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Quali squadre hanno convinto meno dopo due giornate di Serie A?

Le due uscite ufficiali delle venti squadre di Serie A ci permettono di tracciare già un bilancio di questa primissima parte di campionato. Come sempre, non tutte le formazioni hanno rispettato le grandi attese, o, al contrario, altre si sono contraddistinte in positivo più del previsto. Sfruttiamo questo spazio per parlare soprattutto di due big come Juventus e Atalanta. Dopo due giornate non sono a punteggio pieno e non hanno ancora mostrato il calcio spumeggiante a cui ci avevano abituato nelle passate stagioni. Considerata la sosta forzata per le nazionali, gli allenatori devono rimboccarsi le maniche e cambiare qualcosa fin dalla terza giornata. Le partite però non sono le più semplici: Allegri andrà a Napoli alla corte di Luciano Spalletti, mentre Gasperini ospiterà la Fiorentina di Italiano in rampa di lancio.

JUVENTUS: UN INIZIO DEGNO DELLA STAGIONE 2015/2016

Un solo punto nelle prime due partite. Un pareggio contro l’Udinese alla Dacia Arena e la sorprendente sconfitta casalinga contro il neopromosso Empoli. I bianconeri devono già leccarsi le ferite ed esattamente come l’anno scorso devono inseguire il primo posto. La situazione è figlia della confusione che si respira alla Continassa: confusione per l’addio shock di Ronaldo, che tutti desideravano, ma che nessuno pensava arrivasse così presto. Confusione sul mercato, con acquisti sbagliati e soldi spesi male. Ma cosa ben più grave, la confusione traspare anche in campo, a partire dall’allenatore. Mckennie non è una punta, Danilo non è un mediano. Cuadrado sembra l’unico uomo con Chiesa in grado di pungere costantemente le difese avversarie, ma gioca terzino. I nodi sono venuti al pettine in un batter d’occhio. L’inizio di campionato è quindi degno di quello storico nella stagione 2015/2016. La Juventus dopo dieci giornate aveva raccolto solo dodici punti, con risultati clamorosi come i pareggi casalinghi contro Chievo e Frosinone. A -9 dal primo posto a fine ottobre, già si parlava di disfatta e di come anche un posto in Champions League fosse un miraggio. Bastò invece un gol di Cuadrado nei minuti di recupero del derby con il Torino per riaccendere la fiamma. Alla venticinquesima giornata la Juventus tornò in vetta al campionato e nessuno riuscì più a schiodarla da lì. Allegri che era in panchina già quell’anno sa come gestire queste delicate situazioni. Lo ha dimostrato anche in conferenza stampa dopo la sconfitta contro l’Empoli, dove ha manifestato una tranquillità invidiabile nel mostrare i problemi ai giornalisti in sala stampa. Superata questa fase di assestamento, la Juventus tornerà ad animare uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni.

ATALANTA: SOLITA PARTENZA IN DIESEL

A Bergamo sponda Atalanta la situazione è certamente meno preoccupante di quella a Torino. Siamo perfettamente in linea con ciò a cui Gasperini ci ha abituato negli anni passati. Un inizio a rilento, più sul piano del gioco che su quello dei risultati, che costringe la Dea ad inseguire, ma sempre con un occhio sul primo posto e sulla bramata zona Champions League. Per intenderci, dopo due giornate di Serie A, solo nella passata stagione l’Atalanta ha riscosso l’intero bottino. Nel 2016/2017 e nel 2017/2018 addirittura zero punti dopo due giornate. Oggi siamo a quattro punti con una vittoria in extremis contro il primo Torino di Juric e un pareggio a reti bianche con il Bologna. Tanti giocatori devono ancora scaldare i motori e altri devono comprendere le non semplici dinamiche della squadra. A questo aggiungiamo anche le pesanti assenze di Zapata e Hateboer, fuori per infortunio. I presupposti per rifare un altro campionato da record ci sono: l’Atalanta è ormai una certezza del calcio italiano.

GENOA, CAGLIARI, TORINO, HELLAS VERONA: ECCO I PRIMI SEGNALI NEGATIVI

Per chiudere il discorso, soffermiamoci brevemente su altre quattro squadre affermate in Serie A e che sono partite decisamente con il freno a mano tirato. Il Genoa di Ballardini dopo un esordio horror contro l’Inter ha mostrato una reazione d’orgoglio per la prima volta davanti al suo pubblico, ma ha comunque perso contro il cinico Napoli. E’ una delle squadre che storicamente cambia prima l’allenatore e il rischio è che anche quest’anno la brutta tradizione possa riconfermarsi. Il presidente Preziosi sta cercando di tappare i buchi in rosa l’ultimo giorno di mercato. Bisognava pensarci prima.

Il Cagliari, esattamente come il Torino, sembra essere entrato in un buco nero da cui è difficile uscire. Lo scorso finale di Serie A in netta crescita ha fatto credere di poter raggiungere più di una salvezza risicata, ma per ora non è così. Un punto ottenuto in rimonta contro lo Spezia e una figuraccia a San Siro contro il Milan. Sei gol subiti in due partite. In questo momento l’unico in palla, come nelle passate stagioni, sembra capitan Joao Pedro. Il brasiliano da solo, però, non basta. E dire che la qualità al Cagliari non manca. Marin, Strootman e Nandez devono dare di più e Pavoletti deve tornare quello di qualche anno fa.

Discorso simile per il Torino. L’ennesima partenza a rilento costringe il presidente Cairo a correre ai ripari. La sconfitta all’ultimo respiro contro l’Atalanta aveva comunque dato segnali positivi, spenti immediatamente dalla brutta prestazione di Firenze. Ad un giorno dalla fine del mercato, è pronto qualche investimento per cercare di completare una rosa che finora non sembra rodata per un campionato di Serie A. Juric lo ha detto schiettamente in conferenza stampa. Vedremo tra due giorni come saranno cambiati i granata.

Chiudiamo con l’Hellas Verona del nuovo allenatore Di Francesco. Sapevamo che Juric facesse da solo almeno il 50% del lavoro dell’intera rosa, ma finora la squadra veneta non sembra girare al meglio. Zaccagni è un top player e merita il salto di qualità. La squadra dispone comunque di altri giocatori veramente interessanti come Ilic, in gol contro l’Inter, e Barak, collega di reparto del numero 10 Zaccagni. Questa squadra, però, ha un problema enorme. Manca il numero 9. Lasagna e Kalinic non hanno combinato nulla di buono da quando vestono questa maglia. Ora è arrivato Simeone, la speranza di Di Francesco è che sia arrivato un attaccante da almeno quindici gol nel proprio bagaglio tecnico. Per ora l’Hellas è comunque rimandato.

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