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PSG: il rischio “zeru tituli” è alto

Nonostante le alte aspettative, questo finale di stagione rischia di diventare horror per il PSG. Les parisiens, dopo la deludente eliminazione dalla Champions per mano del City, inseguono il sorprendente Lille per riuscire a portare a casa la Ligue 1. Se dovesse mancare il successo in campionato quella dei francesi potrebbe essere una delle peggiori annate dell’ultimo decennio, mettendo in discussione anche la posizione di Pochettino.

IL CAMMINO

Dopo la sconfitta di misura nella finale di Lisbona contro il Bayern, le aspettative del PSG prevedevano un ulteriore step in avanti: vincere Ligue 1 e Champions League. La stagione non è, però, partita nel migliore dei modi. I risultati sono altalenanti, in campionato si ritrovano a lottare con O. Marsiglia, Lille e Lione; in Champions il girone con Başakşehir, Man. United e RB Lipsia si rivela tra i più complicati e incerti di tutta la competizione.

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PSG-Istanbul Başakşehir
fonte immagine: uefa.com

I parigini riescono comunque a staccare il pass per gli ottavi da primi del girone, ma alla fine dell’anno solare, il terzo posto in campionato unito alle ormai note incomprensioni con la dirigenza, costano a Tüchel la panchina.

L’ARRIVO DI POCHETTINO

Per sostituire l’allenatore tedesco, il direttore sportivo Leonardo, sceglie una vecchia conoscenza dalle parti di Parco dei Principi: Mauricio Pochettino. Il mister argentino, infatti, ha militato due stagioni a Parigi nei primi anni duemila, ricoprendo anche il ruolo di capitano. Le cose sembrano partire nel modo migliore, dopo dieci giorni dal suo arrivo conquista la Supercoppa francese, primo trofeo da allenatore in carriera.

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Pochettino e Neymar dopo la vittoria del Trophée des Champions
fonte immagine: profilo Instagram @psg

I francesi inanellano diversi risultati positivi risalendo la china in Ligue 1, mancando però di costanza nei momenti decisivi come nella sconfitta contro il Lille, principale contendente al titolo. In questa sconfitta interna si trovano tanti punti chiave dei parigini. Partita praticamente dominata dai padroni di casa che, però, non riescono a concretizzare, subendo in contropiede il gol decisivo di David. Nonostante un organico ricco di stelle, quando le cose non girano, la squadra sembra sfaldarsi. La reazione sperata non arriva, fino a quando Neymar perde la testa e viene espulso per una reazione su Djaló.

CHAMPIONS LEAGUE

La Champions, grande obiettivo per i parigini, va in maniera decisamente diversa. Agli ottavi il sorteggio dice Barcellona, il pensiero va subito alla remuntada subita nel 2017. Da allora, però, molte cose sono cambiate in entrambi i fronti. Il Barça, dopo un’estate turbolenta, vive una fase di transizione e rifondazione. Il PSG si presenta in Catalogna senza l’ex di turno, quel Neymar che nel 2017 era stato grande protagonista di quell’impresa. Il doppio confronto si decide già nella partita del Camp Nou, a casa di Messi a brillare è la stella di Mbappé. L’attaccante transalpino è praticamente imprendibile, fa letteralmente impazzire la difesa blaugrana realizzando una storica tripletta.

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Piqué trattiene Mbappé
fonte immagine: eurosport.it

Il ritorno in Francia è una formalità e il PSG accede ai quarti di finale. Anche stavolta il sorteggio non è banale, l’avversario è il Bayern Monaco campione in carica, peraltro ai danni proprio dei les Parisiens.  La partita di andata all’Allianz Arena è un trionfo del calcio spettacolo, giocate d’alta scuola e continui ribaltamenti di fronte. Anche se le statistiche parlano di un assedio da parte dei bavaresi, con trentuno tiri totali e 64% di possesso palla, a spuntarla sono i francesi decisamente più compatti e cinici. Il 2-3 maturato in Germania, rende indolore per gli uomini di Pochettino la sconfitta di 0-1 nel match casalingo di ritorno.

In semifinale il sorteggio accoppia il PSG al Manchester City, in quello che viene subito ribattezzato come “derby degli sceicchi”. L’andata si gioca a Parco dei Principi, i primi quarantacinque minuti dei francesi sono di altissimo livello, Marquinhos suggella il tutto trovando il vantaggio con un’incornata. I parigini tengono bene il campo, fino a quando arriva l’episodio decisivo. De Bruyne crossa dalla trequarti, nessuno tocca, nemmeno Keylor Navas e la palla s’insacca per l’1-1. Da lí è blackout per il PSG e qualche minuto dopo su una punizione di Mahrez la barriera si apre ed è 1-2 citizens. La squadra sparisce dal campo e Gueye rimedia il rosso diretto per un fallaccio su Gündogan.

Al ritorno, sotto la neve di Manchester, i francesi non riescono a compiere l’impresa sbattendo contro il muro di Guardiola. La frustrazione porta all’ennesima espulsione, questa volta per Di Maria che scalcia Fernandinho a gioco fermo.

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Mahrez dopo il gol contro il PSG
fonte immagine: profilo Instagram @mancity

I MOTIVI DEL FALLIMENTO E DA COSA RIPARTIRE

Con le ultime battute di una Ligue 1 tutta da scrivere, il PSG proverà in ogni modo a riconfermarsi campione, ma le difficoltà in campionato e l’eliminazione dalla Champions rendono molto deludente questa stagione sotto la Tour Eiffel. Dopo aver sfiorato la vittoria europea lo scorso anno, i parigini avevano voluto mantenere l’ossatura portante della squadra sacrificando gli onerosi ingaggi di Thiago Silva e Cavani. Destino vuole che proprio i due “epurati”, insieme a Tüchel, si giocheranno rispettivamente le finali di Champions ed Europa League.

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Tüchel e Thiago Silva al Chelsea
fonte immagine: skysport

Questa squadra, così piena di campioni, pecca molto spesso di tempra e carattere. Indicative le espulsioni rimediate per nervosismo in quasi tutti i match decisivi che non sorridevano a les Parisiens. Kimpembe non ha ancora saputo raccogliere l’eredità di Thiago Silva; in avanti manca una vera e propria alternativa ai pezzi da novanta, con Icardi che troppo spesso è apparso avulso dal gioco; le continue voci di mercato su Neymar e soprattutto Mbappé non hanno di certo aiutato l’ambiente.

Il potenziale enorme assesta comunque il PSG tra le squadre più forti del panorama mondiale e da qui è portata a ripartire la società. Da capitan Marquinhos che a Parigi si è affermato tra i migliori nel suo ruolo, da un centrocampo molto tecnico con il doppio play Verratti-Paredes e, ovviamente, dalle sue stelle indiscusse Neymar e Mbappé, mercato permettendo. Il futuro è tutto da scrivere e a Parigi sognano ancora…

(fonte immagine in evidenza: profilo Instagram PSG)

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