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Calcio Internazionale

Pjanic-Inter, il Barcellona detta le condizioni: le ultime

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Pjanic

Dopo la sconfitta di ieri sera dell’Inter contro il Bologna, sono emerse ulteriormente alcune criticità della rosa dei nerazzurri. Entrambi i gol della squadra di casa, infatti, sono stati causati da disattenzioni o errori delle due seconde linee che Inzaghi ha dovuto schierare. Prima il gol di Arnautovic, su una marcatura non proprio impeccabile di Di Marco, data anche la differenza di statura tra i due. Poi il grave errore di Radu, che permette il semplice tap-in di Sansone. Entrambi i giocatori erano scesi in campo per sopperire ai problemi fisici riscontrati dai titolarissimi Bastoni ed Handanovic. Allo stesso modo, nelle partite precedenti, si era notata la difficoltà della squadra nel costruire gioco con le assenze dei centrocampisti titolari. Uno su tutti Brozovic, vero leader tecnico dell’Inter, che non sembra avere un buon sostituto in rosa.

A questo proposito, nei giorni scorsi si era parlato di un possibile ritorno di Pjanic in Serie A. L’Inter, infatti, è alla ricerca di un centrocampista tecnico, che possa dar fiato a Brozovic durante la prossima stagione. Per questo la dirigenza sta valutando la possibilità di prendere l’ex Juve, che arriverebbe in prestito dal Barcellona.

L’ostacolo principale è, però, rappresentato dall’elevato ingaggio del bosniaco. I blaugrana non sarebbero intenzionati a pagare una parte dei 6,5 milioni che Pjanic attualmente percepisce. La situazione potrebbe sbloccarsi solo nel caso in cui l’Inter si liberi di altri ingaggi molto pesanti, come quello dell’altro ex Juve, Vidal. Per ora rimane, dunque, una pista complicata, ma non impossibile.

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Calcio Internazionale

Salisburgo, parla Jaissle: “Inter? Grande avversario da affrontare”

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In occasione dell’amichevole di domani contro l’Inter, Matthias Jaissle, allenatore del Salisburgo, ha presentato in conferenza stampa la partita. Ecco le sue dichiarazioni:

Sarà anche un’amichevole, ma sono grandi avversari da affrontare” esordisce così il CT tedesco.

Quindi, continua: “Dobbiamo assolutamente essere concentrati mercoledì. Sarà importante giocare con il nostro DNA, con il nostro stile di calcio, e testare l’Inter. Abbiamo utilizzato il tempo di recente per analizzare le nostre prestazioni della stagione fino ad ora e lavorare nelle sessioni di allenamento per migliorare alcune cose dal nostro gioco. In futuro, ad esempio, vogliamo giocare un calcio migliore nell’ultimo terzo di gara e anche oggi abbiamo lavorato intensamente sui calci piazzati in allenamento“.

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Calcio Internazionale

Al-Khelaifi diretto contro Juve, Barca e Real: “Non vi piace la Champions? Non giocatela”

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PSG

Intervistato a Sky Sport UK, il presidente del PSG Nasser Al-Khelaifi si è esposto sulla questione Superlega, andando a punzecchiare le tre società fondatrici: Juventus, Barcellona e Real Madrid. Ecco le sue parole:

A Barcellona, Real Madrid e Juventus chiedo solo una cosa, ma cosa volete? Non vi piace la Champions League come è ora? E allora non giocatela, partecipate solo ai campionati. Se a me non piace una cosa semplicemente non la faccio. Lo sport deve essere così, non deve essere la vetrina per nessun politico. Io non sono un politico e non mi interessa farlo. E sono orgoglioso di quanto stiamo facendo col calcio nel mio paese, il Qatar“.

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Formazioni ufficiali Portogallo-Svizzera: fuori Ronaldo!

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Pronostico Portogallo-Spagna

Le formazioni ufficiali di Portogallo-Svizzera, ultimo ottavo di finale di Qatar 2022. Vediamo insieme le scelte dei due allenatori, per una notte che si annuncia entusiasmante. La pressione è certamente sui rossoverdi, vista la caratura dei giocatori che può schierare in campo. I crociati, invece, punteranno al tutto per tutto e per scrivere la storia.

FORMAZIONI UFFICIALI PORTOGALLO-SVIZZERA

PORTOGALLO (4-2-3-1): Diogo Costa, Dalot, Pepe, Rúben Dias, R. Guerreiro, William, Otávio, Bernardo Silva, Bruno Fernandes, João Félix, Gonçalo Ramos.

SVIZZERA (4-2-3-1): Sommer; Fernandes, Schär, Akanji, Rodríguez; Freuler, Xhaka; Shaqiri, Sow, Vargas; Embolo.

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Da Del Piero fino a Ronaldo: i campioni che hanno chiuso la carriera in campionati minori

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Ronaldo

Cristiano Ronaldo, secondo alcune fonti, sarebbe vicino all’accordo record con l’Al-Nassr, squadra del campionato saudita. Secondo l’insider di mercato Fabrizio Romano l’accordo proposto al portoghese, concentrato ancora a pieno a quello che sarà il suo ultimo Mondiale, sarebbe di 200 milioni all’anno fino al 2025. Cifre spaventose, che andrebbero a superare anche i numeri del contratto stilato da Mbappè questa estate per rimanere al Paris Saint-Germain. Se così dovesse essere, Ronaldo andrebbe a chiudere la sua gloriosa carriera lontano dagli importanti palcoscenici che per tanti anni ha dominato, superando record su record. Inoltre, non andrebbe a chiudere la sua carriera in uno dei club iconici o che lo hanno lanciato nel panorama europeo e mondiale come lo Sporting Lisbona, squadra da dove tutto è iniziato. Come però è stato ribadito tempo fa anche dall’allenatore Ruben Amorim, la società portoghese non avrebbe la possibilità economica alla portata:

“Risponderò come sempre, non è la prima volta che mi fate questa domanda: Ronaldo è un giocatore del Manchester United. Tutti allo Sporting sognano il ritorno di Cristiano ma noi non abbiamo i soldi per pagargli lo stipendio. Penso che sia felice a Manchester ma non sta giocando, questo è il problema”.

Ruben Amorim, prima della gara di Champions League di ottobre contro il Tottenham

Ma chi sono gli altri campioni che per diversi motivi hanno deciso di trascorrere gli ultimi anni della carriera lontano dai riflettori?

THIERRY HENRY

Il francese, che ha segnato la storia della Premier League con l’Arsenal nei primi anni 2000 sfiorando anche l’impresa di conquistare una Champions League nel 2006 (poi conquistata in seguito proprio con la vincente di quell’anno, il Barcellona) è stato uno dei primi vicino agli anni del 2010 ad andare oltre oceano per concludere la sua carriera fantastica, dove gli è solo mancato il Pallone d’Oro. Henry infatti si è accordato con i New York Red Bulls prima per due anni (2009 e 2010), tornando addirittura in prestito all’Arsenal segnando anche un gol nelle ultime 4 partite con i Gunners, per poi come da contratto concludere dal 2012 al 2014 la sua carriera diventando il terzo marcatore nella storia del club (52 reti).

ALESSANDRO DEL PIERO

Il capitano e leggenda della Juventus Alessandro Del Piero, dopo 19 anni in cui ha conquistato tutto con la maglia bianconera, conquistando anche la Coppa del Mondo con l’Italia, per alcuni contrasti con la società non rinnova il contratto che lo legava alla Juventus oltre la stagione 2011/2012. Nonostante il gesto, pur di restare con la Juventus, di firmare un contratto in bianco, con Andrea Agnelli e Beppa Marotta non favorevoli ad una sua permanenza, la società non ha voluto fare sconti decidendo di mettere definitivamente fuori il numero 10. Per questo, Del Piero non ha comunque appeso gli scarpini al chiodo, accordandosi con il club australiano del Sydney Fc per due stagioni, per poi concludere in India con il Delhi Dynamos, oggi Odisha Football Club, nel 2015.

DANIELE DE ROSSI

Daniele De Rossi è stato uno dei giocatori più rappresentativi della Roma, dove ha praticamente condiviso tutti gli anni della carriera insieme al compagno di club e Nazionale, Francesco Totti, prendendo il suo posto come capitano dei giallorossi nel momento del bisogno. A differenza del numero 10 però, la sua carriera non è finita con la squadra capitolina.

“Un addio sarebbe stato comunque difficile anche se avessi deciso io in primis. Non ho rancore verso la società, ma qualche piccola diversità di vedute c’è stata. Io avrei continuato, ma devo accettare le loro scelte. Ora non ho direzioni particolari per il futuro, ma io mi sento ancora calciatore e ho ancora voglia di giocare a calcio.”

Per questo, De Rossi prima di diventare l’allenatore che conosciamo oggi sulla panchina della Spal, ha concluso la sua carriera in uno dei club più iconici del Sud America e dell’Argentina come il Boca Juniors.

FRANK LAMPARD

Leggenda del Chelsea, Frank Lampard ha vissuto una carriera gloriosa diventando bandiera e capitano dei Blues, raggiungendo il sogno di alzare la Champions League nel 2012 dopo svariati campionati inglesi. Il marcatori all-time del club londinese a fine stagione 2013/2014 annuncia che quella passata sarebbe stata la sua ultima stagione al Chelsea. Inizialmente, il New York City, annunciano di aver ingaggiato il calciatore, ma a sorpresa per 6 mesi non avrebbe giocato nella Grande Mela, ma addirittura in un club di Premier, contende diretto del Chelsea: il Manchester City. Dopo il caso mediatico, si scopre che Lampard è a tutti gli effetti un giocatore dei Citizens vincolato comunque dal dover finire a fine stagione nel club statunitense. Piccola curiosità, il suo primo gol con la maglia del Man City è stato proprio contro i Blues.

Come da accordi, gioca sino al febbraio del 2017 dove annuncia il ritiro.

ANDREA PIRLO

Restando in tema New York City, ma parlando in casa, un campione del nostro calcio che è sbarcato fra i primi in America è stato Andrea Pirlo. Dopo la carriera fantastica fra Milan e Juventus dove ha ottenuto qualsiasi successo e quella con l’Italia dove ha conquistato il Mondiale del 2006, Pirlo decide di dire basta con il calcio ad alti livelli. La sua ultima partita con la Juventus prima del passaggio al New York City sarà la finale di Champions League contro il Barcellona, persa per 3-1. Celebre sarà la foto che lo vede rincuorato da Paul Pogba, con gli occhi gonfi dalle lacrime e con il volto che sa benissimo che quella sarebbe stata la sua ultima parte in bianconero.

Al New York City trova altri due campioni, il già citato Lampard e David Villa.

STEVEN GERRARD

Una delle ultime bandiere del nostro calcio, Steven Gerrard, ha trascorso tutta la sua carriera ad alti livelli con la maglia del Liverpool. Una storia durata dal 1987, anno in cui entra nella giovanili fino a quella dell’addio, annunciato nel 2015. Per Gerrard, ci sarà la gloria di alzare al cielo nel 2005 nella finale della clamorosa rimonta dei Reds contro il Milan di Ancelotti, la Champions League. Il rimpianto più grande invece, quello di non aver conquistato la tanto ambita Premier League, titolo che poi il Liverpool riuscirà a conquistare nel 2020 dopo ben 30 anni. Incredibile sarò lo scivolone contro il Chelsea in una delle sfide cruciali per il titolo a fine campionato, uno dei motivi per cui quel Liverpool di Brendan Rodgers non vincerà la Premier del 2013/2014 poi vinta per la seconda volta dal Manchester City.

Steven Gerrard si accorda per la sua ultima stagione de professionista con il Los Angeles Galaxy, club degli USA con la tradizione di ospitare grandi campioni.

DIDIER DROGBA

Altro campione della Premier League ed un’icona del Chelsea dagli anni 2004 in poi, Didier Drogba, segnando 164 gol e conquistando 14 titoli fra la Champions League del 2012, dove ha trascinato il Chelsea alla vittoria contro il Bayern sia nei 120 giocato sia ai rigori (il suo decisivo).

Drogba prima sceglie la Cina, grande meta di tanti calciatori per via degli alti stipendi, poi sbarca in Turchia al Galatasaray per poi tornare un’ultima volta ai Blues nel 2014/2015.

Annunciando di lasciare il club a fine stagione, firma prima col il Montreal Impact, squadra canadese della MLS. Dopo un anno e mezzo, per motivi anche imprenditoriali, passa al Phoenix Rising dove concluderà la sua carriera.

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