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Quando l’esultanza fa polemica

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Why always me?” chiedeva Balotelli dopo un gol allo United in risposta alle polemiche circa la sua vita privata un po’ troppo spericolata. Di provocazioni e dibattiti ce ne sono sempre stati nel calcio, e per rispondere i calciatori possono adottare diversi modi, ma che in sostanza possiamo riassumere in due soltanto: o a parole, tramite interviste, conferenze stampa o post sui profili social; oppure sul campo. Il prato verde è il giusto terreno per riscattarsi e zittire chi è atto a sparare sentenze, e l’esultanza dopo il gol è un modo, oltre che per sfogare la propria creatività, anche per dire la propria, attraverso quel momento di gloria meritata, in cui tutto pare essere concesso.

L’ultimo episodio che ha attirato l’attenzione per un’esultanza piuttosto polemica, è quello che vede protagonista Emmanuel Bonaventure Dennis, il giovane attaccante del Brugge che lo scorso 1 ottobre ha segnato la sua prima doppietta al Bernabeu. Dopo la seconda rete, arrivata al 39′, ecco lo spettacolo: rincorsa, salto, spalle alla curva, braccia larghe e “siuuu” urlato per festeggiare. Questa esultanza a Madrid è stata di casa per nove anni, ma con la firma di un altro attaccante, mister CR7, che Dennis ha appunto imitato per lanciare un messaggio al Real Madrid:

“Adoro Cristiano, per me è il miglior giocatore del mondo. Sono stato triste quando è andato via dal Real e ho festeggiato i miei gol come fa lui per dimostrare che cosa si sono persi“.

La storia del calcio pullula di esultanze del genere e qui di seguito ne vedremo alcune delle più clamorose, di quelle che hanno fatto discutere o persino gridare allo “scandalo”.

Fonte immagine: profilo IG @ClubBrugge

ALEX MORGAN SORSEGGIA TÈ

Francia 2019, Mondiale femminile. Riflettori sulla competizione rosa più seguita di sempre, trasmessa in chiaro dalle TV nazionali e occasione per i paesi partecipanti di capire cosa e quanto ci sia ancora da fare per il calcio femminile. Reduci da già tre trofei, gli Usa si sono aggiudicati il loro quarto nella competizione di quest’anno, che ha reso merito ad un sistema, quello statunitense, in cui già negli anni Settanta una legge permetteva alle donne di formare squadre per giocare a pallone, e grazie alla quale oggi le entrate delle calciatrici statunitensi non distaccano molto da quelle maschili.

A trainare la squadra questa estate c’era Alex Morgan, stella indiscussa del calcio femminile. Classe ’89, l’attaccante dell’Orlando Pride gioca a calcio da quando aveva quattordici anni: passata dal campionato universitario al professionismo nel 2007, è conosciuta in tutto il pianeta soprattutto grazie alle sue prestazioni nell’ultima competizione mondiale. Durante la semifinale contro l’Inghilterra però, la numero 13 degli Usa crea scalpore per l’esultanza dopo il gol al 30′ del primo tempo, in una sfida, tra americane e inglese, che è vissuta come un derby per la storia e la rivalità dei due paesi.

Alex Morgan infatti mima di tenere una tazzina in mano e sorseggiare tè. Se ci fosse una classifica degli stereotipi che riguardano il classico english man, o in questo caso woman, al primo posto ci sarebbe certamente quella di bere l’immancabile bevanda calda alle cinque del pomeriggio. Lo sdegno arriva infatti immediatamente: Lianna Sunderson, calciatrice inglese della Juventus, descrive come sgradevole la performance della rivale.

Può celebrare come vuole, ma per me quanto visto è sgradevole, non ce n’era bisogno. Mi aspettavo che potesse segnare, ma non che potesse esultare così. Amiamo il nostro tè in Inghilterra, è ciò per cui siamo conosciuti, perciò credo sia un gesto sgradevole”.

E la Morgan si difende:

“Due pesi e due misure, gli uomini si afferrano i ‘cojones’ ma se io fingo di bere il tè…”.

(Fonte immagine di copertina: account Instagram di Alex Morgan)

 

DI CANIO E IL SALUTO ROMANO

Un Diez fuori dagli schemi. Più volte nella sua carriera da giocatore, commentatore Sky e allenatore è stato squalificato o sospeso per il suo orientamento fascista, ma il giocatore romano si è aggiudicato anche il premio Fifa Fair Paly nel 2000 e oggi ha riconquistato il posto nella televisione privata, in cui commenta le gare di Premier League. Nel campionato inglese infatti, Di Canio ha giocato per otto anni, una parentesi tra le esperienze italiane che lo hanno visto soprattutto protagonista della Lazio, club in cui l’attaccante ha svolto anche le giovanili.

Tra gli anni Novanta e Duemila Di Canio ha deliziato i suoi allenatori e tifosi segnando tanti gol: anni d’oro per lui, durante i quali era ambito da molte squadre in Italia ed era ormai pilastro dell’Under 21 azzurro. La sua nomea si è però infangata per il brutto gesto del saluto romano, ripetuto più volte a partire dal derby contro la Roma nel gennaio 2005, o nelle partite contro il Siena, il Livorno e la Juventus: la Lazio è stata multata per 10 mila euro per due volte, mentre Di Canio oltre ad aver pagato una multa di uguale importo ha subito una giornata di squalifica, e scatenato molte discussioni all’interno del mondo FIFA, anche se il giocatore ha preso le distanze dai significati politici.

… Vorrei sottolineare che le mie esultanze non hanno nulla a che vedere con comportamenti politici di alcun tipo“.

Non supporto l’ideologia fascista, sono solo un uomo di famiglia, con valori semplici“.

Fonte immagine: profilo IG @ssLazio

 

FOWLER SNIFFA LE LINEE DI BORDOCAMPO

Già così fa notizia. Robert Bernard Fowler, anche se cresciuto tifoso dell’Everton, è stato uno degli attaccanti più prolifici e famosi del Liverpool: gli scatti micidiali sul filo del fuorigioco e il suo sinistro velenoso sono accompagnati però da un carattere fuori dagli schemi, un calciatore discusso e spesso protagonista di gesta uniche. Tra queste uno dei più clamorosi fair play durante il match contro l’Arsenal, quando si rifiutò di battere un rigore fischiato a favore, oppure la maglietta pro-sciopero dei lavoratori delle banchine del fiume di Liverpool.

Il numero 9 dei Reds faceva però parlare di sé anche a causa del suo comportamento irascibile e scontroso, e spesso era al centro di notizie di cronaca, anche a causa degli insulti omofobi nei confronti di Le Saux, giocatore del Chelsea. Tuttavia, la sua esultanza più scioccante fu quella dopo il gol in Liverpool-Everton del 1997. A quei tempi circolava voce che fosse tossicodipendente e per controbattere all’accusa Fowler rispose sul campo, segnando prima su rigore, ed esultando poi facendo finta di sniffare le linee di bordocampo come se fossero strisce di cocaina, gesto che gli costò 30mila sterline e quattro giornate di qualifica.

 

https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=IYEMa465re0

GASCOIGNE “L’UBRIACONE”

Rimaniamo in Inghilterra: sono gli Europei del 1996 e l’esultanza in questione riguarda la partita tra padroni di casa e scozzesi. Per il Paese che ospita la competizione europea è l’occasione di riscattate il calcio inglese, la patria del gioco del pallone, che deve pulire la sua immagine sia dalla violenza degli hooligans e dalla strage dell’Heysel, sia di quella di Hillsborough a Sheffield. Lo slogan della gara recita infatti “Football comes home“, e se è vero che il calcio sia tornato a casa in quell’estate del ’96, è vero anche che uno dei suoi protagonisti gli rubò di fatto la scena.

Paul Gascoigne, soprannominato Gazza, è un genio del pallone, considerato uno dei più talentuosi della sua generazione e di tutto il calcio britannico. A fare rumore nella sua vita erano però soprattutto gli episodi fuori dal campo, a causa della personalità eccentrica e trasgressiva, che lo videro infatti al centro di molte vicende sregolate e poco raffinate. A entrare a far parte delle storia del calcio, sono state tuttavia anche le sue esultanze: durante un Old Firm per esempio, derby tra Rangers e Celtic, la Gazza esultò facendo finta di suonare il flauto sotto la curva avversaria, la biancoverde, sbeffeggiando l’usanza dei protestanti del Celtic di suonare lo strumento in una festa religiosa.

Fonte immagine: profilo IG @PremierLeague

Nell’europeo 1996 Gascoigne firmò invece la sua esultanza più iconica. Nella partita contro i rivalissimi della Scozia, l’inglese segnò uno dei gol più belli della sua carriera, saltando con un pallonetto un difensore avversario e tirando di collo. Per festeggiare si buttò a terra vicino alla porta e alcuni suoi compagni accorsero da lui con le borracce e iniziarono a versargli l’acqua in bocca. Il motivo? Poche settimane prima Gascoinge e altri giocatori furono fotografati durante una trasferta a Hong Kong visibilmente ubriachi , dopo aver partecipato a un gioco alcolico, poi reinterpretato dell’esultanza. Tra risa e scalpore, il Sun giudicò l’episodio “Vergognoso“, e gli dedicò il giorno dopo la sua prima pagina.

Fonte immagine di copertina: profilo IG @MarioBalotelli

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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