Connect with us
Preferisco la Coppa: Coppa delle Coppe 1972/73

Calcio Internazionale

Preferisco la Coppa: Coppa delle Coppe 1972/73

Pubblicato

:

Il 5 settembre 1972, alle Olimpiadi di Monaco, un gruppo di terroristi palestinesi irrompe negli alloggi degli atleti israeliani, scatenando una giornata di puro terrore, che terminerà in un bagno di sangue. La strage di Monaco, rivendicata dall’organizzazione nominata Settembre Nero, rimane ancora oggi una delle pagine più raccapriccianti della storia olimpica.
Il giorno dopo, in un clima decisamente particolare, prende il via la Coppa delle Coppe 1972/73, già decisamente condizionata dall’esclusione del Corelaine, detentore della Irish Cup, per via della guerra civile e da quella dei Rangers, Campioni uscenti esclusi per il comportamento dei tifosi durante la finale dell’anno precedente.
Con queste premesse, il primo turno del torneo si rivela ricco di gol ed emozioni, con le favorite che fanno la voce grossa, ma anche con due grosse sorprese.
La prima arriva dallo Stadion Letná di Praga, dove lo Sparta rimonta clamorosamente contro lo Standard Liegi. I belgi, che nella stagione precedente avevano ben figurato in Coppa dei Campioni, rendendo molto difficile la vita all’Inter, vincono 1-0 all’andata, ma al ritorno vengono annichiliti da uno straripante Vladimir Kara, autore di una tripletta nel 4-2 finale per gli uomini di Karol Dobias.
La seconda sorpresa, invece, arriva dall’Ester Road Stadium, dove l’Hibernian compie un’impresa clamorosa, eliminando lo Sporting Lisbona di Hector Yazalde.
Gli scozzesi escono sconfitti dalla sfida di andata in Portogallo per 2-1, siglando con Arthur Duncan il gol che tiene aperte le speranze di qualificazione. La partita di ritorno è, probabilmente, una delle più clamorose nella storia del calcio scozzese.
Nel primo tempo, Gordon porta in vantaggio i padroni di casa, ma Yazalde impatta nel finale. Nell’intervallo, il tecnico dei biancoverdi, Eddie Turnbull, tocca le corde giuste e gli Hibs rientrano in campo con il sangue agli occhi, sfoderando una prestazione senza precedenti. Un’altra rete di Gordon, assieme ad una magnifica tripletta di Jimmy O’Rourke e ad un’autorete, portano al clamoroso risultato di 6-1 con cui l’Hibernians passa il turno.
Per lo Sporting Lisbona questa partita è rimasta la peggiore sconfitta in campo europeo fino al 2009, quando i Leões perderanno 7-1 contro il Bayern Monaco in Champions League.

OTTAVI INFUOCATI

Gli ottavi di finale si rivelano ancora più pazzi dei sedicesimi, con rimonte clamorose e cadute inaspettate.
Se lo Sparta Praga riesce ancora una volta a ribaltare una sconfitta, questa volta subita in Ungheria contro il Ferencvaros per 2-0, con uno strepitoso 4-1 casalingo, e l’Hibernian vince addirittura 7-1 in casa contro i malcapitati albanesi del Best Kavaje, sono tre i doppi incontri che regalano una serie di emozioni contrastanti.
Partiamo dallo Stari Plac di Spalato, dove l’Hajduk è chiamato all’impresa, dopo la clamorosa sconfitta patita al Racecourse Ground di Wrexham (si, la squadra di Ryan Reynolds).
La partita di andata in Galles coglie tutti di sorpresa, con i padroni di casa che chiudono il primo tempo avanti 3-0 e sembrano essere in completo controllo di partita e qualificazione; all’84’, però, Micun Jovanovic segna il gol del 3-1, che concede un barlume di speranza agli slavi in vista del ritorno, anche in virtù della location. Lo Stari Plac, infatti, ribolle di passione e i tifosi spingono i propri beniamini verso la rimonta, firmata da una doppietta di Peter Nadoveza, centravanti idolo del pubblico.
Spostandoci in Spagna, invece, quello che succede al Vicente Calderon ha dell’incredibile, visto che l’Atletico Madrid subisce una clamorosa sconfitta casalinga per 4-3 contro lo Spartak Mosca, che addirittura era avanti 3-0 al 77’. L’ultimo quarto d’ora di gioco vede la reazione dei Colchoneros, che però subiscono un’altra rete all’86’ e riescono solamente a fermarsi a distanza di un gol.
Il ritorno al Luzniki vede l’Atletico più deciso, che riesce a portarsi sul 2-0, grazie ad una doppietta di Ignacio Salcedo, nato e cresciuto con i colori biancorossi addosso. Purtroppo per lui e per i tifosi dell’Atletico, al 60’ Khusainov accorcia, portando il punteggio complessivo sul 5-5 totale che non cambia più, consentendo allo Spartak di avanzare grazie ai gol segnati in trasferta.
La terza partita storica degli ottavi di finale della Coppa delle Coppe 1972/73, invece, merita un capitolo a parte.

CAVALLO PAZZO 

Mentre Lucio Battisti sforna “Il Mio Canto Libero”, settimo album del mitico artista italiano, che diventa una delle sue canzoni più amate, il Milan di Nereo Rocco vive una delle sue serate più dure e gloriose.
Dopo aver superato senza troppi problemi i lussemburghesi del Red Boys Differdange, con un 7-1 complessivo, l’urna riserva ai rossoneri un’avversario molto scomodo, il Legia Varsavia del totem Kazimierz Deyna, uno dei più forti calciatori polacchi di sempre.
È proprio il Generale a siglare il gol del pareggio nella sfida d’andata, giocata il Polonia, rispondendo prontamente al vantaggio rossonero firmato da Golin.
Il ritorno di San Siro, di fronte a 35mila spettatori, si apre con la rete di Giulio Zignoli, che al termine di una pregevole azione personale batte Mowlik.
Nel finale di primo tempo il Legia riesce a pareggiare con Pieszko, che riporta il doppio confronto in perfetta parità.
L’1-1 si protrae fino al 90’, rendendo così necessari i tempi supplementari, che sono agonici e dispendiosi per il Milan. Proprio verso la fine delle ostilità, un pallone spiovente in area viene rimesso al centro di testa da Prati, che pesca Luciano Chiarugi. Cavallo Pazzo, già autore di tre centri nel torneo, prima si fa respingere la conclusione da Mowlik, poi riesce ad allungare la gamba quanto basta per ribadire in rete il gol del definitivo 2-1, che fa esplodere San Siro.

CORTO MUSO

I quarti di finale vedono passare le favorite, con l’Hajduk che continua nella sua pazza corsa sulle montagne russe rimontando allo Stari Plac l’Hibernian. Dopo la sconfitta per 4-2 all’andata, gli slavi vincono 3-0 in casa, guadagnandosi l’accesso alle semifinali.
Semifinali che sono un inno al calcio muscolare e fisico, più che a quello estroso e spumeggiante, con i risultati finali che si potrebbero riassumere in un’espressione tanto amata ai giorni nostri: corto muso.
Il Milan, uscito trionfante dall’estenuante doppia sfida contro il Legia, affronta lo Sparta Praga, probabilmente l’unica protagonista inattesa delle semifinali.
I cecoslovacchi, dopo le vittorie già citate contro Standard Liegi e Ferncvaros, ribaltano lo Schalke 04, vincendo 3-0 in casa, dopo la sconfitta per 2-1 nel match d’andata.
La semifinale vive sul filo dell’equilibrio, con i rossoneri che rischiano in più occasioni a San Siro, contro uno Sparta Praga ben messo in campo e decisamente propositivo in avanti. A sbloccare l’incontro, togliendo un bel po’ di pensieri dalla testa di Rocco, ci pensa ancora Chirurgi, che al 69’ si fa trovare pronto nell’area piccola dopo una conclusione di Golin, insaccando sulla respinta di Brabec.
Anche la partita di ritorno allo Stadion Letná, vede i padroni di casa arrembanti alla ricerca del pareggio, ma recuperare lo svantaggio contro il Milan di Rocco è impresa davvero ardua, vista la filosofia del tecnico friulano. Dopo più di un’occasione per lo Sparta, i rossoneri riescono a bucare in contropiede, con Rivera che serve un pallone d’oro al solito Chiarugi, che batte Brabec e regala la finale al Milan.
Nell’altro incontro, l’Hajduk Spalato sfida una delle squadre del momento, una squadra che scriverà pagine importanti della sua storia proprio a cavallo tra gli anni ’60 e 70’: il Leeds United

IL MALEDETTO UNITED

La leggendaria epopea dei Peacocks inizia nel marzo del 1961, quando la dirigenza affida la panchina a Don Revie, attaccante in procinto di chiudere la propria carriera agonistica, che fungerà da allenatore-giocatore per il primo anno, per poi dedicarsi esclusivamente alla panchina.
Il Leeds che Revie forma negli anni passa alla storia come una delle squadre più dure e antisportive della storia del calcio inglese, ma i risultati danno ragione al tecnico nativo di Middlesbrough. I principali giocatori sono gli scozzesi Peter Lorimer e Joe Jordan, il gallese Terry Yorath e gli inglesi Billy Bremner, capitano della squadra, e Jack Charlton, fratello di Bobby.
Dopo i primi successi in campo nazionale (Coppa di Lega 1967/68, First Division 1968/69 e FA Cup 1971/72) e internazionale (Coppa delle Fiere 1967/68 e 1970/71), arriva la consacrazione definitiva durante la Coppa delle Coppe 1972/73, con il Leeds che viaggia a gonfie vele.
Dopo un primo turno più complicato del previsto contro l’Ankaragücü, gli inglesi eliminano Carl Zeiss Jena e Rapid Bucarest, quest’ultimo con un roboante 8-1 complessivo.
La semifinale contro l’Hajduk si preannuncia rovente, sia per lo stile di gioco delle due formazioni, sia per il clima torrido dei due stadi teatri della sfida.
L’11 aprile va in scena l’andata a Elland Road, con le premesse della vigilia che vengono rispettate, regalando una partita bloccata e ruvida agli spettatori.
Dopo 20 minuti l’attaccante dei padroni di casa, Allan Clarke, firma il vantaggio per il Leeds, che subito dopo il gol cominciano nella loro classica partita di contenimento ai limiti del codice penale. A riprova di ciò, l’autore del gol viene espulso al 72’, lasciando i suoi in trincea in inferiorità numerica.
Il risultato non cambia e il ritorno dello Stari Plac risulta ancora più rude, con l’Hajduk che non riesce a superare il muro eretto da Revie e il Leeds che approda alla finalissima.

LA BATTAGLIA DI SALONICCO

Due squadre così diverse, eppure così simili, il Milan di Nereo Rocco, fermo sostenitore del cosiddetto “catenaccio all’italiana” e il Leeds di Don Revie, squadra che intimorisce tutti con la ferocia dei protagonisti in campo.
Allo Stadio Thessalonikis di Salonicco, la partita si sblocca subito, dopo appena 5 minuti di gioco; il direttore di gara, il greco Michas, concede un calcio di punizione molto dubbio al Milan, che viene trasformato in gol dal solito, onnipresente, Chiarugi.
Siamo appena all’inizio, eppure l’incontro è già finito, perché il Milan si difende con ordine e il Leeds, innervosito dall’arbitraggio di Michas (considerato a favore dei rossoneri), riesce solamente a costruire qualche occasione e recrimina per due presunti calci di rigore non concessi dal direttore di gara.
Nel finale si accende anche una rissa, con Sogliano e Hunter espulsi dopo aver dato il via alle “ostilità”, ma ormai il tempo è scaduto e il Milan si porta a casa la Coppa delle Coppe.
Il Leeds esce dal campo tra gli applausi dei 40mila spettatori presenti, consapevole di aver dato tutto il possibile per cercare il pareggio, inutilmente.
Poche settimane dopo, la Federcalcio greca sospenderà Christos Michas per l’aberrante direzione di gara della finale, per poi radiarlo in seguito, dopo aver scoperto numerose partite truccate dall’arbitro in cambio di denaro. Ad oggi nessuno sa se Milan-Leeds rientri tra queste partite o meno, ma la notizia avrà sicuramente fatto arrabbiare ulteriormente Don Revie e il suo Leeds.

Con la vittoria ricca di polemiche del Milan si chiude la stagione 1972/73; nella prossima puntata i rossoneri tenteranno di difendere il titolo vinto con le unghie a Salonicco, dove torneranno per sfidare il Paok in un avvincente quarto di finale, mentre dalla Germania Est spunta una sorpresa inaspettata. Appuntamento tra tre settimane con la Coppa delle Coppe 1973/74

 

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calcio Internazionale

La Serie A vola nel ranking UEFA: staccata la Bundesliga di 1000 punti

Pubblicato

:

dove vedere rennes-milan in tv e streaming

Le squadre italiane continuano il loro percorso nelle competizioni europee e fanno guadagnare punti alla Serie A nel Ranking UEFA. Nella serata di ieri, sia il Milan che la Roma si sono qualificate per gli ottavi di finale di Europa League, battendo rispettivamente Rennes e Feyenoord. Entrambi sono stati match sofferti: i rossoneri, forti del 3 a 0 all’andata, passano nonostante la sconfitta per 3 a 2. I giallorossi, invece, dopo aver replicato l’1 a 1 della gara di andata hanno raggiunto gli ottavi solo ai calci di rigore.

IL RECAP SUI VARI PAESI

Mentre succedeva tutto questo, la Spagna perdeva una squadra: il Betis Siviglia è stato eliminato dalla Conference League per mano della Dinamo Zagabria. Stessa cosa per la Germania, la quale ha perso l’Eintracht Francoforte, uscito sconfitto dal doppio confronto con l’Union Saint-Gilloise. Discorso ancora peggiore per la Francia, con 3 squadre eliminate dall’Europa League: Rennes, Lens e Tolosa.

L’IMPORTANZA DEL RANKING UEFA

Fare un buon cammino europeo avrà, soprattutto quest’anno, conseguenze importanti per le prossima stagione: la Champions League, infatti, avrà enormi novità. Non ci sarà più la fase a gironi, si passerà da 32 a 36 squadre nel turno principale e la qualificazione alla competizione non arriverà solo tramite il piazzamento nel proprio campionato. Due squadre si qualificheranno in base all’andamento di questa stagione delle varie nazioni.

Il Ranking UEFA, insomma, guadagna importanza. L’Italia guadagna ancora terreno ed è in testa, motivo per il quale la Serie A, ad oggi, manderebbe 5 squadre in Champions.

IL RANKING UEFA AGGIORNATO

1. Italia 15.571 (7 squadre partecipanti su 7)
2. Germania 14.500 (5 squadre partecipanti su 7)
3. Inghilterra 13.875 (6 squadre partecipanti su 8)
4. Spagna 13.187 (5 squadre partecipanti su 8)
5. Francia 13.250 (3 squadre partecipanti su 6)

Continua a leggere

Calcio Internazionale

“Milan serve di più” – La Rassegna del Diez

Pubblicato

:

La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi internazionali per la giornata di oggi.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

CORRIERE DELLO SPORT

TUTTOSPORT

L’EQUIPE

SUN

MIRROR SPORT

DAILY EXPRESS SPORT

MARCA

SUPERDEPORTE

SPORT

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Il record di Luis Alberto, Dani Alves in carcere – La Rassegna Social del Diez

Pubblicato

:

Punto d’informazione, di impressioni e passioni condivise, i social network oggi più che mai raccontano le emozioni dei tifosi. Numero Diez vi presenta la rassegna dedicata ai più importanti messaggi della giornata di ieri.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Roma – Feyenoord 5-3 d.c.r, le pagelle: la Roma agli ottavi di Europa League!

Pubblicato

:

in foto: Pellegrini, Mancini, Paredes - Roma - Serie A - Europa League - Coppa Italia

Stessa storia, stesso posto, stesso risultato. La Roma vince il suo terzo scontro ravvicinato con gli olandesi del Feyenoord e stacca il pass per gli ottavi di finale della Uefa Europa League. Protagonista assoluto del match Mile Svilar, autore di due parate fondamentali nella lotteria dei calci di rigore.

Ecco le pagelle del match offerte da Numero Diez direttamente dalla tribuna stampa dello Stadio Olimpico.

LE PAGELLE DELLA ROMA

Svilar 9: Mile Svilar, l’uomo ragno giallorosso. Il capello educato e lo sguardo furbo non sono le uniche cose che lo accomunano all’eroe Marvel: il serbo nella lotteria finale tira fuori dei riflessi istantanei da vero Spider Man che salvano la Roma e consentono il passaggio del turno. Dopo due anni passati in panchina, all’ombra di un altro, il serbo coglie al volo l’occasione di emergere e si prende il palcoscenico nella serata più importante. CARPE DIEM.

Karsdorp 6: Alterna buone giocate a leggerezze evitabili, sul bilancio generale le due direzioni si annullano. CHIAROSCURO. (dal 66’ Celik 5.5: confuso e affaticato, non un ingresso felice).

Mancini 7: Leader. Sbaglia poco o nulla e garantisce una copertura attenta ed efficace fino all’ultimo minuto. Il passaggio del turno porta scritta la sua firma a caratteri cubitali. IMPONENTE.

Llorente 6: Bravo a coadiuvare il compagno di reparto nella marcatura dell’unico centravanti ospite, chiude bene gli spazi quando Mancini tenta l’anticipo. Lo scontro che lo costringe ad uscire in  barella dal campo è davvero inquietante, la speranza è che non sia nulla di grave. (Dall’84’ Ndicka 6: entra in un momento delicato del match e non fa rimpiangere il predecessore. ATTENTO).

Spinazzola 6.5: De Rossi, almeno fino ad ora, non sta sbagliando una singola scelta di formazione. L’esterno italiano, lanciato titolare dal 1’, spinge e convince. Geertruida non regge il confronto di cilindrata e arranca spesso, i cross che partono dalla sua fascia sono davvero tanti. L’avversario, l’atmosfera, chissà: oggi in campo sembrava di vedere lo Spinazzola dei tempi di Tirana. RITROVATO. (Dal 106’ Angelino sv)

Cristante 5: Nel centrocampo della Roma è quello che gioca peggio. Troppe imprecisioni e letture sbagliate nella scelta dei filtranti, fornisce un buon apporto solo in fase di non possesso. A METÀ.

Paredes 6.5: La cura De Rossi non smette di funzionare, il paziente mostra continui segni di miglioramento. Sempre ben posizionato, serafico gestisce la manovra ed elargisce sventagliate ben calibrate: il ‘nuovo’ Leandro non è un fuoco di paglia. COMPASSO.

Pellegrini 7: Nella burrasca, quando la nave vacilla, è nel capitano che sono riposte le speranze e la fiducia della ciurma. Il gol di Gimenez fa calare un’atmosfera spettrale all’Olimpico, lui raddrizza il timone: l tiro è un raggio di luce che schiarisce le anime e le idee della squadra giallorossa, una perla assoluta. APRITI CIELO. (Dal 70’ Aouar 6: questo Houssem può dire la sua nella Roma. Ottimo ingresso in campo. BENE).

Dybala 6.5: Ha voglia di incidere, si vede. Si giostra bene sulla trequarti e traghetta la sfera da un lato all’altro del campo, offre una qualità calcistica che non ha eguali tra i 22 in campo. Abbandona il prato verde solo al 100’, quando le sue gambe non rispondono più. (Dal 101’ Baldanzi sv)

Lukaku 5: È il grande assente della notte europea giallorossa. Il 4-3-3 scelto da De Rossi attira su di lui tutte le attenzioni dei centrali difensivi avversari, vero, ma un grande attaccante come lui ha il compito di fare meglio. Il suo primo tiro in porta arriva al 120’, quando Wellenreuther si supera con una parata in allungo e nega al belga una rete davvero importante. L’errore dal dischetto poteva costare tanto, troppo a lui e alla squadra. INESPLOSO.

El Shaarawy 6: Garantisce corsa e qualità all’attacco della Roma, la buona reazione dei padroni di casa dopo lo svantaggio incassato lo vede tra i protagonisti. Confeziona l’assist per Pellegrini e spinge sul gas per tutta la durata dei 90’. A RITMO. (Dal 91’ Zalewski 6: entra in campo e sbaglia lo sbagliabile, poi il rigore. Una respiro, due passi e l’esplosione di gioia: il ragazzo sta vivendo un momento particolare, la pressione su di lui è molta, gli serviva invertire la rotta per tornare a giocare in maniera spensierata. DECISIVO).

All. De Rossi 7: La Roma passa il turno. Dopo 90 minuti di tensione in cui la sua famosa vena rischia di esondare, ecco l’urlo di gioia finale. Con grinta e carattere i giallorossi staccano il pass per gli ottavi di finale e mantengono vivo l’obiettivo stagionale. DDR.

LE PAGELLE DEL FEYENOORD

Wellenreuther 7: Il portiere che tante belle cose aveva mostrato nel match di andata ha replicato: sicuro nelle uscite e ordinario nel resto. Non si perde in errori e salva su Lukaku nel finale. OTTIMO

Geertruida 5: Cade succube di uno Spinazzola ispirato. Vive da ammonito buona parte della gara, quando è puntato sembra correre sul sapone. INSUFFICIENTE

Beelen 6.5: Duro e spigoloso, si stampa a colori su Lukaku e cerca in ogni modo di arginare le sue mosse. Non è sicuramente il giocatore più elegante in campo ma il suo compito lo svolge attentamente. MEGLIO L’OMONIMA.

Hancko 5: Slot gli affida la guida della linea difensiva, nel complesso non disputa una brutta gara.L’errore dal dischetto pesa come un macigno. ONESTO.

Hartman 6: Nel primo tempo Dybala gli provoca un’acuta labirintite, poi aggiusta il tiro nella ripresa scegliendo una strategia molto più difensiva. ANNEBBIATO.

Wieffer 5: Il centrocampo è il reparto più deficitario dell’organico di Rotterdam. Nel primo tempo non tocca la palla, poi i ritmi calano e il centrale emerge. Comunque troppo poco. ASSENTE. (Dal 119’ Jahanbakhsk 5: sbaglia dagli 11 metri)

Timber 5: Lo stesso discorso fatto nei confronti di Wieffer vale per lui. Va in difficolta troppo facilmente e si perde nella fitta rete di passaggi romanista. Meglio nei tempi supplementari. SOLO DOPO.

Stengs 5: Si trova in campo solo fisicamente. Non viene chiamato mai in causa dai suoi, rimane completamente avulso dalle dinamiche del match. TRASPARENTE. (Dal 59’ Zerrouki 5: sbaglia il rigore).

Nieuwkoop 5.5: Propizia il gol di Gimenez con un tiro cross abbastanza casuale, poi combina poco o nulla. UN LAMPO E POI? (Dal 70’ Minteh 6: non viene mai servito sul lungo, in una partita così chiusa fatica ad impattare. FRENATO).

Gimenez 6.5: Si presenta all’Olimpico in qualità di nemico pubblico numero uno, ci mette pochi minuti a confermare i timori giallorossi. La deviazione di spalla denota un ottimo senso del gol: non sarà una rete da Puskas ma porta il Feyenoord in vantaggio. OCCASIONISTA. (Dal 77’ Ueda 6: cerca di creare problemi e realizza il calcio di rigore).

Paixao 6: L’autore del gol di Rotterdam non incide. Cerca di scardinare la serratura difensiva della Roma con giocate nello stretto, di fatto non vince quasi mai il duello uno contro uno. PREVEDIBILE. (Dal 59’ Ivanusec 6: alimenta con muscoli e polmoni la crescita del Feyenoord registrata nei supplementari. TORO).

All. Slot 6: Roma non è un bel posto per l’allenatore. L’incubo della Lupa continua, questa volta in maniera amarissima. Il Feyenoord segna un po’ per caso, poi regge pochi minuti in vantaggio. I rigori sono un aspetto che trascende le capacità del tecnico, ma la Roma nei 120’ ha meritato il turno. DESOLATO.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969