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PSG, rabbia Galtier: “Ho fretta, devono arrivare nuovi acquisti”

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Galtier

Quella del Paris Saint-Germain è stata una sessione di calciomercato particolare. L’acquisto principale della società parigina è stato senza dubbio quello “inverso” di Mbappè, convinto a suon di bonus faraonici a rifiutare il Real e a prolungare il proprio contratto. Il neo tecnico dei francesi Cristophe Galtier, tuttavia, sbatte i piedi e chiede a gran voce nuovi innesti.

LE PAROLE DEL TECNICO

Non è una novità che gli obiettivi dichiarati del PSG siano, per il momento, Milan Skriniar e Fabian Ruiz. Se nel caso dello spagnolo la trattativa sembra procedere speditamente, per quanto riguarda il difensore dell’Inter è ancora importante la distanza tra le due parti. Il tecnico, che vorrebbe accogliere il prima possibile i nuovi giocatori, si è espresso così in conferenza stampa: 

Si, ho detto settimane fa che mi aspettavo tre nuovi acquisti. Abbiamo identificato i giocatori che ci mancano, ma abbiamo fretta. Presto avremo impegni molto ravvicinati e non dobbiamo credere che sia facile integrare un nuovo giocatore. Il fatto che ancora non disponga di questi calciatori ci penalizza”.

Un chiaro messaggio verso la dirigenza parigina, quello mandato da Galtier, che sembra voler spronare i propri uomini mercato a dare il colpo finale alle due trattative intavolate con le società italiane. Inter e Napoli restano, almeno per ora, in attesa di nuovi sviluppi (e offerte).

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Missione (im)possibile

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Zero punti in due partite di Champions League.

Benfica e PSG a punteggio pieno, pronte a sfidarsi.

Juventus ultima nel girone insieme al Maccabi Haifa che stasera arriva a Torino per l’impresa.

 

Presupposti indecenti per una squadra con la storia della Vecchia Signora, ma eccoci qui.

Ieri Szczesny in conferenza stampa non ci ha girato troppo intorno: potevamo e dovevamo fare meglio nonostante le assenze.

Concordo e sottoscrivo, ma il passato è passato ed ora serve sistemare la situazione.

 

Occorre ragionare in questo modo: oggi siamo molto più fuori che dentro.

La matematica però non ci condanna.

Serve vincere la doppia “semifinale” contro la formazione israeliana e prepararsi a due difficili “finali” contro le altre pretendenti.

 

Non c’è più spazio per gli errori o i passi falsi, sbagliare ancora significherebbe Europa League o, addirittura, peggio.

Un danno sportivo, d’immagine ed economico senza precedenti nella recente storia bianconera.

Una prospettiva che mi auguro sinceramente di evitare.

 

La Juve riparte dalla bella vittoria contro il Bologna che deve diventare ben più di un singolo evento isolato.

Allegri ha mantenuto la guida tecnica dei bianconeri e dovrà cercare di cambiare drasticamente i risultati ottenuti nella prima parte della stagione corrente.

Servono continuità di risultati e, si spera, prestazioni accettabili e in grado di riconquistare un pubblico sempre più assente dallo stadio.

 

Quella legata al passaggio del turno è una sfida impossibile che rimane comunque possibile.

La Champions, si sa, è la competizione delle sorprese e dei risultati clamorosi.

Riusciranno i bianconeri ad invertire una tendenza fin troppo negativa?

La parte razionale mi dice di no, il cuore da tifoso mi obbliga a crederci.

 

Il primo vero dentro o fuori dell’annata 2022/23 è arrivato in una notte di inizio ottobre.

Non vedo l’ora di entrare all’Allianz Stadium per sostenere questi colori.  

Vivere o morire”: ecco il riassunto perfetto di Juve-Maccabi.

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Chi è Pierrot, il 9 del Maccabi che ha il feeling con la Champions

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Chi è Pierrot

CHI É PIERROT, IL 9 DEL MACCABI CHE HA IL FEELING CON LA CHAMPIONS – Uno degli aspetti più attraenti della Champions League è sicuramente la sua capacità di fornire un’incredibile vetrina di visibilità a tutte le squadre europee capaci di qualificarvisi. Magari realtà calcistiche sconosciute ai più a causa della propria militanza in campionati secondari. Palcoscenici caldissimi, che finiscono per essere la “Cenerentola” destinata ad un’eliminazione immediata. Nell’attuale edizione della Champions League fa parte di questo gruppo il Maccabi Haifa, campione d’Israele in carica.

Mercoledì 5 ottobre, la Juventus ospiterà proprio il Maccabi per la terza giornata del girone di Champions. Entrambe le compagini, ancora ferme a 0 punti, avranno un solo risultato a disposizione per continuare a sognare: la vittoria. La Juventus si affiderà al solito Vlahovic, il Maccabi punterà sulla sua punta di diamante, Pierrot.

CHI É PIERROT

Per raggiungere lo straordinario obiettivo della qualificazione in Champions, il Maccabi deve molto al suo bomber Frantzdy Pierrot, attaccante di 27 anni originario di Haiti. Pierrot indossa da pochi mesi la casacca dei campioni d’Israele, ma è già diventato un idolo della tifoseria  grazie ai gol messi a segno nei turni preliminari di Champions League. L’attaccante è molto conosciuto in Francia, dove ha giocato negli ultimi anni con il Guingamp realizzando 28 reti in 76 presenze. In precedenza ha indossato anche la casacca dei belgi del Mouscron. Con la Nazionale di Haiti ha totalizzato 14 gol in 23 presenze.

IL FEELING CON LA CHAMPIONS

Pierrot ha sicuramente un buon feeling con la Coppa dalle grandi orecchie, non a caso nei preliminari ha segnato in tutte le partite. All’andata, infatti, il centravanti haitiano ha rifilato una doppietta alla Stella Rossa, mentre nel turno precedente era andato a segno una volta nel 4-0 contro l’Apollon. Anche nel secondo turno di qualificazione l’attaccante era stato capace di mettere a segno una doppietta nel roboante 4-0 esterno contro l’Olympiacos. La Juventus è avvisata, con la difesa bianconera che dovrà fare di tutto per contenere il centravanti, cercando di sporcargli la media realizzativa nell’Europa che conta.

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Ajax-Napoli, Spalletti: “I ragazzi hanno giocato un grande calcio”

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Napoli

In seguito alla vittoria per 6-1 in casa dell’Ajax, Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport per commentare la grande prova offerta dai suoi giocatori:

“Abbiamo fatto una buona partita. Quello che conta è sempre fare una buona prestazione. In campionato se si va a vedere le squadre dietro sono tutte molto vicine e se non vinci ti ritrovi tutti addosso. Una serata come questa è una cosa bella da vivere ma appena finisce questa partita dobbiamo pensare alla successiva. In Champions League abbiamo fatto dei buonissimi risultati come quello di stasera. I ragazzi hanno giocato un grande calcio, hanno pressato sempre, hanno provato a far gol in qualsiasi momento della partita contro una squadra tostissima e di valore”.

Alla domanda sull’imminente rientro di Osimhen, sul grande momento di Raspadori e Simeone e sulla conseguente gestione della batteria d’attacco, il tecnico toscano ha risposto così:

“Se i ragazzi si allenano in una maniera corretta si possono mettere tutti in luce perché ci sono tante partite ravvicinate. Diversi giocatori hanno tirato un po’ la carretta e ci sarà bisogno di qualcuno che darà il cambio”.

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Inter Barcellona 1-0, le pagelle: Calhanoglu rilancia i nerazzurri!

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Pagelle

Quando meno te l’aspetti, l’Inter rialza clamorosamente la testa. La squadra di Simone Inzaghi trionfa con una pazza vittoria sul Barcellona di Xavi. Decide il gol di Calhanoglu che risolve una contesa difficilissima. Vittoria, questa, che potrà rilanciare i nerazzurri anche in campionato.

LE PAGELLE DELL’INTER

Onana 6.5: Non fa parate difficili, ma da sicurezza al reparto con un paio di uscite fondamentali. Sicurezza, questa, che forse capitan Handanovic non riesce più a garantire.

Bastoni 6.5: Anche lui, come i suoi compagni di reparto, sembra un altro giocatore rispetto a quello di inizio stagione. Puntuali le sue chiusure, precise le sue coperture. A volte si propone anche in fase offensiva, il che non guasta mai.

De Vrij 6.5: Sicuramente il miglior De Vrij stagionale, probabilmente anche il migliore degli ultimi due anni. Francobolla Lewandowski e gli impedisce di intendere e di volere. Peccato che una prestazione del genere venga parzialmente rovinata dai guai muscolari che lo costringono ad abbandonare il campo. (Dal 76′ Acerbi 6: De Vrij gli lascia in scomoda eredità Lewandowski, a lui però non tremano le gambe e si fa valere).

Skriniar 6.5: Il fatto che l’Inter vista stasera sia tutt’altra cosa rispetto a quella dell’avvio di stagione lo dimostra Milan Skriniar. Lo slovacco, forse distratto dalle voci di un trasferimento parigino, era sembrato fin qui l’ombra di se stesso, oggi però è parso rinato. Le chiusure su Lewandowski avranno fatto tornare alla memoria dei tifosi nerazzurri alcuni highlights del vecchio muro invalicabile. La fascia da capitano lo ha responsabilizzato e non poco.

Dimarco 7: Migliore in campo senza storie. Solo in teoria sarebbe un esterno offensivo, nella pratica il lavoro difensivo su Dembelè è straordinario. Il francese sarebbe uno dei più in forma dei blaugrana, ma l’esterno italiano lo annulla e lo costringe addirittura al cambio di fascia. Meravigliosa, poi, l’apertura che da avvio al gol di Calhanoglu. (Dal 76′ Gosens 6: Rischia con un passaggio kamikaze in uscita, ma alla fine è attento pure lui).

Mkhitaryan 6.5: Forse il meno appariscente del centrocampo nerazzurro, ma di certo il suo lavoro non è secondario. Fondamentali, anzi, i suoi raddoppi su Dembele che contribuiscono a rendere Dimarco il migliore in campo.

Calhanoglu 7: Alla fine dei conti è l’unico in grado di impegnare Ter Stegen. Prima al sesto minuto esplode un destro potentissimo dai trenta metri, poi al tramonto del primo tempo trova la biglia che vale la vittoria dei suoi. (Dal 85′ Asllani s.v. il tempo di tirare due calcioni al pallone)

Barella 6: Chiudiamo più di un occhio sull’ingenua ammonizione per proteste e per un paio di errori in impostazione. Per il resto è il solito BareLla, anzi, il vecchio solito Barella.

Darmian 6: Si conferma il giocatore affidabile che si è sempre dimostrato nel corso della sua carriera interista. Nel gol del vantaggio nerazzurro c’è anche il suo zampino. (Dal 76′ Dumfries 5.5: Volevamo evitarla, ma ecco l’unica insufficienza nerazzurra. Entra e rischia di concedere un clamoroso rigore al Barça, per sua fortuna le immagini non sono chiare).

Lautaro 6.5: più Leone che Toro. Partita, come sempre, di grande cuore e sacrificio. Dal sessantesimo è in debito di ossigeno e acciaccato fisicamente, ma di mollare non se ne parla. Entra in tutte le, seppur poche, controffensive nerazzurre.

Correa 6: Inzaghi decide di dargli un’occasione nel match più importante, e il Tucu ripaga la fiducia con una buona prestazione. Si vede poco in fase offensiva, ma nell’unica occasione buona conquisterebbe un calcio di rigore che però il fuorigioco di alluce di Lautaro annulla. Encomiabile, invece, l’abdicazione in fase di non possesso. (Dal 56′ Dzeko 6: probabilmente Inzaghi lo mette in campo per fare la boa e tenere alti un paio di palloni. I palloni però non arrivano e allora il bosniaco decide di mettersi a fare il difensore aggiunto).

LE PAGELLE DEL BARCELLONA

Ter Stegen 6: Para una bomba di Calhanoglu, non può nulla sul tiro all’angolino sempre del turco. Per il resto l’Inter non si fa vedere dalle sue parti.

Marcos Alonso 6: Decisamente più presente in fase di spinta che in quella di copertura, ma da quella parte la fascia destra dell’Inter lo annulla. (Dal 63′ Balde 6: Gara di fatto identica a quella di Marcos Alonso).

Eric Garcia 6.5: Voto forse un po’ troppo generoso ma si vuole premiare la straordinaria chiusura che, al 72esimo, cancella il possibile 2-0 dai piedi di Lautaro.

Christensen 6: Il Barcellona difende praticamente a centrocampo, lui è attento con un paio di buoni interventi nelle sporadiche ripartenze nerazzurre. Si infortuna per una sfortunata coincidenza su un contrasto con Mkhitaryan. (Dal 57′ Pique 6: negli occhi una super chiusura su Edin Dzeko).

Sergi Roberto 5.5: Non spinge e non difende, di fatto una comparsa.

Pedri 7: Poesia in movimento, vederlo danzare sul pallone ricorda i grandi centrocampisti del passato. Trova anche il gol dell’1-1, ma un fallo di mano di Ansu Fati gli cancella una rete che avrebbe meritato.

Busquets 6: In due parole: classe ed eleganza. Vederlo toccare più di una volta il pallone è raro come la neve in agosto,. I centrocampisti dell’Inter lo sanno, forse anche per questo motivo la copertura su di lui è sempre perfetta.

Gavi 5.5: Gara non all’altezza del suo straordinario talento. Gioca a nascondino con il centrocampo nerazzurro e alla fine vince lui, perché ne quelli dell’Inter ne i suoi compagni riescono mai a trovarlo. (Dal 83′ Kessie 6: Fa ammonire Bastoni con una bella giocata, la punizione che ne deriva è l’ultimo sussulto della partita).

Raphinha 5: Soporifero per tutti i 63 minuti giocati. Quasi mai punta Darmian e Skriniar, mai riesce a superarli o a tentare il sinistro in porta. Xavi lo sposta sulla sinistra al sessantesimo, ma il risultato non cambia. (Dal 63′ Ansu Fati 5.5: il suo tocco di mano cancella l’1-1).

Lewandowski 5: Skriniar e De Vrij lo portano al guinzaglio per tutto il match. Si muove poco e male, rendendosi impossibile da servire. Con questi fanno due match deludenti consecutivi in Champions League, strano.

Dembele 6: Il cuore pulsante dei catalani, il Barcellona gioca solo dalla sua parte e lui batte anche angoli e punizioni. Peccato per lui che dalla sua parte ci sia un Dimarco in formato Ivan Perisic che, di fatto, lo annulla. Rimane comunque il più pericoloso dei suoi.

 

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