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La nostra prima pagina

Perseverare nonostante la sfortuna

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Miralem Pjanic

PROLOGO

Juventus-Benevento si presentava al panorama calcistico italiano e mondiale come ben più di una sfida agevole: si trattava di un’occasione per effettuare esperimenti tattici, per esaltarsi, una passeggiata di salute ed una vera e propria occasione per aumentare la propria differenza reti. Non ce ne vogliano i tifosi del Benevento ma, una squadra che dopo 12 giornate di campionato appare ancora a secco in classifica ed affronta la prima della classe, legittimamente, ha davvero scarsissime chances di riuscire nell’impresa di accumulare i primi punti. I bianconeri, d’altronde, non occupavano la vetta della classifica come solitamente accade e nel ruolo di ‘cacciatore’ che rincorre la ‘lepre’ (il Napoli) ogni occasione è un momento d’oro da sfruttare per tornare ad occupare la prima posizione della graduatoria.

Scendono così in campo Wojciech Szczesny, Alex Sandro, – nonostante lo scarso momento di forma psicologico – il neo-arrivato Mattia De Sciglio, il rientrante Claudio Marchisio e Douglas Costa, per formare un assetto che ricama il solito 4-2-3-1 condito, però, da nuovi protagonisti.

Il Benevento, di contro, arriva alla spedizione dell’Allianz Stadium con un solo obiettivo: onorare la difficile trasferta e cercare di non sfigurare, sognando, magari, una prestazione che possa divenire un punto di partenza per le gare successive.

P.S. Non credete alle fake news diffuse in giro circa le parole di Ciciretti prima della gara: frasi goliardiche e di pura invenzione create per il semplice scopo di fare dell’ironia.

UN FULMINE A CIEL SERENO

Quale altra affermazione potrebbe meglio rendere l’idea?

La traiettoria disegnata da Amato Ciciretti è, dopotutto, un grande capolavoro a cui il portiere bianconero non ha potuto far altro che inchinarsi; anzi, neanche. Szczesny non ha nemmeno accennato un tuffo e, dopo aver battezzato la palla in rete, ha osservato sconfitto ed incredulo la sfera mentre attraversava la porta. È legittimo pensare che si sia pentito di non aver accennato il minimo intervento così da dare, perlomeno, la sensazione di aver provato a togliere le castagne dal fuoco.

Il colpevole principale, tuttavia, è ancora da ricercare nello scarso momento del terzino brasiliano della Juventus, reo di aver compiuto un inopportuno tackle al limite dell’area di rigore.

Allegri, in tal caso, dovrà rivedere le proprie premonizioni.

Alex Sandro? Vive un momento in cui le prestazioni sono un pochino al di sotto, ma può capitare. Ho parlato con il ragazzo ed è sereno, mi ha dato risposte convincenti e domani fornirà una buona prestazione”.

http://gph.is/2iyBDJ4

PERSEVERARE

Non si può dire che la Juventus, a conti fatti, non abbia dato tutta sé stessa per trovare il pareggio; il più brillante dei suoi è stato proprio Douglas Costa, visto poche volte da titolare ma che è subito sembrato in grado di spostare gli equilibri con le sue giocate, colpendo – per due volte – il legno della porta. Si tratta sicuramente di un segnale incoraggiante per il futuro del club e del ragazzo, arrivato con migliaia di aspettative da mantenere ma altrettante panchine con cui convivere.

Ci ha provato più volte anche il compagno di reparto: quel Paulo Dybala che sembrava divino nelle prime uscite e che, attualmente, sta vivendo un momento personale tutt’altro che brillante. Il ragazzo appare stranamente insicuro tanto che, dopo aver battuto male due punizioni dal limite, decide di lasciar calciare a Douglas Costa e Gonzalo Higuain le successive due. Momento di generosità o di debole consapevolezza nei propri mezzi? Propendiamo per la seconda, con le parole terapeutiche di Allegri che sembrano confermare la nostra tesi.

“Da quando è tornato dalla Nazionale ha lavorato poco, gli serve brillantezza. Gli ho spiegato che ultimamente ha giocato bene ma gli manca brillantezza e non si deve deprimere perché questi momenti fanno parte della carriera di un giocatore”.

Nonostante la gara apparisse stregata ed il ruolo di erede di Buffon – in quei 90 minuti – sembrasse pendere più dal lato di Brignoli che da quello del collega polacco, la Juventus ha avuto il merito di non scomporsi, di assediare l’area rivale con continuità ed efficacia, sino alla conquista della stessa e del goal. Affrontare il nervosismo e la sfortuna, d’altronde, non è mai semplice e scoraggiarsi appare naturale se al netto della gara sono stati realizzati 27 tiri conditi dal 67% di possesso del pallone.

Ecco perchè le parole di Del Piero post-gara, oggi, sembrano avere particolarmente senso. L’ex capitano bianconero, difatti, spiegava come avere la miglior difesa fosse un enorme vantaggio.

“La Juve? Prendono tanti goal e non danno più la sensazione di dominare la partita… Il blocco difensivo della Juventus è quello che ha sempre dato serenità. L’anno scorso si poteva permettere di fare partite brutte, ma non prendeva goal, e alla fine la rete riusciva a trovarla pur giocando male. Non so se sia colpa dell’addio di Bonucci, ma la squadra prende troppi goal”.

Invece, ieri, è puntualmente arrivata l’ennesima rete subita che pone la fase difensiva della squadra – al netto delle statistiche – dietro a Roma, Napoli ed Inter.

CONTINUA LA RINASCITA

Si parlava del ritorno di Higuain con costanza negli ultimi tempi e Massimiliano Allegri aveva creato molte aspettative su di lui…

“Sarà il mese di Higuain”.

Effettivamente, così è stato e dopo aver deciso le gare contro Olympiakos, Sporting Lisbona e Milan, il Pipita decide di calcare il momento positivo e di siglare un’importante marcatura anche contro il Benevento. Nella notte delle streghe è la Pepita da 90 milioni a sciogliere l’incantesimo della squadra rivale e a regalare ai suoi la consapevolezza di essere in grado di vincere anche contro la sfortuna. Il peso specifico del ragazzo è enorme e considerata l’assenza dal palcoscenico del connazionale Paulo Dybala, il suo ruolo da protagonista diviene essenziale per questa squadra. Troppo spesso criticato e bersagliato, l’ex-Napoli sta diventando il trascinatore della Juventus, con la società che si gode la sua assenza dalla Nazionale, sfregandosi le mani per l’opportunità di averlo costantemente a Torino ed in grande forma.

La Juventus vince e convince in parte, ma la strada è delineata. Questa formazione è ancora un cantiere di lavori in corso alla ricerca del proprio equilibrio tra la titanica difesa delle scorse stagioni e lo straripante reparto offensivo di quest’ultima.

A Marzo, quando le squadre di Allegri iniziano ad ingranare con decisione, avremo le risposte ai nostri quesiti e sapremo delineare, con accuratezza, lo scheletro della Juventus 2017/2018.

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Di Michele proiettato verso la Fidelis Andria: “Dobbiamo dare continuità di risultati”

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Juve Stabia

La Turris ieri ha ritrovato la vittoria dopo sette partite consecutive senza trovare i tre punti. I corallini hanno espugnato lo stadio San Filippo di Messina, con il risultato di 1-0. Ma per i campani la testa è già rivolta al prossimo impegno contro la Fidelis Andria, che andrà in scena allo stadio Liguori, mercoledì 30 novembre alle 21. Mister Di Michele ha presentato la gara in conferenza stampa.

LA CONFERENZA STAMPA DI DI MICHELE PRE TURRIS-FIDELIS ANDRIA

La Turris è pronta a ritornare in campo per il match contro la Fidelis Andria, valido per la sedicesima giornata di Serie C – Girone C. L’allenatore della Turris, Di Michele, ha tenuto oggi la conferenza stampa di presentazione della gara contro la Fidelis Andria. Queste le sue parole riportate dai canali ufficiali del club corallino:

I tre punti raccolti contro il Messina sono frutto del doppio cambio effettuato nella ripresa che ha dato una svolta alla gara?

La squadra sta crescendo e i ragazzi stanno facendo un grandissimo lavoro. A Messina abbiamo fatto una prestazione netta, nonostante un campo deficitario. Nel primo tempo abbiamo avuto delle difficoltà sulle fasce, ma nella ripresa ho dovuto fare due cambi tattici: uno perché Ardizzone era ammonito e non volevo rischiare di rimanere in dieci, mentre ho sostituito Giannone perché non riesce a fare tanto la fase difensiva e il campo non lo aiutava. Entrambi comunque sono dei giocatori importanti per noi, e mercoledì sera sicuramente faranno una grande prestazione”.

Ad oggi qual è il punto di forza su cui questa Turris deve far leva? Allo stesso tempo quale può essere una falla di questa squadra?

Il punto di forza è la compattezza del gruppo. Stiamo cercando di mettere apposto alcune situazioni. Al momento comunque non c’è alcuna falla, e non ne dobbiamo creare, continuando ad andare per la nostra strada”.

Con il 4-4-2 è apparsa una Turris più bilanciata, questo sistema può essere una soluzione per le prossime gare?

“Nono, noi abbiamo un’identità di gioco con il 3-4-3 o il 4-3-3, perché abbiamo tre attaccanti davanti che fanno un lavoro straordinario. Al momento siamo in emergenza per la mancanza di alcuni giocatori, ma chi sta giocando sta facendo molto bene”.

Un punto della situazione riguardo gli infortunati…

“Potremmo recuperare Haoudi perché è venuto anche a Messina, ma non è al 100%. È difficile che ci siano Santaniello, Finardi, Aquino e Di Nunzio. L’unico che magari potrebbe rientrare ma a mezzo servizio è Maniero”.

Che gara si aspetta contro la Fidelis Andria?

“Loro vengono da due vittorie e stanno facendo bene, ma dall’altra parte ci siamo noi che stiamo continuando ad entrare in una condizione fisica e mentale importante. Le nostre prestazioni contro Pescara e Messina ci proiettano in una situazione diversa e dobbiamo cercare di dare continuità di risultati e prestazione”.

Per lei questa squadra può arrivare tra le prime sette, come da obbiettivo prefissato dalla società ad inizio stagione?

“Per me possiamo arrivare tra le prime sette. Nonostante il terreno perso siamo a cinque punti dal quarto posto, quindi tutto è possibile. Sicuramente tantissimo dipenderà da noi”.

 

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Camerun, Onana potrebbe rimanere in gruppo: la notizia

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Onana

Dopo l’esclusione dalla gara contro la Serbia, a causa di un alterco con il c.t. Rigobert Song riguardo il suo stile di gioco, Andrè Onana aveva deciso di lasciare il ritiro della propria nazionale. Alla luce di tale decisione, l’estremo difensore dell’Inter avrebbe determinato la sua scelta di terminare anticipatamente il suo Mondiale in Qatar.

L’allenatore del Camerun Song, dopo il pareggio (3-3) contro la selezione di Stojkovic, ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo l’accaduto, aprendo al ritorno di Onana:

“Andrè è un calciatore importante, ma in quanto allenatore devo focalizzarmi sul gruppo. Adesso sta a lui decidere. Ci sono regole da rispettare: qualora le seguirà potrà rimanere con noi”.

Parole chiare quelle del c.t. dei Leoni Indomabili, il quale non ha chiuso le porte ad un verosimile rientro dell’ex Ajax. Adesso però la palla passa ad Onana, che dovrà decidere se rimanere nel ritiro con i compagni, accettando le condizioni precettate da Song, o dire addio definitivamente al Mondiale.

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Portogallo-Uruguay, le formazioni ufficiali: CR7 c’è! La scelta su Suarez

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Portogallo

Il big match di giornata tra Portogallo e Uruguay chiuderà l’ottavo giorno di Mondiale. Dopo la vittoria contro la Corea, il Ghana prova a mettere pressione ai sudamericani impegnati stasera, ora terzi nel girone dopo il pareggio nella gara d’esordio contro gli asiatici. Dall’altra parte il Portogallo vuole chiudere immediatamente il discorso qualificazione agli ottavi e giocherà per vincere. Dopo il super sabato sera di Lionel Messi, tutti aspettano al risposta di Cristiano Ronaldo che guiderà l’attacco lusitano dal primo minuto. Affianco a lui ci sarà Joao Felix, mentre Leao potrà dare il suo apporto solo dalla panchina.

Dopo la deludente prestazione nel match d’esordio, Luis Suarez siederà in panchina e partirà titolare Edison Cavani. Gli occhi degli appassionati, però, si concentreranno sul centrocampo uruguagio, dove sarà regolarmente presente Federico Valverde.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

PORTOGALLO (4-3-3): Costa; Cancelo, Dias, Pepe, Mendes; Bernardo Silva, Carvalho, Neves; Bruno Fernandes; Ronaldo, Joao Felix. CT: Fernando Santos.

URUGUAY (4-4-2): Rochet; Gimenez, Godin, Coates, Olivera; Valverde, Bentancur, Vecino; Varela, Cavani, Nunez. CT: Alonso.

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Ghana, il c.t. Addo: “Questo è il calcio, abbiamo avuto un po’ di fortuna”

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Dopo la sconfitta al debutto contro il Portogallo, il Ghana trova la prima vittoria in questo Mondiale contro la Corea del Sud. La gara valida per il secondo turno del gruppo G è terminata 3-2 in favore delle Stelle Nere: decide il match la doppietta di Kudus, oltre alla rete di Salisu; inutili ai fini del risultato le due reti realizzate da Gue-sung Cho per la selezione asiatica.

Al termine del match, il c.t del Ghana Otto Addo ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito ai tre punti rcimolati dalla propria squadra.

LE PAROLE DI OTTO ADDO

Il commissario tecnico del Ghana ha iniziato parlando della gara contro la Corea del Sud:

È stata una partita traboccante di emozioni. La Corea ha fatto un’ottima prestazione, ci ha messo molta pressione. Dopo i primi venti minuti abbiamo acquisito il controllo della gara, e da lì abbiamo sviluppato alcune buone azioni”.

Oddo quindi continua nella sua analisi:

“Dopo l’intervallo sono arrivati i veri problemi, ma i complimenti vanno fatti alla squadra: i ragazzi hanno trovato risorse e forza per segnare il terzo gol.  Lo ammetto, abbiamo avuto un po’ di fortuna ma questo è il calcio. Sono felice che la nostra voglia si stata ripagata”.

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