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Corre, dribbla, corre, dribbla ancora e ogni tanto calcia pure in porta. La sintesi migliore che un tifoso juventino possa dare a chi gli chiedesse di giudicare Douglas Costa in vesti bianconere. Sintesi che comunque verrebbe seguita da un “però deve svegliarsi”, per dirla con termini molto poco filosofici. Una considerazione del brasiliano che probabilmente è stata fatta da quasi tutti i supporters bianconeri, vogliosi (speranzosi in realtà) di vedere ancora il vero fuoriclasse ex Bayern. Di tempo ne è passato, ma la il talento sudamericano fatica ancora a mettersi in luce…

JOLLY DA PESCARE

Douglas Costa è definibile come il classico jolly da schierare quando si vuole aggiungere etti di fantasia offensiva alla propria squadra, la quale sente il bisogno di trovare mosse imprevedibili per rompere gli equilibri del match. Un gran tiro da fuori, un dribbling super efficiente o un passaggio taglia-difesa è ciò che ci si deve aspettare da un giocatore di questo calibro. Tanto fumo? Probabilmente sì, eppure un po’ di arrosto c’era quasi sempre a Monaco. A Torino invece le cose non girano come dovrebbero girare. I problemi d’integrazione/adattamento sono per ora l’unica giustificazione che può salvare il 27enne di Sapucaia do Sul.

Tuttavia anche Dani Alves lo scorso anno non aveva proprio iniziato bene la sua avventura a tinte bianconere. Stesso iter toccherà a Douglas Costa? Chissà, ma per ora bisogna fare un attimo il punto su quanto di buono (poco) ha fatto l’esterno di Allegri. Attualmente il ragazzo ha collezionato ben 10 + 1 (Supercoppa) presenze con la nuova casacca, accumulando in tutto 451 minuti. Praticamente nullo è stato il suo supporto per fini concreti, visto che prima di sabato scorso Costa non era mai entrato a far parte né dei marcatori e né degli assist-men stagionali.

Fino a sabato però, visto che in 5 giorni l’esterno è riuscito prima a segnare il suo gol numero 1 in maglia Juve, e poi è riuscito anche a servire a Mandzukic il pallone per il gol vittoria in Champions contro lo Sporting. Segnali di ripresa che fanno ben sperare tutto il popolo campione d’Italia. C’è da dire comunque che si tratta solo di segnali minimi, visto che nella partita in cui è andato a segno (vs Lazio), la prestazione finale è stata lo stesso insufficiente.

NO PRESSURE

Tornando quindi al match di mercoledì, è necessario complimentarsi con coach Allegri per la sostituzione rivelatasi decisiva per il risultato finale. 5 tocchi e 7 secondi son bastati a Douglas Costa per apparecchiare la tavola al compagno croato, bravo poi a insaccare il pallone alle spalle del portiere. Ripartire da qui è ora lo slogan che il brasiliano deve tenersi stretto per le prossime partite. Essere influenti lo slogan successivo che invece dovrà raggiungere presto, per il bene della squadra.

La pressione continuerà sicuramente ad esserci, anche perché l’entusiasmo generatosi al suo arrivo a Torino ha creato uno tsunami di aspettative pronte per esser soddisfatte. Molti però lo considerano in primis un uomo per la Champions, ovvero un giocatore necessario per lo più per la competizione europea anziché per quella nazionale. Anche questo tiene alta l’asticella che il brasiliano deve raggiungere per strappare una sufficienza relativa alle sue prestazioni. Inoltre va anche aggiunto che la non continuità trovata fin qui non lo sta di certo aiutando, anche se è negli allenamenti che l’esterno offensivo deve migliorare.

“Comincio ad essere un po’ più decisivo per la squadra…” (Dopo Juventus – Sporting Lisbona)

E che decisivo sia allora! Anche perché questa Juventus non sta certamente convincendo, nonostante sia ricca di campioni che per definizione dovrebbero venir fuori soprattutto nei momenti di difficoltà. Servirà sicuramente altro tempo prima di vedere un Douglas Costa forte della fiducia dell’allenatore, eppure ora le aspettative iniziano a cambiare. La concorrenza non dev’essere inoltre vista per forza sotto una luce negativa, anche perché paradossalmente permette all’esterno di concentrarsi su quei dettagli all’oscuro dei tifosi ma che poi si rivelano fondamentali la domenica. Tempo al tempo quindi, sperando però che mercoledì sia stato appunto solo un nuovo inizio per Douglas Costa…

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