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Philippe Coutinho, il piccolo mago brasiliano

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Philippe Coutinho, il piccolo mago brasiliano

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Nella giornata di ieri il Barcellona ha comunicato, attraverso i suoi canali ufficiali, di aver ceduto in prestito Philippe Coutinho all’Aston Villa. Il brasiliano rientrava nella categoria degli esuberi della squadra blaugrana, in netta difficoltà economica. Dunque la squadra di Birmingham è l’ultima tappa del lungo viaggio compiuto dall’attaccante, che ora cercheremo di ripercorrere.

 

LE ORIGINI

Il “piccolo mago“, così soprannominato dai fan, attira fin da subito le attenzioni di uno dei più importanti club d’Europa come l’Inter. L’attaccante aveva solo sedici anni e il suo curriculum riportava appena la partecipazione alla Serie B brasiliana. Del resto siamo nel 2008 e i 4 milioni di euro spesi per un giocatore con poca esperienza come lui apparivano ad alcuni come un azzardo e ad altri come un grandissimo investiment0 per il futuro. Col passare degli anni poi il secondo parere si è affermato con forza maggiore nella realtà. Fu così che, compiuti 18 anni dunque, Philippe approda all’Inter sul modello di quanto fatto da Pato. Rientra nella categoria dei giovani talenti ancora un po’ acerbi da plasmare con il tempo. Siamo nel 2010 in quella che, dopo il Triplete, è una stagione particolare per i nerazzurri in cui, dopo aver vinto tutto, c’era il grande rischio di arrivare in una squadra scarica di stimoli e nuovi obiettivi. Il brasiliano non è visto molto né da Benitez né da Leonardo e gioca solo 10 partite nella sua prima stagione nerazzurra. Siamo però solo agli inizi e, da buon brasiliano, prende tutto con passione e con il sorriso. Non c’è tempo di polemiche ma conta solo saper dimostrare.

 

SPAGNA E RITORNO

Successivamente, però, dopo la vittoria del mondiale Under 20 con il Brasile con la maglia numero 10 sulle spalle, l’Inter decide di mandarlo in prestito all’Espanyol, dove riesce presto ad esprimere al massimo le sue qualità. A dimostrazione di ciò la Liga lo nomina addirittura “giocatore rivelazione della stagione 2011/2012“. Il ritorno a Milano però lo fa ricadere nel buio, allora nel 2013 la squadra di Moratti decide di venderlo per circa 10 milioni di euro al Liverpool.

 

IL PERIODO INGLESE

Anche in Inghilterra Coutinho fatica ad ambientarsi ma i tabloid inglesi gli attribuiscono una responsabilità enorme nominandolo “acquisto del secolo”. Premesse e promesse del giocatore faticano ad arrivare a compimento. Nel gennaio 2013, quando arriva ad Anfield e  in panchina c’è Brendan Rodgers. La squadra negli anni precedenti ha avuto piazzamenti mediocri, ma comunque a fine dicembre si posiziona quinta in classifica a meno sei punti dalla capolista. Coutinho deve vedersela con un attacco gestito da Sturridge e da un fenomenale Suarez, la meravigliosa macchina da guerra che a fine stagione registrerà 31 gol e 21 assist in 33 presenze. Alla seconda presenza Philippe segna già il primo gol inglese. Tuttavia è in particolare nella stagione successiva che Coutinho diventa il fulcro dei pensieri dell’allenatore. Il calcio fisico e tattico italiano è solo un brutto ricordo. A fine stagione si mette ulteriormente in mostra con le reti in due big match con Tottenham e City, vinti anche grazie a lui: il talento è sbocciato. Le difficoltà e la timidezza iniziali sono spazzate via dal canto che Anfield rivolge soprattutto a lui. Il “Little Magician” degli inglesi è ormai maturato. Alla fine della stagione 2014/2015 viene nominato tra i tre migliori attaccanti della Premier, nonché il migliore del Liverpool, terminando la stagione con 52 presenze complessive, segnando 8 gol e facendo 6 assist. Con Klopp dal 2015 il brasiliano continua il suo percorso di crescita tra centrocampo e trequarti. Tuttavia dopo quattro stagioni al Liverpool, 201 presenze54 gol, 45 assist per Philippe Coutinho è arrivato il momento di lasciare l’Inghilterra. La spesa record di 160 milioni di euro lo vede sfilare verso un’altra meta: Barcellona.

 

BIENVENIDO PHILIPPE

Dalle favelas brasiliane alle partite accanto a Messi sono passati però più di venti anni e il giovane calciatore è ormai adulto. Nella prima stagione (2018-2019) colleziona 34 presenze e 5 gol in campionato, che diventano 54 presenze e 11 reti contando tutte le competizioni. Il suo rendimento è però generalmente inferiore alle grandi aspettative generate dal costo del suo cartellino. Il brasiliano finisce per giocare col fardello del grande investimento fatto per lui e, nonostante un periodo al Bayern Monaco e il ritorno in Spagna, tra infortuni e gol sporadici, siamo lontani dall’ottimo giocatore ammirato in Inghilterra. Forse è proprio questo il motivo per cui oggi il calciatore ha scelto di rilanciarsi nel paese della sua fioritura calcistica. Vedremo nelle prossime settimane se il “piccolo mago” saprà tornare quello di un tempo, anche alla soglia dei 30 anni ancora da compiere.

 

Fonte immagine copertina: diritto Google Creative Commons

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