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Premier League Review, cosa è successo nel weekend

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Premier League Review, cosa è successo nel weekend

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C’era una volta il campionato più avvincente ed equilibrato del mondo. Poi è arrivata una una squadra che non ne vuole saperne di suspence o finali al cardiopalma. Si sta chiaramente parlando di Premier e la squadra in questione, come avrete intuito, è il Liverpool. Unica nei massimi campionati europei ad essere imbattuta, 46 punti totalizzati sui 48 disponibili, 40 reti segnate, solo 14 subite, le cifre parlano da sè. Questa volta l’agnello sacrificale è il Bournemouth. La pratica delle Cherries viene archiviata con un secco 0-3 firmato Oxlade-Chamberlaine, Keita e Salah. Nonostante la stagione spaziale il Leicester deve continuare ad inseguire a -8. Il poker rifilato fuori casa (doppietta di Vardy, gol di Ihenacho ed Evans) all’ Aston Villa mette un ulteriore punto esclamativo sulla superlativa stagione delle Foxes, per ora l’inseguitrice più accreditata. Perde altro terreno una delle più valide contendenti per la vittoria finale: il City di Guardiola è in lapalissiana difficoltà. La sconfitta nel derby di Manchester è sempre un boccone amarissimo da mandare giù, poi vedere la classifica che già a dicembre recita un infausto -12 dalla vetta rende il tutto ancora più difficile. I Red Devils indovinano la più importante delle partite per uscire dal loro momento buio: Rashford e Martial portano avanti lo United nel primo tempo, la reazione del City nel secondo è rabbiosa, ma gli uomini di Solskjaer non cedono. Il gol che accorcia le distanze di Otamendi arriva troppo tardi e il derby va ai Devils. Importantissima vittoria casalinga dell’Everton guidato da Ferguson che stende 3-1 un Chelsea in preoccupante involuzione, ossigeno puro per i Toffees in piena lotta salvezza. Vittoria fondamentale anche per l’Arsenal, reduce dalla buciante sconfitta casalinga con il Brighton, che stende per 1-3 il West Ham. Prosegue la trionfale risalita del Tottenham targato Mourinho, i londinesi umiliano per ben 5-0 il malcapitato Burnley. Finiscono in parità Watford-Crystal Palace  e Brighton- Wolverhampton, mentre prosegue il sorprendente campionato dello Sheffield Utd., i Blades si impongono 1-2 sul campo del Norwich e collezionano il loro quinto successo in stagione.

Fonte: Instagram Premier League

 

POTERE ROSSO

Non c’è nulla da fare, lo strapotere dei Reds non conosce argini quest’anno. Non che ci si aspettasse un risultato diverso contro il modesto Bournemoth, ma la sensazione è che la corazzata di Klopp proprio non abbia punti deboli, o meglio, che sappia vincere in qualsiasi situazione. Al Vitaity Stadium il Liverpool passeggia: due gol nel primo tempo e poi Salah, autore di una prova eccellente, la chiude nel secondo. Primo gol di pregevole fattura con capitan Henderson che innesca con un lancio dalla propria tre quarti Oxlade-Chamberlain che, al volo, trafigge Ramsdale. Anche la seconda rete è stupenda: scambio Keita-Salah, l’egiziano col tacco serve un pallone di ritorno delizioso al compagno che segna. Sempre Salah si mette in proprio al 54′ per segnare il gol che chiude definitivamente la partita. Liverpool semplicemente troppo superiore, non c’è storia. Gli uomini di Klopp sembrano fare un campionato a parte, ad oggi in Premier c’è solo un padrone. Anche il derby di Manchester si tinge di rosso. Si tratta della 178esima sfida della storia tra le due compagini cittadine e la 73esima vittoria dello United. All’Ethiad la squadra di Solskjaer comincia benissimo, trascinata da uno straripante Rashford (13 gol in campionato, 9 nelle ultime 9 partite). L’inizio della gara vede gli ospiti costantemente in proiezione offensiva. Bernardo Silva stende proprio Rashford, Taylor lascia correre ma il VAR corregge la sua decisione, inducendolo a fischiare il rigore. Se ne incarica lo stesso Rashford che spiazza Ederson, United in vantaggio. Continua il dominio degli ospiti che colpiscono anche una traversa con il loro incontenibile numero dieci. Pochi minuti più tardi Martial siglerà il vantaggio con un tiro rasoterra a fil di palo. Nel secondo la reazione del City è furiosa, De Gea e tutta la difesa dei Red Devils devono fare gli stroardinari, ma resistono. Al 47′ il City chiede un rigore che però l’arbitro e il VAR non concedono. Arriva solo al minuto 85 il gol di Otamendi di testa su corner di Mahrez. Nel finale vibrante tutto il City è in avanti. Ci prova Mahrez con un sinistro secco ma De Gea salva coi piedi. I Red Devils soffrono ma portano a casa i tre punti che, oltre ad una grossa mano in una classifica non certo rosea, danno tanta fiducia alla squadra.

Oxlade-Chamberlain esulta dopo il primo gol al Bournemouth
(Fonte: Instagram Oxlade-Chamberlain)

MOU E LE FOXES NON SI FERMANO

Continua il momento positivo del Tottenham, dopo lo stop della scorsa giornata. In Italia sappiamo quanto la doti di motivatore di Mourinho possano influenzare le prestazioni dei suoi giocatori, l’impatto che l’allenatore ha avuto sulla panchina degli Spurs però è davvero oltre ogni più rosea aspettativa. Cinque a zero senza appelli al Burnley. In avvio di partita apre Kane con un gioiello da lontanissimo dopo appena 4 minuti. Al 9′ raddoppia Moura. Terzo gol da cineteca per Son, che parte da solo palla al piede scartando tutta la squadra e battendo il portiere avversario. A fine partita Mou ironizza: “io lo chiamo Sonaldo Nazario da Lima”, per la somiglianza tra il gol dell’esterno coreano e quelli che faceva Ronaldo il fenomeno. Chiudono la pratica un sontuoso Kane (nono gol in campionato) e Sissoko. Manita servita e morale alle stelle. Anche la classifica torna a sorridere: la zona Champions è a sole 6 lunghezze. Qualche settimana fa sembrava utopia, ma la cura Mou, ancora una volta, ha funzionato. Vittoria agrodolce per le Foxes che mantengono un passo da prima della classe, ma vedono ancora intatti gli 8 punti di distacco dall’infallibile Liverpool. Inizio col brivido per la traversa di El Ghazi, poi Vardy porta in vantaggio i suoi in contropiede. Raddoppio di Ihenacho su assist di Madison, dopo Graelish accorcia le distanze con un tiro in mischia. A chiudere la pratica nel secondo tempo ci pensano Evans di testa e ancora Vardy in contropiede. Continua l’impressionante stagione del Leicester che vince e convince, mantenendo un rullino di marcia migliore dell’annata del titolo. Al tempo, però, le grandi balbettavano, oggi davanti c’è un monumentale Liverpool. Nonostante tutto il campionato fin qui delle Foxes è da 30 e lode, avanti cosi.

Son premiato come Asian Player of the Year
(Fonte: Instagram Tottenham fc)

 

CHI SCENDE CHI SALE

Nella turbolenta pancia della classifica gli scossoni sono frequenti. Finalmente arriva una vittoria dell’Arsenal, il rullino di marcia nelle ultime dieci partite dei gunners è da film horror: 5 sconfitte, 4 pareggi e, questa giornata, la prima vittoria. Ljungberg tira un sospiro di sollievo, la sua panchina stava tremando per i risultati non certo adatti al club londinese, era dal 24 ottorbre che l’Arsenal non vinceva. Gunners subito sotto nel punteggio dopo il gol di testa del nostro Ogbonna. Ad aprire le danze per gli ospiti ci pensa il giovanissimo brasiliano (con passaporto italiano) Martinelli. Classe 2001, talento naturale, Klopp parlò benissimo di lui ad inizio stagione dicendo che “nasce uno così ogni cento anni”. Era già andato a segno in coppa col Nottingham Forest, ora sigla la sua prima rete in campionato. Sicuramente si tratta di una dolce nota nel difficile inizio dell’Arsenal. Secondo gol firmato dall’esterno ivoriano Pèpè, autore di un’ottima prova. L’ex Lille è costato 65 milioni in estate e finora era stato decisamente deludente. Chiude le danze il solito Aubamenyang, su assist di Pèpè. Punti importantissimi anche per l’Everton. Dopo la batosta rimediata contro la schiacciasassi Liverpool, costata la panchina a Marco Silva, i Toffees si rialzano. Con l’allenatore ad interim Duncan Ferguson l’Everton ritrova smalto e punti contro il deludente Chelsea di Lampard. Apre le marcature Richarlison di testa. In seguito viene fuori il Chelsea che però non riesce a segnare complice uno strepitoso Pickford tra i pali. Secondo tempo che vede la doppietta di Calvert-Lewin, intervallata dal gol che accorcia le distanze di Kovacic. Il Chelsea non sfigura affatto in fase di creazione, dominando per lunghissimi tratti la partita, ma pecca in concretezza e, soprattutto, in fase difensiva dove si vedono ancora troppi svarioni. Punti fondamentali per l’Everton che fugge dalle zone pericolose della classifica.

Aubameyang, trascinatore dell’Arsenal
(Fonte: Instagram Arsenal)

LE ALTRE

Sale anche la scoppiettante matricola Sheffield United. i Blades proseguono imperterriti la loro marcia in Premier.  Grazie alla vittoria corsara sul campo dell’inguaiato Norwich con i gol di Stevens e Baldock, ora occupano l’ottava posizione in classifica. In quelle zone si può sperare in qualcosa di più di una semplice salvezza (?). Bene anche il Newcastle che rimonta in casa il Southampton in una sfida difficile. Nel finale Shelvey agguanta il pareggio e Fernandez, all’87’, ribalta l’iniziale vantaggio di Ings. I Magpies cementano la loro posizione in mezzo alla classifica, terz’ultimo invece il Southampton. Pareggio 2-2 tra Brighton e Wolverhampton che si restituiscono i colpi uno a uno nel finale del primo tempo. Vantaggio Wolves, ribaltato in due minuti dai padroni di casa, nel finale di tempo Jota trova il suo secondo gol personale ed il pareggio. Impattano anche Watford e Crystal Palace, a reti inviolate. Il punticino va bene alla squadra di Hodgson che galleggia in mezzo alla classifica, meno agli Hornets che rimangono fanalino di coda a soli 9 punti.

Immagine in copertina: Rashford, asso dello United (Fonte: Instagram Premier League)

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La FIFA pensa a un nuovo progetto pilota per le amichevoli internazionali: i dettagli

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Gianni Infantino, presidente FIFA

La FIFA ha promosso un nuovo progetto riguardante le amichevoli internazionali che partirà a marzo. Il progetto pilota prenderà il nome di FIFA Series e prevede gare tra quattro nazionali di confederazioni diverse che saranno ospitate in unico Paese.

L’obiettivo è quello di far incontrare nazionali diverse tra loro per costruzione. Questa proposta rappresenterà delle opportunità a livello commerciale, economico e di immagine per le nazioni partecipanti.

La fase di prova vedrà la partecipazione di Algeria (CAF), Andorra (UEFA), Bolivia (CONMEBOL), Sudafrica (CAF), Azerbaigian (UEFA), Bulgaria (UEFA), Mongolia (AFC), Tanzania, (CAF), Arabia Saudita (AFC), Capo Verde (CAF), Cambogia (AFC), Guinea Equatoriale (CAF), Guyana (Concacaf), Bermuda (Concacaf), Brunei Darussalam (AFC), Guinea (CAF), Vanuatu (OFC), Sri LankaBhutan (AFC), Repubblica Centrafricana (CAF), Papua Nuova Guinea (OFC).

In concomitanza con il lancio del progetto sono arrivate le parole del Presidente della FIFA Gianni Infantino, entusiasta di intraprendere questo nuovo percorso.

LE PAROLE DI INFANTINO

Le FIFA Series sono un passo avanti davvero positivo per il calcio delle squadre nazionali a livello globale. Le nostre associazioni affiliate ci hanno espresso da tempo il desiderio di mettersi alla prova contro le loro controparti di tutto il mondo, e ora possono farlo nell’ambito dell’attuale calendario delle partite internazionali maschili. Partite più significative consentiranno un’interazione calcistica molto più preziosa per giocatori, squadre e tifosi, e daranno un contributo concreto allo sviluppo del gioco”.

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Luis Enrique su Mbappé: “Dobbiamo abituarci a giocare senza di lui”

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PSG Newcastle

LUIS ENRIQUE SULLA SOSTITUZIONE DI MBAPPÉ- Il PSG nella giornata di ieri ha trovato il pareggio all’ultimo minuto contro il Rennes, tuttavia non è stato questo a fare scalpore. Ad ottenere maggiore rilevanza è stata la sostituzione di Kylian Mbappé con parigini svantaggio al minuto 65′. Scelta molto azzardata per un giocatore di questa caratura, autore fin qui di 21 gol e 4 assist in 21 partite di campionato. Al suo posto dentro Gonçalo Ramos, autore del gol al minuto 97′ su calcio di rigore. In conferenza stampa, il tecnico Luis Enrique ha motivato l’uscita del campione francese. Anche Lucas Hernandez, su RMC ha parlato di questa esclusione. Di seguito le dichiarazioni.

LE PAROLE DI LUIS ENRIQUE

SOSTITUZIONE MBAPPÉ “Prima o poi accadrà che non ci sarà e dovremo abituarci a giocare senza di lui. Quando riterrò opportuno che giochi, giocherà, quando non sarà così, non giocherà. Voglio la massima competitività per la prossima stagione e che ogni giocatore titolare di questa squadra pensi che questa sia una grande opportunità. Questo è quello che cerco in questa stagione e per la prossima. Massima competitività”.

LE PAROLE DI LUCAS HERNANDEZ

LUIS ENRIQUE – “È l’allenatore che gestisce la squadra. Sta a lui prendere le decisioni, è lui il boss. Abbiamo un grande gruppo con grandi giocatori. Ma è vero che Kylian può fare la differenza in qualsiasi momento. È una decisione dell’allenatore e sta a noi continuare”.

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Il Liverpool batte il Chelsea e vince la Carabao Cup: decide un gol di Van Dijk nei supplementari

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van Dijk

Wembley è lo stadio designato per ospitare la finale di Champions League 2023/2024, ma è anche il palcoscenico delle grandi finali delle coppe inglesi. Oggi, nel tempio del calcio oltre-manica, è andata in scena la sfida tra Chelsea e Liverpool. Le due squadre si sono infatti sfidate nell’ultimo atto della Carabao Cup, la coppa di Lega.

I tempi regolamentari sono finiti a reti bianche, con nessuna delle due squadre che è stata capace di battere il l’estremo difensore avversario. Il portiere del Liverpool, Kelleher, e quello del Chelsea, Petrovic, hanno chiuso la propria porta e hanno fatto si che il match si dovesse decidere oltre il novantesimo. Il sostanziale equilibrio è durato ben 118 minuti, infatti, a soli 2 giri di lancette dai calci di rigore, Virgil Van Dijk ha segnato il gol che ha permesso ai Reds di vincere la Carabao Cup. L’olandese, tra l’altro, ha realizzato una rete anche precedentemente, ma l’arbitro l’ha annullata per il fuorigioco di un suo compagno, vale a dire Endo.

I TROFEI DI VAN DIJK CON IL LIVERPOOL

Questo è dunque uno dei tanti trofei della lunga parentesi di carriera con la maglia del Liverpool di Virgil Van Dijk. L’ex Southampton ha già vinto in precedenza la Coppa di Lega Inglese nella stagione 2021-22, ma nella propria bacheca con questa squadra figurano anche un campionato di Premier League, una Community Shield e una FA Cup. In ambito continentale e internazionale invece, l’olandese e i Reds hanno trionfato insieme in Champions League, nella Supercoppa UEFA e nel Mondiale per Club. 

 

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Preferisco la Coppa: Coppa dei Campioni 1981/82

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Aston Villa 1982

Il 1 agosto 1981 nasce, negli Stati Uniti, MTV, il mitico canale televisivo incentrato sui video musicali che sarà vero e proprio fenomeno culturale negli anni seguenti.

Poco meno di un mese più tardi, il 26 agosto, Saint-Étienne e Dynamo Berlino aprono la 27esima edizione della Coppa dei Campioni.

Nel turno preliminare Les Verts, ormai al canto del cigno, cadono nella trappola dei tedeschi, che strappano un’importantissimo 1-1 in terra francese, con Christian Lopez protagonista assoluto del match. Dopo 25 minuti il difensore del Saint-Étienne incappa in uno sfortunato autogol che apre le marcature, complicando la strada per i padroni di casa; nella ripresa Lopez si rifà, seppur parzialmente, mettendo in rete da pochi passi la respinta del portiere della Dynamo, Rudwaleit, per l’1-1 finale.

Una settimana più tardi, in Germania Est, la Dynamo vince senza troppa fatica 2-0, grazie alle reti di Netz e Riediger, conquistando i sedicesimi.

NUOVA ERA

I sedicesimi della Coppa dei Campioni 1981/82 rispettano i pronostici della vigilia, con il solo, sorprendente, tonfo della Real Sociedad contro il CSKA Sofia. Il doppio confronto viene deciso all’andata da una rete di Yonchev al 90’ e i bulgari riescono a mantenere lo 0-0 all’Atotxa due settimane più tardi, conquistando gli ottavi.

La sfida più interessante dei sedicesimi, però, riguarda la rappresentante italiana nella competizione, la Juventus di Trapattoni che affronta il sempre ostico Celtic Glasgow. Gli scozzesi sono una squadra molto giovane, guidata da Billy McNeill in panchina e con qualche giocatore dal futuro interessante in campo, come David Moyes, ora allenatore e Pat “Packie” Bonner, 20enne portiere irlandese che sarà protagonista a Italia ‘90 e USA ‘94 con la sua Nazionale.

La sfida d’andata al Celtic Park, il 16 settembre, vede i padroni di casa imporsi per 1-0, grazie alla conclusione di MacLeod al 6’, deviata in maniera sfortunata da Schiera alle spalle di Zoff.

Con questo risultato, però, la Juventus resta ancorata alla possibilità di qualificazione in vista del match di ritorno, che entrerà nella storia del calcio e della televisione italiani.

Il 30 settembre 1981, infatti, per la prima volta in Italia, una rete televisiva privata trasmette la diretta di una partita europea. Lo spettacolo del Comunale di Torino viene portato nelle case della Lombardia da Canale 5, la rete ammiraglia di Silvio Berlusconi. L’imprenditore era riuscito a strappare a suon di miliardi (di lire, ovviamente) la trasmissione delle squadre italiane impegnate in Europa alla RAI, eccetto il Napoli, impegnato in Coppa UEFA e rimasto fedele alla tv di Stato.

È un momento storico per la televisione italiana ed è anche una gran serata per la Juventus, che ribalta il Celtic già nel primo tempo grazie alle reti di Virdis e Bettega, conquistando il passaggio del turno.

IL RITORNO DEI BELGI

La Juventus, dopo aver eliminato l’ostico Celtic, diventa una delle favorite alla vittoria finale, anche in virtù del sorteggio, che mette di fronte ai bianconeri l’Anderlecht agli ottavi. I biancomalva non sono più la corazzata di metà anni ’70, ma sono tornati a vincere il campionato belga dopo 6 anni, guidati da alcuni nomi interessanti come Morten Olsen e Frank Vercauteren.

La sfida d’andata si gioca al Vanden Stock, il 21 ottobre e vede una Juventus decisamente sorpresa dall’atteggiamento propositivo dei padroni di casa, che passano in vantaggio al 24’ con Geurts, bravo a svettare nell’area piccola su un calcio d’angolo, sfruttando una leggera indecisione di Zoff in uscita. La reazione dei bianconeri arriva a pochi minuti dalla fine del primo tempo, con Tardelli che pesca in area Marocchino per il pareggio.

 Nella ripresa è ancora Geurts a rimettere avanti l’Anderlecht, sfruttando un brutto errore di Prandelli, appena entrato al posto di Tardelli. A questo punto la Juventus capisce che l’obiettivo principale è quello di limitare i danni e cerca in tutti i modi di portare a casa un 2-1 che resta un risultato recuperabile. All’88’, però, ancora su un calcio d’angolo, Zoff respinge male con i pugni, consegnando di fatto il pallone a Vercauteren, che conclude al volo e mette in rete il gol del definitivo 3-1.

Due settimane dopo nella nebbia del Comunale, la Juventus tenta l’assalto in avvio, colpendo un palo clamoroso con un colpo di testa di Bettega, che poi deve anche lasciare il terreno di gioco per infortunio alla mezz’ora. Putroppo per i bianconeri è solamente un fuoco di paglia, visto che l’Anderlecht rischia poco e alla prima occasione punisce, ancora con la bestia nera Geurts. Il numero 9 biancomalva sorprende un rivedibile Zoff su calcio di punizione da molto lontano, portando avanti i suoi e, di fatto, rendendo impensabile la rimonta per la Juve. I bianconeri riescono solamente a trovare l’1-1 con Brio al 79’, con un bel colpo di testa su punizione di Cabrini, ma è troppo poco e l’Anderlecht passa il turno.

I biancomalva, dunque, approdano ai quarti della Coppa dei Campioni 1981/82, dopo aver eliminato Widzew Łódź e Juventus. Il sorteggio sembra benevolo per i belgi, che pescano la Stella Rossa nel turno successivo.

Il doppio confronto è senza storia, con l’Anderlecht che vince entrambe le sfide per 2-1 e, soprattutto nella sfida di ritorno al Rajko Mitic, lascia la sensazione di essere squadra matura e si candida pesantemente alla vittoria finale.

Della semifinale, però, parleremo più avanti, prima c’è da documentare un tonfo molto pesante.

FUORI I CAMPIONI

Nel marzo 1982, negli Stati Uniti, viene proiettato per la prima volta Blade Runner, il noir fantascientifico di Ridley Scott che vivrà nell’oblio per alcuni anni, prima di assurgere a cult assoluto.

Proprio ad inizio mese, il Liverpool, campione uscente della Coppa dei Campioni, sfida il CSKA Sofia ai quarti di finale, in una sfida che appare decisamente favorevole per i Reds.

Nonostante il pronostico della vigilia, però, ad Anfield gli uomini di Paisley faticano a trovare la rete, anche per merito della difesa bulgara, compatta e autoritaria. Il gol arriva solamente al 65’, grazie a Whelan, e il risultato non cambia più fino al triplice fischio.

Andare in un ambiente ostico come la Bulgaria con una sola rete di vantaggio è rischioso, ma il Liverpool appare davvero troppo forte rispetto al CSKA e appare fiducioso per la qualificazione.

La partita è spigolosa, con i padroni di casa che aspettano l’occasione giusta per colpire, senza scoprirsi troppo, per evitare di compromettere ulteriormente il risultato.

Dopo 78 minuti di contrasti e poche occasioni, il Liverpool inizia a vedere il traguardo, ma viene punito da Mladenov che rimette in perfetta parità l’incontro e lo porta ai supplementari.

Nell’appendice è ancora lui, Stoycho Mladenov a mettere in rete in mischia il gol del 2-0, facendo esplodere il Vasil Levski. Nella seconda metà dei supplementari il Liverpool si gioca il tutto per tutto, colpendo una clamorosa traversa con Kennedy da pochi passi.

Finisce così, con la Bulgaria in festa e i Reds, incredibilmente, fuori dalla Coppa dei Campioni 1981/82.

UN MIRACOLO E MEZZO

Siamo giunti, dunque, alle semifinali, che si rivelano diametralmente opposte nel risultato e nell’andamento.

Se il CSKA Sofia rischia di stupire nuovamente, costringendo il Bayern Monaco ad una difficile rimonta, la sfida tra Anderlecht e Aston Villa si rivela molto equilibrata.

I bulgari sorprendono il Bayern al Levski, portandosi sul 3-0 dopo meno di 20 minuti, grazie alle reti di Dimitrov, Yonchev e Zdravkov. La reazione dei bavaresi è immediate e porta ai gol di Dürnberger e Hoeness, prima del 4-2 firmato ancora da Yonchev ad inizio ripresa.

Un punteggio folle, che permette ai tifosi bulgari di sognare la prima storica finale di Coppa dei Campioni della propria storia, ma la realtà si palesa prima del previsto, sotto forma di Paul Breitner. Il nazionale tedesco trova il gol del 4-3 nel finale, rendendo molto meno complicata la rimonta per il Bayern al ritorno e meno rumorosa la festa del Levski.

Due settimane dopo, in Germania, il Bayern non lascia scampo al CSKA, con un roboante 4-0 firmato dalle doppiette di Breitner e Rummenigge, che chiudono in maniera brusca la favola dei bulgari.

Dall’altra parte, invece, l’Aston Villa, una delle sorprese del torneo, batte 1-0 al Villa Park l’Anderlecht, grazie alla rete di Morley e riesce a mantenere il punteggio anche al Vanden Stock, chiudendo con uno 0-0 storico, che porta gli inglesi alla finale di Coppa dei Campioni.

I Villans, che non vincevano un campionato inglese dal 1910, tornano prepotentemente sulla cresta dell’onda alla prima partecipazione di sempre in Coppa dei Campioni. Il fortino del Villa Park si dimostra inespugnabile per ogni avversario giunto in Inghilterra, tanto che alla fine del percorso lo score reciterà 4 vittorie su 4, con 9 gol segnati e nessuno subito tra le mura amiche.

Il momento magico dell’Aston sarà sufficiente per portare a casa la coppa contro un Bayern famelico?

L’IMPRESA

26 maggio 1982, due giorni prima dell’uscita nelle sale statunitensi di Rocky III, al De Kuip di Rotterdam va in scena la finale della Coppa dei Campioni 1981/82.

Da una parte l’Aston Villa, che ha subito 2 sole reti (peraltro nella stessa partita) in tutta la competizione, dall’altra la corazzata Bayern Monaco, che vede tre suoi calciatori in vetta alla classifica marcatori della Coppa dei Campioni, Hoeness con 7, Rummenigge con 6 e Breitner con 5 centri. La partita si prospetta molto interessante.

Dopo appena 10 minuti di gioco l’Aston perde il proprio portiere, Rimmer, per infortunio, sostituito dalla riserva Spink, ma poco importa vista la strenua difesa messa in atto dai Villans, che riescono a contenere ogni attacco proveniente da parte del Bayern.

Tra ottimi interventi di Spink e un paio di salvataggi provvidenziali dei difensori, l’Aston supera l’ora di gioco ancora indenne e tenta un’azione offensiva, forse la prima della sua partita. 

Il minuto è il 67’, Shaw salta un avversario a metà campo e lancia Morley, che entra in area, disorienta Weiner e mette dentro un pallone sanguinoso per la difesa del Bayern, che si perde Withe, bravo a farsi trovare pronto e ad appoggiare in porta l’1-0, per il tripudio dei tifosi inglesi arrivati in Olanda per l’occasione.

Mancano più di venti minuti alla fine, ma il Bayern non riesce più a rendersi pericoloso e l’Aston Villa si porta a casa una formidabile vittoria in Coppa dei Campioni.

Tra tre settimane la Juventus tornerà protagonista del torneo, nella Coppa dei Campioni 1982/83, arrivando ad un passo dalla gloria, ma perdendo contro la sorpresa Amburgo.

Fonte immagine in evidenza: profilo X Aston Villa

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