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Quando Juventus-Roma è storia

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Ogni volta che Juventus e Roma si affrontano l’hype sale. Fra i vari superclassici della Serie A quello che mette difronte la compagine campione d’Italia e la squadra della capitale è uno scontro carico di significato. Questa sera all’Allianz Stadium le due squadra si troveranno una di fronte l’altra, con i padroni di casa che avranno l’obiettivo di ufficializzare davanti ai propri tifosi il titolo di campioni d’inverno, mentre i romanisti dovranno rialzare la testa per non perdere la scia-Champions del Milan.

Quali sono però i migliori precedenti? Quale il match più bello in assoluto messo in piedi dalle due squadre? Qual è il migliore dal punto di vista bianconero? E quello dal punto di vista giallorosso? Scopriamoli.

IL CAPOLAVORO: JUVENTUS-ROMA 3-2 – 05/10/14

Famosa come la gara delle polemiche, addirittura l’arbitro Gianluca Rocchi fu chiamato in tribunale a parlare. Quella che si disputa a ridosso dell’inverno è una gara che vale tantissimo. Le due compagini arrivano una contro l’altra da prime della classe, appaiate in classifica a pari punti.

La Roma di Francesco Totti contro la Juventus di Andrea Pirlo.

Undici minuti sul cronometro e la vecchia signora chiede un calcio di rigore per un fallo di Holebas su Marchisio, ma il fischietto lascia correre.

Quasi mezzora e Pirlo va sul pallone: è la sua mattonella. L’arbitro dice agli uomini in barriera “attenti alle mani”. L’ex Milan e Inter la mette dentro e Maicon la tocca di braccio. L’arbitro indica il dischetto fra chi dice che è dentro e chi dice che è fuori area.

Dagli undici metri va Tevez che fa 1-0, mentre Rudi Garcia viene cacciato anzitempo dopo aver mimato il violino come a dire “sempre la stessa musica”.

Passano pochi minuti e Lichsteiner placca Totti a palla lontana in area di rigore su cross a spiovere del giallorosso Miralem Pjanic. Per Rocchi stavolta il penalty è per la squadra della capitale. I calciatori bianconeri non ci stanno e sbracciano, ma l’uomo in maglia fluo non ci ripensa. Sul pallone è capitan Francesco Totti a pareggiare i conti.

Manca un minuto prima del duplice fischio e Gervinho serve egregiamente un compagno in avanti: la retroguardia bianconera dorme e Iturbe, che si era inserito benissimo fra le linee, batte Buffon. Allo Juventus Stadium la Roma è in vantaggio.

Emozioni fino all’ultimo secondo: la squadra capitolina riparte veloce e, mentre Caceres si infortuna, Gervinho ha sui suoi piedi il pallone per chiudere la gara anzitempo, ma sbaglia tutto. Allora ripartono i padroni di casa con Pogba che prova a inserirsi in are di rigore ma viene steso da Pjanic: per Rocchi è ancora calcio di rigore. Gli ospiti si lamentano e il bosniaco assicura fosse fuori area mentre Tevez, allo scadere, fa 2-2.

Dopo il tè caldo, Pjanic si divora un gol e la Juventus prende piede.

Quella storica gara si risolverà solamente a cinque dalla fine, con Bonucci che, direttamente da calcio d’angolo, farà partire un bolide da fuori area che trafiggerà l’incolpevole Skorupski, fra le proteste della difesa giallorossa, che chiede una posizione di fuorigioco attiva del centrocampista cileno Arturo Vidal.

All’ultimo c’è anche il tempo per due cartellini rossi, quelli dati a Morata e Manolas, che si appiccicano nel finale. Quella gara darà il via alla Juventus per raggiungere il quarto scudetto di fila. I capitolini chiuderanno al secondo posto ma con diciassette punti in meno della prima classificata.

IL MIGLIORE PER I BIANCONERI: JUVENTUS ROMA 4-0 – 22/04/12

La stagione 2011-12 è ufficialmente la prima annata in cui la Juventus torna ad esser quella ruggente signora che noi tutti conoscevamo. E lo fa chiamando la bandiera bianconera Antonio Conte in panchina, dopo la gavetta a Siena, Bari e Bergamo.

Il calciomercato della squadra di Torino è corposo e mirato: in cabina di regia viene prelevato dal Milan Andrea Pirlo, a centrocampo arriva dal Leverkusen Arturo Vidal, sulla corsia laterale la Juve punta sulla corsa dello svizzero Lichtsteiner, reduce da una stagione ottima in maglia laziale; infine davanti tutto il peso dell’attacco viene consegnato a Mirko Vucinic, centravanti montenegrino che a Roma segna e stupisce.

Quando Roma e Juventus si affrontano in quel di marzo i padroni di casa sono lanciati verso lo scudetto. Il Milan, fresco campione d’Italia, è l’unico vero ostacolo da superare. I giallorossi, invece, crollano settimana dopo settimana, colpa di una gestione dirigenziale errata specialmente in sede di mercato.

E difatti la vecchia signora di sconti non ne fa: il grande ex Mirko Vucinic scambia con De Ceglie e pesca Arturo Vidal al centro dell’area di rigore che col piattone fa secco Stekelemburg.

Non c’è tempo di respirare che all’ottavo minuto i padroni di casa raddoppiano: Quagliarella sbatte contro De Rossi. Il centrocampista romano si sbraccia per chiedere un fallo ma l’arbitro fa segno di no; il pallone arriva ancora a Vucinic che vede con la coda dell’occhio Vidal e lo serve. L’autore della prima marcatura di prima intenzione da posizione defilata segna ancora.

In campo c’è solo una squadra ed è strisciata: Marchisio allarga per Lichtsteiner che pesca in mezzo Mirko Vucinic ma stavolta ci arriva il gigante olandese estremo difensore della Roma.

Se su Vucinic ci è arrivato, lo stesso non si può dire su Marchisio: una manciata di minuti e il montenegrino serve il principe al centro dell’area; l’inserimento è ottimo e Stekelemburg non può far altro che travolgere il centrocampista, procurando il calcio di rigore e prendendosi anche il cartellino rosso diretto.

Dal dischetto va Andrea Pirlo che prima se lo fa parare dal neoentrato Curci ma su ribattuta non sbaglia: 3-0.

La Juventus per due volte sfiora il poker, prima con De Ceglie da fuori e dopo con Quagliarella in girata. Alla fine la quarta marcatura arriva davvero: il gol dell’umiliazione lo segna un giovane Claudio Marchisio con un perfetta diagonale da fuori area.

A fine stagione quella Juventus vincerà il campionato, tornando sul tetto d’Italia dopo sei anni (ufficialmente otto), mentre la Roma chiuderà la peggior stagione della sua storia perdendo anche la finale di Coppa Italia contro gli odiati cugini laziali.

LA MIGLIORE PER I GIALLOROSSI: JUVENTUS ROMA 1-2 – 23/01/10

La Juventus ormai è abituata nei derby: quando arrivano gli ultimi minuti ecco la rete decisiva e la grande beffa per il Torino. Da diversi anni ormai succede. Nella storia, però, anche i bianconeri hanno subito delle reti nella famosa zona-Cesarini che hanno segnato momenti storici negativi.

Ci avviamo verso la fine del primo mese dell’anno e Juventus-Roma è il match di cartello in calendario. La Roma è terza. Corre e sta correndo, ma davanti le due milanesi paiono imprendibili. La Juventus, invece, dalla parte opposta, viene dagli incubi di Verona contro il Chievo.

Primi minuti e già tutti restano a bocca aperta: Totti resta in panchina, mentre davanti il trio titolare giallorosso è Taddei-Vucinic-Perrotta a supporto del bomber Luca Toni.

I bianconeri, invece, giocano con l’attacco a due Del Piero-Amauri, supportati dal trequartista Diego.

Nemmeno il tempo di iniziare a giocare che l’ex viola Toni si fa male. Il ginocchio non regge e mister Claudio Ranieri manda in campo capitan Totti.

Il primo tempo è tanta tensione e poca intensità: la Juventus non ha un gioco limpido e fatica ad arrivare dalle parti di Julio Sergio; i capitolini, invece, concretizzano poco, con Vucinic che sbaglia davvero troppo.

Ranieri è sulla panchina giallorossa da quando è subentrato a Luciano Spalletti, scappato in Russia per allenare lo Zenit. Ha preso una squadra da metà-bassa classifica e l’ha trasformata in una compagine da Champions League.

La Roma lotta e combatte su ogni pallone ma dopo sei minuti dall’inizio del nuovo tempo sono i bianconeri a far gol: Del Piero trova la rete della domenica, incassando botte ma trovando comunque lo specchio. Rete bellissima che vale il vantaggio dei padroni di casa.

I giocatori della Roma chiedono all’arbitro di annullarlo per fuorigioco di Pinturicchio, ma mister Ranieri mette in chiaro che il gol è valido.

Dopo il vantaggio torinese è la Roma a gettarsi in avanti è al 67′ Chiellini disattento si perde Taddei e Grosso è costretto a stenderlo: calcio di rigore!

Dagli undici metri si presenta Francesco Totti e pareggia i conti. Non aveva mai segnato prima contro la Juventus.

E a questo punto sale in cattedra quello che ad oggi è ancora considerato un eroe dai tifosi romanisti: John Arne Riise. Il “roscio” scappa via sulla fascia e si immola verso la porta bianconera. Gianluigi Buffon è costretto ad uscire dalla sua area di rigore e lo stende come ultimo uomo: cartellino rosso.

Entra Manninger.

Al 92′, però, il risultato è ancora fermo sull’1-1. E Riise lo racconta così:

“Probabilmente il gol alla Juventus è quello che mi ha semplificato la carriera a Roma. Pizarro aveva preso il pallone, ho subito pensato che era l’ultimo minuto e di buttarmi in area. L’area era vuota, non c’erano Totti, Vucinic, Perrotta e ho pensato di andare. Ho sbracciato per farmi vedere da Pizarro e fargli capire che ero solo sul secondo palo, lui con la sua grande visione di gioco mi ha servito una palla perfetta. Mentre la palla scendeva ho pensato per un attimo di rimetterla al centro per un compagno, oppure stopparla e tirare, ma come si avvicinava ho pensato di colpirla di testa. Vedere la palla entrare è stato… non sapevo nemmeno cosa fare. Ho cominciato a correre verso la curva, non vedevo i compagni, feci loro solo segno di seguirmi”.

Quella Roma sarà un vero e proprio miracolo: partendo da un malus inimmaginabile, Ranieri recuperò l’armata interista, sconfiggendola con la rete di Luca Toni e superandola in classifica la notte del derby. Quella rincorsa da sogno, però, finirà con la sconfitta contro la Sampdoria di Pazzini, che farà crollare i sogni scudetto di una piazza che lo aspettava da quasi un decennio.

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Avellino-Andria a porte chiuse: ricorso respinto

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La Corte D’Appello Nazionale ha respinto il ricorso dell’Us Avellino. Il match contro l’Andria si giocherà a porte chiuse.

Nulla da fare per i tifosi biancoverdi; la gara, in programma domenica alle 17:30, si disputerà in assenza di pubblico. Un fattore non da poco, come dichiarato da bTito nel post partita contro la Turris. L’Avellino ha già giocato senza l’apporto dei propri tifosi nel corso di questa stagione: in quell’occasione il Giugliano vinse 0-1 al Partenio Lombardi.

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Gzira 1-6 Inter, vittoria schiacciante per i nerazzurri

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Durante la sosta per il Mondiale in Qatar, l’Inter ne ha approfittato per tenere il ritmo partita, e si è concessa un’amichevole contro lo Gzira United, club che milita nella prima divisione del campionato maltese. La gara è terminata con il risultato di 1-6 per la squadra di Simone Inzaghi. I nerazzurri si sono portati subito in vantaggio di due gol nella prima mezz’ora, con le reti di Bellanova e Kristjan Asllani. Il club di Malta ha poi accorciato le distanze sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Jefferson. L’Inter ha dilagato e chiuso il match con le reti di Hakan Calhanoglu, Robin Gosens, Dimarco e Mkhitaryan.

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Tito post Turris-Avellino: “Dedico la doppietta a mia figlia”

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Tito

Nel post partita di Turris-Avellino, Fabio Tito, autore di una doppietta, ha analizzato la gara vinta 1-3 e il momento di forma della squadra, reduce da tre risultati utili consecutivi.

Il difensore biancoverde, visibilmente emozionato, ha dichiarato:

“Mi conoscete da un bel pò. Ho sempre messo la squadra al primo posto, anche quando segnavo a raffica e sfornavo assist. È la prima volta che provo un’emozione del genere, in una gara così importante, in un derby così sentito, realizzare due gol è un qualcosa di stupendo. Sono 3 punti pesanti, che ci consentono di allontanarci dalla zona calda. Dedico la doppietta a mia figlia che domani compie un anno. È il miglior regalo che potessi farle”.

Poi, sull’atteggiamento messo in campo:

“Se capiamo che dobbiamo scendere in campo con questa grinta, possiamo toglierci enormi soddisfazioni e raggiungere il quarto posto. Se la cattiveria viene meno, possiamo far fatica con tutti. Prepariamo la gara con l’Andria con maggiore spensieratezza ma sappiamo che non sarà facile senza i nostri tifosi. Sappiamo bene ciò che è successo a Foggia ma stanno penalizzando entrambe le società. Sarà una gara anomala senza l’apporto del pubblico, dobbiamo vincere soprattutto per loro“.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Brasile-Corea del Sud, le formazioni ufficiali

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Alle 20:00 si disputerà l’ottavo di finale tra Brasile Corea del Sud, per il passaggio ai quarti, dove la vincente affronterà la Croazia. L’ago della bilancia sembrerebbe pendere tutto dalla parte della squadra di Tite, che vuole assolutamente cancellare il ricordo della sconfitta contro il Camerun. Dall’altra parte, Paulo Bento vuole continuare a far sognare una nazione, portando la Corea ai quarti di finale, dopo aver compiuto una vera e propria impresa contro il Portogallo. Arrivati nella fase a eliminazione diretta, ora più di prima, nessuno vuole rinunciare a sognare di alzare l’ambita coppa, chi per la prima volta nella sua storia, chi per la sesta, aumentando ancora di più il margine di distacco su Italia e Germania.

LE UFFICIALI

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinos, Thiago Silva, Alex Sandro; Casemiro, Lucas Paqueta; Raphinha, Neymar, Vinicius Junior; Richarlison. Commissario Tecnico: Tite.

COREA DEL SUD (4-3-3): Seung Gyu; Moon-hwan, Kim Min-jae, Young-gwon, Kim Jin-su; In-beom, Woo-young, Jae-sung Lee; Hee-chan, Gue-sung, Son Heung-Min. Commissario Tecnico: Paulo Bento.

 

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