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Ancora tanto da dire

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Ancora tanto da dire

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Serie A e Premier League: così vicini ma così lontani

Qualcosa è stabilito. Tanto altro in Premier League è ancora da dire. Titolo e prima retrocessione, testa e coda, sono già assegnati. Manchester City campione già decretato e festeggiato nel weekend nell’ultima gara in casa. Mentre esattamente dall’altra parte lo Stoke City – con una sola gara da giocare, al contrario delle altre squadre coinvolte nella lotta retrocessione che devono recuperarne un’altra – ha già il pass per la Championship, dopo 10 anni di Premier.
Due retrocesse da decidere. Due posti vacanti per la Champions. Direttamente connessa, almeno uno per l’Europa League in attesa anche dell’influente verdetto della finale di Coppa di Lega fra Manchester United e Chelsea.
Il tutto con lo sguardo a Kiev, al Liverpool, alla finale di Champions da cui altrettanto dipende per l’Europa che sarà.

FANALI DI CODA

La più facile. La lotta più diretta senza implicazioni e influenze di coppe varie.
Lo Stoke City è già retrocesso. Dopo 10 anni dice addio alla Premier. Fatale la sconfitta contro il Crystal Palace nell’ultimo turno. Rimangono vacanti gli ultimi due posti per il carontiano traghetto verso l’inferno della Championship. 4 le squadre coinvolte: West Bromwich e Swansea – ad oggi le reali retrocesse – e le limbiche Southampton e Huddersfield. 4 squadre in 5 punti.

Il West Ham seppur non matematicamente salvo può dirsi escluso dal girone delle pericolanti. Anche in caso di doppia sconfitta nelle ultime due di campionato, lo scontro diretto tra Swansea e Southampton di martedì – in qualsiasi combinazione di risultati – lascerebbe almeno una delle due a distanza tale da favorire la matematica salvezza hammers.

La situazione che appare più complessa e quasi definita è quella del WBA. Penultimo, con sì solo 2 punti di distacco da Swansea e Southampton (ad oggi salvo a pari punti con lo Swansea), ma con la gravante di una sola gara da giocare a differenza invece di tutte le altre concorrenti. West Bromwich che sembra quindi avere già il nome scritto sul biglietto per la Championship. L’unica combinazione àncora di miracolosa salvezza sarebbe la vittoria (che farebbe raggiungere quota 34 punti) nell’ultima gara disponibile e i due contemporanei stop di Swansea e Southampton con un solo punto raccolto nelle ultime due gare (frutto inevitabile di pareggio nello scontro diretto e sconfitta all’ultima giornata). Tradotto, la vittoria di una delle due nello scontro diretto di martedì significherebbe sogni definitivamente infranti e aritmetica retrocessione del WBA.

Dall’ultimo posto per la Championship cercano poi di fuggire Swansea, Southampton e per la matematica avversa anche l’Huddersfield. Tutto o almeno tanto passa dallo scontro diretto di domani sera tra le prime due.

  • In caso di vittoria dello Swansea la retrocessione del Southampton sarebbe quasi certa vista la netta differenza – verosimilmente incolmabile – nella differenza reti (primo parametro di misurazione in caso di arrivo a pari punti). Andrebbe così a comporsi il trio di retrocesse con l’ultimo posto “guadagnato” dal Southampton.
  • In caso contrario, col successo del Southampton l’ultima giornata sarebbe decisiva.

La differenza reti poi nettamente in favore dello Swansea potrebbe – l’ultima giornata – vanificare quanto detto dallo scontro diretto in caso di vittoria e contemporanea sconfitta del Southampton.
Di conseguenza in caso di sconfitta contro il Chelsea, prossima avversaria, anche l’Huddersfield si ritroverebbe direttamente coinvolto in 90 minuti di fuoco.

  • Considerazioni nulle in caso di pareggio tra Swansea e Southampton. Ultima giornata arbitro della retrocessione.

 

Swansea, Southampton e Huddersfield. 3 per 2 posti (salvi). Per una sola la condanna.

EUROPA

Oggettivamente più articolato, complesso e variabile il destino inglese delle prossime Champions ed Europa League.
Partiamo dai verdetti già in possesso.
Discorso Europa League archiviato per l’Arsenal grazie alla vittoria dell’FA Cup del City. Dato l’accesso diretto alla 5ª classificata, infatti, gli altri due slot dipendono dall’esito delle finali di Coppa di Lega – fra United e Chelsea – e dall’FA Cup.
Il City avendo vinto l’FA Cup ed essendo fra le prime quattro lascia posto libero alla 6ª del campionato. L’Arsenal appunto.

Le sorelle di Manchester sono invece già in Champions League. City e United hanno già in mano l’aritmetica qualificazione. Due – almeno – i posti da assegnare. Tre le squadre a contenderseli. Con tanto che dipende dalla finale fra Real e Liverpool.

Spieghiamo.

Liverpool, Tottenham e Chelsea in corsa per l’Europa che conta. La vittoria di Conte su Klopp in difficoltà – almeno in campionati visti i soli 2 punti raccolti nelle ultime tre partite – ha riaperto clamorosamente le porte della Champions al Chelsea che da tempo ne sembrava già esclusa.
3 squadre in 3 punti. Il Liverpool in vantaggio sulle londinesi ma con un un’unica gara da giocare. Due – per i recuperi di Coppa – per Chelsea e Tottenham.
Varie le combinazioni possibili di posti per la Champions (e Europa League di conseguenza).

Le variabili:
Come detto tanto, anzi tutto, dipende dall’esito della finale di Kiev tra i Reds e il Real Madrid.

Di conseguenza anche l’Europa League.

Le prime considerazioni presuppongono la vittoria dei Blancos per il terzo anno consecutivo. In tal caso i posti Champions per gli inglesi sarebbero i 4 assegnati di default e tutto verrebbe deciso solo dall’arrivo in campionato.
Il Liverpool dovrà vedersela con il Brighton salvo e che nulla ha più da chiedere alla Premier. Huddersfield e Newcastle per il Chelsea. Newcastle e Leicester per il Tottenham. Calendari tutto sommato simili, non complicati dove sarà la convinzione a far la differenza contro squadre che – Huddersfield a parte – hanno di fatto già concluso la propria Premier.
La differenza di una gara tra il Liverpool e le londinesi potrebbe essere decisivo.

  • In caso di bottino pieno per tutte e tre da qua alla fine i i Reds festeggerebbero la Champions. Anche se scavalcati dal Tottenham, l’arrivo a pari punti con il Chelsea premierebbe la differenza reti nettamente superiore del Liverpool (+42 contro i +27 per il Chelsea)
  • Una – non così probabile – sconfitta del Liverpool ne sancirebbe di fatto l’esclusione. A quel punto basterebbero solo 3 punti al Tottenham e 4 al Chelsea (per discorso differenza reti) per godersi l’Europa che conta.

Più facile per il Tottenham – per ovvi motivi di classifica – ma che nel paragone simile di calendario se la deve vedere con squadre messe più in alto in classifica. Più difficile ma tutt’altro che impossibile per il Chelsea. Ovviamente Liverpool permettendo.

Per l’Europa League la vittoria dello United sul Chelsea nella finale di Coppa di Lega avrebbe lo stesso impatto dell’FA Cup non stravolgendo dunque gli scenari di arrivo in classifica. In caso invece di vittoria Blues e di contemporaneo arrivo nei primi quattro posti che significherebbe Champions, ne guadagnerebbe di fatto la 7ª – il Burnley – riuscendo a qualificarsi all’EL.

Altre considerazioni vanno fatte in caso di vittoria della Champions da parte del Liverpool – programmata a campionato finito – quindi non presupposto di decisione. In tal caso le partecipazioni verrebbero attribuite con postille speciali in base all’arrivo in classifica:

  • Il Liverpool vince la Champions e arriva tra le prime 4. Canonica assegnazione in base alla classifica: le due di Manchester e il Liverpool si qualificano, gli slot rimangono 4 e l’ultimo se lo giocano Tottenham e Chelsea.
  • Il Liverpool vince la Champions e non arriva tra le prime 4. Gli slot diventano 5 assegnati alle prime 4 e – di diritto – al Liverpool vincitore. In tal caso le qualificate in Europa League si ridurrebbero a due, la sesta e la settima in classifica.

Calcoli complessi. Scenari molteplici.

Non resta che aspettare e guardare.

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Calcio Internazionale

Tare incorona Inzaghi: “È simile ad un altro grandissimo allenatore”

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Igli Tare Lazio

L’ex direttore sportivo della Lazio, Igli Tare ha parlato ai microfoni di Radio Deejay, affrontando diversi temi. Tra questi, emergono le sue parole riguardanti il profilo di Simone Inzaghi, allenatore che ha avuto alla Lazio durante la sua lunga epopea da dirigente. Con i biancocelesti, l’attuale tecnico dell’Inter ha scritto pagine importanti della loro storia, conquistando tre coppe in cinque anni: una Coppa Italia nel 2018-2019 e due Supercoppe italiane nel 2017 e nel 2019. Inoltre, grazie al suo passato da giocatore con la Lazio, dove aveva già vinto sul campo le due predette competizioni nazionali, è diventato l’unico biancoceleste a vincere entrambi i trofei sia da calciatore che da tecnico. Senza dimenticare lo scudetto del 2000, che ha caratterizzato l’apoteosi della sua avventura laziale.

E proprio partendo dal suo passato nel calcio giocato Tare ha espresso un parere sull’attuale allenatore dell’Inter, per cui ha riservato un paragone di tutto rispetto: quello con Pep Guardiola. Di seguito, riveliamo le parole dell’ex DS della Lazio.

TARE SU INZAGHI: LE SUE DICHIARAZIONI

GUARDIOLA E INZAGHI –Già da giocatore si intravedeva qualcosa di speciale, lo stesso si poteva asserire su Guardiola: avevano qualcosa in più. Simone inganna apparentemente: è sempre solare, ma, in realtà, è molto profondo e cura ogni piccolo particolare. Lui parte dal primo minuto della mattina e arriva fino all’ultimo della sera, curando tutto in modo maniacale. Ha qualcosa in più rispetto agli altri nell’instaurare un rapporto con la squadra e a livello individuale”

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Le probabili formazioni di Fiorentina-Lazio: Italiano punta su Belotti, Sarri spera per tre recuperi

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Vincenzo Italiano, allenatore Fiorentina - Serie A, Coppa Italia, Conference League

LE PROBABILI FORMAZIONI DI FIORENTINA-LAZIO – La gara in programma tra Fiorentina e Lazio, valida per la ventiseiesima giornata di Serie A, sarà uno snodo importante per la qualificazione alle competizioni europee. Le due compagini, rispettivamente ottava con trentotto punti e settima con quaranta punti in classifica, sono a ridosso della zona che garantirebbe un accesso ai tornei continentali della prossima stagione e, fermarsi in uno scontro diretto del genere, potrebbe affievolire notevolmente le speranze.

Da una parte, i padroni di casa della Fiorentina arrivano alla gara assetati di vittoria, agguantata solo una volta nelle ultime sette gare di campionato. Invece, la Lazio ha l’obiettivo di confermare un buon momento di forma. Vincenzo Italiano, allenatore dei viola, si affiderà ai suoi big specialmente nel reparto offensivo, da tempo tra i più pericolosi in Italia specie adesso con l’innesto del Gallo Belotti. Al contempo, però, Maurizio Sarri, allenatore dei biancocelesti, vede nella trasferta di Firenze un punto di arrivo per i recuperi di Mattia Zaccagni, Nicolò Rovella e Matias Vecino, i quali, al momento, non farebbero parte dell’undici titolare.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI FIORENTINA-LAZIO

FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano; Kayode, Quarta, Ranieri, Biraghi; Arthur, Duncan; Ikone, Beltran, Gonzalez; Belotti. All. Italiano.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Castellanos, Felipe Anderson. All. Sarri.

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Altri Sport

ESCLUSIVA – Zapelloni: “Difficile non pensare Verstappen campione del mondo, Pioli è a fine corsa”

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Pioli

Umberto Zapelloni, nota penna sportiva de il Giornale e Il Foglio, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare la stagione di Formula 1 che verrà, alla luce dei test terminati ieri in Bahrain, e per parlare della situazione del Milan, il cui prossimo mese sarà decisivo per le sorti europee e per la panchina dell’allenatore Stefano Pioli.

Diciannove piloti sanno che non vinceranno il Mondiale quest’anno“. Ha ragione Alonso alla luce dei test appena terminati in Bahrain?

Credo proprio che Alonso abbia ragione. Ad oggi è difficile pensare un esito diverso da Verstappen campione del mondo, soprattutto per come è terminata la scorsa stagione e per come è iniziata quella corrente. Altrettanto difficile, però, che possa vincere ventiquattro gare su ventiquattro o un numero simile a quello dell’anno scorso. Penso che solo un terremoto interno alla Red Bull, con il caso che ha avvolto il Team Principal Horner, possa essere l’unica possibilità per non dare ragione ai risultati finora visti in pista. La stabilità e costanza della monoposto Red Bull sono qualcosa di superiore: hanno modificato completamente il concetto di auto, traendo spunto da una filosofia Mercedes, e sono comunque riusciti a rimanere davanti. Bisogna però valutare quanto effettivamente siano davanti a tutti. L’anno scorso il distacco fu impressionante, forse quest’anno sarà inferiore. Non hanno provato le gomme morbide (che nel primo GP della stagione non verranno utilizzate, ndr), mentre la Ferrari già l’anno scorso sul giro secco era molto rapida. Questo aspetto è tutto da vedere“.

Un’opinione più specifica sulla Ferrari? Come ha lavorato in questi giorni di test?

Ha sicuramente lavorato bene. È arrivata ai test con una macchina migliore dello scorso anno. I piloti sono contenti del loro feeling con la vettura e c’è una costanza di rendimento importante, cosa che nel campionato precedente era mancata. Quest’anno il setup è più facile da mettere a punto, c’è una buona base su cui migliorare. Uno dei punti deboli era il degrado gomme, ma dai test ora sembra abbastanza contenuto. È una macchina sincera: a differenza dell’anno scorso in cui ogni curva era un’incognita, ora i piloti sanno come la vettura effettivamente si comporta. Lo sviluppo è sempre stato punto uno dei punti deboli della Ferrari, ma già lo scorso anno abbiamo visto una scuderia che è riuscita a migliorare positivamente la macchina. Auguriamocelo anche per quest’anno.

Senna e Prost. La sfida infinita” (edito da 66thand2nd e pubblicato a gennaio 2024, ndr) è il titolo del suo ultimo libro: possiamo aspettarci un’altra vera rivalità quest’anno o i discorsi sono rinviati al 2026?

L’augurio è che possa capitare. Negli ultimi anni il più eclatante è stato il duello Hamilton-Verstappen ed è stato bellissimo. A differenza di Senna e Prost in questo caso c’è una differenza generazionale enorme, forse sarebbe meglio un confronto Verstappen-Leclerc, ma qui la differenza sta nel curriculum. L’olandese vanta un palmarès che il monegasco per ora si sogna. Senna-Prost è stato un confronto senza eguali: in primo luogo erano compagni di pista, poi erano bravissimi ad alimentare le polemiche fuori dalla pista, cosa che, per esempio, Hamilton fa, ma Verstappen no, se non sporadicamente a inizio stagione. Senna-Prost è una rivalità unica nel mondo dello sport, non solo nel circus della Formula 1“.

Il Milan affronterà nel prossimo mese Atalanta, Lazio, il doppio confronto con lo Slavia Praga, Hellas Verona e Fiorentina. È il mese decisivo per le sorti europee e per quelle di Pioli sulla panchina rossonera?

Sarà un mese fondamentale. Il Milan deve mantenere il posto Champions in campionato. Il distacco in classifica dalle inseguitrici c’è, ma considerate le ultime uscite in cui subiscono due gol a partita non si sa mai. Inoltre portare a casa l’Europa League creerebbe consapevolezza nei giocatori e ciò aiuta a vincere ancora, vedasi l’Inter dell’anno scorso. Il Milan è da diverso tempo che non vince un trofeo diverso dallo scudetto, quindi un successo europeo servirebbe eccome.

Sono convinto che Pioli sia a fine corsa: in certe partite ormai si notano troppi scollamenti. Lui ha fatto benissimo con il Milan, lo ha portato a un livello di consapevolezza che la squadra non aveva prima. Ha sì fatto qualche scivolone di troppo come i cinque derby persi, ma la media punti in questi anni rimane discreta. Anche le squadre di Serie A dopo un po’ devono cambiare allenatore. La prossima partita con l’Atalanta è complicata. Loro sono una squadra pericolosa e in questo momento sono molto in forma. Sono curioso di vedere De Ketelaere contro il Milan perché sta diventando il giocatore che probabilmente aveva intravisto Maldini, ma che Pioli non aveva saputo riconoscere“.

Nel caso in cui Pioli lasciasse il ruolo di allenatore, chi sarebbe il suo preferito per la panchina del Milan?

Se le alternative sono Conte o Thiago Motta farei il cambio, se invece sono meno intriganti allora rimarrei con Pioli e penserei a sistemare le lacune che questa squadra ha. L’allenatore sta comunque facendo miracoli con la rosa di cui dispone. Conte mi piacerebbe tantissimo, è un allenatore che riesce a tirare fuori il 130% della squadra che allena. Se lui dovesse accettare l’incarico, è perché la società gli ha proposto un mercato di livello, per cui la situazione sarebbe molto interessante. Thiago Motta sta facendo un ottimo lavoro con giocatori che non sono di primissimo livello. Se arrivassero lui e Zirkzee insieme sarei molto contento“.

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Flash News

Gasperini se la prende col calendario: c’entra anche l’Inter!

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Atalanta

La ventiseiesima giornata di Serie A regala un palinsesto ricco di partite interessanti. La giornata di oggi si è delineata con diverse, tra le principali, conferenze stampa alla vigilia del match e Gian Piero Gasperini ha parlato, destando scalpore, in vista della gara in programma, domenica 25 febbraio alle ore 20:45 allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, tra Milan e Atalanta.

LE PAROLE DI GIAN PIERO GASPERINI

IL CALENDARIO INTASATO –Il pasticcio è stato fatto con le partite di Supercoppa già a gennaio, non è una cosa di oggi. Per noi era già molto evidente anche perché l’Atalanta in quel momento era già qualificata. Però non è qualcosa che posso cambiare, dobbiamo adattarci. Dobbiamo prendere una gara per volta, non è una cosa normale, se fosse successo a qualche altra squadra chissà quali polemiche sarebbero uscite fuori. Non fa niente, ce la carichiamo sulle spalle, pensiamo partita dopo partita, a partire da domani”.

SQUADRE DA TEMERE – “In questo momento il Milan. Ci sono anche Sporting, Juventus e Fiorentina, è un calendario dove non possiamo spendere energie su quelle che saranno le partite. Noi avremo sempre un vantaggio, se va bene siamo contenti per la partita successiva, se non va bene non avremo tempo nemmeno di disperarci. Il Milan in alcuni ruoli ha delle eccellenze, come sulla corsia sinistra, ma questo non toglie nulla agli altri. Il Milan è una squadra di altissimo livello: tutto parte ovviamente dalla fase di contenimento per poter cercare di attaccare”.

SULLA GARA IN PROGRAMMA – “Il Milan rimane una squadra molto forte, al di là del passo falso contro il Monza in campionato ha fatto una striscia di risultati che l’ha portata molto in alto. Sarà una partita sicuramente importante, vale molto anche per la classifica e per il campionato”.

LO SCHIERAMENTO DEL MILAN –Il Milan è una squadra molto duttile, varia anche coi centrocampisti, sono sempre partite molto ricche sul piano tattico. È anche vero che ci conosciamo, parliamo di due squadre che sono preparate a variare sul piano tattico anche a seconda della partita”.

GLI OTTAVI DI EUROPA LEAGUE CON LO SPORTING – “Prima dello Sporting dobbiamo giocare in una settimana contro Milan, Inter e Bologna, sinceramente faccio fatica a mettere la testa lì. Sono cresciuti, ma siamo cresciuti anche noi. Ci siamo incontrati già da due volte, anche questa è un po’ un’anomalia, l’importante comunque è arrivarci bene. Abbiamo comunque la fiducia di poter fare bene”.

IL RIENTRO DI LOOKMAN – “Il suo rientro per noi è un ulteriore rinforzo, ha fatto un buon allenamento ieri, il dolore si è ridotto molto, è pronto già domani per poterci dare quello che ci ha già dato in passato”.

GASPERINI CHEF STELLATO, L’INGREDIENTE ANTI-MILAN – “Io sono negato in cucina (ride, ndr). Le partite tra noi sono sempre state con tante occasioni da gol, siamo sempre riusciti a segnare, non la vedo una partita da zero a zero. Tutto passa da quanto sappiamo reggere gli uni gli attacchi dell’altra”.

LA FORMAZIONE TITOLARE – “Posso dirvi che Carnesecchi gioca in porta più altri dieci (ride, ndr). Bisogna sempre spostare l’attenzione su chi gioca e non su chi non gioca. In questo momento ci siamo tutti, è importante avere una rosa forte”.

SU DE KETELAERE – È il miglior De Ketelaere di questo momento, ha margini di crescita ma ha intrapreso la strada giusta. Ha preso fiducia, questo è già un bel segnale”.

IL TERZETTO DIFENSIVO – “Sono sempre stato molto contento dei difensori che ci sono stati in questi anni. La fase difensiva è sempre stata tra le più bistrattate, ma è sempre stata tra le prime cinque-sei del campionato. L’arrivo di Kolasinac ci ha dato molto, abbiamo avuto qualche problema per un certo periodo, ma ora sembra superato”.

IL BOLOGNA AVVERSARIO CHAMPIONS – Assolutamente sì, ma ci penseremo dopo queste due partite. Il Bologna merita tutta la classifica che ha”.

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