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L’inter esonera Pioli, cos’è accaduto?

L’inter esonera Pioli, cos’è accaduto?

Nella serata di ieri, mentre tutta Italia ammirava la Juve battere il Monaco anche in casa ed accedere alla finale di Cardiff. In casa Inter succede quello che nonostante i risultati negativi, in pochi si aspettavano, soprattutto a 3 giornate dal termine. Pioli esonerato.

COMUNICATO UFFICIALE:

“F.C. Internazionale Milano comunica di aver sollevato l’allenatore Stefano Pioli ed il suo staff tecnico dalla guida della prima squadra. L’Inter ringrazia Stefano ed i suoi collaboratori per la dedizione ed il duro lavoro svolto per il Club durante gli ultimi sei mesi di quella che si è rivelata una stagione difficile. L’attuale tecnico della Primavera, Stefano Vecchi, è stato incaricato della gestione della prima squadra con effetto immediato e per le tre partite stagionali ancora da giocare. La società inizierà fin da ora a lavorare in vista della prossima stagione sportiva”.

ENNESIMO “PRIMO” PASSO VERSO IL FUTURO

L’esonero di Pioli dovrebbe essere solo il primo passo della rivoluzione che intende fare Suning, in arrivo infatti ci sarebbe anche Walter Sabatini come responsabile dell’area tecnica.

E’ successo tutto in pochissimo tempo. Una linea proposta direttamente dalla proprietà dopo i pessimi risultati dell’ultimo periodo. Pesa l’unico punto nel derby nelle ultime partite, il crollo verticale dopo il mancato aggancio alla zona Champions, la sensazione che non ci fosse più nulla da dare da parte dell’allenatore alla squadra. L’ufficialità, resa nota proprio nei minuti che vedono la Juve andare a giocarsi la finale, è probabilmente la figura più emblematica di questa decisione della nuova propietà, decisione presa di pancia e condivisa poi con i dirigenti italiani. La squadra, in queste ultime giornate, sarà allenata da Stefano Vecchi, che già aveva fatto da traghettatore dopo l’esonero di De Boer. (Inter – Crotone 3-0).

 

Tale scelta, secondo quanto ci racconta Manuele Baiocchini di SkySport , in esclusiva, deriva dalle poche altre scelte che avrebbe potuto fare la società.

“L’inter in questo momento vuole “salvare il salvabile” e provare a fare punti nelle ultime 3 gare per superare il Milan ed accedere in Europa. Chiudere la Stagione con Vecchi per poi iniziare ufficialmente la costruzione della prossima stagione. La volontà è quella di prendere un nuovo allenatore, di livello. Conte (il sogno) e Simeone di cui si è sempre parlato in ottica nerazzurra i big probabilmente più corteggiati, entrambi difficilissimi da convincere. Spalletti (con Sabatini ha già lavorato) che probabilmente non rimarrà a Roma la prossima stagione.

ILLUSIONE PIOLI

Si può andare in alto molto rapidamente, per poi crollare alla stessa velocità. Questa la frase che ben si addice al destino di Stefano Pioli sulla panchina dell’Inter. 182 giorni dall’8 novembre 2016 al 9 maggior 2017, fatti di un inizio prorompente, con una serie di 7 vittorie consecutive e il sogno, cullato per diverse settimane, di tornare in corsa per la qualificazione alla Champions League. Per poi crollare in un inesorabile vuoto, impossibile da colmare dopo appena 2 punti conquistati nelle ultime 7 giornate.

IN ALTO

L’avventura di Stefano Pioli sulla panchina dell’Inter comincia nella pausa tra la 12ª e la 13ª giornata della Serie A, quando batte la concorrenza di Zola e Marcelino e viene nominato successore dell’esonerato De Boer. Il cammino pare essere subito in salita per il neo tecnico interista, perché il calendario gli propone subito gli scontri diretti con Milan, Fiorentina e Napoli. Le doti da “normalizzatore” per cui è stato scelto, però, gli permettono di cavarsela con 4 punti e di dare il via ad una folgorante rimonta: tra la 16ª e la 22ª giornata l’Inter batte in serie Genoa, Sassuolo, Lazio, Udinese, Chievo, Palermo e Pescara e inanella una serie di 7 vittorie consecutive.

I nerazzurri, schierati dal nuovo allenatore con un semplice ma efficace 4-2-3-1, scalano rapidamente la classifica e si pongono stabilmente tra il quarto e quinto posto. Nel mese di febbraio arrivano due stop dolorosi con Juventus e Roma, ma la capacità dell’Inter di far suoi tutti i match con le squadre di caratura inferiore tiene vivo il sogno del terzo posto: il 12 marzo, dopo il roboante 7-1 inflitto all’Atalanta, la squadra di Pioli è a 6 punti dal Napoli, con lo scontro diretto ancora da disputare a San Siro.

CROLLO

È proprio qui che qualcosa si rompe. Da quel giorni, infatti, i nerazzurri non vincono più. Dopo la pausa per le nazionali, alla 29ª giornata i nerazzurri vengono fermati sul 2-2 in trasferta dal Torino e, mentalmente, mollano. Seguono 5 sconfitte nelle successive sei partite (contro Sampdoria, Crotone, Fiorentina, Napoli e Genoa) e soprattutto un pari 2-2 in un derby buttato via dopo il 2-0 all’intervallo.

Pioli viene accusato di non aver saputo gestire le tensioni, minaccia le dimissioni (che sarebbero, comunque, state respinte) dopo il k.o. del “Franchi”, in un rocambolesco 5-4, che faceva sperare in una ripresa, considerando gli ultimi minuti di fuoco da parte di Icardi e compagni. Ma non riesce ad uscire dal tunnel, finendo addirittura fuori dalla zona Europa League. Così, oggi, arriva l’esonero per un tecnico che, con 39 punti in 23 partite, è secondo nella classifica interista del post-Mourinho. Ecco perché per Pioli questa caduta fa più male delle altre. Perché era partito benissimo, aveva dato un gioco, un’identità, un qualcosa in più che tutti gli altri non avevano saputo dare.  La sua riscossa, però, è già pronta a partire. Dal primo luglio sarà il nuovo allenatore della Fiorentina.

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