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Pisa, chi non muore si rivede

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Una stagione surreale quella vissuta dai tifosi toscani all’ombra della torre pendente più famosa del mondo. Un Pisa che ne ha attraversate tante, aggrappandosi a qualunque cavillo di speranza. Una conclusione già scritta come la retrocessione in Lega Pro, come ultimo capitolo inevitabile, raggiunto con dignità e testa altissima. Chi non muore si rivedrà, perchè in Toscana sono pronti a ripartire da zero per arrivare dove il Pisa meriterebbe di stare.

UN’ESTATE MALEDETTA

La grinta, l’euforia e i festeggiamenti finali. Una stagione da incorniciare, grazie alla sapiente guida in panchina di Gennaro Gattuso, e coronata dalla promozione in Serie B dopo sette anni di assenza. Era il giugno 2016 quando la città di Pisa si risvegliò orgogliosa ed euforica dopo l’impresa tra mille difficoltà. Una soddisfazione che fin da subito si trasforma in beffa, quasi maledizione. Un’enorme crisi societaria investe il Pisa nella stessa estate, con la condanna agli arresti domiciliari del patron Fabio Petroni accusato di bancarotta. La manzanza di garanzie societarie e volontà di continuare ad investire costringono l’uomo dell’impresa Gattuso a dimettersi, lasciando la squadra allo sbaraglio e senza una preparazione adeguata per l’inizio del campionato. Ma la partenza della Serie B non è il pensiero primario per i giocatori del Pisa al momento, privati del loro condottiero e senza garanzie economiche. Un briciolo di speranza sembra arrivare da Victor Pablo Dana, portavoce del fondo di Dubai che sembra interessarsi seriamente alla rilevazione del Pisa. Una trattativa estenuante che costringe i giocatori a saltare allenamenti e a rinviare la partenza del campionato per mancanza di staff tecnico. La mano tesa del sindaco Filippeschi porta a fine agosto al tanto agognato sì e al miracoloso ritorno in panchina di Gennaro Gattuso.

FALSE SPERANZE

La dignità di una squadra si misura anche da come essa reagisce dopo infinite cadute ed ennesime beffe. La trattativa per l’acquisizione del Pisa da parte del fondo arabo si interrompe nuovamente, lasciando il Pisa e la città totalmente padroni del proprio destino. Con la sparizione ad un passo, i giocatori continuano imperterriti a lottare con la voglia di rialzarsi, nonostante le mille difficoltà e a tutti coloro che remano contro. Ci mettono la faccia, come il loro condottiero Gennaro Gattuso. La dignità, il carattere e la rabbia agonistica che l’ex rossonero infonde nella formazione toscana sono a tratti toccanti. Il rapporto ormai instaurato tra la squadra e Gattuso è solido più che mai, andando aldilà della mera relazione professionale.

LA NUOVA GESTIONE

Le speranze del Pisa, a meno di un passo dal fallimento totale, si riaccendono a dicembre quando ormai la situazione era divenuta insostenibile. Il presidente della Lega Serie B Abodi interviene in prima persona per valutare le offerte societarie e sottoporle a Petroni, al fine di evitare un danno di immagine troppo grande per la categoria che gestisce. Tra le buste pervenute vi è quella di Giuseppe Corrado, già presidente della catena di multisala The Space Cinema. Corrado sembrerebbe essere l’acquirente più convinto e deciso a riportare il Pisa dove merita, ma occorrebbe un miracolo vero e proprio. Dopo mille difficoltà e tentennamenti da parte di Petroni, il passaggio di proprietà arriva e Corrado viene accolto come un Messia dalla piazza di Pisa.

UNA RICOSTRUZIONE DIFFICILE

Le difficoltà che Corrado si ritrova a gestire sono di una complessità immane. Disfare tutti i nodi lasciati dalla precedente proprietà si rivelerà un’attività lunga ed estenuante. Nonostante ciò, la squadra e Gattuso ripartono a gennaio più vivi che mai con la voglia di riprendersi in mano il proprio destino e dare un senso ad una stagione ormai diventata surreale. I pochi arrivi a gennaio non basteranno e tutte le vicende societarie a fine campionato peseranno come un macigno. La stangata finale arriva nel marzo 2017 quando la Lega Serie B infligge 3 punti di penalizzazione (più uno già scontato) per la cattiva gestione dell’era Petroni, facendo capitombolare definitivamente il Pisa nel limbo della classifica. Le ultime giornate di campionato serviranno solamente per limitare il più possibile i danni e l’ormai inevitabile retrocessione in Lega Pro arriva con la sconfitta contro il Cittadella per 4-1 nella serata di ieri.

LA MIGLIOR DIFESA DELLA SERIE B

E’ evidente come le vicende extracalcistiche abbiano condizionato l’intera stagione del Pisa, ma la responsabilità della retrocessione in Lega Pro è da imputare anche alle prestazioni sul campo non sempre convincenti. A partire da un drammatico caso statistico: il Pisa ha la miglior difesa della Serie B con 33 reti subite, ma si ritrova inevitabilmente all’ultimo posto del campionato. Una contraddizione curiosa le cui cause sono direttamente responsabili del capitombolo dei toscani in fondo alla classifica. A fronte di una difesa che ha tenuto, per gran parte del campionato, c’è stato un attacco quasi inesistente. Solo 23 reti siglate nell’intera stagione; troppo poche per ambire ad una salvezza già lontana dal principio. Masucci con 9 reti è il miglior marcatore del Pisa; soltanto Pazzini ha segnato tanti gol quanti la formazione toscana in tutto il campionato. Se a tutto ciò si aggiunge la lunga lista di pareggi per 0-0 (10 in tutta la stagione) e le vittorie contro Ternana, Novara, Trapani e Brescia arrivate con una rete di scarto, arriviamo a comprendere le prestazioni tecniche del Pisa in questa Serie B. Lo stesso Gattuso ha più volte sottolineato la mancanza di rabbia e la perdita di punti nei momenti più importanti della stagione, soprattutto dopo l’arrivo della penalizzazione lo scorso marzo. Forse la stessa squadra ha mollato ad un certo punto, comprendendo la difficoltà dell’obiettivo salvezza con ancora le ferite delle vicende di inizio stagione.

La voglia di ripartire e di dare un senso a tutto continua a rimanere nel DNA dei toscani, forgiato da una stagione surreale e a tratti tragica. La dignità di una squadra con la voglia di rialzarsi accompagnata da una società altrettanto desiderosa di regalare soddisfazioni ad una piazza che merita certezze. Perchè il Pisa non è morto. E chi non muore, si rivede.

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Ora scricchiola la panchina di Flick: Tuchel il primo nome

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Germania

Il futuro dell’attuale tecnico della Germania, Hans-Dieter Flick, dopo la clamorosa eliminazione ai gironi di Qatar 2022 potrebbe essere all’epilogo.

L’ex allenatore del Bayer Monaco non ha nessuna intenzione di lasciare il posto di commissario tecnico della Nazionale tedesca, ma secondo Nicolò Schira la Federcalcio della Germania sta valutando di cambiare la guida tecnica e tra i canditati per la panchina c’è  Thomas Tuchel, che al momento si trova senza una panchina dopo essere stato esonerato dal Chelsea.

Vedremo se queste indiscrezioni daranno il via a una vera e propria trattativa per l’arrivo di Tuchel sulla panchina della Nazionale, anche perché il nome dell’ex tecnico dei Blues è quello che raccoglie più consensi in casa federale.

 

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Flash News

Dumfries: “Depay anima della Nazionale, vogliamo vendicarci con l’Argentina”

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Dumfries

Dopo l’ottima prestazione contro gli Stati Uniti, condita da due assist e un gol, Denzel Dumfries ha parlato aVoetbalZone del Mondiale in Qatar. L’esterno dell’Inter ha detto la sua tutto il gruppo Oranje: “Questo è un gruppo unico. In ogni caso, perché giochiamo tutti in altri club e ci vediamo solo qui in Nazionale. Quando vedi come interagiamo gli uni con gli altri e come il gruppo interagisce tra loro, è speciale.

L’ala olandese si è concentrata a parlare anche dell’uomo simbolo di questa Nazionale, Memphis Depay: “Ha un ruolo importante in questo processo: parla con tutti e ci mancherebbe molto se non fosse qui con noi“.

Secondo Dumfries, l’attaccante del Barcellona ha un ruolo chiave anche per la religione: “E anche qui, il primo che ha davvero dato inizio è stato Memphis. Qualche anno fa ha chiamato insieme alcuni ragazzi che volevano pregare. Chiunque volesse partecipare era libero di aderire e quel gruppo continuava ad allargarsi. Cody Gakpo, per esempio, è molto coinvolto nella sua fede e cerca di includermi in essa, condividere certe esperienze o stimolarmi. Spesso mi unisco a lui per iniziare conversazioni e per discutere sulla fede. Preghiamo in gruppo prima della partita. La fede può dare molta forza e ci permette di rafforzarci a vicenda. In questo modo ottieni un legame più stretto”.

Dumfries ha poi fatto il punto della situazione sull’Argentina, avversario nei quarti di finale di questo Mondiale: “È un bellissimo match, ovviamente, vogliamo vendicarci per la partita del 2014. Dobbiamo prepararci in modo ottimale questa settimana per battere l’Argentina. È una buona squadra con molte qualità individuali, ma penso che abbiamo anche una squadra davvero fantastica e ho molta fiducia in essa. Questa settimana analizzeremo a fondo come possiamo giocare in questi spazi”.

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Calciomercato

Il Monza pensa a Lucca per gennaio: le ultime

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Monza

Il Monza di Galliani e Berlusconi ha messo gli occhi su Lorenzo Lucca. L’ex calciatore del Pisa, che in estate è passato all’Ajax, fu preso in prestito con diritto riscatto. I lancieri su Lucca hanno dunque la precedenza sull’acquisto a titolo definitivo, ma nel caso in cui gli olandesi decidessero non esercitare questa opzione ecco che potrebbero entrare in gioco i brianzoli.

Già a gennaio, secondo TUTTOmercatoWEB, potrebbe esserci un tentativo per portare alla corte di Mister Palladino la punta italiana, anche se in quel caso ci sarebbe da trovare un accordo anche con la società di Amsterdam.

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Calcio Internazionale

Il Portogallo passeggia sulla Svizzera: il tabellone definitivo dei quarti di finale!

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Pronostico Portogallo-Svizzera

Il Portogallo avvisa le concorrenti di essere un’autentica macchina da guerra, demolendo una Svizzera mai in partita, ma comunque non l’ultima Nazionale nel ranking FIFA. Vittoria più che convincente per 6-1, con la tripletta del 2001 Goncalo Ramos, schierato titolare al posto di Cristiano Ronaldo. A segno anche Leao nel finale,

Nel pomeriggio il Marocco ha scritto la storia del calcio nazionale e africano, battendo la Spagna ai rigori e raggiungendo i quarti di finale del Mondiale. E’ la quarta squadra africana della storia del torneo ad entrare nelle migliori otto.

Ecco l’elenco completo dei quarti di finale, alla luce delle partite odierne:

Quarto di finale 1 – Argentina-Olanda (venerdì 9/12 ore 20)

Quarto di finale 2 – Croazia-Brasile (venerdì 9/12 ore 16)

Quarto di finale 3 – Inghilterra-Francia (sabato 10/12 ore 20)

Quarto di finale 4 – Marocco-Portogallo (sabato 10/12 ore 16)

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