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Portieri magici e faune cromatiche: dieci curiosità sulla Coppa d’Africa

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Cartellini rossi, lotterie dei rigori, difensori a fare le veci di portieri assenti, calciatori ad auto-lanciarsi contro il portiere avversario pur di segnare. Non si può certo dire quest’edizione della Coppa d’Africa non stia regalando emozioni al pubblico internazionale. La competizione, giunta ora ai quarti di finale, vedrà ora le ultime otto squadre rimaste in gara fronteggiarsi per la vittoria finale, a partire dalla giornata di sabato.

Ma prima che ciò accada, ecco 10 curiosità di Numero Diez sulla competizione che forse non conoscevate.

1. SALIMA MUKANSANGA

Prima dell’edizione di quest’anno nessun arbitro donna aveva mai diretto un incontro ufficiale nella competizione. Il 10 gennaio, tuttavia, il trend è stato invertito, con Salima Mukansanga a dirigere l’incontro fra Malawi e Guinea. Il fischietto proveniente dal Rwanda, tra i più celebri nel proprio paese, è stato anche la prima donna nella storia ad arbitrare una partita di un campionato mondiale FIFA, in occasione del campionato mondiale di calcio femminile Under-17 del 2018. Originaria del distretto di Rusizi, nella provincia Occidentale del Ruanda, Salima Mukansanga si è peraltro laureata in infermieristica e ostetricia all’università di Gitwe, nel distretto di Ruhango.

2. CADENZA BIENNALE O?

La prima edizione della Coppa d’Africa si tenne nel 1957, in Sudan. A trionfare, in quell’occasione, fu la Nazionale Egiziana, che detiene peraltro il maggior numero di vittorie nella competizione, sette. Da quell’occasione fu stabilito di tenere il torneo a cadenza biennale, a differenza delle altre competizioni internazionali di spicco che si svolgono ogni quattro anni. Ma la cadenza è sempre stata rispettata? Non sempre. In un solo caso, nel 1968, in Etiopia, la cadenza passò da due a tre anni, salvo poi proseguire  da quell’anno ogni due anni.

3. IL MIGLIORE DI SEMPRE… FRA I PALI

Le gesta di Essam El-Hadary in Coppa d’Africa difficilmente verranno eguagliate nuovamente. Il portiere egiziani, infatti, negli anni ha fatto incetta di record. E’ ad oggi l’unico ad aver vinto due volte il premio di miglior portiere della competizione, nel 2006 e 2010. Ma non solo: ha infatti conquistato per ben 4 volte la Coppa d’Africa e in tre occasioni consecutive. Come se non bastasse le curiosità non finiscono qui: El-Hadary resta ad oggi il giocatore più anziano ad essere sceso in campo nella storia della Coppa d’Africa, coi suoi 44 anni; un primato che detiene anche per il campionato del mondo, con 45 anni e 161 giorni.

4. L’ALBO D’ORO

E’ l’Egitto, il primo vincitore di sempre nella Coppa d’Africa (1957), a detenere il primato di edizioni vinte. In sette occasioni la nazionale nordafricana ha sollevato il trofeo continentale, l’ultima delle quali nel 2010, per la terza volta consecutiva dopo il 2006 e il 2008. Il Camerun, nazione ospitante nell’edizione di quest’anno, occupa il secondo posto con cinque successi. A seguire il Ghana con quattro vittorie, ma non solo: è infatti la nazionale col più alto numero di secondi posti, ben cinque volte in cui ha dovuto assistere alla passerella dei vincitori dal vivo. Seguono Nigeria (3), Costa d’Avorio, Algeria e Repubblica Democratica del Congo (2).

5. IL MIGLIOR MARCATORE DI SEMPRE… PARLA ITALIANO!

Non deve di certo sorprendere che un campione assoluto del calibro di Samuel Eto’o detenga il primato di reti segnate nella competizione. Coi suoi 18 centri, l’ex attaccante, fra le altre, anche dell’Inter resta ad oggi il detentore del record. Ma c’è di più: è stato anche il capocannoniere in due edizioni consecutive, nel 2006 e 2008, firmando in ambedue le occasioni la bellezza di 5 reti. Classe, talento, esplosività fisica al servizio dunque non solo dei club nei quali il Re Leone ha militato nella propria carriera.

6. FAUNA CROMATICA

La fantasia del popolo del calcio per i soprannomi, si sa, va ben oltre l’ordine del giorno. Si tratta di un rito sacro e tacito, che passa sopra le righe dei tifosi e che di comune accordo, senza sapere da dove nasca, viene accettato da tutti. Non fa eccezione la Coppa d’Africa, le cui nazioni partecipanti coprono una vera e propria fauna cromatica. Dagli Squali Blu del Capo Verde agli Elefanti della Costa d’Avorio, dalle Aquile del Mali fino ai Leoni dell’Atlante del Marocco. E ancora le Volpi del Deserto algerine, gli Stalloni del Burkina Faso, i Leoni Indomabili del Camerun.

7. SARANNO MATRICOLE… FORSE

Sono ben dieci le nazioni che, ad oggi, non hanno mai preso parte alle 33 edizioni della Coppa d’Africa tenutesi finora. Nazionali sognatrici, questo è certo, ma che sul terreno di gioco ancora non hanno dimostrato quel quid in più necessario per entrare di diritto nell’Africa che conta. Prima di quest’anno il numero ammontava a 12, a dire il vero: le Isole Comore e il Gambia hanno infatti esordito nell’edizione tutt’ora in corso. Ecco le dieci nazioni che, ad oggi, non hanno mai calcato i campi di gioco in Coppa d’Africa: Repubblica Centrafricana, Chad, Djibouti, Eritrea, Eswatini, Lesotho, São Tomé e Príncipe, Seychelles, Somalia, Sudan del Sud.

8. TRE TROFEI IN UNO

Nel corso delle varie edizioni, la coppa consegnata ai vincitori è stata modificata in tre circostanze. Il trofeo originale, interamente realizzato il bronzo, si chiamava Trofeo Abdelaziz Abdallah Salem, in onore del nome del primo presidente della CAP l’egiziano Abdelaziz Abdallah Salem. A partire dal 1980, il trofeo è cambiato, divenendo quindi il Trofeo dell’Unità Africana. Cambia il trofeo ma non solo, poichè si sceglie di modificare il trofeo da parte della nazione vincitrice del torneo per tre edizioni. Un’impresa non da poco, che tuttavia col tempo riesce. Il Camerun, infatti, nel 2000 trionfa per la terza volta nella propria storia, dopo i successi nel 1984 e nel 1988. Nacque così il Trofeo Coppa d’Africa delle Nazioni, quello odierno.

9. PRIMATISTA DI PRESENZE… DALLA SALERNITANA

Rigobert Song è un nome del passato, indelebile tuttavia quando si parla di Coppa d’Africa. Il difensore del Camerun, nato a Nkanglicock il 1° luglio del 1976, ha militato nella propria nazionale dal 1993 al 2010, collezionando 137 presenze complessive. Di queste, ben 36 in Coppa d’Africa, rendendolo il primatista di sempre – ad oggi – nel torneo. L’aspetto più peculiare sta nei club in cui ha militato in carriera: tra le avventure di Metz e Liverpool, infatti, Song ha militato anche in Italia, fra le fila della Salernitana, allora come oggi in Serie A, trovando tra l’altro il primo gol della stagione amaranto. 

10. IL PORTIERE DAI POTERI MAGICI

Thomas N’Kono è un nome d’eccezione fra le fila dei portieri. Idolo, tra gli altri, di Gianluigi Buffon – si dice che il Campione del Mondo abbia chiamato Thomas il figlio primogenito in suo onore – l’estremo difensore ha regalato emozioni anche al di fuori del tema calcistico. Nel 2002 faceva parte dello staff della nazionale, impegnata nella Coppa d’Africa organizzata dal Mali. Ciò che, in quell’occasione, attirò maggiormente l’attenzione furono tuttavia strani riti accanto a una porta. E quando di mezzo ci va la stregoneria, da quelle parti non è il caso di scherzare troppo: dieci poliziotti lo prelevarono di forza, portandolo in una cella dello stadio. Dopo non poche peripezie diplomatiche la partita si giocò comunque, col Camerun non soltanto a vincere la gara contro il Mali, ma a sollevare alla fine il trofeo per la quarta volta nella propria storia. E chi lo sa che i riti propiziatori di Thomas N’Kono non abbiano contribuito a questo.

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Le 10 partite dei Mondiali con più spettatori

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Tunisia-Australia

Per chi ama il calcio, le sensazioni che dà una partita vissuta in uno stadio pieno ha davvero pochi eguali. Ancora di più se questa partita è l’esordio o la finale di un Mondiale, nonostante negli anni le competizioni per club abbiano preso il sopravvento nell’immagine dei tifosi e stampa. Nessun trofeo però è paragonabile alla Coppa del Mondotorneo che ha regalato le più grandi gioie e le più brutte delusioni a tantissime persone, ma di certo chi ho giocato questa competizione non è mai mancato l’affetto e il supporto dei numerosi tifosi. Il Mondiale è senza dubbio la sfida calcistica più seguita in tutto il pianeta, ecco dunque le 10 partite dei Mondiali con più spettatori:

10. Messico-Belgio 1-0 del 1970

Ultimo posto per la sfida valevole per Messico ’70 che vide i padroni di casa battere il Belgio dinanzi a 108.192 supporter all’Estadio Azteca.

9. Belgio-Messico 1-2 del 1986

Al nono posto di questa speciale classifica la sfida tra i padroni di casa del Messico e il Belgio. A Città del Messico, nella prima partita del gruppo B del Mondiale del 1986, all’Estadio Azteca per la prima vittoria all’esordio dei messicani ci furono 110.000 tifosi.

8. Argentina-Belgio 2-0 del 1986

Ottavo posto per la sfida l’Argentina di Diego Armando Maradona, che quel giorno mise a referto una doppietta, e i diavoli rossi nella semifinale di Messico ’86. Quel giorno all’Estadio Azteca sugli spalti dello stadio presero visione del match 114.500 tifosi.

7. Messico-Bulgaria 2-0 e Argentina-Inghilterra 2-1 del 1986

Ancora nello stesso Mondiale, troviamo la prima partita della fase ad eliminazione diretta. All’Estadio Azteca il Messico sconfisse la Bulgaria per 2-0 davanti a ben 114.580 supporter. E con lo stesso numero di tifosi, al settimo posto troviamo anche la partita della mando de Dios, con l’Argentina di Maradona, che battè per con il risultato di 2-1 l’Inghilterra.

6. Argentina-Germania 3-2 del 1986

Sesto posto per la finalissima del Mondiale del 1986. L’Argentina si laureò campione del Mondo davanti a 114.590 persone.

5. Messico-Paraguay 1-1 del 1986

A metà classifica, troviamo un’altra partita di Messico ’86. La sfida tra i messicani e il Paraguay della fase girone che finì in parità, fu seguita allo stadio Azteca da 114.600 fan.

4. Brasile-Svezia 7-1 del 1950

Al quarto posto troviamo la sfida di un altro Mondiale del vecchio secolo. Siamo a Brasile ’50, e all’Estádio Jornalista Mário Filho, per il match tra Brasile e Svezia ci furono 138.886 tifosi.

3. Brasile-Jugoslavia 2-0 del 1950

Nel gradino più basso del podio troviamo il match nella prima fase del Mondiale del 1950 tra Brasile e Jugoslavia. Quella partita, vinta dai brasiliani, fu vista dal campo da 142.429 persone.

2. Brasile-Spagna 6-1 del 1950

Secondo posto per la semifinale di Brasile ’50. I padroni di casa batterono per 6-1 la Spagna davanti a 152.772 spettatori.

1. Uruguay-Brasile 0-1 del 1950

Al primo posto della classifica delle 10 partite dei Mondiali con più spettatori troviamo la finale del Mondiale del 1950. Quella partita che vide l’Uruguay vincere contro gli acerrimi nemici brasiliani, fu vista allo stadio da 199.954 tifosi.

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I 10 giocatori più forti su FIFA 23

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Mbappe

Sono stati recentemente resi noti i ratings dei migliori calciatori su FIFA 23. Andiamo ad analizzare quali sono i 10 giocatori con la valutazione più alta.

Thibaut Courtois: 90

Manuel Neuer: 90

Cristiano Ronaldo: 90

Virgil van Dijk: 90

Mohamed Salah: 90

Kevin De Bruyne: 91

Lionel Messi: 91

Kylian Mbappé: 91

Robert Lewandowski: 91

Karim Benzema: 91

Come da tradizione di EA Sports, continua anche su FIFA 23 l’abitudine di assegnare valutazioni molto alte ai giocatori del campionato inglese: ben 4 sono equivalenti o sopra al 90.

Due sono i giocatori per il Liverpool  (van Dijk; Salah) e per il Tottenham (Son; Kane), oltre che per PSG (Messi; Mbappé) e Real Madrid (Courtois; Benzema). Il solo Ronaldo a rappresentare il Man United e il solo Lewandowski per il Barcellona.

Chi comprerete nella modalità Ultimate Team di FIFA 23?

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I dieci bomber under 25 più prolifici al mondo

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Vlahovic

Il CIES ha prodotto uno studio di osservazione sugli attaccanti under 25 nei maggiori campionati del mondo, alla ricerca di quali fossero i dieci  bomber più efficaci al momento. La lista è stata pubblicata sul portale ufficiale dell’osservatorio: ci sono nomi della nostra Serie A ma anche perfetti sconosciuti. Scopriamo insieme chi c’è in cima.

#10 EVANILSON – PORTO

Il numero 30 dei portoghesi, brasiliano classe ’99, è un attaccante ambidestro di un metro e 83. Nella stagione appena cominciata, ha già segnato 4 gol e 2 assist tra campionato, Champions e Supertaça. Queste statistiche gli permettono di occupare il decimo posto nella speciale classifica dei dieci giovani bomber più efficaci.

#9 VLAHOVIC – JUVENTUS

Dusan Vlahovic, con i suoi 4 gol in 6 presenze totali tra Serie A e Champions, è il nono classificato nella lista dei baby bomber più prolifici. Il ventiduenne serbo sta letteralmente trascinando la Juventus in questo avvio a rilento dei bianconeri.

#8 MATHEUS CUNHA – ATLETICO MADRID

Altro brasiliano nato nel 1999, Cunha non ha ancora segnato in 4 presenze totali in questa stagione. Nella passata annata, ha però fatto registrare 6 reti e 6 assist in 29 partite giocate. Numeri che gli valgono comunque un posto nella classifica dei dieci bomber u-25 migliori al mondo.

#7 TAMMY ABRAHAM – ROMA

Il classe 1997 non ha trovato spesso la via del gol di recente, con una rete e un assist in campionato fin’ora. Non bisogna però dimenticare i suoi numeri straordinari nel corso della passata stagione in Italia, quando ha realizzato 17 centri e 4 assist da rookie in Serie A. Senza contare le 9 reti in 13 presenze nella Conference League vinta dalla sua Roma.

#6 JULIAN ALVAREZ – MAN CITY

L’argentino del 2000, appena arrivato alla corte di Guardiola che lo ha fortemente voluto, ha già segnato 2 gol in 4 presenze in Premier League, nonostante il grosso balzo tecnico-tattico dal campionato argentino. Se continua su questa strada, potrà essere ancora più decisivo in futuro.

#5 DARWIN NUNEZ – LIVERPOOL

Il suo impatto con la Premier e col Liverpool è stato agrodolce: ha trovato la via del gol ma ha anche avuto difficoltà (comprensibili) di adattamento. Non si possono dimenticare però le premesse: ovvero i tanti gol con il Benfica nell’anno passato, soprattutto in Champions e in campi difficili, come lo stesso Anfield.

#4 FERRAN TORRES – BARCELLONA

Il giovane bomber blaugrana non ha ancora trovato la rete nelle sue 5 presenze in Liga quest’anno. Ha però avuto un esordio stellare in Champions: 1 gol e un assist nel 5-1 del Camp Nou contro il Viktoria Plzen, nel girone di ferro con Bayern e Inter. Xavi punta molto su di lui.

#3 VICTOR OSIMHEN – NAPOLI

Il nigeriano, 23 anni, è ormai un bomber di grosso calibro. 5 partite, due centri e un assist in questa stagione. Col Napoli – però – ne ha già fatti 30 totali in due annate nonostante qualche problema fisico. Anche attualmente sta recuperando da un recente infortunio e i partenopei ne sentono la mancanza.

#2 MATIAS ZARACHO – ATELTICO MINEIRO

Il nome che non ti aspetteresti – a ridosso della cima della classifica – è quello di Zaracho. Argentino di 24 anni, gioca in Brasile da fantasista. Con l’Atletico ha segnato 16 gol e 9 assist nel campionato carioca da quando è arrivato dal Racing. Ne sentiremo parlare.

#1 KAI HAVERTZ – CHELSEA

Chi, se non il match-winner della Champions di 2 anni fa poteva essere ai vertici di questa lista. Havertz, a soli 23 anni, è già un pilastro del Chelsea, con cui ha segnato 24 gol e messo a referto 14 assist in meno di 100 presenze. Talento cristallino.

 

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Le 10 curiosità della sesta giornata di Serie A

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Pronostico Milan-Napoli

LE 10 CURIOSITÀ DELLA SESTA GIORNATA DI SERIE A – Dopo la settimana europea, il campionato italiano si prepara a ripartire. Ad aprire la giornata saranno Napoli e Spezia che, al Maradona, cercheranno di continuare a collezionare punti preziosi per i loro obiettivi. In questo articolo vedremo le dieci curiosità della giornata che sta per iniziare.

BESTIA NERA

Così a vedersi, il match contro lo Spezia, potrebbe sembrare per i ragazzi di Spalletti un incontro dall’esito scontato. In realtà questo non è affatto vero, dal momento che il Napoli, nel corso dei suoi 96 anni di storia, non ha mai vinto una gara di Serie A in casa contro i liguri. I partenopei, dunque, sono chiamati a sfatare questo curioso tabù.

MOMENTO BUIO

S0lo nove punti e addirittura due sconfitte dopo le prime cinque giornate per l’Inter di Simone Inzaghi. I nerazzurri stanno vivendo un momentaccio e servirà rialzare la china. Il match contro il Torino, in programma oggi alle 18.00, sarà in questo senso un bel banco di prova. Se i meneghini non dovessero vincere, però, farebbero registrare il peggior avvio di stagione dal 2014/15. In quell’occasione sedeva in panchina Walter Mazzarri e alla fine della sesta giornata l’Inter si ritrovò con otto miseri punti in classifica. Pareggiando, invece, i nerazzurri eguaglierebbero i 10 punti della stagione 18/19.

CONTRO LA STORIA

A chiudere il sabato di Serie A ci penseranno Sampdoria e Milan al Marassi. I rossoneri vengono da tre successi consecutivi nel massimo campionato contro i blucerchiati e sono a caccia della quarta vittoria di fila a Genova. Qualora questo dovesse succedere, però, sarebbe quasi un evento storico. Il Milan non vince quattro partite consecutive in casa della Samp in Serie A, infatti, dal periodo tra il 1963 e il 1968.

MAGICA DEA

Se ci sono dei nerazzurri, l’Inter, che stanno vivendo un periodo complicato, ce ne sono degli altri, l’Atalanta, che invece stanno volando. Dopo la mancata qualificazione in Europa dello scorso anno, Gasperini ha trovato la chiave di Volta ed ora la Dea macina punti. I bergamaschi si trovano da soli in vetta alla classifica dopo cinque giornate con 13 punti. Vincendo contro la Cremonese, l’Atalanta salirebbe a quota 16  realizzando, così, il miglior avvio di stagione della sua storia dopo le prime sei giornate.

LE FRECCE DELL’ARCIERE

Data l’assenza di Domenico Berardi, contro l’Udinese il leader dell’attacco neroverde sarà Andrea Pinamonti. Il giocatore del Sassuolo, che ad inizio carriera veniva soprannominato “L’Arciere di Cles” per la sua esultanza e le sue origini, dovrà prendersi la scena al Mapei. I friulani, inoltre, portano al classe 99′ una certa fortuna dal momento che, con tre reti segnate, sono la sua vittima preferita in Serie A. Dall’altra parte, però, la statistica va contro il Sassuolo. L’ultima vittoria in Serie A contro l’Udinese, infatti, risale al lontano marzo 2018.

IMBATTIBILI

Dopo l’esonero di Mihajlovic, il Bologna di Thiago Motta dovrà vedersela in casa contro la Fiorentina. Prova importante, dal momento che i toscani sono imbattuti contro i rossoblu da 16 partite. L’unica squadra con la quale la viola può vantare una striscia di imbattibilità più lunga è il Verona: tra gli anni 50′ e 70′, la Fiorentina è rimasta imbattuta contro gli scaligeri per 18 partite consecutive.

A CACCIA DI VITTORIE

I primi punti del Monza in Serie A potrebbero arrivare nella sfida tra neopromosse contro il Lecce. Qualora il Monza dovesse perdere nuovamente, però, i lombardi farebbero registrare il peggior avvio nella storia della Serie A a 20 squadre dopo le prime sei giornate. La squadra del presidente Berlusconi, infatti, eguaglierebbe il record negativo del Benevento che, allo stesso punto della stagione, nel 2017/18 si trovava ancora a zero punti in classifica. I campani, in quell’occasione, non riuscirono a salvarsi a fine stagione.

TRADIZIONE IN TRASFERTA

Lazio-Verona sarà una sfida dall’esito non scontato. Il Verona è infatti in striscia positiva all’Olimpico contro i biancocelesti da tre partite (1V, 2N), non era mai successo nella storia degli scaligeri.

CLEAN SHEET

Sono sei i precedenti in Serie A tra Juventus e Salernitana. I bianconeri hanno vinto in quattro occasioni subendo appena un gol nella stagione 98/99 (peraltro unica vittoria della storia dei campani contro la Vecchia Signora). La Juventus, inoltre, è la squadra contro la quale la Salernitana ha segnato meno gol in Serie A considerando le squadre contro cui i campani hanno giocato almeno cinque volte.

PER RIALZARSI

Dopo due deludenti sconfitte contro Udinese e Ludogorets, la Roma di Josè Mourinho deve rialzarsi. Ad attendere i giallorossi c’è lunedì sera la trasferta del Castellani. L’Empoli porta particolarmente bene ai capitolini, che vengono da cinque vittorie consecutive contro i toscani e, realizzando la sesta, farebbero registrare la serie di vittorie consecutive più lunga contro una squadra di Serie A, eguagliando quella con il Crotone.

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