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Paulo Dybala, l’ultimo grande atto per salutare la sua Signora

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Dybala-Roma

Derby d’Italia, emozioni, pensieri, tensione. Ci si gioca tanto, tantissimo; tutti lo sanno. La partita, in sé, è sempre stata una delle più accese, sia per la rivalità che per la grande caratura dei due club. Questa stagione, però, sarà un crocevia fondamentale per il destino finale di Juventus ed Inter.

La pressione è tanta, la posta in palio ancora di più. I bianconeri devono blindare la zona Champions League, e chissà, magari sognare qualcosa di più. I nerazzurri sono in corsa per lo scudetto, e una vittoria varrebbe doppio in un match così difficile. I 22 giocatori che scenderanno in campo avranno ansia, paura di sbagliare, ma anche foga agonistica e voglia di dimostrare.

C’è, però, un giocatore che sa che non può fallire, si chiama Paulo Dybala.

DYBALA, ULTIMO DERBY… IN MAGLIA BIANCONERA

Arrivato nel 2015 dal Palermo che era poco più di un bambino, se ne andrà da uomo maturo; Paulo Dybala giocherà l’ultimo derby d’Italia di sempre…o forse solo con la maglia bianconera.

L’argentino esordisce con la Juventus il 20 agosto in Supercoppa, ci mette dieci minuti per segnare la rete del 2-0 che regala il trofeo alla Vecchia Signora. Cinque Scudetti, quattro Coppe Italia, tre Supercoppe Italiane sono state conquistate sotto il cielo di Torino. Ben 283 presenze, condite da 113 gol e 48 assist, Paulo ha sicuramente un posto nella storia della Juventus. Sette anni passati con lei, sette anni di gioie e dolori, vittorie e cocenti sconfitte, dal 3-0 al Barcellona, ai pianti di Cardiff. C’è tutto questo nella storia della Joya con la Juventus, che si concluderà a fine stagione.

Contro l’Inter, domani alle ore 20:45, sul prato verde smeraldo dello Stadium, potrebbe consumarsi l’ultimo derby d’Italia di Dybala, o chissà, l’ultimo con la Juve. Esatto, questo perché, come ormai risaputo da settimane, i nerazzurri proveranno fino all’ultimo a portare sotto la Madonnina l’ex Palermo.

Dybala e Skriniar durante il match di Supercoppa dello scorso gennaio. (Photo by Jonathan Moscrop/Getty Images)

I Campioni d’Italia hanno l’occasione di accaparrarsi un talento cristallino a costo zero, ed uno come Marotta, che di colpi a parametro zero ne capisce, ha già fiutato l’affare. Paulo Dybala vivrà un mix di emozioni da capogiro domenica 3 aprile davanti al pubblico delle grandi occasioni dell’Allianz Stadium. La missione sarà quella di non deludere i suoi tifosi, regalandogli una delle ultime gioie, e sorprendere quella, che, magari, in un vicino futuro, potrebbe essere la sua nuova squadra.

L’OCCASIONE PER CHIUDERE UN’ERA

L’argentino, destinato a separarsi dalla sua Vecchia Signora, che lo ha coccolato e cresciuto in questi ultimi sette anni, avrà gli occhi puntati addosso nella gara contro i nerazzurri. Non solo dei suoi tifosi, anzi: i supporters dell’Inter osserveranno con attenzione la Joya, sperando di poter costruire un futuro assieme e che non li castighi proprio domenica sera.

Il derby d’Italia potrà essere una delle ultime occasioni di Dybala per dimostrare il suo amore verso la Juventus, e regalare la speranza ai suoi tifosi di poter competere ancora per un utopico Scudetto. C’erano tanti dubbi fino a poche ore fa sul suo possibile impiego dall’inizio per questo match. Le perplessità, però, le ha sciolte prontamente Massimiliano Allegri in conferenza stampa, dichiarando che: “Paulo domani gioca dall’inizio”. È la sua occasione.

 

La fiducia (sul campo) dei bianconeri, per questo rush finale di stagione è tanta. C’è riconoscenza per il lavoro svolto in questi anni e per il talento puro della Joya. Riconoscenza che potrà essere ricambiata, domani sera, dallo stesso attaccante, magari rendendosi decisivo e regalando una vittoria alla sua Signora.

A breve non ci sarà più alcuna Dybala Mask all’Allianz Stadium di Torino, alle 20:45 di domani potrebbe essere l’ultimo grande atto per chiudere un ciclo, chiudere un’era, chiudere il cerchio di un’amore interiore, che, forse, non finirà mai.

Il derby d’Italia è l’occasione di Dybala. Vietato sbagliare. Ammesso sognare. Il presente è un dono, al futuro ci si penserà poi.

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Juventus, nuove intercettazioni di Cherubini: “Paratici è pericoloso”

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Nedved

Sono momenti concitati in casa Juventus. Nuove intercettazioni, riportate dalla Gazzetta dello Sport, avrebbero reso noti i movimenti di mercato dei bianconeri. Pare che la gestione di Paratici fosse caratterizzata anche per alcune spese folli. A rivelarlo è Federico Cherubini, ex ds della Vecchia Signora, in un’intercettazione: “Fabio ha drogato il mercato. Anche Kulusevski o Chiesa che sono ottimi giocatori, ma quando li abbiamo comprati noi li abbiamo pagati troppo. Kulusevski aveva fatto cinque mesi in Serie A e l’abbiamo pagato 35 più 9 di bonus: sono 44”.

Inoltre, l’acquisto dello svedese viene nominato tra quelli “senza senso” dall’attuale d.s., insieme alle operazioni di Muratore, Romero e Demiral, mai dichiarate a bilancio. Dal 2018 al 2021,inoltre, Paratici poteva firmare su operazioni di massimo 50 milioni: “Se Fabio si svegliava la mattina e aveva mal di testa o beveva un bicchiere poteva firmare 20 milioni senza dirlo a nessuno. Era pericoloso. Il cappello sopra Fabio io l’avrei messo a sua tutela – Prosegue Cherubini – perché è campione del mondo, trequartista, numero 10… però viene valorizzato da chi gli dà equilibrio da sopra, che ogni tanto gliene stoppa uno di affare. Lui a un certo punto non aveva più questo filtro. Non agiva per la Paratici srl, ma per la Juve eh. Ha fatto un fuori giri! E ti ha portato a fare delle operazioni che in un contesto di normalità non puoi fare… Spinazzola-Pellegrini non puoi farlo”.

Inoltre, come dichiarato da lui stesso, Cherubini sarebbe andato in crisi: “Ho avuto delle sere che tornavo a casa e mi veniva da vomitare solo a pensarci. Mi sentivo che mi stavo vendendo l’anima perché ero complice di alcune cose”.

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Genoa-Cittadella, le probabili formazioni: rischio turnover per Coda

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Genoa

Dopo una settimana decisamente movimentata in casa Genoa, il focus è ora tutto sulla sfida di domenica 4 dicembre contro il Cittadella. I rossoblù tornano al Ferraris, che si preannuncia gremito come al solito. La Gradinata Nord, per i primi 15 minuti, protesterà rimanendo in silenzio.

La protesta è rivolta non alla squadra, come la situazione di crisi potrebbe far pensare, bensì contro la giustizia sportiva che ha comminato severe sanzioni ad alcuni tifosi genoani rei di aver violato delle norme esultando in occasione del gol dell’1-2 di Yeboah in Venezia-Genoa. Garantito il massimo sostegno a giocatori e staff dunque, nonostante gli striscioni comparsi in settimana a Marassi e al Pio.

Dal canto suo, il gruppo ha soprattutto pensato a ricompattarsi in questi giorni di preparazione, come testimoniano le dichiarazioni di Bani e Strootman a margine della festa di Natale del settore giovanile. I due hanno dato ragione a Blessin riguardo alle pesanti critiche mosse dal tecnico per l’atteggiamento della squadra e si sono detti concentrati a migliorare il rendimento.

Bisognerà farlo in fretta, poichè dopo la sfida al Cittadella a Genova l’8 dicembre arriverà il Sudtirol. Il weekend seguente, poi, ci sarà la trasferta di Ascoli. Intanto, però, ecco le probabili scelte dei due allenatori per Genoa-Cittadella.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI GENOA-CITTADELLA

In ragione del tour de force in arrivo, Blessin pensa a un turno di riposo per Massimo Coda: al suo posto potrebbe giocare Puscas. Il rumeno non ha brillato nella trasferta di Perugia, ma la prima occasione da titolare in casa potrebbe galvanizzarlo. A centrocampo ancora indisponibile Badelj, mentre il ristabilito Sturaro si candida a una maglia dal primo minuto. Dopo l’esito negativo dell’esperimento in Umbria, si dovrebbe tornare al 4-2-3-1.

Nel Cittadella di Gorini sono tre le assenze pesanti: a Felicioli e Baldini si è aggiunto anche Beretta, che non partirà per un problema al polpaccio. Antonucci agirà alle spalle dei due attaccanti, centrocampo a 3 con Carriero, Pavan e Branca.

Genoa (4-2-3-1): Semper; Hefti, Bani, Dragusin, Sabelli; Strootman, Sturaro; Gudmundsson, Aramu, Jagiello; Puscas. All.: Blessin

Cittadella (4-3-1-2) Kastrati; Vita, Perticone, Frare, Cassandro; Carriero, Pavan, Branca; Antonucci; Tounkara,Varela. All.: Gorini

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Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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