Nel giugno 2010 l’Udinese annuncia il ritorno sulla panchina di Francesco Guidolin. Il tecnico di Castelfranco Veneto aveva già guidato i friulani nella stagione 1998-99, conducendoli alla qualificazione in Coppa Uefa. Poi qualcosa si era rotto, e Guidolin aveva abbandonato il progetto per divergenze di vedute con il presidente Pozzo. Proprio lo stesso patron bianconero decide di fare nuovamente affidamento su Guidolin per rilanciare una formazione reduce da un’annata difficile, conclusa al quindicesimo posto in classifica.

LA STAGIONE DEI RECORD

L’inizio è shock: l’Udinese viene sconfitta nelle prime quattro uscite stagionali in campionato e si trova all’ultimo posto in classifica. Nel quinto turno arriva il primo punto, uno scialbo 0-0 esterno contro la Sampdoria. Nella sesta giornata finalmente la prima vittoria, con un gol al 93′ di Mehdi Benatia che chiude sull’1-0 la sfida casalinga contro il Cesena. Nonostante l’inizio complicato, Guidolin riesce a trovare il sistema di gioco giusto e compie una vera e propria impresa. Il tecnico conduce l’Udinese al quarto posto in classifica, con la squadra che a fine campionato registra il record storico di punti (64) e vanta il miglior attacco in coabitazione con i campioni d’Italia del Milan (65 reti).

Dopo tante sperimentazioni, l’allenatore veneto trova il sistema di gioco migliore schierando un 3-5-2 da brividi, considerando il futuro di alcuni dei nomi presenti. La linea retroguardia vede, davanti a Samir Handanovič, una linea a tre con Benatia, Zapata e DomizziIsla Armero sono gli esterni a tutta fascia, mentre in mezzo al campo c’è Inler a fare da schermo al centro, affiancato dall’esperienza di Pinzi e da Kwadwo Asamoah. Lo spettacolo, però, è tutto davanti, con un tandem formato da un giovane cileno in grande ascesa, Alexis Sanchez e da un Totò Di Natale all’apice della carriera, che chiude la stagione con 28 reti in campionato dopo le 29 della precedente.

 

L’EUROPA E LA CONFERMA

La seconda stagione si apre con i preliminari di Champions League, ma la fortuna non sorride ai friulani. L’avversario sorteggiato, infatti, è l’Arsenal, che con una doppia vittoria estromette i ragazzi di Guidolin dalla massima competizione europea. In campionato questa volta la partenza è ottima e nelle prime fasi l’Udinese contende il primato alla Juventus di Conte, per poi assestarsi in piena zona Champions, fino a concludere al terzo posto. In Europa League, i bianconeri superano il girone al secondo posto dietro all’Atlético Madrid, eliminando Celtic e Rennes. Nei sedicesimi di finale estromettono il Paok, vincendo 3-0 in Grecia dopo il pareggio a reti bianche di Udine, ma negli ottavi l’AZ Alkmaar mette fine al sogno europeo di Di Natale e compagni: non basta il 2-1 del Friuli, dopo la sconfitta olandese per 0-2.

La seconda annata di Guidolin, è ancora estremamente positiva, soprattutto tenendo conto della cessione di quella che era stata la grande rivelazione della stagione precedente, Alexis Sánchez, passato al Barcellona per 26 milioni di euro. Guidolin e dirigenza operano benissimo sul mercato, portando in Italia il Tucu Pereyra e Danilo, che si afferma come un centrale difensivo di indiscussa affidabilità.

I PRIMI SCRICCHIOLII

Durante il mercato estivo l’Udinese comincia a perdere diverse pedine fondamentali. Handanovič si trasferisce all’Inter, mentre Isla e Asamoah passano alla Juventus. I sostituti non sembrano all’altezza: ci sono gli ennesimi nomi provenienti dal Sudamerica, come Maicosuel e Willians ma, escludendo Allan, saranno solo delusioni.

La stagione comincia con il preliminare di Champions League: questa volta i friulani sono più fortunati nel sorteggio e pescano lo Sporting Braga. La sfida contro i portoghesi, però, rimane legata all’immagine del goffo tentativo di cucchiaio del nuovo acquisto Maicosuel, e ancora una volta gli uomini di Guidolin vengono eliminati. Anche in Europa League l’Udinese non fa molta strada, fermandosi ai gironi (pur con la vittoria prestigiosa ad Anfield sul Liverpool). In campionato la squadra viaggia intorno alla metà della classifica per gran parte della stagione, ma con una serie di otto vittorie di fila nel finale conclude al quinto posto.

LA FINE DEL SOGNO

La stagione 2013-14 sancisce la fine della storia d’amore tra Guidolin e l’Udinese. La squadra ormai non gira più come nei momenti migliori e il mister non può più contare su tanti giocatori che avevano contribuito al suo successo. I friulani abbandonano subito l’Europa League, eliminati ai playoff dallo Slovan Liberec, e chiudono il campionato mestamente al tredicesimo posto. Lo stesso Guidolin, che lancerà Bruno Fernandes dopo le stagioni al Novara, lascerà la guida tecnica a fine annata, in favore di Andrea Stramaccioni.

La favola dei friulani è finita. Rimane il ricordo di una squadra entusiasmante, con tanti talenti passati e lanciati ai massimi livelli europei (su tutti, Sanchez, Handanovic, Benatia e Bruno Fernandes). Tanti giocatori uniti da due fattori comuni: il tecnico, Francesco Guidolin, e il capitano, Antonio Di Natale.