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Pengwin si racconta: “Tanti obiettivi e un sogno; il betting è abilità, non azzardo”

Pengwin si racconta: “Tanti obiettivi e un sogno; il betting è abilità, non azzardo”

Kristian, in arte Il Pengwin, è ad oggi il match analyst, o tipster, più seguito in Italia. Solo su Instagram conta più di 660 mila followers e il suo canale Youtube ha più di 110 mila iscritti. Nella lunga chiacchierata avuta con noi, Kristian si è raccontato a tutto tondo, spaziando tra il mondo del betting italiano e i suoi obiettivi futuri, lavorativi e non solo.

Dall’alto della sua esperienza Il Pengwin ha avuto modo di interfacciarsi anche con il mondo del betting straniero, inglese e spagnolo soprattutto, valutando le differenze che sussistono con quello italiano.

Kristian, quali sono le differenze sostanziali tra il mondo del betting italiano e quello straniero?

“La differenza reale sta nell’approccio a questa disciplina. In Italia è vista come una branca del gioco d’azzardo, in tutto e per tutto paragonabile alla roulette. Negli altri paesi, invece, c’è un approccio più pragmatico e consapevole. Da noi la scommessa viene vista come una possibilità per sognare e sperare, consapevoli della difficoltà di vincita. In Inghilterra e Spagna ciò non accade. La mentalità è quella di giocare in modo più razionale: anzichè rischiare una multipla, ci si concentra su una sola partita, alzando sensibilmente le probabilità di successo. Ed è quello che faccio io: sono entrato in questo campo da appassionato, ma con razionalità. La filosofia che ho sviluppato è che penso prima di tutto per me stesso, senza mai buttare soldi. Questo è quello che voglio far passare a chi mi segue“.

Lato più personale, Il Pengwin ha dei progetti ben precisi, oltre ad un sogno nel cassetto che spera possa avverarsi.

Puoi svelarci alcuni dei tuoi progetti per la prossima stagione sportiva?

“In primis continuerò Kick Off (il suo programma di analisi sportive sui maggiori campionati di calcio, ndr), dove verrà integrata una larga parentesi sulla Serie B. Successivamente ci concentreremo sui Mondiali di fine anno, dando al programma una cornice differente con nuovissimi ospiti. Per il resto, voglio continuare a perfezionare la mia figura ed essere un punto di riferimento non solo nel betting, ma anche nell’analisi delle partite. Mi piace intrattenere anche coloro che vogliono solo avere informazioni sulla partita che andranno a seguire. Lato editoriale, invece, voglio continuare la strada che ho intrapreso. Diversi ragazzi collaborano con me nello scrivere approfondimenti delle partite e sta tutto funzionando alla grande”.

Qual è il tuo sogno più grande in questo momento?

“Il mio sogno dichiarato è quello di parlare di calcio ai massimi livelli in televisione. Non è una cosa facile perchè non sono un calciatore e nemmeno un figlio d’arte, ma ho tantissima passione che mi porto dietro”.

Hai mai pensato dove sarai tra dieci anni?

“Non è facile farlo, anche perchè mi piace ragionare per step. Penso di stagione in stagione per cercare di raggiungere quel sogno che è la televisione. Una cosa è certa: continuerò a seguire il calcio, ma non so se lo farò ancora per il pubblico. La mia attività è sicuramente stimolante e bella, ma al tempo stesso molto stressante. Ogni giorno mi interfaccio con migliaia di persone che mi vedono come colui che fa vincere soldi senza sforzarsi. Ma non è cosi: prima di tutto sono un analista di partite, che studia e lavora con metodo e passione per portare dei validi contenuti a chi mi segue. Non a caso io dò consigli gratuitamente, proprio perchè non vendo un servizio. Questa mia abilità è poi complementare al betting, perchè più sei conoscitore di calcio, più hai possibilità di trovare la giocata vincente”.

E per concludere la chiacchierata, Kristian Pengwin ha aggiunto un messaggio da non dimenticare:

“Io amo parlare e raccontare il calcio, avevo anche iniziato la carriera da giornalista sportivo. Mi piace tanto trasmettere la parte educativa di questa comunicazione. Quella che ti dà lo stimolo a raggiungere ciò che poi vuoi fare ed essere nella vita, non solo in ambito calcistico. Voglio sfatare un tabù sul betting: non è gioco d’azzardo. Se le cose vengono fatte con razionalità, si può fare. Il betting è prima di tutto un gioco d’abilità. Dipende tutto dal proprio approccio e dalla propria testa”.

(fonte immagine in evidenza: profilo IG @ilpengwin)

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