Per la prima volta in otto anni, Florentino Perez si presenta al “Chiringuito de Jugones“, popolare trasmissione calcistica spagnola.
Il presidente del Real Madrid, e da domenica della Super League, è stato ospite del popolare programma per circa un’ora e mezza.

I temi affrontati sono stati vari. Da Mbappé («Mi fermano per strada, nonostante abbia la mascherina, e mi dicono: ‘Presidente, prendi Mbappé!’. Cosa rispondo? ‘Tranquillo») al rinnovo di Ramos («Anche a Sergio Ramos voglio molto bene ma al Madrid stiamo vivendo una situazione molto negativa economicamente e dobbiamo essere realisti: le cose vanno male per tutti. Non ho detto che non resta, assolutamente. Chiudiamo la stagione poi vediamo»).

CAMBIARE PER SOPRAVVIVERE

Il piatto forte della serata del Chiringuito è però la Super League, competizione della quale Pérez parla ampiamente.
Secondo il presidente, il calcio è costretto a cambiare come fanno le aziende, e, in un periodo di crisi come questo, il cambiamento è necessario se non si vuole mettere a rischio la propria sopravvivenza.

Anche il calo di audience e i progressivo disinteresse dei più giovani mettono a rischio le squadre che secondo Perez sono state costrette allo strappo: «Siamo in un momento di enorme difficoltà. Il calcio per colpa della pandemia ha perso 5 miliardi di euro. Noi 100 milioni in tre mesi un anno fa e 300 in questa stagione. Bisogna far qualcosa, bisogna cambiare. I giovani stanno perdendo interesse nella competizione e bisogna far si che si riaggancino al prodotto. Per farlo bisogna cambiare, così come si fece negli anni 50 quando Santiago Bernabeu ideò la Coppa d’Europa e ha cambiato la storia del calcio, ora succederà lo stesso. Sono tre anni che lavoriamo a questo progetto, la pandemia ci ha costretti ad accelerare i tempi».

BISOGNA AVERE PARTITE PIÙ COMPETITIVE

“La Champions League attuale non ha una grande attrattiva”, dice Pérez al conduttore del Chiringuito Pedrerol. Le partite importanti arrivano ai quarti e ai tifosi importa poco vedere le grandi squadre europee sfidare le piccole. Alzare il livello delle partite è necessario per alzare l’interesse degli spettatori.

Con partite più importanti cresce il valore dei diritti televisivi e automaticamente gli introiti delle squadre partecipanti: « L’attuale Champions League non è attrattiva, lo diventa solo in marzo, la gente non vuole vedere partite contro squadre modeste. Ci sono 4 miliardi di potenziali tifosi che vogliono veder giocare i grandi club. Se questi grandi club vanno bene e incassano possono poi condividere quanto incassato con i club modesti, perché noi ragioniamo in termini di valori e di solidarietà. Hanno detto che è un progetto da ricchi per ricchi che renderà i poveri più poveri e non è vero».

RIFORMA CHAMPIONS DAL 2024? SAREMO TUTTI MORTI

Neanche la riforma della Champions League proposta e ufficializzata lunedì convince Pérez: «Quanto guadagnano i club con la Champions attuale? La Uefa incassa 130 milioni, noi ne incasseremo 400, più soldi per tutti. Potremmo generare introiti per salvare il calcio. Oggi hanno presentato la nuova impostazione e nessuno ci capisce nulla, non si capisce come sarà e come funzionerà. E poi non genera denaro a sufficienza e parlano del 2024: se continuiamo col modello attuale saremo tutti morti nel 2024, la situazione è molto drammatica»

MODELLO EUROLEGA BASKET

Il modello che Pérez indica come quello da seguire è l’ Eurolega di basket, una lega semichiusa a cui prendono parte in totale diciotto club: undici sono fissi, cinque vi accedono annualmente al raggiungimento di determinati obiettivi e due partecipano su invito: «Hanno detto che la nostra è una lega chiusa e non è così, ci sono 5 posti liberi per chi li merita. Ancora non abbiamo stabilito i criteri di qualificazione, ma lo faremo. Il nostro non è un progetto chiuso. È una piramide: noi generiamo entrate e le redistribuiamo più in basso. E poi se noi abbiamo più soldi possiamo comprare i giocatori degli altri, così i club che vendono
incasseranno».

Le squadre partecipanti alla competizione, immagine estratta da MARCA.com

ASCOLTARE I GIOVANI

Parlando di giovani, il presidente madridista ha notato che i tempi sono cambiati. I potenziali nuovi spettatori, ha detto al Chiringuito, non hanno la voglia e l’interesse di rimanere per novanta minuti davanti a uno schermo: «I giovani trovano le attuali partite troppo lunghe. Va ripensato il sistema, e magari vanno accorciate. Il mondo sta cambiando continuamente e non possiamo voltare le spalle ai giovani, né trascurare i loro interessi. Dobbiamo staccarli dai tablet. Le nuove generazioni non ci capiscono e dobbiamo far si che lo facciano».

LE MINACCE NON AVRANNO SEGUITO

Tra i vari temi toccati , c’è anche quello delle varie minacce di FIFA e UEFA. Pérez dice in trasmissione che i club fondatori della Superleague non saranno cacciati dalle coppe europee nel corso di questa stagione. Inoltre i calciatori impegnati nella nuova competizione non devono temere di non poter giocare con le proprie nazionali.

Lo strappo tra le big e la UEFA sembra marcato e le parole del numero uno di casa blanca rappresentano una pagina importante nello sviluppo di una situazione in divenire. Le parti in gioco riusciranno a ricucire, mediare e trattare? Quello dei club è solo un bluff per avere più potere contrattuale? Lo scopriremo nei prossimi giorni.

(fonte immagine in evidenza: 20Minutos)