Nessuna notte da ricordare, nessuna notte da consegnare alla storia,  Pogba elimina il Milan che esce da questa Europa League a testa alta e con la certezza che la strada intrapresa è quella maestra, quella da seguire per tornare ai fasti di un tempo.

 

LA SINTESI

Squadre falcidiate dalle assenze con i rossoneri costretti a rinunciare all’ultimo minuto a Rebic e Calabria che si sommano alle tante assenze a cui ormai Pioli convive ad ogni partita. Lo United ritrova Rashford dal primo minuto, incapace di incidere positivamente sulla prestazione dei Red Devils.

È il Milan ad avere in mano il pallino del gioco nel primo tempo, dando l’impressione che la rete del vantaggio sia dietro l’angolo peccando, però, nell’ultimo passaggio o nella conclusione finale. La partita decide di cambiarla Solskjær dalla panchina con l’ingresso di Pogba (proprio al posto di Rashford), anche lui al ritorno dopo un lungo stop per infortunio. Il francese alla prima palla toccata sfrutta una fatale indecisione di Meitè nell’allontanare la palla dall’area e batte Donnarumma da pochi passi.

I rossoneri sembrano subire il contraccolpo psicologico, Pioli tenta di dare una scossa dalla panchina inserendo Ibrahimovic per uno spento Castillejo, con l’intento di mettere maggiore pressione alla non impeccabile difesa ospite. Lo svedese fa valere subito il suo strapotere fisico andando a colpire di testa su un ottimo cross di Calhanoglu impensierendo, per la prima volta, un inoperoso Henderson.

La manovra del Milan continua ad essere lenta e prevedibile con il solo Theo a cercare di dare imprevedibilità con le sue sfuriate sulla fascia sinistra, troppo poco per creare dei reali grattacapi ad un attentissimo Manchester United. Il tempo passa inesorabile e neanche gli ultimi disperati tentativi producono delle reali occasioni per prolungare il match ai supplementari. Finisce 1-0 per gli inglesi, abili a trovare il gol al primo errore rossonero.

LAVAGNA TATTICA

Il Milan, così come all'”Old Trafford”, pecca di precisione e lucidità negli ultimi trenta metri. L’attacco di Pioli manca di personalità e cattiveria, doti che Ibrahimovic cerca subito di far valere al suo ingresso senza però riuscirci. Calhanoglu, lento e sconclusionato, è il lontano parente di quello ammirato prima dello stop dovuto all’infortunio. Ottima prova di Tomori che giganteggia nella propria area di rigore vincendo tutti i duelli individuali.

Il saluto a fine partita tra Ibrahimovic e Pogba. Fonte foto: profilo Twitter Europa League

Il Manchester United beneficia dell’ingresso del suo campione. Mai realmente pericoloso nel primo tempo, con Pogba in campo la musica cambia: il francese, di gran lunga il migliore in campo, è il trascinatore indiscusso di questa squadra. Le azioni dei Red Devils passano tutte dai sui piedi, detta i tempi ai suoi compagni e li trascina alla vittoria. Assente ingiustificato Bruno Fernandes mai in palla nel doppio confronto.

CONSIDERAZIONI FINALI

Il Milan, mai messo realmente in difficoltà dallo United, saluta l’Europa con più di un rimpianto soprattutto per le tante assenze che lo hanno colpito durante il doppio confronto. La sensazione è che con un po’ più di cattiveria e lucidità nei momenti chiave dei due match si sarebbe potuto far male ad un Manchester sicuramente lontano da quello ammirato contro il City in Premier League. Ora ai rossoneri resta solo il campionato e una qualificazione in Champions da centrare a tutti i costi per rivivere notti come queste.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Facebook Man United)