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Premier League, atto finale. Questione di cervello

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Premier League, atto finale. Questione di cervello

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Serie A e Premier League: così vicini ma così lontani

Premier League come la Serie A? A dir poco azzardato come confronto, sotto tanti punti di vista. Sì, ecco, tanti se non tantissimi. Tranne uno, però. Il clima di incertezza che caratterizza l’ultima giornata di campionato.

Manchester City, a 90 punti. Liverpool, staccato di una lunghezza, a quota 89.

Già una situazione di questo tipo potrebbe bastare ed avanzare a racchiudere tutto il fascino di questa sfida. Due organici dotati di rara qualità, due squadre guidate dai migliori tecnici del mondo. Definire chi è il migliore in assoluto è difficile, soprattutto dopo la stagione del Real Madrid di Ancelotti.

Lo sostanza, però, non cambia. Klopp e Guardiola sono abituati a vincere, con il compito di gestire campioni veri e portarli a centrare gli obiettivi più ambiziosi. I Reds hanno già messo in bacheca 2 trofei stagionali, la FA Cup e la Carabao Cup, e hanno l’opportunità di poter conquistare il bottino completo. Si stanno dimostrando cannibali, volendo tutto per loro senza lasciare nulla alle contendenti. Un messaggio forte e chiaro, che spiega ancora una volta quanto la corazzata di Jurgen Klopp sia in grado di fare la differenza ogni stagione.

Il City sta dimostrando di giocarsela ogni anno in Premier, con l’unico neo relativo ad una Champions League che sembra stregata.

QUESTIONE DI CERVELLI

Oltre alle menti eccelse in panchina, City e Liverpool possono vantare la presenza di due grandi cervelli in mezzo al campo. Kevin De Bruyne e Thiago Alcantara.

Se guardiamo alle statistiche, nello specifico a reti e ad assist, sembra non esserci storia: il belga è una macchina da guerra. Ha una visione di gioco celestiale, tanto da dare l’impressione di avere gli occhi anche dietro la testa. Trova sempre il compagno meglio posizionato in campo e se arriva in prossimità dell’area di rigore, cosa che succede spesso, si dimostra sempre una tassa da pagare. Chiedere, ad esempio, al Wolverhampton, nella penultima giornata di Premier. 3 gol in 24 minuti per KDB, per poi concludere con il poker. E non si può nemmeno stare tranquilli quando gli si toglie la soluzione con il destro, perché con il piede “debole” è in grado di regalare emozioni uniche.

Thiago Alcantara è un leader più silenzioso. Gioca un calcio esteticamente eccelso, regola il ritmo del possesso e se c’è da recuperare un pallone non si tira mai indietro. È il perno del centrocampo e difficilmente lo si trova a gestire palla all’altezza dell’area di rigore. Arriva sulla trequarti e sfoglia tutte le soluzioni di cui il suo Liverpool dispone. I Reds non hanno inserito un grande numero di giocatori, in primis perché si trattava già ad inizio stagione di una rosa completa. Gli arrivi di Konaté, prima, e di Luis Diaz, poi, hanno donato solidità difensiva e fantasia nel settore avanzato. Due acquisti a dir poco azzeccati e funzionali. 

Il sogno di ogni tecnico è quello di avere un secondo allenatore sul rettangolo verde, in linea con la sua idea di gioco e con una personalità in grado caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti complessi. 

90 MINUTI

Sulla strada per la conquista della Premier, ospiti all’Etihad e ad Anfield, ci saranno Aston Villa e Wolves. Due squadre che, francamente, non hanno più nulla da chiedere alla classifica. Entrambe si trovano nella terra di mezzo, tra le posizioni che regalano l’Europa e quelle che spediscono in Championship. Ci sono diverse ipotesi di risultato, che francamente possiamo cestinare e lasciarne attiva solamente una: i 3 punti. Sia da una parte che dall’altra. La differenza reti, in caso di parità, andrebbe a premiare in modo deciso gli uomini di Guardiola e risulta difficile pensare ad un blackout dei suoi giocatori ad un passo dall’unico trofeo stagionale possibile.

È tutto condensato in 90 minuti, senza una seconda chance. Una sorta di finale a distanza, senza doversi affrontare direttamente. È l’ultimo sforzo della stagione del City, perché i Reds avranno l’Impegno, con la i maiuscola, il 28 maggio. Jurgen Klopp non si accontenterà di certo di due trofei e della possibilità di alzare ancora la Coppa dalle grandi orecchie. Contro il Wolverhampton sarà il solito Liverpool, solo che dovrà fare a meno di Van Dijk e Salah. Uno sforzo necessario e propedeutico al recupero per la finale contro il Real Madrid. 

Sarà la sfida tra due tecnici meravigliosi e tra due cervelli che, anche questa volta, ragioneranno incessantemente per far rendere al meglio le loro squadre. Si chiude, per il City, l’era dell’attacco senza riferimento centrale, dopo il tentativo a vuoto per Kane e l’imminente approdo di Haaland a Manchester. L’attacco alla profondità con i 3 piccoli, per Klopp, non subirà cambiamenti.

Reds contro Citizens, per la conquista del campionato più bello del mondo: la magica Premier League.

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La crescita di Brescianini e l’intrigante interesse della Juve

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LA CRESCITA  DI BRESCIANINI E L’INTRIGANTE INTERESSE DELLA JUVE – Nonostante la brusca frenata e il riavvicinamento alla zona rossa della classifica, il Frosinone rimane uno dei club più interessanti della stagione.

Il gioco e le idee profuse da Di Francesco sono i fattori principali della crescita e la valorizzazione di svariati giocatori in rosa, uno tra tutti Marco Brescianini.

Il centrocampista italiano, grazie ad un ottima stagione dal punto di vista prestazionale, è finito sui taccuini di svariati top team. Uno tra tutti la Juventus, contro cui tra l’altro ha siglato il suo terzo gol stagionale nella sfortunata trasferta del 25 febbraio.

Brescianini è divenuto una colonna della mediana ciociara, condensando qualità, fisicità ed intelligenza tattica.

CARATTERISTICHE TECNICHE E COME GIOCA NEL FROSINONE

Il classe 2000, nel suo arsenale di qualità ne vanta una in particolare: il senso di posizione.

La sua heatmap parla infatti abbastanza chiaramente. Brescianini è in grado di generare spazi e procacciarsi palloni come pochi centrocampisti in Serie A, questo grazie ad una spiccata intelligenza tattica miscelata ad un atletismo prorompente.

È inoltre un ottimo incursore (prova di ciò i 2 gol su azione a referto) e gode di una notevole tecnica di base.

Da citare poi le buone capacità balistiche sia col pallone in movimento che su punizione, dinamica con cui è riuscito tra l’altro ad andare in gol in un’occasione.

Nonostante il metro e 88, Brescianini non gode però di un impatto fisico particolarmente efficace: 55 i duelli vinti in stagione, a discapito però degli 84 persi.

Migliorabile inoltre la percentuale di passaggi riusciti, stabile all’80%, dato che per un centrocampista offensivo come l’ex Milan potrebbe sicuramente essere più alta.

Nel modulo di Di Francesco ricopre il ruolo di centrocampista dinamico, ed è spesso affiancato da un equilibratore come Barrenechea o Mazzitelli, giocatori dotati chiaramente di caratteristiche differenti tra loro, ma entrambi ben integrabili con quelle del numero 4.

In questo ecosistema tattico profondamente fluido e mutabile Brescianini riesce a trovare il suo habitat ideale, riuscendo ad enfatizzare il suo immenso talento nello smarcarsi e nel “leggere calcio”, caratteristica rara e unica per un calciatore, soprattutto della sua età.

IL FUTURO

Marco Brescianini, soprattutto nell’ultimo periodo, sta attirando su di se l’attenzione delle grandi di Serie A, grazie a svariate prestazioni convincenti.

Il Milan, non più proprietaria del cartellino del calciatore, gode comunque di una clausola che gli garantirebbe il 50% da una sua cessione, e le pretendenti come appena annunciato non mancano.

Come raccontato da Gazzetta, infatti, la Juventus ha chiesto informazioni in modo concreto in vista della prossima stagione (che sarà ormai quasi sicuramente caratterizzata da un numero di impegni maggiore rispetto a quest’anno causa competizione europea).

Su di lui sembra esservi anche l’interesse di Lazio e Atalanta, ma la Vecchia Signora beneficerebbe di una via preferenziale dati gli ottimi rapporti con il Frosinone.

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Le probabili formazioni di Monza-Roma: De Rossi modifica la difesa

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In foto: Daniele De Rossi, allenatore della Roma.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI MONZA-ROMA – Domani, sabato 2 marzo, all’U-Power Stadium ci sarà la sfida tra Monza e Roma, valida per la 27° giornata del campionato di Serie A. Il calcio di inizio è programmato per le ore 18.00. Quali scelte faranno i due allenatori per conquistare i 3 punti? Di seguito riportate le probabili formazioni del match.

PROBABILI FORMAZIONI MONZA-ROMA – COME ARRIVA IL MONZA

La squadra di Palladino arriva alla partita in un ottimo stato di forma. Nelle ultime 5 partite sono arrivati 3 successi e 2 pareggi, chiudendo quindi questa cinquina di match da imbattuti. Tra le 3 vittorie c’è stata anche quella di prestigio contro il Milan, in un’assurda partita risolta solo sul finale. In vista della partita contro i giallorossi, Palladino dovrà scogliere i dubbi riguardo alcuni possibili ballottaggi. Caldirola e D’Ambrosio concorrono per un posto dal 1′ in difesa. Maldini e Colombo, invece, insidiano rispettivamente Valentin Carboni e Djuric. Assente Izzo per squalifica e Vignato per un fastidio agli adduttori, mentre sarà da valutare Ciurria.

PROBABILI FORMAZIONI MONZA-ROMA – COME ARRIVA LA ROMA

I giallorossi sono stati rigenerati dalla cura Daniele De Rossi, che insegue il sesto successo in 7 partite sulla panchina capitolina. Dovrebbe esserci il ritorno alla difesa a 4, con Mancini e N’Dicka favoriti su Smalling e Huijsen. Non ci sarà Karsdorp per infortunio, per cui sulla destra agirà Kristensen e sulla sinistra Spinazzola. A centrocampo e in attacco non ci dovrebbero essere grandi sorprese. Pellegrini, Cristante e Paredes in mediana, Dybala, Lukaku e El Shaarawy in avanti. Il belga e l’italo-egiziano tornerebbero così titolari dopo le recenti panchine.

PROBABILI FORMAZIONI MONZA-ROMA – I NOMI

Monza (4-2-3-1): Di Gregorio; Birindelli, Marì, Caldirola, A. Carboni; Pessina, Gagliardini; Colpani, V. Carboni; Djuric. All. Palladino.

Roma (4-3-3): Svilar; Kristensen, Mancini, N’Dicka, Spinazzola; Paredes, Cristante, Pellegrini; Dybala, Lukaku, El Shaarawy. All. De Rossi.

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Simone Inzaghi entra nella storia della Serie A: il dato

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Monza-Inter

L’Inter di Simone Inzaghi è tra le migliori squadre d’Europa e la stagione che sta disputando ne è una conferma. Dal suo arrivo sulla panchina dei nerazzurri nella stagione 2021-2022, freschi vincitori del diciannovesimo Scudetto della loro storia, ad oggi si sono susseguiti diversi momenti importanti.

La prima stagione da tecnico dell’Inter, terminata con la vittoria di una Coppa Italia e di una Supercoppa italiana, rimane purtroppo macchiata dal trionfo in campionato strappato dal Milan. La scorsa stagione per l’allenatore piacentino sulla panchina dei nerazzurri, ha segnato davvero la svolta: a metà percorso la squadra era irriconoscibile e, l’allungo del Napoli in Serie A, ha consentito alla squadra di concentrarsi maggiormente sulle altre competizioni a disposizione. Il capolavoro della stagione 2022-2023 di Simone Inzaghi si chiude con una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, stravinta contro i cugini milanisti, e una finale di UEFA Champions League contro il Manchester City da ricordare. La prima parte della stagione dell’Inter 2023-2024 è stratosferica: alla ventiseiesima giornata di campionato il distacco sulla prima inseguitrice è di ben 12 punti, vantando un’ulteriore vittoria in Supercoppa italiana e il cammino in Champions League ancora in vita.

INZAGHI DA RECORD: IL DATO

La mano del tecnico sulla squadra è notevole e i 22 trionfi ottenuti in campionato non sono un dato qualsiasi. Questi successi, infatti, hanno contribuito al raggiungimento delle attuali 178 vittorie da allenatore in Serie A. Nel posticipo di lunedì contro il Genoa, Simone Inzaghi taglierà il traguardo delle 300 panchine nella competizione diventando, così, l’allenatore con più successi dopo lo stesso numero di gare nella storia del campionato, superando le 172 vittorie di Carlo Ancelotti e le 171 di Massimiliano Allegri.

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Pronostico Manchester City-Manchester United

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Dove vedere Manchester City-Burnley

PRONOSTICO MANCHESTER CITY-MANCHESTER UNITED – Il derby di Manchester tra City e United andrà in scena domenica 3 marzo alle ore 16:30. A scontrarsi due squadre ben distanti in classifica: i Citizens si trovano al 2° posto, in piena lotta per la vetta della classifica (a -1 dalla capolista Liverpool e +1 sull’Arsenal terzo). I Red Devils, invece, occupano il 6° posto, a -3 dalla quinta posizione occupata dal Tottenham e -8 dal piazzamento per la qualificazione in Champions League, occupato al momento da un sorprendete Aston Villa.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Il Manchester City di Pep Guardiola arriva al match con la solita consapevolezza di una squadra ormai stabilmente al top in Premier ed Europa. Sono 18 i risultati utili consecutivi finora, con la squadra che punta ad un altro “triplete“, essendo ancora dentro a tutte le tre maggiori competizioni. Il derby di Manchester è comunque fondamentale, non solo per la storia, ma anche per la classifica. Il Liverpool e l’Arsenal sono lì, e un passo falso comporterebbe, nel peggiore dei casi, all’allungo dei Reds e al sorpasso dei Gunners

Di ben altro tenore il momento del Manchester United di Erik Ten Hag. La squadra dell’ex Ajax si trova, come detto, al momento fuori dall’obiettivo 4° posto, con la vittoria in FA Cup col Nottingham Forrest che ha solo parzialmente fatto dimenticare il cocente ko in casa contro il Fulham. Partita complicata contro la corazzata di Guardiola, ma lo United sa come accendersi in queste partite in cui il risultato non è mai scontato.

PRONOSTICO MANCHESTER CITY-MANCHESTER UNITED

La sfida dell’Etihad Stadium vedrà scontrarsi due squadre in momenti di forma diversi e, probabilmente, anche con tassi tecnici distinti, che propendono a favore dei padroni di casa. Innegabile però, che la qualità ci sia anche dall’altra parte, seppur forse non basterà contro il City. Ciò detto, il pronostico di Numero Diez vede vincente il Manchester City, ma con il Manchester United che riuscirà almeno a fare un gol. La combo 1+GOL è data a 2.40.

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