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I principali nomi del calciomercato invernale

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I principali nomi del calciomercato invernale

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Svariati sono i nomi che nella prossima finestra di mercato invernale si renderanno protagonisti di trasferimenti molto importanti. Grandi individualità, che per ragioni varie non riescono più a sostare nella società di appartenenza ed hanno bisogno di un trasferimento per il proseguo della carriera. Nomi altisonanti, che potrebbero fare le fortune di qualsiasi club gli assicuri un’indiscussa titolarità.

Con l’avvicendarsi di tante nuove guide tecniche, soprattutto nel massimo campionato italiano, non sono pochi gli elementi che non collimano con i dettami tattici dell’attuale proprio mister. Panchine, malumori, che trovano un naturale confluire nella cessione immediata di gennaio.

EPURAZIONE NAPOLI

A Napoli, dopo la questione del ritiro saltato, non saranno pochi i nomi che salteranno durante le sessione invernale. De Laurentiis, da sempre un presidente vulcanico, non avrà gentilmente accettato il gesto inequivocabile della squadra. Spetterà dunque a lui potare i rami secchi della rosa, donando una linfa nuova a tutta la formazione. Tre sono i nomi maggiormente indicati per una pronta cessione: Dries Mertens, José María Callejón e Lorenzo Insigne. I tre sono stati fra i più grandi fautori della rivolta interna, complice un rapporto oramai totalmente deteriorato con il patron azzurro. Per Mertens le possibili strade da percorrere sembrano esser delle più varie. Acceso derby di mercato, con Inter e Milan fortemente interessati all’acquisizione. Si vocifera anche che la Juventus abbia fatto un sondaggio ma la società torinese di certo palesa un interessamento minore. Anche in Inghilterra comunque il talento belga sembra fortemente apprezzato, con Tottenham e Arsenal le compagini più accreditate.

Per Callejón ed Insigne il discorso sembra esser leggermente differente. I due calciatori sono in evidente rottura con l’ambiente, soprattutto Insigne nella sfida contro il Genoa è stato lautamente bersagliato di fischi da parte dei tifosi, nonostante ciò non è certa una loro partenza a gennaio. Callejón si dovrebbe a tutti gli effetti trasferire in Cina, al Dalian Yifeng di mister Rafael Benítez. Lo spagnolo inoltre andrebbe anche a ritrovare l’ex compagno e amico Marek Hamšík. Nonostante ciò, avendo il contratto in scadenza, l’ex Real Madrid potrebbe valutare la possibilità di stare a Napoli ancora qualche mese per poi passare a giugno a parametro zero nel Paese asiatico. Per Insigne invece il problema sta nell’ingenza del trasferimento. Il ragazzo è di certo un profilo unico nel calciomercato italiano, di una caratura tecnica differente. Ecco perché in genere questi tipi di affari non si riescono mai a chiudere nel mercato di gennaio, bensì in quello estivo, avente delle tempistiche di certo più larghe.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Lorenzo Insigne

NOBILI DECADUTI

Così si potrebbe descrivere quanto accorso ad Alessandro Florenzi e a Mario Mandžukić. Florenzi, con l’arrivo di Fonseca, progressivamente ha perso sempre più terreno nelle idee del mister, che non valuta il talento romano come un possibile titolare della rosa, probabilmente per eccessive disattenzioni in fase difensiva. Con l’Europeo in estate, tuttavia, il calciatore ha bisogno di farsi notare, disputando quanti più match possibili. Ecco dunque che si è parlato persino di una cessione in prestito, giusto per garantire sicurezze economiche alla squadra che acquista il giocatore, senza che essa debba effettivamente rilasciare alla Roma una grossa cifra. Sul giocatore resta forte l’interessamento di Inter e Sampdoria. Per Conte sarebbe l’esterno destro a tutta fascia perfetto nel suo 3-5-2, con grandi doti di inserimento e qualità difensive discrete, anche se non eccelse. A Genova invece Florenzi ritroverebbe Ranieri, fra i due esiste un grande rapporto di stima reciproca, palesatosi soprattutto nel periodo di militanza del mister romano nella capitale la scorsa stagione. Ipotesi meno probabile un suo trasferimento alla Juventus o a Cagliari.

Mandžukić, d’altro canto, è a tutti gli effetti finito fuori squadra. L’ariete croato non ha favorito del cambio di guida tecnica juventina, con Sarri che difficilmente lo ritiene collocabile all’interno della propria tipologia di calcio. Con Allegri Mandžukić aveva quasi un rapporto viscerale. Il tecnico toscano contava molto sull’apporto del centravanti balcanico, essendo Mario stesso probabilmente il finalizzatore unico della squadra (insieme a Ronaldo). Per lui resta alto l’interessamento del solito Manchester United, decisamente troppo corto in fase offensiva. Mario potrebbe garantire quella giusta esperienza che alla formazione di Manchester farebbe realmente la differenza. Attenzione anche ad un possibile avvicendamento nella panchina dei Red Devils, con Allegri subentrante a Solskjær. Oltre allo United rimangono più indietro il Milan e la possibilità cinese.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Mario Mandžukić

PROBLEMI A CENTROCAMPO

Nella zona centrale del campo di certo gli interpreti non sembrano mancare, con nomi anche eccellenti pronti a trasferirsi da un momento all’altro. Rimanendo in Italia e nello specifico alla Juventus, è oramai risaputo il malessere interno di Emre Can, esternato anche dal giocatore in più occasioni, soprattutto dopo il non inserimento nella lista Uefa. Il tedesco si sarebbe immaginato di divenire un punto cardine della rosa, quando, effettivamente, il giocatore ha disputato solamente quattro presenze, di cui tre partendo dalla panchina. Anche in questo caso, Maurizio Sarri fatica a trovargli una collocazione tattica ed Emre continua ad assistere ai match in panchina. Can è tuttavia un profilo molto gradito all’estero. Sul calciatore resta infatti vivo l’interesse di Barcellona e PSG, con quest’ultimo che già in estate l’aveva più volte ricercato ottenendo però un “no” da parte del calciatore. Di certo adesso la possibilità parigina assume tutt’altro connotato.

Spostando l’attenzione verso Milano, un possibile partente della rosa rossonera sembra esser Franck Yannick Kessié. Pioli lo scorso match, contro la Juventus, per ragioni tattiche ha addirittura lasciato l’ivoriano in tribuna, sintomo di come il giocatore non possa rientrare nel suo schieramento tattico. Il Milan a centrocampo è ampiamente coperto, con diversi interpreti in grado di prendere il posto al giocatore ex Atalanta (pur avendo caratteristiche diverse): Krunic, Bonaventura, Bennacer oppure Paquetá. Inoltre al duo Maldini-Boban serve fresca liquidità per apportare alla rosa dei giusti innesti individuali, che possano accrescere il livello complessivo di squadra. Per Kessié si vocifera di possibili interessamenti in Premier, con il Wolverhampton come club maggiormente interessato.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Franck Kessié

 

PICCOLO ACCENNO ESTERO

Per quanto concerne l’estero, l’elemento più altisonante in rottura con la propria società è di certo Granit Xhaka. Il centrocampista dell’Arsenal avrebbe un malessere legato soprattutto alla tifoseria, che da mesi ormai lo bersaglia di fischi e continue critiche mediatiche. Emblematico di ciò, la sostituzione nella sfida contro il Crystal Palace, in cui Xhaka, dopo aver dato la mano al compagno Saka, si toglie la maglia in evidente stato di critica con gli atteggiamenti ambientali verso i propri confronti. Sintomatiche le parole del proprio mister, Unai Emery:

Non so se giocherà ancora con l’Arsenal. Sebbene con la testa sia concentrato e voglia aiutarci ad ottenere risultati importanti, solo il tempo ci dirà se potrà tornare a vestire questa maglia

Per Granit resta viva l’ipotesi Milan. I rossoneri di certo dovrebbero monetizzare, ma il trasferimento dello svizzero non è da escludere. Inoltre un giocatore come Xhaka potrebbe essere il giusto riassunto fra esperienza e talento, che tanto serve a Milano. Per Xhaka inoltre non si può anticipatamente escludere la pista Inter, squadra in evidente ricerca di un buon profilo a centrocampo per allungare le rotazioni.

 

(Fonte immagine copertina: profilo Instagram ufficiale del Napoli)

 

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ESCLUSIVA – Tavano: “Calzona? Di calcio ne sa tanto, Nicola salverà l’Empoli”

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Tavano Empoli

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Ciccio Tavano, ex attaccante fra le altre di Roma, Livorno ed Empoli. Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva ai nostri microfoni:

Il Napoli ha sostituito Mazzarri con Francesco Calzona. È stato il vice allenatore di Sarri all’Empoli tra il 2012 e il 2015. Cosa ricorda della sua persona? Pensa che sia l’uomo più adatto per risollevare le sorti del Napoli dopo una prima metà di stagione deludente?

È una persona che di calcio sicuramente ne sa tanto visto con chi ha collaborato. Se è l’allenatore giusto, questo lo deciderà il campo. Perché se una squadra cambia 2 allenatori, vuol dire che ci sono tanti problemi da risolvere. Comunque confido molto in lui.

Calzona è stato vice allenatore di Sarri, prima dell’approdo sulla panchina della Nazionale. È la sua prima esperienza in una big del panorama italiano da primo tecnico: pensa che per il Napoli ricoprirà le vesti di “traghettatore” fino a giugno o che De Laurentiis possa iniziare un nuovo ciclo con lui?

Questo non lo so. Dipende da cosa si sono promessi e poi non dimentichiamoci che lui è il CT della Nazionale Slovacca.

La rinascita dell’Empoli con Davide Nicola. Cosa non funzionava più con Zanetti prima e Andreazzoli poi? In caso di salvezza, riterreste quello di Nicola un “miracolo” come i suoi precedenti con Crotone e Salernitana?

Quando cambi allenatore lo fai per dare una scossa alla squadra e con l’arrivo di Nicola sembra la scelta giusta. È un allenatore preparatissimo e lo sta dimostrando. Sono convinto che salverà l’Empoli.

Nell’ultimo anno a Empoli ha condiviso il campo con Piotr Zielinski, ai tempi ventenne. Dopo una lunga parentesi a Napoli, andrà all’Inter a fine anno. Si aspettava una crescita tanto ampia da parte sua, fino all’arrivo in una big italiana?

Piotr si vedeva già che aveva qualità enormi e con il passare degli anni è cresciuto tantissimo. Giocatore eccezionale e si merita tutto questo.

Domanda personale: è nostalgico dei suoi anni sui campi? Se sì, cosa le manca di più del calcio giocato?

È normale dire di sì per la passione che ho per questo sport. Poi ti manca la quotidianità di vivere lo spogliatoio e le emozioni di giocare le partite.

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Verona, senti Colomba: “L’Hellas ha tutte le carte in tavola per salvarsi”

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Verona

LE PAROLE DI COLOMBA – Franco Colomba, ex tecnico di Verona e Bologna, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de L’Arena in vista del prossimo match proprio tra gli scaligeri e i rossoblù. Ecco le sue parole:

IL PROGETTO DEL BOLOGNA – “I rossoblù non sono una meteora. Sono un gruppo costruito a ragion veduta e nel tempo. D’altronde a Verona Giovanni Sartori lo conoscete molto bene. Se sono con le prime in classifica è perché ci sono arrivati per gradi e sul campo”.

SU ZIRKZEE – “Sono tante le individualità del Bologna. Credo che Zirkzee sia quella più visibile. Morfologicamente no ma per tipo di gioco a me ricorda Higuain. Come l’argentino a lui piace iniziare l’azione d’attacco e poi concluderla. Nel gol alla Lazio c’è tutto questo compresa la rabbia di Zirkzee nel metterla dentro”.

SU BARONI – “I gialloblù sono tosti, hanno cambiato tantissimo però sono competitivi. Bravo Sogliano e Baroni. Quest’ultimo è un ragazzo serio con un passato di livello. Mette equilibrio in tutte le cose che fa. Sa traghettare un gruppo in difficoltà in acque più tranquille”.

THIAGO MOTTA PRONTO PER UNA BIG? – “Questo non lo so, lui è stato un ottimo calciatore. Ha carisma ed idee. Thiago Motta sa come far rendere al meglio la squadra. Non si perde mai d’animo. Il Bologna rispecchia il suo carattere. Se la rete non giunge nel primo tempo, ecco che come per incanto arriva nella ripresa”.

LOTTA SALVEZZA – “Penso che l’Hellas abbia tutte le carte in regola per salvarsi. D’altronde penso che sia a due punti da dove si respira un’altra aria. Molto dirà il match in casa col Sassuolo”.

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Champions League

0-0, ma ritmi alti e un’occasionissima per Lautaro: il resoconto dei primi 45′ di Inter-Atletico

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Lautaro Martinez, Rodrigo De Paul, giocatori di Inter e Atletico Madrid, Serie A, La Liga, Champions League, Coppa Italia

Terminato il primo tempo di Inter-Atletico Madrid, sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. In un San Siro preparato alla perfezione per il grande evento, le due squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0-0. L’incontro è indubbiamente piacevole, con ritmi alti in entrambe le metà campo. Lato Atletico registriamo poche occasioni, con la squadra più improntata ad attendere il gioco dell’Inter, seppur abbastanza impreciso negli ultimi 20 metri. Le maggiori chance da gol capitano proprio ai nerazzurri e la più eclatante è quella per Lautaro Martinez. Al 38′ l’argentino viene servito da Thuram al limite dell’area, ma il tiro esce strozzato e viene respinto dalla difesa. Peccato, perchè il capitano nerazzurro era posizionato perfettamente davanti allo specchio della porta.

Nel finale di primo tempo attimi di ansia per Thuram, che si è accasciato per un apparente problema muscolare. Dopo qualche secondo di medicazione in campo il francese ha ripreso a giocare, anche se la postura e la faccia non fanno presagire nulla di buono. Inzaghi ha già mandato Arnautovic a scaldarsi.

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Che primo tempo tra Monza e Milan! 2-0 brianzolo malgrado l’infortunio di Di Gregorio

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Monza

Primo tempo intenso, sotto il punto di vista delle emozioni, quello che va in scena all’U-Power Stadium tra Monza e Milan. La partita prosegue sui binari dell’equilibrio, in una sorta di stallo tattico che complica la creazione di vere e proprie occasioni da gol.

Malgrado i favori del pronostico, i rossoneri si scagliano contro un Monza coriaceo che ha la prima occasione della gara quando Djuric gira verso la porta un cross di Carboni che scheggia il palo e finisce sul fondo. La gara cambia nel giro di due minuti: al 40′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Di Gregorio e Pablo Marì collidono su una palla alta. Il contrasto è durissimo e ad avere la peggio è il portiere brianzolo, che abbandona il campo stordito al 43esimo minuto di gioco.

Dopo una lunga pausa per consentire le medicazioni all’estremo di casa, il Milan viene sorpreso dalla ripartenza del Monza, che al 45′ si conquista un calcio di rigore con Dany Mota, bravo a sfruttare l’ingenuità di Thiaw. Dal dischetto Pessina è infallibile e spiazza Maignan per l’1-0. Al sesto degli otto di minuti di recupero concesso, poi, è ancora una volta Dany Mota a beffare il Milan. Grande azione di Colpani che scappa via sulla destra, pallone offerto al portoghese che apre il piattone e fa 2-0.

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