livello – è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i tifosi salentini, infatti, hanno manifestato il loro dissenso in merito alle prestazioni messe in campo dagli uomini di D’Aversa negli ultimi periodi. Un campanello d’allarme che dalle parti di Lecce sperano possa far invertire il recente trend.

IL MESSAGGIO DEI TIFOSI

Cacciate fuori gli attributi. Pretendiamo solo vittorie, adesso solo vittorie. Meritateci, siamo sempre con voi”.

La prossima sfida vedrà i giallorossi affrontare il Frosinone. Una gara – come esposto in precedenza – tra le due squadre più in crisi del campionato. Dopo un periodo di ‘flessione’, le due formazioni sono chiamate a fare risultato per non cullarsi troppo del vantaggio maturato sulle ultime tre della classe e generare così un’ondata positiva nel proprio ambiente.

Il match del “Benito Stirpe” di Frosinone, programmato per domenica 3 marzo alle 15:00, promette battaglia. I tifosi si aspettano una risposta concreta sul campo: nient’altro se non la vittoria.

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Dove vedere Lazio-Milan in tv e streaming

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In foto: Rafael Leao, attaccante del Milan, a duello con Adam Marusic, esterno della Lazio - Serie A, Coppa Italia, Europa League, Champions League.

DOVE VEDERE LAZIO-MILAN IN TV E STREAMING – Nell’attesa di conoscere i risultati degli ultimi due recuperi, per la Serie A si torna in campo già venerdì con una partita molto importante. Allo Stadio Olimpico di Roma infatti, andrà in scena LazioMilan, una delle ultime occasioni per i biancocelesti di rientrare nella corsa alla prossima Champions League. Per il Milan invece bisogna assolutamente tornare a vincere per una tranquillità utile anche in Europa.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo l’importante vittoria sul campo del Torino nel recupero della 21ª giornata, la Lazio è tornata a perdere nella difficile trasferta contro la Fiorentina. Un continuo di alti e bassi per gli uomini di Sarri, autori di una brutta prestazione contro la viola. L’ottavo posto in campionato è un dato ancor più allarmante, con il quarto posto occupato attualmente dal Bologna che dista ben 8 punti. Perdere venerdì, con 11 giornate rimanenti, complicherebbe notevolmente la stagione dei biancocelesti che potrebbero dire quasi addio al treno Champions.

Per il Milan invece, dopo le due brutte sconfitte contro Monza e Rennes, è arrivata la bella prestazione contro l’Atalanta, seppur con un solo punto portato a casa. Vincere contro la Lazio sarebbe una boccata d’ossigeno importante per gli uomini di Pioli, continuando a tenere a debita distanza tutte le inseguitrici che si sono rifatte sotto dopo le ultime uscite.

DOVE VEDERE LAZIO-INTER IN TV E STREAMING

La gara LazioMilan prevista per venerdì 1 Marzo sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, dove potrà essere seguita in streaming live e on demand tramite app o sito ufficiale avvalendosi di una Smart Tv, Pc, smartphone, tablet o console.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Immobile, Felipe Anderson. All.: Maurizio Sarri.

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Thiaw, Gabbia, Theo Hernandez; Bennacer, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Giroud. All.: Stefano Pioli.

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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