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Pronostico Sampdoria-Milan, statistiche e consigli per la partita

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Pronostico Milan-Napoli

PRONOSTICO SAMPDORIA-MILAN – Alle ore 20:45 di sabato 10 settembre andrà in scena allo stadio Luigi Ferraris SampMilan, match valevole per la sesta giornata di campionato di Serie A.

Sampdoria e Milan arriveranno entrambe all’appuntamento con la fame e la voglia di ottenere una vittoria. I Blucerchiati sono reduci da un inizio stagione deludente e decisamente al di sotto delle aspettative dei tifosi e societarie. Nelle prime 5 giornate di campionato i ragazzi allenati da Giampaolo hanno ottenuto 2 pareggi e 3 sconfitte che gli hanno così fatto meritare il terz’ultimo posto della graduatoria. Ecco perché il match Samp-Milan potrebbe già risultare decisivo ai fini della permanenza in panchina di Giampaolo.

Bisogna però fornire un dato molto importante. La Sampdoria non ha ancora mai perso nelle prime 2 partite casalinghe. Sia contro la Juventus alla seconda giornata che con la Lazio alla quarta i Blucerchiati hanno conquistato 2 pareggi.

I Rossoneri, invece, arrivano all’appuntamento di sabato Samp-Milan dopo un pareggio ottenuto in campo europeo in casa del Salisburgo con il risultato di 1-1. Non del tutto soddisfacente la prestazione dei ragazzi di Pioli ma che è comunque stata sufficiente per ottenere un punto prezioso su un campo ostico dove nella passata edizione della Champions League nessuna squadra è stata in grado di vincere.

Nelle prime 5 giornate di campionato i Rossoneri hanno 3 vittorie e 2 pareggi, bottino importante che permette ai ragazzi allenati da Pioli di occupare la seconda piazza della graduatoria assieme al Napoli.

Ancora è freschissima nella mente dei tifosi del Milan la vittoria nell’ultimo turno di campionato del “Derby della Madonnina” ottenuta con il risultato di 3-2 soprattutto per merito di 2 prestazioni super da parte di Maignan e Leão.

STATISTICHE SAMP-MILAN

Nella storia del nostro campionato Sampdoria e Milan si sono affrontate in ben 148 occasioni. Il bilancio complessivo sorride nettamente ai Rossoneri; per 79 volte sono riusciti ad ottenere la vittoria. 35, invece, le 0ccasioni in cui, ad uscire dal campo vittoriosi, sono stati i Blucerchiati. Il pareggio si è registrato in 34 circostanze.

Nella scorsa edizione della Serie A, Samp-Milan si è conclusa sia nel girone d’andata che in quello di ritorno con il risultato di 1-0 a favore dei ragazzi allenati da Pioli.

PRONOSTICO SAMPDORIA-MILAN

I bookmakers italiani danno il Milan favorito per il match che si disputerà sabato 10 settembre alle 20:45. La quota della vittoria rossonera è di 1,50. Molto più alta la quota della vittoria della Sampdoria: 6,50. Il pareggio è invece quotato a 4,30.

Entrambe le squadre hanno fatto registrare “OVER 2,5” in solo 2 circostanze. Dunque, vedendo anche i risultati della passata stagione, resta molto interessante la quota Combo “2 più UNDER 3,5” a 2,25.

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Calciomercato

Il Manchester United non molla la presa per De Jong

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Dopo un lungo inseguimento durato un’intera estate, l’affare De Jong-Manchester United è saltato definitivamente. Un trasferimento reso complicato anche dalla volontà del giocatore che ha sempre fatto intendere di stare bene al Barcellona e di essere pienamente concentrato sui blaugrana. L’inizio di stagione dell’olandese, però, non è stato di certo di ottimo rendimento: 6 partite (solo 3 da titolare) e 1 gol realizzato. Nel suo centrocampo Xavi per ora vede in vantaggio Gavi,Pedri e Busquets rispetto all’ex Ajax.

RITORNO DI FIAMMA

Per questi motivi, secondo quanto riportato da ESPN, De Jong potrebbe tornare un obiettivo dei Red Devils per la prossima stagione. Il tecnico Ten Hag lo ha già avuto all’Ajax e non vede l’ora di riabbracciarlo per rinforzare un centrocampo già composto da: Eriksen, Bruno Fernandes, Casemiro, Fred e McTominay.

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Calcio Internazionale

Luis Suarez tuona: “Koeman mi dica in faccia il motivo per cui sono andato via dal Barcellona”

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Suarez

La situazione Luis SuarezBarcellona continua a far parlare di sé.

Dopo la burrascosa separazione, avvenuta nel periodo in cui l’allenatore era Ronald Koeman, l’uruguagio è ritornato ancora una volta sull’argomento, scottante fino ad oggi.

Nel corso della lunga intervista rilasciata dalla punta a Marca, ha ovviamente parlato sia del Barcellona e del tecnico olandese, ecco le sue parole: “Il tempo passa, e sì, per cortesia e rispetto, lo saluto. Se lo incontrerò, spero che Ronald abbia la grandezza che aveva come giocatore nel club di dirmi la verità in faccia il motivo per cui sono andato via e che non sono partito per motivi calcistici o tecnici”.

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I Nostri Approfondimenti

Toro vs Joya: il duello argentino accende Inter-Roma

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Inter-Roma

Serie A, ottava giornata: allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro va in scena Inter-Roma. Lo scontro tra nerazzurri e giallorossi ha storicamente trasceso la nozionistica definizione di “big match”, andando a rappresentare una vera e propria collisione culturale che contrappone la città di Milano a quella capitolina.

L’apice conflittuale tra le due parti è stato raggiunto (forse) nel 2010, quando l’Inter soffiò Scudetto e Coppa Italia dalle mani della Lupa e saturò di astio i rapporti tra le due società. Il nome di chi allora sedeva sulla panchina nerazzurra, molto probabilmente, lo ricorderete: è lo stesso Special One che ora infiamma il popolo romanista. 

All’interno di questa cornice prende allora vita un duello tutto argentino, composto da Lautaro Martinèz e Paulo Dybala. I due calciatori, fino a pochi giorni fa compagni nella Selecciòn albiceleste, si candidano ad essere i protagonisti della gara di questo pomeriggio.

È proprio in ottica nazionale, inoltre, che il confronto a distanza tra il Toro e la Joya assume un valore aggiunto. Il primo parte avanti nelle gerarchie del Ct Scaloni, ma il secondo grazie ad un incipit stagionale meraviglioso sta reclamando a gran voce il proprio posto nel tridente offensivo completato da Messi e Di Maria.

Rispolveriamo dunque la rubrica “Versus” targata NumeroDiez e mettiamo a confronto i due fenomeni argentini. Lautaro o Dybala, chi riuscirà ad incidere nella partita di oggi pomeriggio?

TIRO E FINALIZZAZIONE

E’ doveroso, nell’effettuare un’analisi comparativa di due attaccanti, esaminare in primo luogo l’aspetto più caratterizzante di essi: il tiro in porta. Entrambe i giocatori, infatti, nel corso della loro carriera si sono distinti per la propria finalizzazione. Dybala sin dagli anni palermitani ha sfoggiato il proprio mancino, tanto aggraziato quanto letale; Lautaro, arrivato in punta di piedi nell’Inter, si è da subito contraddistinto per una freddezza micidiale sotto porta. I due giocatori, per quanto simili possano sembrare all’apparenza, presentano tuttavia profonde divergenze. 

La Joya è tutto ciò che un allenatore moderno possa desiderare nel proprio reparto offensivo: può giocare prima o seconda punta, trequartista, falso nove o addirittura ala destra. Ad incantare tifosi e appassionati di calcio però è l’eleganza con cui Dybala adopera il proprio mancino.

Tiri a giro vellutati, cinici tocchi di punta e colpi a mezz’aria di collo pieno completano il repertorio di un attaccante che si può definire, senza ombra di dubbio, anche uno specialista nei calci piazzati. In patria “U picciriddu” (così lo chiamavano a Palermo) viene associato per la facilità con cui disegna traiettorie ad Omar Sìvori, attaccante di classe cristallina tra gli idoli del popolo tifoso argentino.

Lautaro invece, destro naturale di piede, si fa riconoscere per la cattiveria agonistica che mostra nel corso dei 90’. I metodi realizzativi del Toro riflettono perfettamente l’aggressività del giocatore, il quale al tocco di precisione preferisce la conclusione violenta. La cosiddetta “botta secca” dell’attaccante ex Racing è una sentenza: basta pensare che in queste prime uscite di campionato, su 8 tiri realizzati, ne ha messi in porta 3. Se Dybala riesce a calciare anche da fermo, Martinèz trova un punto di forza proprio nel movimento del corpo, sempre propedeutico alla perfetta esplosione del colpo. Di destro, di sinistro e anche di testa: Lautaro la porta non la prende, la sfonda.

PASSAGGI E VISIONE DI GIOCO

Nell’analizzare la suddetta categoria è necessario effettuare una premessa: tra Lautaro e Dybala è senza dubbio il secondo quello che dialoga maggiormente con i reparti arretrati della formazione. Ciò non è dato da un’indole diversa, ma dalle (spesso) diverse posizioni che i due calciatori occupano sul rettangolo di gioco.

Il Toro ha sempre giocato, nella sua esperienza milanese, a fianco di un attaccante di stazza che andasse a fare sponda per dare vita al più canonico schema “palla avanti palla indietro”. L’annata dello scudetto ha visto questo pattern ripetersi in maniera alquanto schematica: le palle verticali erano spesso catalizzate dal belga, il quale prende posizione e appoggia per Barella (o chi per lui).

Il centrocampista ad occhi chiusi pesca in profondità Lautaro che, in virtù delle doti balistiche citate in precedenza, batte il portiere. Palla indietro, palla avanti, palla in rete. Il classe ‘97 non ha lacune nel passaggio o nell’assist, ma di certo non fa di questi il proprio punto di forza.

Il discorso cambia drasticamente per Dybala. Paulo è fenomenale nel proteggere palla e far salire la squadra, così come nell’eludere il pressing avversario con un primo controllo orientato. Ciò gli consente spesso di addentrarsi nella metà campo avversaria con la palla al piede e gli occhi sui compagni, pronti a ricevere l’assist dall’educato compasso del numero 21. Questo, oltre che aver spesso sbloccato il palleggio romanista, nelle prime 8 giornate ha messo a segno 2 assist e 10 passaggi chiave (che creano nitide occasioni da gol).

FATTORE X

No, con il termine “Fattore X” non andiamo a descrivere le doti canore dei due giocatori. L’espressione ci aiuta semplicemente a ingabbiare concettualmente quella complessa sfera di qualità e caratteristiche che vanno a determinare lo stile di gioco di un calciatore. Attitudine, personalità e doti tecniche sono solo alcuni degli elementi (positivi e negativi) che, sintetizzati, vanno a comporre il suddetto fattore.

Tutte le analisi scientifiche che oggi giorno vanno a categorizzare i giocatori attraverso dati, grafici e statistiche sono accurati, ma incompleti. Il coefficiente emotivo, tanto irrazionale quanto soggettivo, deve far parte della disamina di un calciatore, il quale con determinate movenze e mimiche fa innamorare di sé alcuni tifosi piuttosto che altri. Ma quali sono i fattori X di Dybala e Lautaro?

Del Toro senza dubbio colpisce l’atteggiamento. L’espressione accigliata, lo stile di gioco veloce ed esplosivo e quella perpetua voglia di incidere portano l’argentino a giocare con rabbia. La sua foga, che a volte lo spinge a delle reazioni scontrose e poco utili, è anche ciò che inconsciamente consente al centravanti di sviluppare un senso del gol fuori dal normale. La riprova dell’esistenza del fattore X è arrivata lo scorso anno: in alcuni momenti stagionali Lautaro sembrava aver perso il feeling con i tifosi che, a causa del lungo digiuno dell’attaccante, iniziavano a dubitare di lui.

Gli aspetti sui quali veniva criticato il giocatore, però, non erano legati al campo, ma proprio all’atteggiamento: era venuta meno quell’ira funesta che tanto li aveva fatti affezionare al giocatore. Come si è sbloccato il momento no dell’attaccante? Con una violenta reazione d’istinto dello stesso Toro che a suon di gol è tornato a far esplodere la curva Nord.

In Dybala il fattore X è legato alla pura classe che il talento di Laguna Larga dimostra continuamente di possedere. La figura calcistica di Paulo, che come un cristallo è tanto attraente quanto fragile, gli consente in campo di catalizzare l’attenzione degli spettatori come pochi giocatori al mondo. Il volto puerile, il gioco nello stretto e quell’esultanza emulata da migliaia di bambini (e non) di tutta Italia: tutto questo è Paulo Dybala.

Ora il confronto ideologico tra il Toro e la Joya prenderà forma e concretezza sul campo, il quale da sempre ha dimostrato di essere l’unica fonte di verità calcistica. Ciò che è certo è che le sorti di Inter e Roma, nel bene o nel male, passano tra i piedi delle due stelle argentine.

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Calciomercato

Lazio, parla l’agente di Provedel: “Ivan voluto da Sarri, offerta irrinunciabile”

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Lazio

Ivan Provedel è ormai da considerare come il portiere titolare della Lazio.

Il portiere italiano, arrivato dallo Spezia quest’estate, ha sostituito l’espulso Luis Maximiano nella prima partita di campionato, e da lì non ha più visto la panchina.

Nell’edizione La Spezia, uscita stamattina su Il Secolo XIX, l’agente del giocatore, Gianni Rava, ha parlato dell’addio allo Spezia del suo assistito:  “Credo sia nella logica del calcio che non puoi dire di no alla Lazio se ti cerca Sarri in persona – racconta -. Ma la realtà è che se così non fosse stato, oggi Provedel sarebbe quello che aveva sperato di essere: il capitano dello Spezia“.

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