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Qatar-Ecuador 2-0, le pagelle: troppo Enner Valencia, il Qatar crolla

Le pagelle del Diez

Qatar-Ecuador 0-2, le pagelle: troppo Enner Valencia, il Qatar crolla

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ecuador

Qatar-Ecuador ha aperto le danze della ventiduesima edizione dei mondiali di calcio. I padroni di casa sbattono duramente contro il ciclone Enner Valencia, che indirizza la partita già nella prima frazione, con una doppietta e un gol annullato. Brutta figura da parte del Qatar invece: poco cinico, disorganizzato, fragile e vulnerabile difensivamente. La squadra di Alfaro ne viene fuori come una probabile mina vagante per il girone A, con Olanda e Senegal che ora devono temerla. Gli uomini di Felix Sanchez, invece, steccano in maniera inequivocabile l’esordio casalingo.

Finisce 2-0 per l’Ecuador, grazie alla doppietta nei primi 31 minuti da parte del cannoniere della Tricolor.

PAGELLE QATAR

Al Sheeb 4.5: Inizio di partita da horror, con errori banali e ai limiti del comico. Nel corso del match si riprende, ma è troppo poco, se il risultato è questo, la colpa è soprattutto sua.

Pedro 6: Spinge con sagacia e voglia di fare sulla fascia, ma i suoi spunti non trovano mai un compagno di squadra pronto a sfruttarli.

Hisham 5: Valencia gli fa passare una pessima prima mezz’ora, nascondendogli il pallone come un illusionista. Nel corso della gara si riprende, ma mai del tutto.

Khoukhi 6: Nel disastro difensivo del Qatar, è lui a tenere alto l’onore dei suoi connazionali con qualche intervento duro e rude, ma perlomeno puntuale ed efficace.

Hassan 5.5: Dalle sue parti si aggira Estrada, avversario indubbiamente più abbordabile di Valencia. Tuttavia, si perde la marcatura su di lui lasciandolo colpire (e sbagliare) a due passi dalla porta sguarnita.

Ahmed 6: Soffre le fiammate di Preciado e Plata, perdendolo in ogni duello diretto, però in fase offensiva crea delle geometrie interessanti.

Hatem 5: Pessimo in interdizione ed inefficace in fase di costruzione. Gioca al centro della linea mediana dei suoi, nel ruolo più delicato, rivelandosi l’anello debole del terzetto.

Boudiaf 5.5: Cerca disperatamente un po’ di spunti e nella ripresa fa vedere belle cose. Primo tempo da fantasma, però, in cui concede troppo a Caicedo, lasciandolo libero di fare ciò che desidera.

Al-Haydos 5.5: Da lui ci si aspettava qualcosa di più dal punto di vista della qualità, ma finisce per appiattirsi in linea con la mediocrità qualitativa dei suoi. (dal 71′ Waad 6: Ultimi venti minuti, più recupero, in cui si allinea alle offensive più insistenti dei suoi connazionali.)

Afif 6: Da lui ci si aspettava davvero di più. È indubbiamente il più forte dei suoi, quindi anche il più cercato e il più ispirato, ma fa davvero troppo poco per ricevere più di una semplice sufficienza.

Almoez 5.5: Prova a proporsi in qualche modo dalle parti della porta di Galindez, ma gli arrivano pochi palloni giocabili. (dal 72′ Muntari 6: Nei minuti finali di partita ha la palla più pericolosa della partita dei suoi, colpisce in maniera spettacolare, ma la conclusione è troppo alta).

PAGELLE ECUADOR

Galindez 6: Nessun pallone a sporcare i suoi guantoni.

Preciado 6.5: Si evidenzia per spirito di sacrificio, voglia e grinta messa in campo. Dal suo cross scaturisce il bel gol del raddoppio di Valencia.

Torres 6: Prende in consegna l’uomo più dotato qualitativamente del Qatar: la sua partita è un costante duello contro Afif, che lo vede vincitore alla fine dei 90 minuti.

Hincapié 6: Qualche disattenzione di troppo, complice un avversario molto modesto, ma nel complesso una partita precisa e affidabile per il giovane centrale del Bayer Leverkusen.

Estupinan 6.5: Così come il suo compagno di reparto sulla sinistra, dai suoi piedi partono cross e fiammate pericolosissime, che cercano rifugio negli attaccanti.

Plata 6.5: Sulla fascia destra mette costantemente sotto scacco Ahmed, proponendosi in attacco con grande carisma e qualità indubitabile.

Mendez 6: Nell’Ecuador di grande qualità dalla cintola in su, lui rappresenta lo scoglio duro, ruvido e ostico contro cui i portatori di palla avversari devono fare i conti.

Caicedo 6: Il giovane centrocampista dell’Ecuador non riesce a mettere in mostra le sue immense qualità balistiche in territorio internazionale. Non fa male, ma poteva fare sicuramente molto di più. (dall’90’ Alan Franco s.v.)

Ibarra 6: Partita lineare da parte dell’ala, che si presenta molte volte in attacco con palloni insidiosi a cercare uno dei due attaccanti. (dal 68′ Sarmiento 6: Alfaro lo getta in campo per sfruttare a pieno la sua esplosività, unita ad un genio ancora da incasellare. Ha una palla per il tris, ma la spreca in maniera clamorosa.)

Valencia 7.5: Inarrestabile per l’intera difesa del Qatar. Che sia per via aerea o con il destro e ne duelli con ognuno dei tre centrali qatarioti, il centravanti del Fenerbahce detta legge. (dal 76′ Cifuentes 6: Prova a sfondare la difesa avversaria con le sue accelerazioni, ma la trova chiusa ermeticamente nei minuti finali, nella speranza di limitare i danni).

Estrada 5.5: Un errore troppo grave sotto porta, che avrebbe significato il 3-0, e nessun altra occasione per fare meglio e rimettersi in carreggiata. (dall’89’ Rodriguez s.v.)

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Lazio-Milan 0-1, le pagelle: Zaccagni ritrovato, Pulisic il rossonero più attivo

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Milan-Sassuolo 1-0, decide Pulisic: il resoconto

LAZIO-MILAN 0-1, LE PAGELLE: ZACCAGNI RITROVATO, PULISIC IL ROSSONERO PIU’ ATTIVO – La Lazio ospita il Milan allo stadio Olimpico nell’anticipo della ventisettesima giornata di Serie A. I biancocelesti arriva dalla sconfitta di Firenze, che gli ha fatto perdere contatto dalla zona Europa, ed oggi vogliono ritrovare la strada del successo davanti ai propri tifosi. D’altro canto la squadra di Stefano Pioli vuole consolidare la propria posizione tra le prime 4 della classifica, che vale un posto nella prossima edizione della Champions League, e ha bisogno di punti per raggiungere questo obiettivo.

Per il gol che sblocca la partita bisogna attendere fino all’87’: Leao mette al centro per Okafor, che calcia verso la porta trovando però la parata di Provedel. Sulla respinta il primo ad arrivare è Giroud. Gila si oppone al tiro del francese, ma la palla torna all’ex Salisburgo, che conclude a rete portando avanti il Milan. Nel finale Guendouzi e Marusic raggiungono Pellegrini anzitempo nello spogliatoio e la Lazio conclude la partita in 8.

Al triplice fischio di Di Bello è il Milan a festeggiare. La squadra di Pioli vince 1-0 sul campo della Lazio e si porta momentaneamente a -1 dalla Juventus al secondo posto e a +5 dall’Atalanta, quinta.

LE PAGELLE DELLA LAZIO

Provedel 6: viene poche volte chiamato in causa e compie una buonissima parata su Loftus-Cheek.

Marusic 5.5: per sua fortuna Leao non è lo stesso visto in campo a San Siro con l’Atalanta. Il portoghese è meno brillante e lui è bravo a non mollarlo e non lasciarlo esprimersi. L’espulsione è un’ingenuità.

Gila 6: si dimostra ancora una volta, come se non ce ne fosse bisogno, di essere un giocatore importante per la retroguardia biancoceleste. Qualche chiusura di buon livello e bravo nella costruzione.

Romagnoli 6: come il proprio compagno di reparto, la sua è una prestazione solida. Tiene stretto Giroud e non lo fa mai andare via.

Pellegrini 5: nel primo tempo le sue sovrapposizioni aggiungono peso offensivo e danno qualche pensiero a Stefano Pioli, mentre dietro è molto attento e limita Pulisic. Nella seconda frazione invece gioca appena 10 minuti, tempo di prendere due cartellini gialli e lasciare la Lazio in 10 uomini.

Guendouzi 6: è il giocatore più in forma e si vede. Combina aggressività, sostanza e tecnica. I suoi inserimenti sono un fattore di pericolo per il Milan.

Vecino 6.5: si conferma il pericolo numero 1 delle squadre avversarie nelle situazioni da calcio d’angolo e infatti dopo neanche 10 minuti sfiora il gol. Efficace in fase di interdizione, ma anche in impostazione (dal 77′ Cataldi s.v.)

Luis Alberto 6.5: mette a disposizione la sua intelligenza e la sua tecnica per creare azioni offensive. Sarri lo sacrifica dopo l’espulsione di Pellegrini (dal 60′ Hysaj 6: entra per sopperire alla mancanza di Pellegrini, espulso. Dà un buon supporto alla causa).

Felipe Anderson 5.5: si accende ad intermittenza. Rimane a volte dietro le quinte, ma quando si mette in proprio fa un lavoro interessante.

Castellanos 5.5: lanciato dal primo minuto a sorpresa, dopo diverse partite da subentrato. Lotta tanto con la rocciosa difesa rossonera, ma non riesce a far cadere il muro e a mettersi in luce (dal 60′ Immobile 5.5: ha una grande occasione da gol, ma non riesce a sfruttarla, complice il disturbo di Kjaer e l’uscita bassa di Maignan. Poi resta all’oscuro di tutto, complice anche l’inferiorità numerica che non permette alla Lazio di portarsi troppo avanti).

Zaccagni 6.5: torna titolare dopo l’infortunio e fa capire a tutti quanto sia mancato a Sarri. È molto attivo e ha voglia di mettersi in mostra. È sicuramente uno dei migliori in campo della Lazio (dal 66′ Isaksen 6: non riesce ad incidere).

All. Sarri 6: in parità numerica, è la sua squadra che ha il pallino del gioco in mano, ma non riesce a concludere con successo. L’espulsione di Pellegrini condiziona la partita della Lazio e nella ripresa il compito diventa più difficile. Il gol di Okafor è una doccia gelata.

LE PAGELLE DEL MILAN

Maignan 6: riceve solo qualche tiro centrale e non deve sforzarsi troppo.

Florenzi 5.5: soffre l’imprevedibilità e il talento di un Zaccagni molto in forma. Rischia anche il disastro con un’incomprensione con Maignan nel primo tempo (dal 64′ Calabria 6: partita ordinata e gestita bene).

Kjaer 6: si vede poco perché la Lazio passa più dalle vie laterali che dal centro, ma lui non sbaglia un intervento quando gli capita di dover mettersi al’opera (dal 81′ Tomori s.v.)

Gabbia 6: ancora una volta fornisce una buonissima prestazione. Castellanos e Immobile non lo mettono troppo in difficoltà, ma lui è bravo a tenerli a bada. Esce dopo aver preso un’ammonizione (dal 81′ Thiaw s.v.)

Theo Hernandez 5.5: rimane in ombra e la sua partita è senza acuti fino a pochi minuti dal termine, quando contribuisce alla ripartenza che porta poi al gol del Milan.

Adli 6: rispetto a Bennacer è più ordinato e si prende meno rischi. Comunque non eccelle. (dal 71′ Okafor 7: entra per dare più peso offensivo e per sfruttare la superiorità numerica del Milan. Gli capitano poche palle tra i piedi, ma sfrutta la migliore e regala i 3 punti al Milan).

Bennacer 5.5: partita contraddistinta da luci ed ombre. In fase di costruzione, a volte è prezioso, ma in certe occasioni commette errori che sono frutto di un po’ di leziosità (dal 64′ Reijnders 6: entra per gestire il gioco e lo fa con un buon risultato).

Pulisic 6.5: crea la prima ed unica occasione del primo tempo del Milan con un tiro da fuori a fine frazione. È il migliore tra le fila rossonere anche nella ripresa.

Loftus-Cheek 6: gioca tra le linee, ma è quasi sempre ingabbiato e chiuso. Impegna Provedel con un tiro al volo dal dischetto.

Leao 5.5: il giocatore visto meno di una settimana fa è un lontano ricordo. Oggi il 10 non brilla e non spaventa la difesa della Lazio. Trova anche il gol, ma questo viene annullato per un suo fuorigioco.

Giroud 5.5: riceve pochi palloni ed è sempre marcato stretto. Spesso in ritardo nella fase di pressing e talvolta impreciso nelle sponde e nel gioco di squadra.

All. Pioli 6.5: sfrutta bene la superiorità numerica e si gioca la carta Okafor per rendersi più offensivo. Azzecca a pieno la sua scelta, infatti l’ex Salisburgo porta i 3 punti al Milan.

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Le pagelle del Diez

Inter-Atalanta 4-0, le pagelle: i cambi fanno la differenza, poche sufficienze per i bergamaschi

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Isak Hien e Carlos Ausuto, Serie A, Champions League, Inter, Atalanta

INTER-ATALANTA, LE PAGELLE – Le due nerazzurre del campionato si sfidano nel recupero della 21esima giornata di campionato, traslata dal 20 e 21 gennaio a questa sera per via degli impegni in Supercoppa Italiana in Arabia Saudita, competizione vinta dall’Inter lo scorso 22 gennaio, a spese del Napoli, che sta vivendo una stagione difficile da campioni d’Italia in carica. Titolo che Simone Inzaghi e la sua squadra vogliono ereditare a tutti i costi, cucendo per la stagione 2024/25 la seconda stella, oltre al tricolore, sulla maglia.

Il nuovo ostacolo a San Siro si chiama Atalanta, che ultimamente non ha sfigurato in quel di Milano: prima la semifinale di Coppa Italia conquistata grazie al risultato di 1-2 contro il Milan, poi, sempre contro i rossoneri, il punto strappato alla squadra di Pioli.

Il match termina sul risultato di 4-0, ennesima prova schiacciante dei padroni di casa. L’Atalanta esce con le ossa rotte, nonostante un iniziale approccio che avrebbe potuto mettere l’Inter sugli attenti. Dopo il gol annullato e le marcature avversarie la Dea è andata in blackout, subendo un pesante poker.

LE PAGELLE DELL’INTER

Sommer 6: nella prima frazione di gioco scalda i guantoni sull’azione del gol annullato all’Atalanta: parata che non indirizza la palla a lato e che rimane a centro area. Sbavatura che non influisce a livello di risultato. Altra porta inviolata.

Pavard 6: parte un po’ distratto. Un passaggio lento e orizzontale, per vie centrali, destinato a Bastoni fa entrare la squadra avversaria in possesso di palla. Sugli sviluppi della medesima azione arriva la rete irregolare di De Ketelaere. Realizza il passaggio vincente per il 10 della nerazzurra di Milano.

De Vrij 6.5: preciso e grintoso, al comando della difesa a tre. Il colpo di testa è la sua arma migliore, ma anche con i piedi trasmette tranquillità.

Bastoni 6.5: in difesa deve fare i conti con qualche rimpallo a sfavore di troppo, ma a livello di impostazione il suo mancino è splendido. Un paio di lanci avrebbero meritato di diventare assist.

Darmian 7: tempestivo sulla ribattuta di Carnesecchi: posto giusto nel momento giusto. Pochi minuti più tardi ha sui piedi l’occasione del 2-0 e della doppietta personale, ma si lascia ipnotizzare e calcia centrale. (Dal 46′ Dumfries 7: ingresso devastante, nel duello con Ederson ne esce vincitore sul piano fisico e di velocità).

Barella 6.5: al 19′ aggancia un pallone complicato a scavalcare la difesa dell’Atalanta; con lo stesso tocco evita l’uscita di Carnesecchi, depositando in rete. Bandierina alta e gol annullato. Ripulisce, conduce e tenta il passaggio utile.

Asllani 6.5: difficile prendersi le chiavi del centrocampo dell’Inter. Rispetto a Calhanoglu tocca meno palloni, ma i movimenti a smarcarsi per ricevere sono esatti. Tocchi semplici che non lo fanno emergere tra i compagni di reparto. Nel secondo tempo il suo ruolo viene alleggerito dal risultato, questo non toglie l’ottima prestazione, senza imperfezioni.

Mkhitaryan 6.5: solita intelligenza tattica, tanto movimento, sia in zone accentrate del campo, sia sulla corsia di sinistra, dove la sintonia con Dimarco ha un certo peso. Anche gli inserimenti in area di rigore e il tocco in più per favorire la conclusione pulita dei compagni fanno parte del pacchetto qualitativo. (Dal 62′ Frattesi 7: Entra con la voglia di incidere e lo fa. Poco dopo il 70′ sfrutta l’assist di Sanchez incornando di testa. Dopo 10 minuti si riaccomoda in panchina. Entro, spacco, esco, ciao; dal 73′ Klaassen sv)

Dimarco 7: effettua diversi traversoni dalla sinistra, calcia al volo a situazione opposta, ma non trova fortuna nelle sue iniziative. Nel secondo tempo entra con un piglio diverso e impiega due minuti per trovare il tiro in porta sul primo palo, deviato dal piede del portiere. Nel secondo tempo è un fulmine sull’errore dal dischetto do Lautaro, siglando comodamente il terzo gol. (Dal 68′ Carlos Augusto 6.5: altro cambio intelligente per Inzaghi, che fa rifiatare il numero 32. Carlos Augusto non sfigura, come al solito. Un clone da partita in corso).

Arnautovic 7: tante sponde, quasi tutte indovinate. Riesce a fare da riferimento centrale in zona offensiva quando Lautaro si abbassa, viceversa quando scende a prendere palla per far correre i compagni. Anche in rifinitura è convincente.

Lautaro 7: gioca più basso, si scambia con gli inserimenti dei centrocampisti, come in occasione del gol di Darmian: Mkhitaryan si butta tra le linee, il capitano lo serve al bacio, poi il portiere avversario ci mette una pezza, ma solo in un primo momento. Meno cinico di altre occasioni, ma prezioso per quantità fisica e per visione di gioco. Al 40′ calcia al volo indisturbato, colpendo la parte superiore della traversa e rammaricandosi. Nel finale di primo tempo riceve da Pavard, controlla e sembra perdere l’attimo: esitazione che gli permette di staccarsi in qualche modo dalla marcatura e lasciar partire un mancino vincente. Sbaglia un rigore, ma per sua fortuna c’è Dimarco a trasformare il triplice vantaggio. (Dal 68′ Sanchez 7: solita determinazione: lotta, corre e fornisce l’assist del quarto gol).

AllInzaghi 8: Il “Demone” non sbaglia niente. Dai titolari ai subentrati, un lavoro perfetto. Chi è entrato in campo dalla panchina lo ha fatto con una voglia contagiosa e la squadra ne ha tratto benefici. La costanza e il lavoro gli sta regalando traguardi incredibili.

LE PAGELLE DELL’ATALANTA

Carnesecchi 4.5: respinge male, forse con poca convinzione, sul gol di Darmian che vale l’1-0. Sulla pressione avversaria fatica a trovare i compagni con rinvii non sempre impeccabili. Sul raddoppio firmato Lautaro battezza il pallone fuori o non la vede partire. Rimane pietrificato a osservare il pallone accarezzare la rete alla sua destra. Prova a rifarsi parando un rigore in apertura di secondo tempo, non può nulla sul tap in vincente di Dimarco. Subisce quattro gol.

Scalvini 5: non entra in partita. Recuperato in extremis, dimostra di non essere ancora in condizione, lasciandosi tramortire dalle avanzate avversarie, senza riuscire a contribuire in avanti. (Dal 57′ Hien 5: non riesce a contenere, stesso risultato e analisi del suo predecessore).

Djimsiti 6: ostacola le iniziative di Arnautovic e Lautaro, dimostrando solidità anche in situazioni complesse. Sa temporeggiare e giocare d’anticipo, spesso scegliendo l’opzione più adeguata. Questo è il bilancio del primo tempo: al rientro in campo fatica maggiormente a tenere le redini della difesa.

Kolasinac 5: prova a lavorare di reparto con Zappacosta, sia in fase di possesso che senza palla. In entrambi i casi non eccelle, sbagliando tecnicamente in più occasioni. (Dal 57′ Bakker 5.5: non fa né meglio, né peggio. Cerca di limitare i danni).

Hateboer 4.5: in occasione del raddoppio nemico rimane troppo separato dal numero 10 della Beneamata, nonostante abbia concesso il tiro con il piede debole. Causa il rigore a inizio ripresa per un tocco con il braccio in area, gli costa il 3-0.

Ederson 5.5: accompagna l’azione e sembra poter dar fastidio agli avversari, soprattutto nella primissima fase di partita. Con il passare dei minuti preferisce osare di meno per favorire una costruzione meno avventata. Nel secondo tempo fatica nel contenere Dumfries e vede sfumare la sufficienza.

Pasalic 5: insipido, non riesce a sfondare con le sue classiche incursioni. Sembra perso in mezzo al campo e non riesce a far aumentare i giri alla propria squadra.

Zappacosta 6: tenta qualche spunto sulla corsia di sinistra, ma superare due avversari della capolista consecutivamente, nella fattispecie Darmian e Pavard, non è mansione semplice. Ci prova fino alla fine, ma il dispendio energetico in fase di copertura si fa sentire.

Miranchuk 5: nel primo tempo tenta di sfruttare le sue doti nel calciare, ma il pallone si alza sopra la traversa. Fatica a proporsi come soluzione offensiva. (Dal 57′ Lookman 5.5: tocca pochissimi palloni, non ricava spazio per cercare di impensierire Sommer).

Koopmeiners 5,5: stecca nel giorno del suo compleanno, ma non è l’unico. Poco aiuto dai compagni e non molte occasioni per brillare. (Dal 57′ Adopo 5.5: Entra a risultato compromesso e può poco o nulla).

De Ketelaere 6: sblocca la partita dopo una decina di minuti di gioco, approfittando di un malinteso nelle retrovie dell’Inter: Sommer respinge un primo tentativo centralmente, Miranchuk e Bastoni si contendono il pallone, poi il 19 realizza. Controllo da parte del VAR e gol annullato per un tocco con il braccio del giocatore dell’Atalanta. I suoi sprint sottolineano il suo atteggiamento frizzante, anche se viene controllato e gestito dalla difesa a tre della squadra di Inzaghi. (Dal 76 Tourè sv).

AllGasperini 5: sbaglia alcune scelte negli undici titolare e cerca di rimediare in corsa. A mezz’ora dalla fine effettua i cambi, rivoluzionando la squadra con quattro sostituzioni in un solo slot.

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Le pagelle di Sassuolo-Napoli, 1-6: Tressoldi non da Serie A, Osimhen e Kvara immarcabili

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Victor Osimhen, calciatore di Napoli e Nigeria, Serie A, Champions League, Coppa Italia

Sotto la pioggia intermittente di Reggio Emilia, il primo Sassuolo di Bigica cade inesorabilmente contro il Napoli di Calzona. Una sfida che, a sorpresa, vede i neroverdi passare in vantaggio con il bel gol di Racic alla mezz’ora. Questo è però l’unico acuto del Sassuolo in tutta la partita, perchè dopo pochi minuti il Napoli cala un uno-due micidiale che taglia le gambe alla squadra di Bigica. Rrahmani scaccia i fantasmi dei partenopei e il solito Osimhen manda i campioni d’Italia in vantaggio. Da questo momento un’esecuzione: Osimhen trova la doppietta prima del duplice fischio e la tripletta appena dopo l’inizio della ripresa. Poi si accende Kvaratskhelia che segna il quinto e il sesto gol della serata di gala del Napoli.

Calzona trova così la prima vittoria della sua gestione campana e manda un segnale alle avversarie per la corsa all’Europa. Il Sassuolo, invece, deve necessariamente trovare una quadra prima del weekend, quando affronterà l’Hellas Verona in una sfida che vale una buona fetta di permanenza in Serie A.

LE PAGELLE DEL SASSUOLO

Consigli 5.5: può poco o nulla sui sei gol subiti. E dire che il primo di Rrahmani lo aveva anche quasi parato.

Doig 5: viene sovrastato dalle sanguinose combinazioni del Napoli sulla catena destra. Si perde gli inserimenti di Anguissa prima e Politano poi, in cui in entrambi i casi gli azzurri trovano il gol. (56′ Missori: entra a risultato già ampiamente consolidato per il Napoli. Mette il piede quando può, ma senza farsi valere).

Ferrari 5.5: patisce come non mai la velocità di Osimhen, ma nel primo tempo si rende protagonista di alcuni decisivi interventi “vecchia scuola”. Crolla poi come tutto il Sassuolo a inizio ripresa.

Tressoldi 4: dimostra ancora una volta di non essere all’altezza della categoria. E dire che aveva anche iniziato bene la partita, poi si sbriciola di fronte allo strapotere fisico di Osimhen. Il peggio, però, arriva in occasione della tripletta del 9 azzurro. La salvezza del Sassuolo passerà anche dal ritorno di Erlic al centro della difesa (76′ Kumbulla sv)

Pedersen 5: esattamente come Doig è imponente di fronte alle giocate offensive degli avversari. A sinistra Kvara e Traorè fanno quello che vogliono. Dopo l’ingresso di Missori si sposta a sinistra dove orbita Raspadori: i problemi diminuiscono anche perchè il risultato per il Napoli è già in cassaforte.

Racic 6.5: sblocca la partita con un bellissimo destro rasoterra da fuori, l’unico acuto della prestazione del Sassuolo stasera. Anche lui poi molla la presa e assiste impotente alla roboante esecuzione del Napoli. (56′ Volpato 5.5: dà l’impressione di poter creare qualcosa in attacco, ma poi ricordiamo solo l’errore in area da cui Kvara ne approfitta per trovare la doppietta personale).

Matheus Enrique 4.5: errore da matita blu sul secondo gol di Osimhen. La palla in orizzontale è perfetta solo per l’assist di Politano al nigeriano. Troppo debole, poi, il suo rientro su Kvaratskhelia in occasione del quinto gol: il georgiano ha tutta la libertà del mondo per scaricare in porta il destro vincente.

Bajrami 6: l’unico a salvare la prestazione nell’invisibile reparto offensivo neroverde. Anche con la squadra sotto di quattro gol quando ha palla intraprende dei coast to coast che rompono gli equilibri difensivi del Napoli. Manca solo di lucidità nelle ultime scelte.

Thorstvedt 5: si perde Rrahmani in occasione del primo gol e non offre le solite garanzie di inserimenti tra le linee avversarie. Sempre costretto a pensare a difendere anziché ad attaccare.

Laurientè 5: vista la situazione in difesa del Napoli poteva essere la sua occasione per tornare al gol in campionato, ma anche oggi appare totalmente sterile offensivamente. Ci prova un paio di volte da lontanissimo senza preoccupare minimamente la porta di Meret.

Pinamonti 5.5: sul gol di Racic è bravo a catalizzare l’attenzione dei centrali avversari con un tentativo di rovesciata, poi il nulla. Ostigard e Rrahmani se lo spartiscono in marcatura e lui è costretto sempre a giocare spalle alla porta (87′ Defrel sv)

All. Bigica 5: probabilmente anche il nuovo tecnico neroverde si aspettava un epilogo diverso di questa sfida. La sua squadra parte molto compatta difensivamente e trova il gol del vantaggio. Poi, però, alla prima incertezza i neroverdi crollano sotto i colpi del Napoli. Il passivo esemplifica la prestazione del Sassuolo: urge un cambiamento in vista della sfida salvezza con l’Hellas.

LE PAGELLE DEL NAPOLI

Meret 6: in ritardo sul gol di Racic, probabilmente per la poca visuale. Rete subita a parte, non sporca mai più i guantoni, diventando spettatore non pagante della sfida

Di Lorenzo 7.5: estremamente propositivo sulla corsia destra. Due suoi filtranti propiziano gli assist di Anguissa e Politano per i primi due gol del Napoli. Tradotto: ancora volta è il capitano a suonare la carica per i compagni nel momento di difficoltà. Continua il buon lavoro nella ripresa, ma non rientra più nel tabellino degli assistman.

Rrahmani 7: Suo il gol del pareggio del Napoli, che sblocca mentalmente tutta la squadra. Lo ricordiamo esclusivamente per il sigillo nel primo tempo, perchè il Sassuolo non riesce mai ad impensierirlo con giocate offensive (62′ Natan: gioca mezz’ora, ma non per sue colpe non è al centro dell’attenzione della partita. Il baricentro è tutto nella metà campo avversaria).

Ostigard 6: mette in difficoltà Meret con un retropassaggio inutile e, non a caso, dalla rimessa laterale Racic segna poi il gol dell’1-0. Un errore che potrebbe pregiudicare la serata del Napoli che, per sua fortuna, rialza la testa e vince agilmente la sfida.

Mario Rui 6.5: leggermente in ritardo nella copertura su Bajrami in occasione del gol di Racic, ma è l’unico problema in difesa che gli si presenta. Non lo vediamo troppo proiettato in fase d’attacco, ma la sua intesa con Kvaratskhelia oggi è determinante.

Anguissa 7: si inserisce a più non posso tra le linee neroverdi e viene premiato con l’assist a Rrahmani che dà l’inizio alle danze partenopee. Nella ripresa si limita nella gestione del pallone, con qualche sporadica incursione nella difesa avversaria.

Lobotka 6.5: prestazione sufficiente, senza acuti o particolari sbavature. Oggi, esclusa la prima mezz’ora, non è servito il miglior Lobotka al Napoli e lui si limita a smistare la palla con la solita precisione, ma senza alzare eccessivamente i ritmi di gioco (80′ Dendoncker sv)

Traorè 6.5: suo il primo squillo della partita con un bel destro al volo. Vive la serata a momenti, ma quando si accende trova spesso la giocata giusta per mandare in porta i compagni (76′ Zielinski sv).

Politano 7.5: si intende a meraviglia con Osimhen e lo fa vedere con i due assist al bacio per il nigeriano nel primo tempo. Nella ripresa ha tempo di andare vicino alla gioia personale che solo un intervento disperato della difesa neroverde gli nega (62′ Raspadori 6: viene riproposto come esterno d’attacco. Vuole partecipare alla festa partenopea con un gol, ma non ci riesce nonostante un paio di occasioni insidiose).

Osimhen 9: come cambia il Napoli con Osimhen in campo! Il nigeriano domina in lungo e in largo contro la timida marcatura di Ferrari e Tressoldi e sigla una tripletta da attaccante vero. Tanti regali da parte dei nervoerdi, vero, ma poi la palla va sempre buttata dentro. Calzona gli concede poi la standing ovation dei suoi tifosi (76′ Simeone sv)

Kvaratskhelia 8: si era reso pericoloso già a fine primo tempo e gli sforzi vengono premiati nella ripresa quando riesce a siglare una doppietta. Reti ininfluenti per il risultato, ma molto importanti per ritrovare lampi del vero Kvara nel prosieguo della stagione. Generoso anche nell’assist a Osimhen per la tripletta dopo il regalo di Tressoldi.

All. Calzona 7.5: al gol di Racic si sono ripresentati tutti i fantasmi di inizio stagione. Lui non subisce il colpo e continua a dare indicazioni ai calciatori che, in men che non si dica, portano la partita sui loro binari, trovando il passivo più largo dell’intera stagione. Che inizi oggi qualcosa di nuovo per il Napoli?

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Dove vedere Bologna-Fiorentina

FIORENTINA-LAZIO, LE PAGELLE – All’Artemio Franchi di Firenze va in scena l’ultimo atto della 26a giornata di quell’immenso e amatissimo spettacolo che è la nostra Serie A. A fronteggiarsi in questo uggioso lunedì sera sono la Fiorentina di Vincenzo Italiano, padrona di casa, e la Lazio di Maurizio Sarri. I momenti di forma delle due squadre sono pressoché opposti: gli aquilotti sono reduci da tre successi negli ultimi quattro incontri, con l’unico neo della sconfitta nello scontro diretto Champions con il Bologna. I toscani invece stanno vivendo un momento nerissimo: solo una vittoria nelle ultime nove, che va parzialmente a macchiare un inizio di campionato su ottimi livelli e perennemente tra le prime della classe. Sarà compito di mister Italiano radunare la sua ciurma e fare fronte comune, per invertire la rotta e dirigersi a vele spiegate verso gli ambiti piazzamenti europei.

FIORENTINA-LAZIO, LE PAGELLE – LA CRONACA DELLA PARTITA

FIORENTINA-LAZIO, LE PAGELLE – La voglia di rivalsa della Viola si vede sin da subito. I gigliati infatti, schierati in una formazione a trazione anteriore, tengono il pallino del gioco. La Lazio invece inizialmente si limita a difendersi corta e stretta tra i reparti. Al 18′ doppia occasione clamorosa: Provedel compie un intervento prodigioso su Nico Gonzalez e, sul successivo tap-in di Bonaventura, Casale salva miracolosamente nei pressi della linea di porta. A distanza di pochi minuti, i sogni di gloria di Belotti si infrangono sul palo. La Fiorentina crea tanto, colpisce tre pali, ma non riesce a segnare. A sorpresa, invece, è la Lazio a passare in vantaggio al 45′: nella prima sortita offensiva, Guendouzi serve Luis Alberto in contropiede che trafigge Terracciano in uscita.

Già nei primi minuti della ripresa si vede la reazione rabbiosa della Viola, terribilmente adirata per la beffa subita proprio sul gong della prima frazione. Infatti il secondo tempo è tutto di marca Fiorentina: prima Kayode trova il pareggio sul cross di Belotti al 60′, poi Bonaventura trova il gol del sorpasso avventandosi come un falco sulla respinta corta di Provedel. Nel mezzo Nico Gonzalez spreca malamente un rigore dubbio. Dopo lo scossone, la Lazio tenta l’assalto finale a caccia del pareggio, ma non basta.

La Fiorentina trova tre punti pesantissimi e si libera finalmente del periodo nero in termini di risultati. Per la verità sono più che meritati,  stradominando la partita e giocando un ottimo calcio. La Lazio invece fa un passo indietro rispetto alle precedenti uscite.

FIORENTINA-LAZIO, PAGELLE FIORENTINA

Terracciano 6: incolpevole sul gol laziale, per il resto viene impegnato solo nella gestione con i piedi.

Biraghi 6: il capitano è sfortunato nel colpire il palo direttamente da corner. Isaksen e Zaccagni dalle sue parti non creano grattacapi.

Ranieri 5.5: molto bene in anticipo sugli attaccanti biancocelesti, proprio come vuole Italiano nella sua filosofia di gioco. Peccato che in occasione del gol esageri ed esca in modo sconsiderato, lasciando una voragine proprio nel mezzo della difesa.

Milenkovic 6: disinnesca Immobile, utilizzando talvolta anche le cattive maniere.

Kayode 7: il giovane prospetto oggi ha vita facile, dato che Felipe Anderson non è in serata. Offensivamente non si fa notare un granché nel primo tempo. Nel secondo invece ha un altro piglio e infatti firma la rete del pareggio.

Arthur 6: il brasiliano fa valere i suoi punti di forza, toccando una quantità smisurata di palloni e smistandoli a destra e sinistra con facilità. (dal 90′ M. Lopez s.v.)

Bonaventura 7: oggi viene impiegato in mediana, diversamente dal solito. Non è un problema, Jack di cuori abbina qualità e quantità in maniera egregia. Si vede negare il gol solo da un fantastico Casale, ma non deve attendere molto per trovarlo. Infatti al 60′ è lesto ad avventarsi sulla respinta centrale di Provedel.

Sottil 5.5: il figlio d’arte non brilla particolarmente. Qualche sporadico spunto, ma niente di più. (dall’85’ Mandragora s.v.)

L. Beltran 6: si fa vedere tra le linee, ma non riesce ad incidere. Solo qualche buona apertura è degna di nota. (dall’81’ Barak s.v.)

Nico Gonzalez 6.5: l’argentino ha un debito con la sfortuna: il gol non arriva solo per un miracolo di Provedel e per il palo su spizzata da corner. Quando ha l’occasione più semplice per trovarlo, spreca il calcio di rigore, che si infrange sul palo. Nettamente il più pericoloso dei suoi.

Belotti 6.5: il Gallo è autore di un’ottima gara, facendo a sportellate con i centrali biancocelesti. L’urlo di gioia del gol gli si strozza in gola solo per colpa del palo. In compenso serve l’assist per la rete di Kayode. (dal 90′ Nzola s.v.)

All. Italiano 7: questa partita è un capolavoro, dominata in lungo e in largo. L’idea di una squadra schierata così offensivamente sembra fin troppo azzardata, ma alla fine dà i suoi frutti.

FIORENTINA-LAZIO, PAGELLE LAZIO

Provedel 6.5: prestazione a due facce. Nel primo tempo è superlativo su Nico Gonzalez, ma sul gol del sorpasso ha qualche colpa, respingendo centralmente il tiro di Beltran.

Marusic 5.5: Nico Gonzalez oggi è una furia sulla sua fascia. Difficile da contenere. (dal 46′ Hysaj 5: si perde Kayode sulla rete dell’1-1)

Romagnoli 5.5: la difesa della Lazio oggi sembra l’Italia nella battaglia di Caporetto. Viene bombardata da ogni dove, e il centrale mette pezze dove può.

Casale 6.5: l’ex Verona si redime dalle ultime deludenti prestazioni: il salvataggio alla disperata su Bonaventura è un qualcosa di sensazionale. Causa poi il rigore sbagliato dalla Viola, ma personalmente sembra più un’ottima chiusura che un intervento falloso.

Lazzari 6: la sua fascia di competenza è la meno colpita dagli attacchi della Fiorentina. Si spinge sporadicamente in avanti, ma senza successo.

Luis Alberto 6.5: prosegue la ripresa del Mago spagnolo, che dopo il doppio assist con il Torino sforna un’altra ottima prestazione. Al 45′ si incunea nella difesa avversaria e trova il gol del momentaneo vantaggio.

Cataldi 5.5: la Lazio fa poco possesso palla, quindi lui conseguentemente gestisce pochi palloni. (dal 62′ Vecino 5.5: si vede poco)

Guendouzi 6: le sue caratteristiche vengono esaltate dal nostro campionato, e lo si vede pure oggi., anche se con meno furore del solito. Da notare l’assist per la rete di Luis Alberto.

Felipe Anderson 5: tocca pochissimi palloni, non viene quasi mai innescato dai suoi compagni. Per la verità anche lui non fa nulla per entrare nel vivo del gioco. (dal 78′ Pedro s.v.)

Immobile 5: totalmente fuori dal gioco, imbrigliato alla perfezione da Milenkovic. Soffre, e lo si vede anche dal nervosismo al momento della sostituzione. (dal 78′ Castellanos s.v.)

Isaksen 5.5: oggi sembra che sia sceso in campo il suo gemello, vista la differenza di prestazioni tra questa e quella stellare contro il Bologna. (dal 46′ Zaccagni 5.5: anche lui non incide, si vede parzialmente nell’assalto finale)

All. Sarri 5: la Lazio oggi è irriconoscibile, sembra la lontana parente di quella ammirata nell’impresa con il Bayern Monaco. Remissiva dal primo al novantesimo minuto, la partita poteva anche concludersi con un passivo più importante.

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