Connect with us
Potenza-Juve Stabia 5-2: Novellino commenta la debacle all'esordio

La nostra prima pagina

Potenza-Juve Stabia 5-2: Novellino commenta la debacle all’esordio

Pubblicato

:

Juve Stabia

Ieri pomeriggio la Juve Stabia ha subito una nuova sconfitta. Allo Stadio Alfredo Viviani, il Potenza si è imposto con un netto 5-2 contro le vespe. Dunque, inizia nel peggiore dei modi la terza esperienza di Walter Novellino sulla panchina del club di Castellammare di Stabia.

I padroni di casa hanno ben indirizzato il match nei primi 25 minuti di gioco, con le reti di Talia e Caturano. Al 36′ l’espulsione di Pandolfi ha compromesso la situazione di una Juve Stabia sempre più allo sbando. I gialloblu hanno provato a raddrizzare il match con Altobelli, ma la squadra di mister Giuseppe Raffaele ha continuato ad attaccare, trovando la rete con Volpe, Steffé e Verrengia. Nei minuti finali D’Agostino ha reso meno amaro il risultato finale.

Nel post partita, mister Novellino ha parlato di questo pessimo esordio in conferenza stampa. Di seguito le sue parole:

SCONFITTA NETTA – “Dobbiamo lavorare molto sulla testa dei ragazzi. Una sconfitta che mi da molto fastidio e mi dispiace molto anche per i tifosi che ci hanno seguito. Ma non mi sento di penalizzare nessuno. I complimenti vanno al Potenza ma abbiamo preso gol in modo balordo. Dobbiamo lavorare molto sulla fase difensiva. Su ogni palla avevo paura oggi, non si possono correre pericoli in questo modo”.

ESPULSIONE PANDOLFI “Con un uomo in meno siamo ancora più in difficoltà. Sono molto dispiaciuto per l’espulsione di Pandolfi ma sono cose che vanno evitate. Credevo di poter fare una gara gagliarda ma devo dare io qualcosa in più”.

SQUADRA FRAGILE –La mia esperienza può dare un aiuto. Mi aspettavo più cattiveria e un po’ di attenzione in più sulle palle inattive. I ragazzi sono fragili e dobbiamo aiutarli a condizione che loro si facciano aiutare da me come ho detto alla vigilia della gara. La serenità si ottiene con i risultati però. La cosa più triste per me è che il presidente da persona straordinaria ha aiutato i ragazzi senza criticarli nello spogliatoio al termine della gara”.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram della Juve Stabia

 

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Giaccherini: “Il gol al Belgio è stato il punto più alto della mia carriera”

Pubblicato

:

Giaccherini

Emanuele Giaccherini è stato un giocatore importantissimo dello scorso decennio, simbolo della dedizione e del valore della gavetta. Partito dalla leghe minori, è arrivato a vincere due Scudetti con la Juventus e a raggiungere una finale degli Europei nel 2012. Oggi ha cambiato ruolo, ma è rimasto in questo mondo, lavorando come commentatore e opinionista su DAZN.

L’abbiamo intervistato, in esclusiva, per farci raccontare degli aneddoti della sua carriera e conoscere le sue opinioni su alcuni temi caldi del calcio attuale: il futuro di Conte, l’Italia di Spalletti e il cammino dell’Inter in Champions League. Di seguito l’intervista completa a Emanuele Giaccherini.

L’INTERVISTA A EMANUELE GIACCHERINI

Per cominciare vorrei partire da una frase di Antonio Conte che descrive benissimo la tua carriera: “Emanuele Giaccherini è l’esempio di come un giocatore che ha fatto la gavetta in provincia, può meritarsi la Juventus”. Quanto pensi sia stato importante partire dal basso per il tuo percorso di crescita, come calciatore e come uomo?

“È  stato fondamentale, ci sono calciatori che hanno la fortuna di avere grandi doti sin da subito, iniziare la loro carriera in Serie A e giocare a vent’anni in grandi squadre. Ci sono calciatori come me che, invece, ci sono arrivati dopo con lavoro, sacrificio, e passione. Anche tanta sofferenza, negli anni in cui non vedevo la possibilità di arrivare in Serie e realizzare il mio sogno: ho fatto quattro anni di C2, quelle stagioni mi sono serviti per capire da dove venivo. Mi sono conquistato la Serie A sul campo, vincendo campionati con il Cesena, arrivando dalla Serie C alla Serie A. Poi c’è stata la chiamata della Juve di Conte, una volta arrivato lì non volevo farmela scappare, ricordando sempre da dove venuto e da dove sono passato”.

Negli anni hai vissuto tante esperienze, tra club e Nazionale, se dovessi elencarmi a caldo i tre momenti che ricordi con più piacere della tua carriera, quali sarebbero?

L’esordio in Serie A con il Cesena, due partite di fila contro Roma e Milan: la prima all’Olimpico e poi il gol contro il Milan di Ibrahimovic. Il secondo ricordo è sicuramente la chiamata di un grande club come la Juventus, con il gol al Catania. Infine la Nazionale: io ho fatto due Europei e una Confederations Cup, nel 2012 siamo arrivati in finale e abbiamo perso, ma non ero ancora consapevole a pieno delle mie possibilità. Nel 2016 ero più maturo, forse nel pieno della carriera, quell’Europeo è stato importantissimo e il gol al Belgio è stato il punto più alto della mia carriera“.

GIACCHERINI SU ANTONIO CONTE

Ho nominato prima Antonio Conte, un allenatore che è stato importantissimo per te, tra Juventus e Nazionale. Come descriveresti il rapporto che hai avuto con lui?

Un rapporto di amicizia, lo sento tutt’ora, l’ultima volta è stata tre giorni fa. Per me è stato come un padre calcistico, mi voleva già l’anno prima quando allenava il Siena, ma io ho preferito giocarmi le mie carte in Serie A dopo aver vinto la B con il Cesena. Poi è andato alla Juve e mi ha voluto fortemente anche lì, gli devo tanto per la carriera che ho avuto. Lui, però, è uno che non ti regala niente: gioca solo chi merita e io mi sono conquistato il posto, nonostante i grandi campioni che c’erano alla Juventus”.

“È sempre stato un rapporto schietto e di sincerità, lui sicuramente apprezzava i miei lati umani oltre che calcistici. Un rapporto vero, a me lui piace molto soprattutto dal lato umano: noi vediamo un Conte sempre arrabbiato e teso, ma c’è un Conte anche fuori dal contesto calcistico, una persona con cui si parla benissimo di qualsiasi cosa”.

Dove lo vedresti bene il prossimo anno?

“Lo vedrei bene in un club con organizzazione, programmazione e mentalità vincente. Se dovessi fare dei nomi di grandi squadre, con panchine libere, direi Bayern Monaco e Liverpool. Sono due società abituate a vincere e se non riesci a farlo è un problema, per la storia che hanno alle spalle; un po’ come quando in Italia si parla tanto se la Juventus non vince”.

GIACCHERINI, L’ESPERIENZA IN NAZIONALE E I PROSSIMI EUROPEI

Passando alla Nazionale, tu hai esordito con la maglia azzurra direttamente agli Europei del 2012. Un grande cammino culminato con l’amara sconfitta con la Spagna in finale. Com’è stato per te, che all’epoca eri un esordiente per la Nazionale italiana, vivere subito un’esperienza simile e qual è il momento più iconico che ti viene in mente?

“Per me inserirmi in quel gruppo non è stato complicato, giocando nella Juventus conoscevo già 7/8 giocatori. All’esordio contro la Spagna non pensavo nemmeno a dove fossi, forse è stata anche l’incoscienza. Mi ricordo che prima c’era stata un’amichevole contro la Russia, dopodiché Prandelli ha cambiato tutto e ho giocato titolare nel 3-5-2. Io già non mi rendevo conto della chiamata nei 23, ma penso che lui abbia guardato la mia stagione e la mia attitudine a interpretare più ruoli”.

“Quella partita l’ho giocata spensierato e anche bene, un buon pareggio contro una squadra fortissima. La cosa che mi ha colpito più di tutte è stata proprio che prima della prima partita, contro la Spagna, era più teso Buffon di me. Quando hai tante presenze e manifestazioni alle spalle, sei il capitano e uomo simbolo della Nazionale, hai più responsabilità. Quella sensazione io l’ho provata più avanti mentre all’epoca ero tranquillo”. 

Quest’estate toccherà a Spalletti guidare la Nazionale agli Europei, quali sono le tue previsioni?

È un’incognita, dobbiamo ritrovare quella Nazionale che ha vinto la scorsa edizione. Sono certo che Spalletti farà un grande lavoro, è un allenatore molto preparato e che sa dare i giusti valori. Io credo che questa Nazionale abbia tanti valori nei giocatori, a livello individuale ci sono elementi importanti, penso che se Spalletti riuscirà a incastrare tutte le loro caratteristiche vedremo una bella Italia. Non è facile perché è un girone complicato, anche l’Albania è una squadra forte: ci sono tanti calciatori che sono titolari nel nostro campionato. Non sarà una passeggiata, ma siamo sempre l’Italia, siamo campioni in carica e anche per le altre non sarà facile affrontarci”.

IL COMMENTO DI GIACCHERINI SULL’INTER

Vorrei chiudere con una tua dichiarazione a DAZN che ha fatto discutere, ad agosto hai detto: “Il centrocampo dell’Inter per me è il più forte d’Europa”. Ad oggi, sei ancora d’accordo?

Sono ancora d’accordo: per me Barella, Çalhanoglu e Mkhitaryan stanno dimostrando di essere un gran centrocampo. Ho detto il primo d’Europa, se togliamo Bellingham al Real Madrid lo riconfermo, è un giocatore che da solo riesce a fare cose incredibili. La forza dell’Inter, però, sta nel centrocampo: possiamo parlare di Lautaro e Thuram o della difesa, ma per me quel reparto è il fulcro di quella squadra. Nei risultati che sta ottenendo l’Inter c’è tanto merito nel centrocampo“.

Come ne pensi del percorso in Champions League dell’Inter?

“Mi aspettavo che l’Inter arrivasse prima nel girone, per me era la squadra più forte. La Real Sociedad sta facendo vedere anche in campionato di non essere quella grande squadra che ha affrontato l’Inter, sia all’andata che al ritorno hanno fatto delle ottime partite contro i nerazzurri, ma per me si portavano dietro l’entusiasmo della scorsa stagione e ora l’hanno un po’ perso. L’Atletico Madrid, invece, è una grande squadra ma c’è una distanza di valori: all’Inter è andato stretto quel risultato, se avessero avuto più cattiveria avrebbero potuto vincere 2/3-0, non lo dico io ma i numeri della partita. La qualificazione ora le devono conquistare a Madrid, ma sicuramente andranno con lì con personalità, senza guardare l’1-0 ma cercando di vincere”.

 

Continua a leggere

Europa League

Le possibili avversarie della Roma in Europa League

Pubblicato

:

in foto: Pellegrini, Mancini, Paredes - Roma - Serie A - Europa League - Coppa Italia

LE POSSIBILI AVVERSARIE DELLA ROMA IN EUROPA LEAGUE – Dopo aver superato i play-off, è tempo di ottavi per la Roma. Dopo aver vinto, sudando fino ai rigori, per i giallorossi è tempo di resettare. La gioia della vittoria va subito messa da parte, per ritornare concentrati per il proseguo della stagione. L’obiettivo 4° posto in campionato e l’andare più avanti possibile in Europa League sono la base per un futuro roseo, magari proprio con De Rossi sulla panchina. La situazione della Roma non è stata però così felice in precedenza, con ancora Mourinho in panchina. Il girone, contro Slavia Praga, Servette e Sheriff, non vide i giallorossi vincere, arrivando al secondo posto, sotto i cechi, e costretti dunque ai playoff. Adesso è tempo di ottavi: di seguito vi riportiamo le possibili avversarie della Roma in Europa League.

LE POSSIBILI AVVERSARIE

Cammino fin qui abbordabile per la squadra di Daniele De Rossi, che adesso però avrà a che fare con avversarie ben più dure da affrontare. La possibilità migliore sarebbe quella di rivedere affrontare una recente conoscenza, lo Slavia Praga, già affrontato ai gironi, forse chance migliore per passare il turno. Di seguito vi riportiamo tutte le possibile avversarie dei giallorossi agli ottavi.

  • West Ham (Ing)
  • Brighton (Ing)
  • Glasgow Rangers (Sco)
  • Liverpool (Ing)
  • Villareal (Spa)
  • Bayer Leverkusen (Ger)
  • Slavia Praga (Cec)

Continua a leggere

Flash News

INFO N10 – Juventus, svelata la volontà di Weah: le ultime

Pubblicato

:

Timothy Weah, calciatore della Juventus e della Nazionale statunitense (Stati Uniti) - Serie A, Coppa Italia, Copa América,

Ventidue presenze tra Serie A e Coppa Italia, un gol e un assist. Questo, fin qui, il bilancio di Timothy Weah alla Juventus. Lo statunitense classe 2000, arrivato in estate dal Lille per circa 12 milioni di euro, sta vivendo una stagione non semplice dal punto di vista dell’ambientamento. Questa situazione, nelle ultime ore, ha alimentato le speculazioni sulle possibili trattative per una sua cessione durante la prossima finestra di mercato. Il calciatore, infatti avrebbe diversi estimatori all’estero, soprattutto in Premier League, Bundesliga e Ligue 1.

Stando sempre agli ultimi rumors, la Juventus si starebbe guardando intorno per un sostituto del figlio d’arte, soprattutto in vista di un probabile ritorno in Champions League.

IL PUNTO

Tuttavia, secondo quanto appreso dalla nostra redazione, non vi sarebbe alcun fondamento di verità nelle voci di mercato riguardanti un possibile trasferimento di Timothy Weah nella prossima sessione di calciomercato. Al momento, dunque, non ci sarebbero gli estremi per vedere il classe 2000 lontano da Torino nella prossima stagione. D’altronde, la volontà del calciatore è chiara: rispettare il contratto, in scadenza nel 2028, e giocarsi le proprie carte in maglia bianconera.

È in corso un processo di ambientamento e l’attuale rendimento di Weah soddisfa la Juve: al momento, dunque, né la dirigenza né il calciatore vogliono interrompere il progetto avviato lo scorso luglio

Continua a leggere

Flash News

L’Inter e il salto di qualità: Inzaghi come Ancelotti e Guardiola

Pubblicato

:

Inter

La Gazzetta dello Sport, nella sua edizione odierna, pone il focus sui numeri dell’Inter e sentenzia: squadre come il Manchester City e il Real Madrid non sono più così distanti. I nerazzurri ormai possono essere considerati alla pari delle due corazzate. InzaghiAncelotti Guardiola, infatti, sono gli unici tre allenatori ancora imbattuti in questa Champions League. L’Inter è diventata anche oggetto di studio in tutta Europa, prendendo complimenti praticamente da chiunque.

Come riporta la rosea, quindi, è lecito pensare alla doppietta scudetto – Champions. Non si tratta di superbia, anzi di una constatazione dei fatti dovuta a quanto l’Inter sta facendo vedere in questa stagione. Dall’inizio dell’anno nuovo, il ritmo di Inzaghi e i suoi ragazzi è un qualcosa di spaventoso: un percorso assolutamente netto, fatto di sole vittorie tra campionato, Champions e Supercoppa italiana. Per non parlare poi dei gol: 22 fatti e solamente 4 subiti.

I nerazzurri sono sempre avanti: che si tratti di media punti (2,6), di differenza reti (+47) o anche solo di partite senza subire reti (15 clean sheet). L’Inter vola verso la tanto agognata seconda stella in maniera sempre più convinta. Addirittura si sarebbe potuto ripetere il sogno Triplete, il quale, però, si è infranto a metà dicembre per mano del Bologna. In ogni caso il vero salto di qualità di questa squadra sta in un solo concetto: la continuità.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969