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Premier League review: cos’è successo nel turno infrasettimanale

La quindicesima giornata di Premier League si è aperta martedì sera con il ritorno alla vittoria del Manchester City di Pep Guardiola, reduce da un deludente pareggio in casa del Newcastle. Una vittoria alla quale hanno risposto in modo convincente tutte le prime della classe: il Liverpool continua nella sua marcia irrefrenabile, il Leicester ha vinto per la settima volta consecutiva e anche il Chelsea non demorde, blindando il quarto posto alle spalle dei Citizens. In coda vittoria pesante del Southampton sul Norwich. Menzione a parte la merita la partitissima tra Manchester United e Tottenham: il ritorno di Mourinho all’Old Trafford non è stato dei più memorabili.

DOMINIO REDS

In Inghilterra poche volte si è assistito ad un dominio tanto incontrastante come quello del Liverpool di Jurgen Klopp. I Reds sembrano davvero invincibili e i numeri lo dimostrano: 15 partite giocate, 14 vittorie e un solo pareggio. Anche nel derby di Liverpool contro l’Everton i Reds hanno dato prova della loro immensa superiorità, sotto tutti i punti di vista. Nonostante una formazione rimaneggiata il Liverpool ha dominato, rifilando ben 5 reti ai Toffees, precipitati al terzultimo posto e protagonisti del peggiore avvio di sempre dal 2003, anno della retrocessione, e che ha portato all’esonero del tecnico portoghese Marco Silva. In rete per i Reds sono andati Origi – doppietta per lui, già decisivo lo scorso anno con una rocambolesca rete all’ultimo -, Shaqiri, Manè e Wijnaldum. Il cammino della squadra Campione d’Europa in carica è stato fin qui incredibile, senza nessuna battuta d’arresto ad eccezion fatta del pareggio ottenuto in casa dei rivali dello United. Dopo aver conquistato la Champions, in casa Liverpool è evidente si voglia puntare con decisione anche alla tanto agognata Premier League.

Liverpool-Everton 5-2. In gol, per gli ospiti, sono andati Keane e Richarlison.
(Fonte: profilo Twitter Premier League)

I Reds mancano l’appuntamento con il campionato inglese da 30 anni esatti, ovvero dalla stagione 1989-90, l’anno della coppia gol John Barnes e Ian Rush. C’è qualcosa di magico in questo Liverpool: entusiasmante, convinto, forte e guidato da un tecnico preparato, intelligente e carismatico come pochi. Jurgen Klopp è l’allenatore che nella storia della società ha raggiunto le 100 vittorie in Premier nel minor numero di partite, 159. È una macchina, questo Liverpool, che non conosce limiti.

LE INSEGUITRICI

In zona Champions, così come in vetta, le distanze rimangono invariate. Il turno infrasettimanale di Premier si è aperto con il trionfo del Manchester City sul Burnley per 1-4. I Citizens, dopo il passaggio a vuoto a Newcastle, ritornano alla vittoria. Tre punti importanti, soprattutto in un momento come questo dove le altre sembrano correre velocissimo: rimanere ancorati alle posizioni di vertice per continuare a sperare nel recupero sul Liverpool, ancora imbattuto. Per gli uomini di Guardiola sono andati in gol Gabriel Jesus, doppietta, poi Rodri e Mahrez, reduce dal decimo posto nella classifica del Pallone d’Oro 2019. E sabato ecco il derby di Manchester con lo United: la classifica non conta, bisogna vincere.

Continua a vincere ininterrottamente da sette partite il bellissimo Leicester di Brendan Rodgers. Le Foxes, ormai, non sono più una sorpresa, e la vittoria – sofferta – per 2-0 in casa contro il non irresistibile Watford ne è la conferma. Anche in una gara delicata e complicata come quella di mercoledì sera il Leicester ha dato prova dell’enorme qualità e maturità raggiunta. In gol Vardy, centro numero 14 in campionato, su rigore, e l’altro gioiello di casa Leicester, James Maddison. Non è da meno neanche il Chelsea di Lampard, trascinato dai due giovani più in forma del calcio inglese: Abraham e Mount, ancora loro. Con un gol a testa – bellissimo quello al volo di Mount – i Blues blindano il quarto posto, battendo a domicilio il temibile Aston Villa, davanti al redivivo Wolverhampton, issatosi al quinto posto e uscito vittorioso sul West Ham per 2-0 grazie anche alla rete realizzata da Patrick Cutrone. Il centravanti inglese del Chelsea ha raggiunto quota 11 gol alla sua prima stagione in Premier League, superbo.

(Fonte: profilo Twitter Chelsea)

MOURINHO: SFIDA AL PASSATO

È arrivata all’Old Trafford, la sua vecchia casa, la prima sconfitta di Josè Mourinho sulla panchina del Tottenham. Dopo tre vittorie consecutive, tra Premier e Champions, gli Spurs si arrendono al Manchester United, trascinato dalla doppietta di Marcus Rashford, al nono centro in campionato. L’attaccante della Nazionale inglese è senza ombra di dubbio il calciatore più in forma dei Red Devils: nelle ultime 10 partite Rashford è stato coinvolto direttamente in ben 11 reti, con 9 gol e 2 assist. Una vittoria, quella ottenuta dalla squadra allenata da Solskjaer, di fondamentale importanza per rimanere agganciati al treno Champions, che vede il Chelsea lontano comunque 8 punti, e soprattutto per preparare al meglio la super sfida di sabato pomeriggio all’Etihad nell’attesissimo derby di Manchester.

(Fonte immagine: profilo Fb @PremierLeague)

Per Josè Mourinho era una sfida particolare contro il suo passato. Il Manchester United ha giocato una partita attenta, solida e che ha costretto il Tottenham a difendersi e a rendersi pericoloso solo in poche circostanze. Il migliore degli ospiti è stato Dele Alli, rigenerato dalla cura Mourinho, autore di un gol figlio della fiducia e delle proprietà tecniche ritrovate proprio con l’arrivo del tecnico portoghese. Il match dell’Old Trafford, come detto, ha visto brillare i giovani rampanti dello United, con Martial, James e Rashford tra i migliori in campo nella vittoria con la quale il Manchester ha sorpassato il Tottenham in classifica, ritornando al sesto posto a -2 dai Wolves.

IL RESTO DELLA PREMIER

Detto del Wolverhampton, la cui ultima sconfitta risale addirittura al 14 settembre in casa contro il Chelsea, c’è da registrare anche la vittoria del Crystal Palace, un’altra squadra piacevole da guardare e tra le sorprese più liete di questa Premier League. I londinesi hanno battuto il Bournemouth – quarta sconfitta consecutiva per le Cherries – per 1-0: in dieci dal 19′ del primo tempo per l’espulsione di Sakho, i padroni di casa, che qualche settimana fa avevano fatto soffrire non poco anche il Liverpool, conquistano i tre punti grazie alla rete segnata da Schlupp. Un trionfo che proietta la squadra dell’ex C.T. Hodgson in zona Europa.

In coda alla classifica di notevole rilevanza la vittoria ottenuta in casa dal Southampton: al secondo scontro diretto consecutivo, dopo il 2-1 rifilato al Watford nell’ultimo weekend, i Saints non perdonano e superano il Norwich City di Pukki, ancora a segno, per 2-1. In rete Ings, su assist di Ward-Prowse – determinante come sempre -, e Bertrand, grazie ai quali il Southampton esce per la prima volta in stagione dalla calda zona retrocessione. Con 15 punti in classifica i Saints salgono al quartultimo posto, lasciandosi alle spalle l’Everton, in crisi nerissima, Norwich e Watford. Il turno infrasettimanale di Premier League si è infine chiuso ieri sera con i due posticipi Sheffield-Newcastle e Arsenal-Brighton. Nella prima gara a vincere sono stati i bianconeri, con le reti di Saint-Maximin e Jonjo Shelvey, al secondo gol consecutivo dopo quello realizzato sabato scorso che ha fermato il Manchester City.

(Fonte: profilo Instagram Brighton)

Le Magpies stanno vivendo un ottimo periodo di forma e il nono posto in classifica ne è una chiarissima dimostrazione. Posizione alla quale troviamo anche l’Arsenal, caduto in casa sotto i colpi di un ottimo Brighton, che ha approfittato delle evidenti lacune mostrate dai Gunners. Dopo il botta e risposta tra Webster e Lacazette, a decidere la gara dell’Emirates ci ha pensato Maupay. A Londra, sponda Arsenal, la crisi pare non aver fine: l’esonero di Emery e la promozione di Ljungberg in panchina ha fruttato solo un punto di due partite. Troppo poco per una squadra costruita per vincere.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter Premier League)

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