Il Pippo Inzaghi portoghese”. È così che molti addetti ai lavori hanno soprannominato Pedro Marques, attaccante classe 1998 di proprietà dello Sporting Lisbona. Il paragone è indubbiamente esagerato e forzato, ma i numeri del giovane lusitano sono impressionanti, tanto da essere eletto miglior giovane del mese di marzo nella massima serie portoghese, certamente non priva di talenti appetiti dalle big europee. Attualmente in prestito al Gil Vicente, che, anche con tre gol nelle ultime cinque apparizioni, sta aiutando a raggiungere una salvezza tranquilla, Pedro si caratterizza per essere un attaccante agli antipodi rispetto al prototipo del centravanti moderno, ma indispensabile per tutti i tecnici che hanno avuto il piacere di allenarlo e amato dai tifosi per i quali ha segnato con continuità.

UN ATTACCANTE ATIPICO

Poco strutturato, misurando 180 centimetri e pesando non più di 75 kilogrammi, Marques si discosta dalla maggior parte dei suoi omologhi moderni, in quanto non adatto alla lotta spalle alla porta, non particolarmente educato nei fondamentali tecnici, non sempre pulito nelle giocate, ma implacabile negli ultimi sedici metri.

Se sono i numeri, che vedremo fra poco, a parlare per l’attaccante del Gil Vicente, è la abilità realizzativa che consente di immaginarne una immediata crescita esponenziale, oltre che la capacità di adattarsi rapidamente a differenti contesti nel panorama europeo. Infatti, Pedro ha mostrato di saper segnare “di rapina”, con eccellente reattività sui palloni vaganti, ma anche di testa, seppur brevilineo, così come in torsione di prima, palesando una spiccata dote nell’impatto con la sfera proveniente dall’esterno. Nonostante il piede preferito sia quello destro, non sono sporadiche le reti realizzate con il mancino. La versatilità della quale dispone gli consente di poter giocare come prima punta in un 4-3-3, anche se fatica nel gioco spalle alla porta, oppure a due punte accanto ad un centravanti più strutturato, attaccando lo spazio e giovando di una maggiore profondità.

CARRIERA

Seppur solo ventiduenne, Pedro Marques ha già maturato esperienza a livello internazionale. Cresciuto nel ricco settore giovanile dello Sporting, l’attaccante è stato poi prestato in Olanda, dove ha vestito le maglie del Dordrecht e del Den Bosch; per poi tornare quest’anno alla casa madre ed essere prestato nuovamente a gennaio nel nord del Portogallo. Ricoprono un ruolo nel processo di crescita di Pedro anche le presenze nelle nazionali rossoverdi under 18, under 19 e under 20.

Tuttavia, l’elemento che ha sempre caratterizzato la carriera del giovane lusitano è il gol. Già nel corso della Youth League  2016/2017, in un girone di ferro contro Real Madrid, Borussia Dortmund e Legia Varsavia, Marques si era messo in luce per le tre reti realizzate nelle prime tre partite, tra le quali spicca quella contro il Real di Federico Valverde, allenato dal galactico Guti. Dopo diverse annate trascorse nella accademia biancoverde, ecco il grande salto in Olanda.

Nel corso dell’estate 2019, Pedro passa in prestito al Dordrecht, compagine militante nella serie cadetta dei Paesi Bassi, campionato apparentemente poco performante, ma caratterizzato da ritmi alti e da un buon livello tecnico, grazie alla presenza delle seconde squadre di Ajax, PSV, AZ fra le tante. Superata una prima fisiologica fase di adattamento, l’attaccante portoghese realizza sei reti in ventuno partite, condite da otto assist.

A gennaio il grande salto verso il Den Bosch, società più blasonata e in lotta per un posto nel playoff verso la massima divisione olandese.L’impatto nel club che ha visto i natali calcistici di Ruud Van Nistelrooy è devastante. Nelle prime sette partite, Pedro mette a segno otto reti e fornendo anche due assist. Il suo nome inizia a girare tra molti club attenti e abili nel pescare occasioni a basso prezzo. La reattività e il fiuto del gol di Pedro colpiscono gli scout presenti al De Vliert, ma l’avvento della pandemia in primavera ferma i campionati olandesi e di conseguenza la trionfale cavalcata del bomber lusitano.

IL FUTURO DI PEDRO MARQUES

Lo Sporting, molto attento alla valorizzazione dei propri talenti, lo conferma nell’organico della prima squadra per la corrente stagione. Si crea così un buon feeling con Ruben Amorim, demiurgo di un titolo sempre più vicino per i leoni di Lisbona.

Tuttavia, la concorrenza nel reparto offensivo è notevole; Pedro trova poco spazio ma riesce a realizzare addirittura una doppietta  in diciotto minuti in coppa contro il Sacavenense, mantenendo una media gol internazionalmente invidiabile. A gennaio i dirigenti dello Sporting decidono di consentire a Pedro di ottenere più spazio. Ambito da diverse squadre in tutta Europa, la scelta ricade sul Gil Vicente, affinché possa crescere assaporando i tacchetti dei difensori della massima divisione portoghese. L’impatto con il piccolo club del nord è stato più che soddisfacente, a dimostrazione che il gol non conosce latitudine.

Non dovremo stupirci, quindi, se vedremo Pedro all’Alvalade in una notte di Champions League la prossima stagione.