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Puscas: l’eroe non condottiero

Puscas: l’eroe non condottiero

George Puscas. In altre parole l’uomo della storia.

Classe 1996, di proprietà dell’Inter ma con un diritto di riscatto a favore delle streghe che non lasceranno scadere, ha trascinato il Benevento in Serie A completando un miracolo semplicemente impensabile solo 15 mesi fa.

E’ STATO UN SOGNO

“La Strega ci scorre nelle vene, ti amo Benevento alè”

 

Questo cantava l’attaccante rumeno il giorno dopo l’ufficialità davanti migliaia di tifosi giallorossi che accendevano di fumogeni la piazza, come a dimostrazione di quanto, nonostante il centravanti non sia beneventano né di nascita, né per quanto riguarda il cartellino, di questo sogno ci si è innamorato un bel po’.

Un sogno impensabile per una squadra che non solo non era mai stata in Serie A prima d’ora, ma che nemmeno era mai riuscita a disputare il campionato cadetto, galleggiando, al massimo, nella terza serie italiana.

E PENSARE CHE…

E pensare che fino 91 minuti dal termine del campionato, i playoff non si sarebbero dovuti disputare.

Il Benevento meritava assolutamente di giocarli vista la stagione disputata e il continuo mantenimento del quarto posto, conteso poi solo nel finale con il Perugia: qualche distrazione di troppo e alcuni punti persi qua e là avevano lanciato il Frosinone, terzo in classifica, a +10 sui giallorossi; da regolamento, questo avrebbe portato al passaggio delle prime tre in massima serie senza passare dagli spareggi.

Peccato (per i ciociari) che nella penultima giornata era di cartello proprio Benevento-Frosinone e, dopo 92 minuti tesissimi, ci ha pensato Ceravolo a decidere la partita.

 

Il Benevento, così, si è qualificato ai playoff, portandosi appresso altre cinque squadre che non hanno potuto  far altro che ringraziare.

PUSCAS L’UOMO-PROMOZIONE?

Sinceramente no, anzi.

Il giorno prima dell’inizio degli spareggi per la Serie A Puscas era tutt’altro che certo che la società avrebbe pagato il suo riscatto: il suo ruolino di gol era magro e i veri meriti del quinto posto finale andavano di diritto a giocatori come Ceravolo, Viola, Cragno e Ciciretti.

Il rumeno, invece, aveva passato la stagione ad alternarsi fra panchina, insufficienze in campo e infermeria.

Almeno fino ai playoff.

GLI SPAREGGI

I Beneventani sono costretti ad iniziare addirittura dal turno preliminare poiché i punti in classifica, tanti quanti quelli del Perugia, premiano gli umbri per gli scontri diretti.

E il primo turno oppone il Benevento allo Spezia: in un incontro tesissimo i campani trionfano per 2-1 grazie alle reti di Ceravolo (prima) e dello stesso Puscas (poi). Per quest’ultimo sarà l’inizio di un finale di stagione indimenticabile.

Al turno successivo sono proprio i perugini di mister Bucchi l’ostacolo da superare: dopo aver vinto 1-0 il match d’andata, al ritorno, sotto di una rete, è ancora il figlio d’arte a trovare il colpo del pari che varrà la finale.

FINALE MALEDETTA

Questo all’apparenza scorre davanti agli occhi dei tifosi della Strega.

Iniziato tutto nel 1976 con la sconfitta contro il Lecce, la storia beneventana è fatta di KO continui in semifinale e finale di spareggi e playoff.

Dal 1991 al 2005 i giallorossi perdono 12 volte ai playoff in 14 anni: spareggio con la Juve Stabia, sei semifinali perse e quattro sconfitte in finale contro Turris, Potenza e Crotone (due volte).

Questa finale aveva un sapore, all’apparenza, tutt’altro che dolciastro.

LA GRANDE NOTTE

E finale sia.

Da una parte il Carpi di mister Castori che, dopo aver fallito in serie A, sfiorando comunque la clamorosa salvezza, ci riprova. Dall’altra mister Baroni e il suo gruppo fatto da giocatori carichi di speranza.

All’andata finisce 0-0, ma al ritorno servirà osare per portare a casa la promozione.

E subito Belec si candida a migliore della serata dicendo di no a Puscas con un intervento più che decisivo, ma non potrà nulla poco dopo: infatti dopo 32 minuti Eramo pesca Venuti con un lancio sulla destra. Cross al centro per Puscas che la insacca: 1-0.

 

Basta questo: il Benevento è fra i grandi.

L’UOMO DEI RECORD

Non sarà stato il condottiero, ma il centravanti classe ’96 oggi è entrato nella storia del calcio: mai nessuna squadra alla prima presenza in Serie B era riuscita nel miracolo della promozione.

Un doppio salto come tanti altri, ma impreziosito dal fatto che stessimo assistendo ad un doppio salto tutto nuovo e inedito.

E se l’uomo dei record sul campo è stato il figlio d’arte, un altro uomo, stavolta in panchina, ha tutti i meriti della cavalcata trionfale: Marco Baroni.

MARCO BARONI: IL DIRETTORE D’ORCHESTRA

Il tecnico ha dimostrato che il lavoro sul campo rende molto più che la possibilità economica. E mentre il Bari (che fra l’altro è molto interessato all’allenatore) spende tantissimi soldi per cercare di salire, invano, Baroni ha favorito la crescita di giocatori come Cragno, Venuti e Chibsah, integrandoli in un gruppo del quale Lucioni ne era pilastro e capitano. Inoltre tanta tanta qualità portata da giocatori come Viola e Ciciretti, oltre alla prolificità sotto rete del bomber Ceravolo hanno portato il sogno alla realizzazione.

Lo stesso mister che dopo il raggiungimento della Serie A ha detto:

“E’ una gioia incredibile, ma ce lo siamo meritati. E’ una promozione che abbiamo voluto e cercato, la squadra sta bene con la testa e anche fisicamente. Questa è una squadra che, al di là dei meriti, ha avuto una netta supremazia in tutta la stagione. In questo momento i miei meriti non contano, dedico la promozione a mia moglie Patrizia, ai miei ragazzi, al presidente e a questo meraviglioso pubblico”

E PUSCAS?

A questo punto c’è da domandarsi quale sarà il futuro del centravanti di Marghita: senz’altro il Benevento vorrà tenerlo e il riscatto non troppo elevato (1.5 mln) gioca a suo favore.

Ma è anche vero che la società nerazzurra ha un controriscatto da poter esercitare quando preferisce. Che voglia ha di riportarlo a casa?

Ancora non possiamo saperlo, ma le parole del centravanti sono un indizio del probabile futuro:

“Difficile spiegare le emozioni di giovedì sera, non mi sono ancora svegliato da questo sogno. È stato bellissimo fare un gol così importante sotto la nostra curva e in uno stadio così pieno. È stato uno dei gol più importanti della mia carriera. Poi c’è stata la festa, non si capiva più nulla, ci abbiamo messo un’ora e mezza per arrivare in centro perché c’era tantissima gente davanti al pullman, è stato tutto bellissimo. 

Ancora non so dire dove andrò, so soltanto che siamo andati in Serie A, quindi mi toccherà pensarci dopo le vacanze. Se ci sarà un’opportunità al Benevento non dico di no”. 

Puscas il suo l’ha fatto, ora tocca alla società.

Questo matrimonio s’ha da fare? Potrebbe essere meglio per tutti.

 

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