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Priorità disciplina

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Spesso in ambito calcistico si dà una elevata importanza al gioco dimenticando tutto ciò che c’è intorno a questo, in particolar modo gli aspetti psicologici. È sempre la testa che guida i piedi, i principali mezzi con il quale si pratica il gioco calcistico, motivo per cui tutto passa innanzitutto per lo stato mentale.

Non è un caso che negli ultimi anni si sta diffondendo anche nell’ambiente sportivo, soprattutto in quello del calcio, la figura del motivatore o più tecnicamente detto “mental coach“. La pressione nel calcio d’oggi è enorme, per via anche dell’influenza crescente dei social media, e controllarla vuol dire dover ricercare continuamente forti stimoli attraverso un allenamento psicologico costante.

In questo discorso rientra pure la questione disciplina, strettamente legata alla ricerca di stimoli e prioritaria per qualsiasi società sportiva. La notorietà comporta per un calciatore una fortissima attenzione nei suoi confronti e inevitabilmente il rischio distrazione è dietro l’angolo. È fondamentale in questo senso il compito dei club nel trasmettere professionalità e serietà attraverso idee e valori inderogabili.

IL CASO INTER

Il motivo per cui la disciplina deve rivestire un ruolo prioritario nei programmi dei club calcistici lo spiega l’ultima caotica stagione dell’Inter, che non ha fatto altro che far salire alla ribalta il problema.

La Beneamata non vince un trofeo dal lontano 2011, nella stagione successiva a quella del Triplete, quando veniva alzata al cielo di Roma la Coppa Italia. Da quel momento in poi la squadra nerazzurra è rimasta a secco di trionfi accumulando fallimenti e delusioni. Non è una coincidenza che questo periodo negativo sia coinciso con quello abbastanza confusionario a livello societario con mancanza di presa di posizione e cambi di proprietà che non hanno portato benefici.

Ora, però, il vento attorno alla Pinetina sembra cambiato con Suning che nella figura di Zhang Jr. ha deciso di fare le cose sul serio. La chiave del cambio di rotta è stata l’acquisizione all’interno dei quadri dirigenziali di Beppe Marotta, ex ad della Juventus portata al trionfo per sette anni di fila non solo con l’abilità in sede di trattative, ma pure con la competenza a dare risalto alla professionalità.

Fonte foto: profilo Instagram Icardi

Le sue brillanti qualità da direttore generale le ha messe a disposizione dell’Inter toccando in primo luogo il tasto della disciplina. Il primo a pagarne le spese è stato Nainggolan, sospeso e multato per continui ritardi in allenamento; poi è toccato a Icardi, privato della fascia da capitano per la questione contratto e l’irriverenza della moglie-agente Wanda Nara.

Sono state decisioni rivelatisi necessarie per una spaccatura in spogliatoio sempre più profonda che rischiava di compromettere un percorso di ritorno ai fasti del passato iniziato dodici mesi fa. Allo stesso tempo da parte della dirigenza c’è stato coraggio punendo due dei migliori uomini della rosa dal punto di vista qualitativo. Questo a testimoniare come il tema disciplina venga prima di ogni altro aspetto, a partire da quello tecnico.

MISTER DISCIPLINA

È come se Marotta avesse apparecchiato la tavola ad Antonio Conte, dimostrando, sotto sotto, come l’intenzione di portarlo sulla panchina nerazzurra fosse sorta già da tempo. Aver scoperchiato il problema che ha attanagliato la società milanese nelle ultime stagioni è stato un lavoro di “pulizia fondamentale da parte di Marotta.

Fonte foto: profilo Instagram Inter

Grazie ad esso il tecnico salentino, che considera la disciplina più importante del gioco, come dimostrano le sue regole feree, potrà insediarsi potendo da subire imporre le sue idee e valori sul piano caratteriale. Le esperienze passate dell’allenatore ex Juventus hanno rivelato come abbia inciso tantissimo l’aspetto carismatico dello stesso. È un’esigenza di Conte per poter far esprimere le sue squadre al di sopra del livello a cui sono realmente.

Le cessioni di Icardi e Nainggolan, prioritarie richieste del nuovo coach, saranno molto pesanti per la società nerazzurra: la prima per la storia che ha scritto il numero 9; la seconda per l’investimeno realizzato neanche un anno fa. Rientrano, però, nel nuovo corso interista in cui la priorità è data alla disciplina, la chiave del successo.

 

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Inter)

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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