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Mario Pasalic, il lubrificante giusto per gli ingranaggi del “Mago”

In un mercato estivo che sta regalando tantissime emozioni e colpi di scena, soprattutto per i “crack” messi a segno dalle squadre di prima fascia, vedi Ronaldo alla Juventus, Pastore e Kluivert alla Roma, Nainggolan all’Inter, Verdi e Fabian Ruiz al Napoli senza dimenticare la telenovela Milinkovic Savic e gli intrighi di mercato che riguardano il Milan, le compagini di media classifica, però, non sono da meno per quanto riguarda le operazioni in entrata. Una società che sta stupendo tutti è sicuramente l’Atalanta del mago Gasperini, che dopo aver ufficializzato lo straordinario innesto di Duvan Zapata dalla Sampdoria, riesce a piazzare nello scacchiere tattico un’altra pedina importante: Mario Pasalic.

Il croato, di proprietà del Chelsea, arriva in Italia in prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni. Fondamentale è stata la volontà del calciatore di preferire come meta il campionato italiano, ma non va dimenticato l’ottimo rapporto che si è instaurato fra l’amministratore delegato atalantino Luca Percassi (ex giocatore dei Blues) e il club proprietario del cartellino. Irrilevante il forte inserimento last minute nella trattativa del Werder Brema.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Nonostante la sua altezza la faccia da padrone, Mario Pasalic è un “classico numero otto” – così si definì a Milan Tv durante la sua prima intervista in rossonero. Croato di nazionalità, ma nativo di Mainz (Germania) si sviluppa, calcisticamente parlando, come mezzala che ama agire in mezzo al campo. Il fisico possente gli permette di fare a sportellate con tutti gli avversari, difficilmente perde un contrasto. Questa conformazione naturale non danneggia però la tecnica di base e l’agilità del ragazzo. Infatti è dotato di un eccellente dribbling nello stretto e di una velocità sopra le righe per avere un’altezza che tocca la quota del metro e novanta. Oltre al ruolo prediletto, il classe 1995 può ricoprire altre due posizioni: quella di trequartista offensivo centrale e quella di mediano/regista davanti alla difesa, una sorta di frangiflutti in grado di rallentare il gioco, se necessario, e di verticalizzare subito con lanci lunghi precisi al millimetro per la punta o le ali che sgroppano sulle fasce.

Un vero e proprio metronomo di centrocampo, che sa usare a meraviglia ambedue i piedi. Ciò che lo rende raro come un diamante è la polivalenza di ruolo, oltre ad uno spiccato vizio del gol e un tempismo negli inserimenti che rasenta la perfezione. Il talento croato venne gettato nella mischia da Montella soltanto verso metà stagione, tardivamente viste le sue qualità. L’aeroplanino lo impiegò come mezzala nel centrocampo a 3 e non come playmaker al posto del veterano Montolivo. In quella posizione riuscì ad esprimersi a meraviglia: timbrò ben 27 gettoni in toto, gonfiando la rete cinque volte. Fra l’altro, alcune delle sue marcature risultarono decisive per i tre punti. Continuando con qualche pillola statistica riguardante la stagione 2017/2018, giocata in prestito allo Spartak di Mosca, Pasalic, nonostante sia partito soltanto 10 volte da titolare, a fine torneo ha ottenuto il 90% di precisione nei passaggi nella propria metà campo, il 79% in quella avversaria e il 72% nei lanci lunghi. Ancora più rilevanti i dati sui dribbling andati a segno (82%) e sui contasti vincenti (60%). Da prendere assolutamente al fantacalcio: media voto del 7, con qualche exploit quando è andato in bonus con gol o assist.

NELLO SCACCHIERE TATTICO DEL “MAGO”

Un giovane di ventitré anni, con la sua esplosività ed incisività, è difficile da scovare. Di certo non per il Gasp e per il direttore sportivo dei bergamaschi Gabriele Zamagna, che ha messo a segno un colpo da novanta, sia nell’immediato, sia in prospettiva. Il giusto rinforzo per una compagine che lotterà su tre fronti: Serie A, Coppa Italia ed Europa League, preliminari permettendo. Mister Gasperini, molto probabilmente, opterà per il classico 3-4-2-1 con il tandem di trequartisti Papu Gomez e Josip Ilicic dietro all’unica punta Duvan Zapata, modulo che metterà a lustro le anche caratteristiche di Mario Pasalic. Il croato verrà utilizzato nella posizione di centrocampista centrale data la sua spiccata forza fisica, libero si svariare ed impostare la manovra da dietro visti i suoi piedi raffinati. Al suo fianco troverà uno fra De Roon o Freuler, con quest’ultimo seguito, in questa sessione di mercato, dalla Lazio di Inzaghi.

Nel caso in cui il tecnico nerazzurro scegliesse di avanzare il raggio d’azione dell’ex Milan nella trequarti campo (come spesso era successo con Cristante nella passata stagione), il croato avrebbe tutte le carte in regola per rispettare i compiti poiché – come detto in precedenza – sa inserirsi fra le linee ed è dotato di una discreta conclusione dalla distanza. Quasi sicuramente, se la sua dedizione alle percussioni offensive diventasse una costante, Gasp dovrebbe ritrovarsi a sceglierne due tra Pasalic, Gomez o Ilicic. La possibilità di contare su un calciatore così duttile garantisce dunque maggiore sicurezza e copertura in tutto il reparto.

Insomma un colpo da voto “Diez” messo in banca dalla Dea, che certamente non farà rimpiangere la cessione a titolo definitivo di Cristante alla Roma. Dopo la trattativa Zapata, anch’essa da dieci, l’Atalanta vola sulle ali dell’entusiasmo di una piazza che spera di vivere un campionato almeno sui livelli delle due ultime stagioni.

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