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Paulo Sousa e la sua Fiorentina

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PAULO E LA VIOLA

Da diverse stagioni Paulo Sousa è l’allenatore della Fiorentina. L’allenatore portoghese è l’assoluto protagonista del rendimento della compagine viola in questi ultimi due anni. Andiamo ad analizzare le statistiche della Fiorentina tra campionato e coppa dall’arrivo di Sousa: nella stagione 2015-2016 il tecnico ha ottenuto il quinto posto, che ha permesso ai suoi giocatori di disputare per la stagione successiva la UEFA Europa League. Con diciotto vittorie, dieci pareggi e dieci sconfitte la Fiorentina ha dimostrato di essere una squadra sicuramente di prima fascia, merito del suo condottiero che ha creato un miscela composta da giovani promesse ed incognite. Su tutti il numero nove croato Nikola Kalinic: l’attaccante si dimostra un eccellente rapace d’area diventando così uno dei punti fermi della formazione allenata da Sousa. Nelle prime giornate della stagione 2015-2016 la Viola dimostra di avere un rendimento quasi da Champions League tanto da essere paragonata al famoso Borussia Dortmund di Jurgen Klopp. I tifosi sono in visibilio e il tecnico della squadra si guadagna il rispetto della piazza dopo aver subito lo scetticismo delle prime partite, ma con il passare dei mesi qualcosa si rompe: la Fiorentina, nonostante aver superato il girone di qualificazione in Europa League, perde agli ottavi di Coppa Italia contro il Carpi e viene surclassata in campionato dalle compagini di Napoli e Roma. La vetta in classifica si dimostra quindi un piazzamento temporaneo e la squadra, assieme al suo commissario tecnico, è costretta a rivedere i suoi obiettivi. Continua il momento no della formazione toscana che, dopo essere stata fermata dagli inglesi del Tottenham in Europa, accusa il pareggio contro Verona e Frosinone, decisiva anche la sconfitta nel derby contro l’Empoli che compromette la qualificazione alla Champions League. La Fiorentina sembra aver accusato il colpo, ma i punti presi nella fase finale della stagione consentono agli undici titolari di ottenere ancora una volta il pass per l’Europa League. Quest’anno la Fiorentina si è ripresentata il campionato con diversi nuovi volti quali SalcedoCristoforo, Sanchez, Chiesa, Diks e molti altri. Questi acquisti però non sono bastati al gruppo a mantenere il rendimento delle prime giornate dell’anno precedente: la Fiorentina comincia il campionato a fari spenti e il suo condottiero subisce ancora una volta la pressione dei tifosi e questa volta anche della dirigenza, alimentando così i rumours di un suo possibile esonero. In questa stagione anche il centravanti croato Kalinic accusa il colpo: per il giocatore i gol arrivano col contagocce, lasciando spazio al nuovo profilo del momento: il numero 10 Federico Bernardeschi. Il centrocampista riesce a trainare la squadra toscana più volte verso punti preziosi diventando così il nuovo idolo dei sostenitori viola. In coppa la Fiorentina ha un rendimento continuo, tanto da qualificarsi in anticipo ai sedicesimi di finale, sedicesimi che vedono opposti i gigliati contro i tedeschi del Borussia Monchengladbach con l’andata che termina a favore della compagine di Firenze, decisiva una punizione magistrale di Bernardeschi.
Nell’ultimo scontro in campionato contro il Milan Sousa rimedia una sconfitta che forse può essere fatale per la rincorsa alle prime posizioni. Il portoghese rimane il tecnico della squadra toscana, la sua esperienza può essere considerata positiva però questo non basta per placare le voci di un suo possibile addio a fine stagione. Vedremo cosa accadrà a giugno, nel frattempo non ci resta che seguire la stagione a tinte viola del gruppo di Andrea della Valle & Co. 

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio Internazionale

Gomez carica l’Uruguay: “Contro il Ghana una finale”

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Maximiliano Gomez, attaccante dell’Uruguay, ha parlato ai microfoni di Teledoce dopo la sconfitta contro il Portogallo.

L’attaccante ha caricato i suoi per la sfida contro il Ghana, decisiva ai fini della qualificazione:

“Dobbiamo già pensare alla prossima sfida col Ghana. Giocheremo l’ultimo incontro della fase a gironi come se fosse una finale e ci auguriamo di riuscire a vincerla”

Gomez ha anche analizzato il match di stasera:

“Sono contento di aver avuto l’opportunità di scendere in campo, ma al tempo stesso mi dispiace per il risultato perché abbiamo disputato un grande secondo tempo. Il Portogallo è una grande squadra e sapevamo di trovarci di fronte degli ottimi calciatori”.

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Calcio Internazionale

Messico, tegola Guardado: stop di 10 giorni

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Tata Martino

Tegola in casa Messico, a 2 giorni dal match clou contro l’Arabia Saudita.

Il centrocampista Andres Guardado, infortunatosi nel match contro l’Argentina, dovrà stare fermo ai box 10 giorni stando a quanto riportato da L’Equipe. I messicani, fermi ad un punto in classifica, sono obbligati a vincere, per tenere vive le chances di qualificazione in un girone super equilibrato. L’altra sfida vedrà di fronte Argentina e Polonia, con i primi a quota 3 e i polacchi in testa al gruppo con 4 punti, frutto di una vittoria e un pareggio proprio contro il Messico.

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Flash News

La lettera di addio di Andrea Agnelli ai dipendenti della Juventus

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Agnelli

Andrea Agnelli, prima delle dimissioni arrivate in serata, ha rivolto una lunga lettera di addio a tutti i dipendenti del club.

“Cari tutti,
Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il JMuseum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…“.

LA FINE DI UN’ERA

Questo il toccante saluto di Andrea Agnelli al suo popolo, quello bianconero. Una storia iniziata nel lontano maggio del 2010, quando fu eletto presidente, diventando il quarto esponente della famiglia Agnelli alla guida del club.

19 titoli complessivi: 9 Scudetti, 5 coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane.

Andrea Agnelli, nel bene e nel male, ha segnato indelebilmente, 12 anni di storia del calcio. Dallo stadio di proprietà al progetto Superlega, l’ormai ex presidente bianconero ha rivoluzionato il gioco.

Agnelli è stato capace di riportare la Juventus sul tetto d’Italia, provando a ripetersi, non riuscendoci del tutto, in Europa. 12 anni di successi e di tonfi clamorosi, di gioie e dolori, di esultanze e liti con i tifosi.

 

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