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Pericolo scandinavo

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Pericolo scandinavo

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Qatar2022

Per raggiungere la Russia, l’Italia di Gian Piero Ventura dovrà affrontare la Svezia. Andata in terra scandinava e ritorno a San Siro. Una doppia sfida complicata, insidiosa e assolutamente da non sottovalutare. Tra tutte le possibili avversarie infatti, ovvero Irlanda, Irlanda del Nord e Grecia, la Svezia rappresenta sicuramente la selezione con maggior tradizione a livello internazionale. L’annuncio dell’addio di Zlatan Ibrahimovic, dopo l’eliminazione ai gironi ad EURO2016, non ha causato, come si pensava, una crisi nel calcio svedese. L’abbandono di Ibra e la successiva nomina di Jan Andersson come nuovo allenatore ha dato vita ad un nuovo corso, nel quale non esiste più una squadra al servizio di un grande campione, ma solamente un blocco compatto che conosce i propri limiti, ma anche le proprie capacità. Paradossalmente l’addio di Ibra ha creato un senso di maggiore consapevolezza all’interno della rosa e un senso di responsabilità nei confronti del proprio popolo e la voglia di dimostrare di poter essere comunque all’altezza.

SVEZIA IN NUMERI

Nel girone A europeo di qualificazione a Russia 2018 la squadra di Andersson partiva sfavorita sia nei confronti della Francia, che in quelli dell’Olanda. Gli svedesi hanno capovolto e stravolto tutti i pronostici, posizionandosi al secondo posto del girone con 19 punti, a pari merito con gli olandesi, e a soli 5 punti di distanza dal primo posto ottenuto dalla Francia. Il secondo posto nel girone, e la possibilità di giocarsi il mondiale russo ai play-off, è stato ottenuto non soltanto grazie alle 6 vittorie e un pareggio, ma anche per merito dei tanti gol segnati (e pochi subiti) che hanno dato vita ad una migliore differenza reti rispetto a quella degli Oranje.

Il dato più sorprendente infatti è proprio quello relativo al rapporto tra gol segnati e subiti. Da qualche anno a questa parte la formazione scandinava basava il proprio gioco offensivo sulle singole giocate di Ibrahimovic e sul supporto che tutta la squadra doveva garantire al giocatore del Manchester United; mentre in fase difensiva gli svedesi si sono sempre distinti come una squadra molto fisica, ma spesso lenta e disattenta tatticamente. Andersson ha saputo stravolgere la selezione svedese, proponendo un nuovo modo di giocare: squadra compatta, accorta difensivamente, ma allo stesso abile nel saper sfruttare il gioco sulle fasce. La Svezia con i suoi 26 gol fatti in 10 partite (anche se 8 sono arrivati nella partita contro il Lussemburgo) risulta essere il sesto attacco più prolifico di tutti i gironi, dietro solamente a Germania, Portogallo, Polonia, Spagna e Belgio. Tra tutte le seconde qualificate, le quali dovranno affrontare i play-off, la Svezia è la formazione che ha segnato più gol nonostante la presenza di selezioni che possono contare su un maggior tasso tecnico offensivo come Croazia e la stessa Italia.

Ad una grande prolificità offensiva si è aggiunta una inaspettata solidità difensiva. Gli svedesi infatti hanno subito solamente 9 gol, meno di 1 gol a partita di media, dimostrando di essere una formazione compatta alla quale è complicato segnare. La squadra di Andersson oltre ad avere subito pochi gol, ha dimostrato di saper mantenere la porta inviolata molto spesso: su 10 partite di qualificazione la difesa condotta da capitan Granqvist ha mantenuto il clean sheet per ben 5 volte. Nelle altre 5 apparizioni la Svezia ha subito gol con Francia e Olanda, sia all’andata che al ritorno, e nella sfortunata trasferta bulgara conclusasi per 3-2 per i padroni di casa (l’unico vero inaspettato KO di tutto il cammino).

LA ROSA

Una volta arrivato sulla panchina svedese Andersson ha deciso di non stravolgere completamente la rosa e il gruppo che aveva partecipato agli ultimi europei francesi. L’obiettivo era quello di creare un mix tra giocatori giovani e esperti, i quali dovevano comporre la spina dorsale della squadra. Granqvist in difesa (il capitano), Larsson in mezzo al campo e Toivonen davanti rappresentano il fulcro nevralgico della formazione svedese. La linea verticale del campo, che parte dalla difesa e arriva fino alla coppia d’attacco, è formata da calciatori con grande esperienza e della sicura affidabilità. Il tecnico svedese non ha quindi apportato grandi cambiamenti, sia a livello di nomi, che a livello tattico: la Svezia infatti anche durante EURO2016 si era spesso schierata con il 4-4-2.

Il 4-4-2 di Andersson

Andersson, durante tutte le qualificazioni mondiali, ha deciso di puntare saldamente su un reparto difensivo affidabile e compatto. Il nuovo CT ha scelto di puntare sulla coppia centrale formata da Granqvist e Lindelöf, la quale si completa per esperienza e velocità. L’ex difensore del Genoa infatti garantisce carisma e personalità, mentre il difensore del Manchester United supporta il proprio capitano dal punto di vista fisico. Sulle fasce Andersson ha puntato, a destra, sull’esperienza di Lustig che ormai da 5 anni è un punto fermo del Celtic, mentre sulla sinistra la scelta è spesso ricaduta su Augustinsson, terzino sinistro del Werder Brema che però, nonostante i 23 anni, può già vantare una notevole esperienza a livello internazionale date le sue 108 presenze con la maglia del Copenaghen.

Fondamentali, nel 4-4-2 svedese, sono gli esterni di centrocampo. Il loro compito è determinante perché devono garantire allo stesso momento sia ampiezza che copertura. A sinistra Forsberg, autore di 4 gol nelle qualificazioni, ha il posto assicurato: l’ala del Lipsia è uno dei pochi giocatori svedesi che è protagonista a livello europeo anche nel proprio club. A destra invece Andersson ha spesso alternato Claesson e Durmaz: il primo, attualmente in forza al Krasnodar, nasce essenzialmente come trequartista, spostato poi sull’out di destra; il secondo invece sta facendo molto bene in Ligue1 con la maglia del Tolosa, dove ha già segnato 3 gol in 7 presenze e dove gioca esterno sinistro nel 4-2-3-1 della formazione francese. In mezzo al campo la coppia scelta da Andersson è stata quasi sempre quella formata da Johansson e Larsson, con Ekdal pronto a subentrare e dare il proprio apporto.

Per quanto riguarda il ruolo dei due attaccanti, il CT svedese non ha mai messo in dubbio la coppia Berg-Toivonen. Il primo ha segnato 8 gol in 10 partite di qualificazione, seppur 4 solo contro Lussemburgo, classificandosi al quinto posto della classifica marcatori dietro a Lewandowski, Ronaldo, Lukaku e André Silva, mentre Toivonen, con 4 assist all’attivo, agisce più da seconda punta di supporto. Dalla panchina Andersson può sfruttare la qualità di John Guidetti, il quale non ha particolarmente brillato nel girone di qualificazione anche a causa di svariati infortuni.

COSA ASPETTARSI

Cosa aspettarsi quindi dalla doppia sfida con la Svezia? Sicuramente una gara complicata e molto chiusa. L’Italia dovrà essere capace di aspettare e pazientare per trovare lo spiraglio giusto: la difesa svedese infatti, nonostante abbia subito solo 9 gol (1 solo in più dell’Italia), può essere molto vulnerabile, soprattutto in zona centrale. La velocità di Immobile e il modo nel quale il laziale attacca la profondità potrebbe mettere in grande difficoltà la linea difensiva della Svezia, in particolar modo Granqvist. Allo stesso tempo però la retroguardia di Ventura dovrà stare molto attenta all’imprevedibilità del reparto offensivo svedese, il quale ha dimostrato di saper segnare anche contro le big europee.

Il tecnico svedese Jan Andersson

Andersson, come tecnico, in passato ha già compiuto diversi miracoli sportivi, come ad esempio nel 2015 quando condusse alla vittoria del campionato l’IFK Norkköping, squadra della medesima città che non trionfava in Allsvenskan dal 1989. Ora Andersson vorrà compiere un’altra grande impresa, questa volta sulla panchina della Svezia. Al play-off manca meno di un mese e l’Italia di Ventura dovrà presentarsi in forma e molto concentrata: è fondamentale non sottovalutare il pericolo scandinavo.

 

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Allegri dopo la sconfitta col Napoli: “Dispiace perchè abbiamo fatto una bella partita, il problema Allegri non esiste”

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Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus - Serie A, Coppa Italia

Le parole di Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, dopo la sconfitta per 2-1 contro il Napoli. Il tecnico livornese ha parlato ai microfoni di DAZN:

TANTISSIME OCCASIONI – “Stasera i ragazzi hanno fatto una bella partita. Anche nel primo tempo abbiamo avuto buone occasioni. Sono passaggi di crescita che i ragazzi devono fare. Siamo ancora secondi momentaneamente e ancora 11 partite da giocare per raggiungere il nostro obiettivo”.

MIRETTI E ALCARAZ – “Avendo fuori McKennie e Rabiot ho messo loro che hanno fatto un’ottima partita. Oggi bello vedere la squadra che si è aiutata. Loro non hanno avuto occasioni nitide davanti a Szczesny, noi non abbiamo sfruttato al meglio le nostre. Dispiace perchè veniamo sconfitti”.

RAMMARICO MAGGIORE – “Bisogna migliorare su tante cose. L’esperienza in queste partite verrà fuori: difenderemo meglio, saremo più svegli sul rigore. Vediamo anche il lato positivo: oggi ha giocato la Juventus più giovane forse della storia. Stiamo lavorando bene, l’importante è raggiungere la zona Champions”.

RIGORE – “Sono dispiaciuto. Loro ci hanno anticipato, noi siamo stati lenti. Bravo Szczesny a parare un rigore tirato male, se l’avesse tirato bene forse finiva in angolo“.

CAMBIAMENTI DOPO L’INTER – “Questo è il calcio. Ci sono momenti in cui tutto va bene e altri in cui non gira nulla. A Verona abbiamo preso il gol più bello del campionato. Bisogna continuare a lavorare così. Abbiamo fatto 57 punti per ora, siamo dentro il nostro obiettivo“.

FUTURO – “Invitate il mio agente e ve lo fate spiegare. Io sono l’allenatore della Juventus e sono molto contento. Ogni anno a questo punto della stagione mi chiedete del futuro. Il problema Allegri in questo momento non esiste: c’è una stagione in corso in cui dobbiamo raggiungere degli obiettivi. Siamo concentrati su quello, ringrazio i ragazzi e ci impegneremo fino alla fine“.

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Napoli-Juventus 2-1, le pagelle: Kvaratskhelia e Chiesa inarrestabili, Nonge da incubo

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Kvaratskhelia, giocatore del Napoli, Miretti, giocatore della Juventus, Serie A, Coppa Italia

Il Napoli si aggiudica il big match del Maradona battendo per 2-1 la Juventus. Nel finale di un primo tempo divertente e con occasioni da entrambe le parti, sono i partenopei a sbloccarla con lo splendido destro volante di Kvaratskhelia. Nella ripresa la Juventus la riprende con Chiesa prima di crollare a pochi minuti dal recupero. Un’ingenuità di Nonge porta infatti Osimhen dal dischetto: Szczesny para ma sulla ribattuta Raspadori trova il tap in da tre punti. Di seguito le pagelle del match.

LE PAGELLE DEL NAPOLI

Meret 6: interviene con sicurezza quando impegnato, ma non può nulla in occasione del gol subito.

Di Lorenzo 6: prova senza particolari acuti quella del capitano azzurro, che si presta con dedizione in entrambe le fasi.

Rrahmani 6.5: prova solida del centrale kossovaro, preciso e puntuale in più situazioni complicate. Al 65′, nel momento più importante, è costretto ad uscire per infortunio (Dal 65′ Ostigard 6: non sfigura. Entra e non guasta il buon equilibrio della linea difensiva).

Juan Jesus 6: gara ordinata del brasiliano, attento e pronto quanto chiamato in causa.

Olivera 5: qualche svarione di troppo, soprattutto in avvio quando spalanca il campo a Chiesa, e troppe incertezze negli uno contro uno. Prova decisamente insufficiente.

Anguissa 6.5: altra prestazione importante dopo quella di Sassuolo. Preziosissimo in fase di copertura, il camerunense lavora tanto in zona gol provando ad incidere con inserimenti che ricordano quelli dei suoi tempi migliori.

Lobotka 6: tanto lavoro oscuro in cabina di regia. Non brilla particolarmente ma è preziosissimo per la squadra di Calzona.

Traorè 5.5: si dà tanto da fare ma senza riuscire ad incidere. Qualche spunto interessante ma abbastanza impreciso, soprattuto nei vari cross sul secondo palo tentati (Dal 65′ Zielinski 6: la sua fantasia dà una buona accelerata alla manovra offensiva partenopea).

Politano 6: non particolarmente appariscente ma comunque efficace. Collabora bene alla costruzione di gioco sulla catena di destra partenopea (Dal 65′ Raspadori 7: si rivela essere la mossa vincente di Calzona. Partecipa con insistenza nelle trame di gioco ed è il più veloce a ribadire in rete il rigore di Osimhen, regalando così i tre punti agli azzurri).

Osimhen 5.5: si impegna ma fatica ad uscire dalla marcatura di Bremer. Nel finale si procura con mestiere l’occasione per incidere ma fallisce dal dischetto.

Kvaratskhelia 7: al georgiano, ispiratissimo, riesce tutto. Tenta più volta la giocata sull’out di sinistra, puntando continuamente Cambiaso e facendogli anche rimediare un giallo, prima di sbloccare il match con un destro al volo semplicemente perfetto (Dal 93′ Lindstrom SV)

All. Calzona 6.5: gara preparata e letta bene. Nel primo tempo soffre in avvio ma la sua squadra cresce progressivamente arrivando anche al gol. Nella ripresa tocca le corde giuste con i cambi e trova i tre punti nel finale.

LE PAGELLE DELLA JUVENTUS

Szczesny 6.5: forse coperto, non riesce ad intervenire sul destro affilato di Kvaratskhelia. Ha il grande merito di neutralizzare il rigore di Osimhen, ma deve arrendersi sulla ribattuta vincente di Raspadori.

Rugani 5.5: non lucidissimo in più di una lettura di gioco, nel finale spara alto il pallone del pareggio.

Bremer 6: prende in carico Osimhen lasciandogli pochissimo spazio. L’unica sbavatura commessa nel primo tempo, quando interviene in maniera goffa proprio sul nigeriano, gli costa il cartellino giallo.

Alex Sandro 6.5: fa buona guardia su Politano e, nel primo tempo, si esalta con un gran salvataggio sulla linea sul colpo di testa di Olivera.

Cambiaso 5: fatica a tenere il passo di Kvaratskhelia e a sfruttare gli spazi lasciati da un Olivera in serata no. Ad inizio ripresa si ritrova il pallone dell’1-1, ma lo spreca calciando altissimo da posizione più che favorevole (Dal 66′ Weah 6: entra col piglio giusto, tentando l’affondo sulla fascia destra).

Miretti 6: disputa una buona gara, approcciandola con personalità. Ci mette attenzione in fase di copertura e una serie di buone giocata sul fronte opposto (Dal 76′ Nonge 4: l’ingenuità su Osimhen che porta al rigore decisivo in favore del Napoli pesa ovviamente tantissimo sul risultato (Dal 90′ Danilo SV)).

Locatelli 6: lucido ed intelligente dal punto di vista tattico, garantisce equilibrio in mezzo al campo senza rischiare.

Alcaraz 6: impreciso per lunghi tratti del match, si rifà innescando Chiesa nell’azione del momentaneo pareggio (Dal 90′ Milik SV).

Iling Junior 6: non messo particolarmente sotto pressione dal punto di vista difensivo, l’esterno inglese guadagna la sufficienza grazie a qualche buon cross messo in area (Dal 76′ Yildiz 6: si intravede con qualche buono spunto, su tutti il cross teso per Rugani che regala alla Juve l’ultima occasione del match).

Vlahovic 5: serata terribilmente complicata per il nove bianconero, che ha le proprie occasioni ma non riesce a sfruttarle. Sfortunato in occasione del palo colpito, poteva decisamente fare di più sia sul colpo di testa in avvio che sul piazzato a botta sicura di fine primo tempo.

Chiesa 7: i fischi di una settimana fa sembrerebbero averlo caricato. Infatti, si carica l’attacco sulle spalle dispensando sgasate, dribbling e cross interessanti, prima di trovare il gran gol che riporta la gara momentaneamente in parità.

All. Allegri 5.5: la sua Juventus ha le occasioni ma non riesce a sfruttarle. Nella ripresa probabilmente la perde coi cambi, con l’ingenuità di Nonge che è tanto vistosa quanto pesante.

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La Juventus fatica ancora, vince il Napoli per 2-1: il resoconto

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Napoli Juventus resoconto

NAPOLI JUVENTUS RESOCONTO – Una domenica sera sfavillante che ci regala tante emozioni. Protagonista il big match tra Napoli e Juventus al Maradona, con entrambe le squadre impigliate in un periodo poco positivo.

La Juventus, difatti, arrivava da due pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque gare. Il Napoli, a sua volta, ha trovato una schiacciante vittoria contro il Sassuolo per 1-6 ma, prima di quest’ultima, i partenopei hanno faticato a macinare punti in classifica.

La gara si è sbloccata poco prima della fine del primo tempo. L’autore del gol che ha rotto il ghiaccio è il solito Khvicha Kvaratskhelia che, con un piccolo aiuto di una deviazione di Cambiaso, beffa Szczesny e porta il Napoli in vantaggio. Supremazia partenopea per quanto riguarda il possesso palla. La gara, tuttavia, è stata piuttosto equilibrata, con le due squadre che si sono date battaglia a viso aperto. La Juventus non è riuscita a sbloccarsi prima dell’80esimo anche a causa delle diverse occasioni mancate da Dusan Vlahovic. Federico Chiesa proprio all’81esimo incrocia un destro all’angolino basso dove Meret non riesce ad arrivare. Un’ingenuità di Nonge regala però il 2-1 al Napoli: penalty sbagliato da Osimhen, con Raspadori che si avventa sulla respinta e sigla il gol del vantaggio definitivo per i partenopei.

Il Napoli, grazie alla vittoria ottenuta questa sera, supera Lazio e Fiorentina in classifica e si piazza al settimo posto a -3 dall’Atalanta. La Juventus, invece, rimane al secondo posto a +1 sul Milan.

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Como, Roberts: “Dovevamo vincere a tutti i costi e ci siamo riusciti”

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Patrick Cutrone, giocatore del Como, Serie B, Coppa Italia

È finalmente arrivata una vittoria contro una diretta concorrente per il Como ed è arrivata nel modo più dolce possibile. Un gol incredibile di Patrick Cutrone ha dato i 3 punti al Como a pochissimi minuti dalla fine del match. Osian Roberts ha commentato la vittoria del Como ai microfoni dei giornalisti presenti in conferenza stampa, tra cui anche l’inviato per Numero Diez. Di seguito le parole di Roberts.

COMO, ROBERTS: “QUESTE PARTITE SI VINCONO COSÌ”

VITTORIA SOFFERTA – “Sapevamo che questa settimana sarebbe stata importante con 3 partite in settimana. I giocatori sono stati fantastici e si sono allenati bene. Con 7 punti in 3 partite siamo stati ripagati per il lavoro fatto”.

VITTORIA CONTRO IL VENEZIA – “Sono soddisfatto finché si vince. Dovevamo vincere a tutti i costi e abbiamo trovato un modo. Non c’era differenza tra le due squadre. Era un bel test per noi e riuscire a vincere con una diretta concorrente è un bel passo in avanti”.

SU CUTRONE E BELLEMO – “Bellemo ha subito un infortunio. Ha giocato tanto e speriamo sia solo un piccolo problema. Come capitano è stato impeccabile nell’ultima settimana anche durante gli allenamenti. Su Patrick posso dire che è stato bellissimo rivederlo in campo. Ci ha promesso che avrebbe segnato e l’ha fatto”.

DISATTENZIONE SUL GOL DEI VENETI – “Solitamente siamo bravi a mantenere il vantaggio quando segnamo. Non succede spesso di prendere gol pochi secondi dopo aver segnato. Mi dispiace e dobbiamo sicuramente analizzare e capire  il motivo di quel gol”.

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